Il piacere condiviso
Sfumaturedisesso
Quella sera l'aria nel loro appartamento era densa di elettricità. Stefano arrivò puntuale, trovando Erika già pronta: indossava solo un completino di pizzo nero trasparente che lasciava poco all'immaginazione. Leo era seduto in poltrona, un bicchiere di bourbon in mano, lo sguardo di chi pregusta uno spettacolo privato.
"Sei bellissima," sussurrò Stefano, avvicinandosi a Erika. La sua stazza imponente contrastava con la grazia flessuosa di lei. Leo fece un cenno col capo: "È tutta tua, Stefano. Non farmela aspettare."
Stefano non se lo fece ripetere. Afferrò Erika per i fianchi, attirandola a sé con una forza bruta che la fece gemere di desiderio. Le sue mani grandi iniziarono a esplorare il corpo di lei, strappando quasi il pizzo per liberare i seni sodi che cercavano il contatto con la sua pelle.
Stefano la spinse contro il tavolo di cristallo, sollevandole le gambe e costringendola ad aprirsi completamente a lui. Erika inarcò la schiena, cercando la bocca di Stefano in un bacio vorace, mentre Leo si avvicinava, posizionandosi a pochi centimetri dal loro groviglio di corpi per non perdere nemmeno un dettaglio.
Quando Stefano entrò in lei con una spinta decisa e profonda, Erika lanciò un grido che riempì la stanza. Era un ritmo duro, implacabile, che Stefano manteneva con una potenza quasi animalesca. Erika rispondeva a ogni colpo, le unghie conficcate nelle spalle dell'uomo, gli occhi fissi in quelli di Leo.
Le mani di Leo erano ovunque su Erika. Le accarezzava il viso, le sussurrava parole sporche all'orecchio, incitandola a godere di quel cazzo che la stava possedendo con tanta foga. "Guarda come ti scopa, Erika... guarda quanto lo vuoi.
La stanza era piena del suono dei corpi che si sbattevano l'uno contro l'altro e del respiro affannato di Erika. Stefano la girò, mettendola carponi davanti a Leo. Da quella posizione, Leo poteva vedere ogni centimetro del piacere di sua moglie.
Stefano la riprese da dietro, il suo cazzo enorme penetrava il culo di Erika afferrandola per i capelli per tenerle la testa alta, mentre aumentava la velocità dei colpi, colpendo in profondità con una precisione chirurgica. Erika era in preda al piacere, le pareti del suo sesso che stringevano Stefano in una morsa frenetica.
"Adesso, Stefano! Non fermarti!" disse Leo mentre il suo cazzo invece scopava la sua bocca e mentre Erika raggiungeva un orgasmo violento che le fece tremare le gambe. Pochi istanti dopo, con un ultimo affondo potente, anche Stefano si liberò dentro di lei, scaricando tutto il suo seme mentre la stringeva a sé con un ultimo, possente sussulto.
Erika rimase per qualche istante appoggiata a Stefano, ansimante, la pelle lucida di sudore e lo sperma che le colava sulle gambe e le sue mani che lo raccoglievano per portarselo alla bocca quasi per ricordarsi di quanto le era piaciuta essere la puttana di Stefano...Leo si avvicinò e la baciò dolcemente, un gesto che riaffermava il loro legame indissolubile nonostante l'intrusione selvaggia di quel terzo elemento.
Stefano si scostò, guardandoli con rispetto e desiderio residuo. Sapeva che il suo ruolo era quello: essere lo strumento del loro piacere condiviso.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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