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trio

A volte capita...


di Membro VIP di Annunci69.it wlfct69
03.04.2026    |    2.070    |    2 9.3
"Lei lo capisce, sente il ritmo calare, si sfila, si inginocchia davanti a me, mi prende e lo inghiotte..."
Anni fa, preso dalla noia e dalle mie difficoltà di avere una relazione fissa tra una trasferta e l’altra, conobbi una coppia su questo sito. Ovviamente ci furono svariati messaggi tra me, lui (che chiameremo Davide) e lei (che chiameremo Alessia), oltre a telefonate tra me e Alessia, scambio di foto del viso, ma mai nessuna foto di nudo se non quelle postate sul sito.

Alessia è una bella donna, alta, prosperosa, con un bel seno e un bellissimo culo pronunciato, come piacciono a me. Davide è anch’egli un bell’uomo, che cerca un terzo per un triangolo, doppia penetrazione compresa.

Per rendermi interessante ad Alessia, durante le conversazioni via messaggio, le promisi di farla venire occupandomi della sua passerina con lingua e dita, mentre spompinava Davide a più non posso. Mi ha sempre risposto in maniera timida:
“Vedremo.”

Dopo questo approccio iniziale, mi invitano finalmente a casa di Alessia per realizzare la fantasia di Davide.

Abito lontano da loro e, in autostrada, ricevo un messaggio di Alessia con allegato un video di lei intenta a succhiare avidamente il membro di Davide, con la didascalia:
“Ti aspetto, manchi tu.”

Dopo aver sbandato in auto, le scrivo chiedendole quando fosse stato filmato il video e lei mi risponde che era ancora intenta a scaldare Davide. Quindi mi affretto a farmi trovare nel luogo dell’incontro.

Una volta parcheggiata l’auto, aspetto i due riguardando il video e, ovviamente, il mio amico si gonfia nei pantaloni.

Arrivano, parcheggiano e scendono dalla macchina: rimango deluso da lei… pantaloni abbondanti, maglione girocollo, l’immagine dell’austerità (e il mio amico si sgonfia nei pantaloni).

Dopo i saluti e le presentazioni, finalmente dal vivo, Davide mi propone di accompagnarmi fino a casa di Alessia sulla mia auto. Alessia, intanto, parte con l’auto della coppia alla volta di casa sua.

Davide mi chiede del più e del meno durante il tragitto, che dura un quarto d’ora abbondante. Parcheggio l’auto dove indicato da Davide e lo seguo fino al portone dove vive Alessia.

Davide suona, il portone si apre e saliamo. Durante la salita ero abbastanza convinto che non avremmo concluso quella sera e che sarebbe stato solo un incontro per conoscerci.

Arrivati davanti alla porta dell’appartamento, noto la mano e il braccio nudo di Alessia che tiene socchiusa la porta e penso che il maglione fosse scomparso.

Entriamo, chiudo la porta… e bam!

Il mio amico torna a ingrossarsi.

Lei è lì, in cucina, su due tacchi a spillo, dentro a una vestaglietta nera trasparente, il seno avvolto in un reggiseno di pizzo e il culetto cinto da un perizoma che sembrava più un filo interdentale.

Davide mi chiede un paio di volte, o anche più, di sedermi al tavolo della cucina. Mi siedo solo quando me lo chiede Alessia, perché ero troppo intento a guardarla ondeggiare, muto e sordo alle richieste di Davide.

Prendiamo un caffè preparato da Alessia. Alessia si siede tra me e Davide.

A quel punto, il mio cazzo era talmente duro da voler uscire dalle mutande…

Dopo altri convenevoli, Alessia si alza per sparecchiare il tavolo e, quando torna, Davide la afferra per una gamba, portando la mano all’inguine. La bacia sulla bocca e poi le dice:
“Potrei dire che sia giunta l’ora di vedere se il tuo amante di stasera riesce a farti venire solo oralmente e quanto ci farai resistere durante una doppia penetrazione…”

Alessia risponde:
“Andiamo in salone e balliamo un po’.”

Prende entrambi per mano, ci porta in salone e accende lo stereo con un telecomando.

Mima due passi di danza, ma finisce subito tra me e Davide, mentre strisciamo i rispettivi cazzi, ancora nei pantaloni, sul suo corpo seminudo.

Inizia a limonare Davide, mentre io le accarezzo tette e natiche, stringendole e tirandola con le chiappe contro il mio amico in tiro. Poi si gira verso di me, mi bacia e inizia a toccare entrambi.

Il tutto non dura nemmeno una canzone.

Capendo la nostra eccitazione, Alessia si inginocchia senza togliere la mano dai nostri pacchi.

A quel punto si mette a calare i pantaloni a Davide, che non è ancora completamente duro. Ma lei attacca il pene di Davide, inghiottendolo tutto.

Io guardo lo spettacolo, sperando di ricevere lo stesso trattamento: il mio cazzo resta dentro i pantaloni, schiacciato dalla mano di Alessia.

Il momento non tarda ad arrivare.

Ho una bella erezione, ormai fuori dalle mutande. Alessia mi slaccia i pantaloni, lo prende a due mani, lo succhia una volta, un po’ sorpresa, lo sputa e inizia un meraviglioso pompino con un bel gioco di lingua.

Una volta finito, avvicina al viso i due cazzi, mi guarda e mi dice:
“Se vuoi il mio buchetto, me lo devi preparare per bene.”

Non mi ero accorto che Davide fosse dotato in lunghezza quasi quanto me, ma non in larghezza.

Prima che potessimo dire qualcosa, inghiotte entrambi i cazzi, cercando di tenerli in bocca e dedicandosi all’uno e all’altro con la sua avida e famelica bocca.

Non so Davide, ma io non riesco nemmeno a parlare con Alessia: non vorrei mai distrarla dal lavoro che sta facendo con così tanto impegno.

Ci fa sedere sul divano e si mette tra noi due, in ginocchio, segando l’uno e spompinando l’altro. Mi porta più volte sul punto di venire, specialmente quando gira il capo di lato e fa sbattere la mia cappella contro la guancia.

Prendo anche coraggio.

La guardo, ci alziamo in piedi, ci baciamo, e lei si toglie il perizoma coricandosi sul divano.

Davide, in ginocchio sul divano, cerca di imboccare Alessia col cazzo, ma lei lo sega soltanto in quel momento.

Una volta coricata, le accarezzo le gambe e mi ritrovo a tu per tu con quella patatina bagnata. Prima ci infilo un dito, poi inizio a leccare e succhiare il clitoride.

Ad Alessia piace molto, lo sento dai gemiti.

Arriva all’orgasmo.

Mi alzo un attimo, vedo Davide intento a cacciarlo in bocca ad Alessia, anche se non è più duro. Ci do poco peso, perché, memore del servizietto di prima, ho pochi dubbi sull’efficacia dei suoi pompini.

Torno tra le gambe di Alessia e, sfruttando l’umidità, appoggio un dito sul buchetto e inizio a spingere piano. La sento gemere a bocca chiusa mentre tenta di rianimare l’amichetto di Davide.

È il segnale giusto.

Aumento il ritmo, aggiungo un dito nella passerina e continuo a leccare il clitoride. In poco tempo, Alessia si lascia andare a un secondo orgasmo.

Mi sollevo.

Davide è a cazzo moscio, stravaccato su una poltrona, e Alessia è schizzata sul seno.

“Ok”, penso, “direi che è finito il giochino.”

Alessia va in bagno a sistemarsi. Io mi siedo sul divano, segandomi per mantenere l’erezione.

Davide mi dice che gli dispiace, ma che probabilmente non andrò a casa così.

Quelle parole mi ringalluzziscono.

Vedo Alessia tornare, si corica vicino a me, solleva e allarga le gambe e dice, un po’ seccata:
“Bene, aspettando che Davide si riprenda, è meglio approfittare del mio calore… e del tuo cazzo duro.”

Detto e fatto.

Le striscio il cazzo tra le gambe e lo faccio entrare lentamente, per poi aumentare il ritmo, facilitato da quanto è dilatata e bagnata.

Scopiamo. Alessia geme alla grande, si contorce per godere di ogni centimetro.

Ogni tanto guardiamo Davide, sulla poltrona, in tiro, mentre se lo mena furiosamente.

Aspettiamo che entri in gioco… ma niente.

Se ne sta lì a guardare.

Io continuo.

Alessia, sul punto di venire, mi chiede di prenderla a pecora. Si gira, a quattro zampe, offrendomi la vista del suo culetto.

Le striscio il cazzo tra le natiche e la scopo cambiando ritmo più volte.

Lei gode, arriva di nuovo all’orgasmo.

Ormai non ci curiamo più di Davide.

A un certo punto si inarca, sprofonda col viso nel cuscino e inizia a toccarsi.

Vedendola così, con il buchetto in bella vista, inizio a lavorarlo con le dita, preparando il terreno.

Lei gode ancora, tra dita dietro e cazzo davanti.

A un certo punto si ferma, si gira verso di me e, allargando le chiappe, dice:
“Penso che Davide si godrà solo lo spettacolo. Quindi scopriamo quanto sei bravo a darci dentro al culetto.”

Non aspettavo altro.

Appoggio la cappella e inizio a spingere piano, con attenzione. Una volta dentro, aumento lentamente il ritmo.

È stretto, ma accogliente.

Lei geme, continua a toccarsi davanti.

Io non ce la faccio più.

Lei lo capisce, sente il ritmo calare, si sfila, si inginocchia davanti a me, mi prende e lo inghiotte.

Vengo copiosamente dentro la sua bocca, mentre lei gioca con la lingua e si stuzzica i capezzoli, fissando Davide che si sega guardandoci.

Un po’ cola fuori, dagli angoli delle labbra, sul seno.

Svuotato, penso che, verosimilmente, quella sia stata la mia prima esperienza cuckold da bull, visto che Davide non ha fatto altro che guardarci.

Io e Alessia abbiamo scopato altre volte, anche la sera stessa e anche senza Davide che ci osservava (ovviamente con lui consapevole).

Il desiderio di Davide di scopare Alessia insieme a me, invece, non si è ancora avverato.
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