Il trio perfetto
«Mettiti dietro», le aveva detto poco prima, con quel sorriso che lei conosceva bene. «Ho una sorpresa per te.»
Adesso era seduta sul sedile posteriore, ancora incapace di immaginare cosa avesse organizzato.
«Posso sapere almeno dove stiamo andando?»
Lui rise.
«Tra poco.»
Dopo qualche minuto accostò davanti a un piccolo parcheggio quasi deserto. Il motore rimase acceso. Il marito controllò lo specchietto retrovisore e la guardò negli occhi.
«Eccola.»
Un giovane si avvicinò all’auto. Era bello, sicuro di sé, con un fisico atletico e un modo di muoversi che lasciava intuire una certa consapevolezza del proprio fascino.
Lei rimase immobile.
Il marito abbassò il finestrino.
«Sali.»
Il ragazzo aprì la portiera posteriore e si sedette accanto a lei.
Per qualche secondo nessuno parlò.
Lei sentì il proprio respiro farsi più lento e profondo. Il marito ripartì, apparentemente tranquillo, mentre attraverso lo specchietto continuava a osservare ogni minimo movimento.
Il giovane si voltò verso di lei.
«Tuo marito mi ha detto che sei curiosa.»
Lei lanciò uno sguardo allo specchietto.
Gli occhi del marito incontrarono i suoi.
«Questa sera», disse lui con voce calma, «decidi tu.»
Quelle parole cambiarono completamente l’atmosfera.
Lei sorrise.
Non c’era fretta. Soltanto quella strana complicità tra i tre, fatta di sguardi, silenzi e possibilità.
Il ragazzo si avvicinò lentamente. Lei non si tirò indietro.
Il primo bacio fu appena accennato, quasi una domanda.
Lei rispose.
Dal sedile anteriore arrivò una risata sommessa del marito.
«Sapevo che ti sarebbe piaciuta.»
Lei lo guardò attraverso lo specchietto, mordendosi appena il labbro.
«Forse non hai ancora visto niente.»
Il marito rallentò.
La tensione nell’abitacolo era ormai palpabile. Il giovane le prese delicatamente la mano e lei intrecciò le dita alle sue.
La macchina proseguì ancora per qualche minuto, fino a quando il marito imboccò una strada secondaria e si fermò.
Spense il motore.
Si voltò verso di loro.
Per un istante rimasero tutti e tre in silenzio.
Poi lui sorrise.
«Adesso possiamo prenderci tutto il tempo che vogliamo.»
Lei sentì un brivido attraversarle la schiena.
Quello che accadde dopo rimase soltanto loro.
Quando, molto più tardi, tornarono a parlare, lei aveva ancora negli occhi quella luce soddisfatta che il marito aveva sperato di vedere fin dall’inizio.
Lui mise nuovamente in moto.
Lei si sistemò sul sedile posteriore e incrociò lo sguardo del marito nello specchietto.
«Questa», disse sorridendo, «era una sorpresa.»
Lui sorrise a sua volta.
«La prossima sarà ancora meglio.»
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