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Il gioco del Vichingo


di Membro VIP di Annunci69.it Fugapassionale
08.08.2026    |    428    |    1 8.7
"Lei si è mossa con un controllo assoluto, posizionandosi esattamente al centro di quella dinamica: chinata su di me per regalarmi ogni sua attenzione, mentre dietro di lei la figura imponente del..."
L’aria estiva dell’Istria portava con sé un calore denso, impregnato del profumo di pino e salsedine. L'appartamento poco fuori Rovigno era il nostro rifugio, ma la scoperta su Maps di Punta Križ aveva piantato un seme sottile nella mente. La certezza di quel lato giocoso e audace nella nostra intesa rendeva l'idea ancora più stuzzicante.
Siamo partiti dalla sponda est, cercando un punto isolato tra le rocce. Lì, tra un sorso d'acqua e un sorriso complice, l'ho spinta a liberarsi del pezzo di sopra. Giocare al finto geloso mentre qualche sguardo lontano scivolava su di lei è diventato una scintilla immediata: lei non solo accettava la provocazione, ma rispondeva stuzzicandomi. Dopo il pranzo, ho fatto un giro da solo per cercare la famosa spiaggia libertina ma, non trovandola, sono tornato indietro, tenendo accesa solo la fantasia.
Tornati in appartamento la sera, la tensione non si era dissolta. Continuavo a stuzzicarla finché lei, ridendo con malizia, ha lanciato una stoccata:
«Certo che parli tanto... ma hai visto il vichingo dell'appartamento a fianco? Alto, barba lunga, sembra uscito da una serie TV. Magari lui ha meno parole e più fatti.»
Ho riso, sentendo una scossa corrermi lungo la schiena: «Ah sì? Quindi adesso il mio ruolo è minacciato dal vicino di casa?»
«Dipende,» ha risposto lei con uno sguardo di pura sfida. «Se continui a fare il geloso, magari vado a chiedergli una mano per la cena.»
«Provaci,» l'ho stuzzicata, guardandola dritta negli occhi. «Guarda che se entra lui, io non mi metto da parte. Anzi, voglio proprio vedere se hai il coraggio di reggere il gioco fino in fondo.»
Quella frase ha fatto esplodere la carica che avevamo accumulato tutto il giorno. Prima ancora di pensare alla cena, mi ha spinto in camera e mi ha immobilizzato al letto, prendendo il totale controllo della situazione. Ogni suo tocco era un'attesa estenuante, un gioco deliberato per sfiorarmi senza mai concedermi la soddisfazione finale. Nel pieno di quella frustrazione erotica, con la testa che girava per il desiderio, le ho sussurrato tra i morsi: «E allora? Il vichingo sa che ti stai divertendo così tanto?»
A quella provocazione, si è alzata ed è andata verso la porta finestra socchiusa sul giardinetto. Tra la penombra e la luce del crepuscolo, si è messa in una posizione perfettamente visibile dall'esterno. Proprio in quel momento, il vicino è uscito in veranda. Nel frattempo, dal bagno del suo appartamento, si sentiva il rumore dello scorrere dell'acqua: la sua compagna era intenta a farsi la doccia, del tutto ignara di quello che stava accadendo a pochi metri da lei.
Il vicino ha girato lo sguardo e l'ha vista. Gli sguardi si sono incrociati in un istante sospeso. Lei, ormai completamente calata nella parte e forte della sua sensualità, mi ha guardato e ha sussurrato che lui la stava fissando e che non aveva alcuna intenzione di fermarsi. Io, travolto dall'adrenalina e dal desiderio di andare oltre ogni limite, le ho risposto: «Beh, adesso mica vorrai lasciarmi qui da solo per andare da lui? Fallo entrare.»
Un cenno complice, un invito discreto e inequivocabile, e il vicino non se lo è fatto ripetere due volte, approfittando di quei minuti di totale libertà.
Dalla mia posizione, ancora immobilizzato al letto, la visuale era un'istantanea di pura complicità e trasgressione. Lei si è mossa con un controllo assoluto, posizionandosi esattamente al centro di quella dinamica: chinata su di me per regalarmi ogni sua attenzione, mentre dietro di lei la figura imponente del vicino completava un incastro perfetto e travolgente. Era un'unione di tre corpi coordinata da un ritmo comune, in cui i confini tra chi dava e chi riceveva si sono dissolti all'istante.
Vederla così, completamente padrona della propria sensualità, stretta tra la mia dedizione e la forza viscerale dell'ospite inatteso, ha spinto l'eccitazione a un livello mai provato. I movimenti sincronizzati, il calore della pelle e la sensazione di essere il centro visivo e sensoriale di tutta quella scena ci hanno trascinati verso un culmine simultaneo e devastante.
Quando il silenzio è tornato a riempire la camera e il vicino è scivolato via nell'ombra, siamo rimasti solo noi due, ancora senza fiato, stretti in un abbraccio forte e liberatorio, immersi nell'eco di una fantasia che era diventata realtà.
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