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trio

Il piacere condiviso 2 parte


di Membro VIP di Annunci69.it Sfumaturedisesso
16.05.2026    |    420    |    3 9.3
"La gamba di Marco, apparentemente per la mancanza di spazio, si era posizionata contro la sua..."
..... ​Il silenzio che seguì fu riempito solo dai loro respiri pesanti che tornavano lentamente alla normalità. L'aria era ancora satura dell'odore di sesso, sudore e del profumo dolciastro del bourbon che Leo aveva lasciato sul tavolino.
​Stefano si allontanò di qualche passo, rivestendosi con calma rituale. Guardò la coppia sul divano: Erika era rannicchiata contro il petto di Leo, la pelle ancora arrossata per la foga dei colpi e segnata dalle dita grandi di Stefano. Leo le accarezzava i capelli bagnati, sussurrandole parole dolci, un contrasto totale con la spietatezza erotica di pochi minuti prima.
​"Siete magnifici," disse Stefano, rompendo il silenzio con la sua voce profonda. "Ogni volta è più intenso."
​Leo sollevò lo sguardo, un sorriso complice e soddisfatto sulle labbra. "Il merito è anche tuo, Stefano. Sai esattamente di cosa ha bisogno. E sai come darmela pronta per il gran finale."
​Erika si voltò verso Stefano, gli occhi ancora lucidi per l'orgasmo appena vissuto. Con un gesto lento e deliberato, leccò via l'ultima traccia di sperma che le era rimasta sulle dita, mantenendo lo sguardo fisso in quello del loro ospite. Un brivido attraversò la stanza; il gioco non era affatto finito, stava solo cambiando forma.
​Stefano salutò con un cenno del capo e lasciò l'appartamento, lasciando i due coniugi da soli nella penombra della stanza. Ma la complicità tra Erika e Leo era una macchina termica che non si spegneva facilmente.
​Leo si alzò, offrendo la mano a sua moglie per aiutarla ad alzarsi dal tavolo di cristallo. La trascinò verso lo specchio a figura intera del corridoio. Erika si guardò: i capelli spettinati, il trucco leggermente sbavato e i segni del corpo di Stefano ancora evidenti sulla sua pelle vellutata.
​"Guardati," le sussurrò Leo da dietro, afferrandole i fianchi esattamente dove l'aveva stretta l'altro uomo. "Sei bellissima quando sei così... usata. Così mia."
​"Ero tua anche mentre lui era dentro di me, Leo. Soprattutto in quel momento," rispose lei, inarcando la schiena contro il suo bacino.
​Leo sentì il proprio sesso, ancora teso e pulsante, premere contro le natiche di lei. Non aveva ancora scaricato la sua tensione, accumulata guardando lo spettacolo. Era il suo turno di reclamare ciò che era suo, ma questa volta voleva che Erika prendesse il controllo.
​Si sedette sulla poltrona dove prima aveva assistito alla scena, ma stavolta aprì le gambe. Erika capì al volo. Si inginocchiò tra le sue cosce, prendendo il sesso di Leo tra le mani. Era reattivo, bagnato degli umori che lei stessa gli aveva trasmesso durante il rapporto orale precedente.
​Con lentezza esasperante, Erika iniziò a baciarlo, risalendo dalla base fino alla cappella, usando la lingua con una maestria che fece sfuggire un gemito a Leo.
​"Voglio sentirti dentro" sussurrò lei, sollevandosi e posizionandosi sopra di lui, a cavalcioni.
​Erika si abbassò lentamente, guidando il cazzo di Leo dentro di sé. Le pareti del suo sesso, già calde e lubrificate dal rapporto con Stefano, accolsero Leo con una morsa accogliente ma incredibilmente stretta. Leo strinse i denti, sopraffatto dalla sensazione di calore e dalla consapevolezza di possedere sua moglie nel momento della sua massima vulnerabilità ed eccitazione.
​Erika iniziò a muoversi con un ritmo sinuoso, opposto a quello animalesco di Stefano. Era lei a dettare il tempo, oscillando i fianchi e guardando Leo dritto negli occhi. Ogni volta che scendeva, sentiva il sesso di suo marito spingere contro il fondo della sua intimità, mescolandosi con i residui dell'incontro precedente.
I movimenti si fecero più rapidi. Leo le afferrò i seni, spingendo il bacino verso l'alto per incontrare i colpi di lei. Erika gettò la testa all'indietro, i muscoli vaginali che si stringevano di nuovo in preda a un secondo, travolgente orgasmo. Sentire la contrazione di lei spinse Leo oltre il limite: con un grugnito profondo, venne dentro di lei con spinte potenti e ravvicinate, unendo il suo seme a quello che già la riempiva.
​Erika crollò sul petto di Leo, i loro cuori che battevano all'impazzata all'unisono. Il cerchio si era chiuso. Erano esausti, sporchi e indissolubilmente legati.....
La settimana successiva volò via sotto il segno di quell'ultima, intensa notte. Il weekend successivo, l'invito di Stefano arrivò quasi come un premio: una cena in un ristorante esclusivo del centro, un locale con luci soffuse, tavoli separati da pesanti tende di velluto e un'atmosfera decisamente complice.
Erika aveva scelto un abito da sera verde smeraldo, aderente, con una scollatura profonda sulla schiena e nessun intimo a fare da barriera. Leo, nel suo abito scuro, la guardava con l'orgoglio del proprietario di un tesoro che ama mettere in mostra. Quando arrivarono al tavolo, Stefano era già lì. Li accolse con calore, ma lo sguardo che riservò a Erika, mentre le baciava la mano, tradiva il ricordo ancora vivido del suo corpo sotto il proprio.
"Siete splendidi," disse Stefano, versando dello champagne nei calici. "Volevo ringraziarvi per l'altra sera. È stato... indimenticabile."
"Il piacere è stato decisamente reciproco," rispose Leo, stringendo la mano di Erika sotto il tavolo.
La cena scorreva tra cibo raffinato, sguardi carichi di sottintesi e le mani di Stefano e Leo che, a turno, cercavano le gambe nude di Erika sotto la tovaglia e soprattutto la fica già bagnata. Ma proprio mentre l'atmosfera si faceva più calda, una voce profonda e sconosciuta interruppe il loro idillio.
"Stefano? Non pensavo di trovarti qui stasera."
Stefano si voltò, visibilmente sorpreso, ma ricompose subito un sorriso cordiale. "Marco! Che coincidenza."
Erika e Leo alzarono lo sguardo. L'uomo che si era appena avvicinato al tavolo emanava un fascino magnetico. Poteva avere qualche anno più di Stefano, un fisico asciutto e atletico fasciato in un abito sartoriale impeccabile, e due occhi grigi, glaciali e penetranti, che stavano già analizzando la situazione con consumata intelligenza.
"Lasciate che vi presenti Marco," disse Stefano, alzandosi. "È il mio socio in affari e un carissimo collega. Marco, loro sono Leo ed Erika, due... carissimi amici."
Marco sorrise, un sorriso sghembo che accese immediatamente l'attenzione di Erika. Quando l'uomo le strinse la mano, non si limitò a un saluto formale; la sua presa fu salda, e il suo pollice accarezzò per un millesimo di secondo il dorso della mano di lei, mentre i suoi occhi grigi scendevano lungo la scollatura dell'abito verde per poi risalire, sfacciati.
"Un vero piacere," disse Marco, la voce profonda che vibrò dritta al centro del bacino di Erika. "Stefano mi parla spesso dei suoi amici... ma ha decisamente omesso che avesse frequentazioni così affascinanti."
Leo, tutt'altro che infastidito, sentì la familiare scarica di adrenalina accendersi nelle vene. Conosceva quel brivido: era l'inizio di qualcosa. Guardò Erika e notò il leggero rossore sulle sue guance, il modo in cui il suo respiro si era fatto più corto. Infatti Erika le sue emozioni e la sua eccitazione non le nasconde mai. La sua fica adesso è ancora più bagnata.
"Se non disturbo il vostro tavolo, aspetterei il mio cliente qui con voi " propose Marco, lo sguardo fisso su Erika.
"Ma certo, accomodati," rispose prontamente Leo sedendosi affianco volutamente alla moglie.
L'ingresso di Marco cambiò istantaneamente l'energia del tavolo. Mentre Stefano cercava di mantenere la conversazione su binari lavorativi, Marco giocava un'altra partita. Ogni sua parola era un doppio senso, ogni suo gesto una provocazione.
Sotto il tavolo, Erika si sentì mancare il fiato. La gamba di Marco, apparentemente per la mancanza di spazio, si era posizionata contro la sua. Non era un contatto casuale: la stoffa ruvida dei pantaloni dell'uomo premeva con decisione contro la pelle nuda della coscia di Erika. Lei guardò Leo, cercando i suoi occhi; Leo la stava fissando, un sorriso complice sul volto, e con un impercettibile cenno del capo le diede il via libera conosce perfettamente Erika sa che in queste occasioni non bisogna frenarla.
Erika non si ritrasse. Anzi, aprì leggermente le gambe, permettendo al ginocchio di Marco di insinuarsi più a fondo.
"Allora, Stefano," disse Marco, inclinando il bicchiere verso Erika e fissandola dritta negli occhi con un'intensità bruciante, "mi dicevi che con i tuoi amici condividi sempre i progetti migliori. Spero che questo valga anche per il futuro."
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