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trio

Regalo di compleanno


di Membro VIP di Annunci69.it MGEfantasy
14.09.2026    |    3.321    |    26 9.5
"  “Leccatemi le tette” gli dico mentre prendo le loro teste e le spingo verso i miei seni..."
Arrivo nel grande albergo vicino al Centro Congressi Porto Antico a Genova di sabato pomeriggio. Proprio oggi compio quarantacinque anni e devo dire, li porto molto bene. Ho un corpo morbido e voluttuoso, con curve generose che attirano ancora molti sguardi. Avrei voluto festeggiare il compleanno a casa, ma la convention della multinazionale per cui lavoro, specializzata in apparecchiature diagnostiche ospedaliere, inizia domani. Dipendenti e dirigenti da tutta Europa si riuniranno qui e io, con il mio incarico di responsabilità, non posso mancare.

La stanza è molto grande, luminosa e con una bellissima vista sul mare, proprio come piace a me. Sistemo un paio di cose che ho portato, mi tolgo le scarpe e mi butto sul letto, grande e morbido. Mi rilasso, prima della cena, leggendo i messaggi su WhatsApp e facendo un giretto su Instagram. Poi faccio una bella doccia, mi metto un trucco leggero e indosso un vestito colorato, leggero e scollato, con la gonna che arriva fino al ginocchio. Mi spruzzo qualche goccia del mio profumo preferito ed esco, profumata e pronta per la serata.

La cena è assolutamente informale, anche se l’albergo è di fatto riservato ai partecipanti alla convention. La sala ristorante è ampia con luce calda soffusa e grandi finestre che danno sul porto illuminato. Si sentono le conversazioni in diverse lingue, l’odore caldo del cibo, l’atmosfera è molto piacevole e allegra.

Casualmente finisco a un tavolo rotondo con diverse persone che fino a quel momento non conoscevo. Sette posti sono già occupati. Appena mi siedo, saluto e mi presento. Due degli uomini attirano subito la mia attenzione in modo quasi fisico.
Pablo, spagnolo dalla pelle scura, dovrebbe avere trentasei o trentasette anni. I tatuaggi tribali spuntano dal bordo della camicia leggermente aperta, ha uno sguardo intenso e penetrante che si posa su di me e indugia, scendendo lentamente lungo la mia scollatura prima di risalire agli occhi. Philippe, francese di cinquant’anni, capelli ricci appena brizzolati, trasmette un’immagine raffinata ed elegante. Il suo è un bellissimo, caldo sorriso, come lo sguardo con cui mi osserva.

Durante la cena le conversazioni scorrono piacevoli, ma sotto le parole c’è qualcosa di più. Più ridiamo e scherziamo, più i loro sguardi su di me diventano intensi. Sento gli occhi di Philippe che mi seguono ogni volta che porto il bicchiere alle labbra, e quelli di Pablo che non mi lasciano mentre il vestito scollato si muove quando mi chino. Sia io che loro portiamo la fede, e questo in un certo senso mi fa sentire al sicuro: posso giocare maliziosamente con sguardi e parole, sapendo che non si andrà oltre. Allo stesso tempo, però, è una situazione provocante, con un leggero sapore di proibito.

Arriviamo alla fine della cena e l’atmosfera si è chiaramente scaldata. Il ristorante si sta svuotando, le voci sono più basse. Tutti ridono e scherzano, ma Philippe e Pablo sono palesemente attratti da me e lo dimostrano in modo sempre più sfacciato. I loro sguardi non si nascondono più: si soffermano sul mio seno, si incontrano con i miei. Essere al centro dell’attenzione di due uomini così diversi ma molto attraenti mi stuzzica profondamente. Le battute diventano più personali, i sorrisi più complici. La mia fede non li scoraggia: anzi, sembra eccitarli ancora di più. E questo, devo confessare, eccita anche me. 

Finita la cena ci spostiamo al bancone del bar. In piedi, più vicini, la tensione diventa e palpabile. Ordino uno dei miei cocktail preferiti, un Caipiroska alla fragola. Mentre il barista la prepara, Pablo sorride e mi dice: “Sai che oggi è il mio compleanno? Offro io”.

“Davvero?” Rispondo sgranando gli occhi e sorridendo. “Pensa che è anche il mio compleanno!” 

“Che coincidenza pericolosa” mi dice lui avvicinandosi un pò.

Philippe alza il bicchiere, con un sorriso malizioso.
“Doppio compleanno… e due uomini rapiti da te e che non riescono a smettere di guardarti. Pericoloso davvero.”

“Pericolo per chi?” Chiedo sempre sorridendo e guardandolo negli occhi.

“Per tutti e tre, direi” mi risponde con voce bassa.

L’atmosfera sembra essere diventata più intima e frizzante.
Bevo un’altro Caipiroska,  
Sono allegra e sento l’alcol sciogliermi piacevolmente i freni.

“Andiamo in un locale dove si balla sul serio?” propone Pablo.

Usciamo nella notte di Genova e raggiungiamo La Rosa dei Venti, un locale nel porto vicino al Centro Congressi. La musica è latina, l’atmosfera calda e coinvolgente.
Ballo prima con Philippe. I nostri corpi si avvicinano piano, quasi timidamente all’inizio, ma ben presto quel contatto diventa esplicito, cercato, eccitante. Sento il suo calore attraverso i vestiti leggeri, il suo petto che preme contro il mio seno, le sue mani che scivolano lente sulla mia vita, sfiorando il bordo dei fianchi. Ci muoviamo al ritmo sensuale della musica, i bacini che si sfregano con lentezza, le sue labbra che mi sfiorano l’orecchio provocandomi brividi continui.

“Hai la pelle calda, morbida” mi sussurra nell’orecchio mentre dalla vita le mani si insinuano sotto la camicetta. “E tu mani morbide” gli sussurro anch’io nell’orecchio senza allontanarlo.

Ma poi tocca a Pablo, più diretto e famelico. Mi afferra con decisione, mi stringe forte contro di sé, una mano possessiva sulla parte bassa della schiena, l’altra che scende fino a toccarmi il culo. Balliamo la bachata in modo sempre più spinto: i nostri fianchi roteano incollati, preme contro di me il suo cazzo duro, facendomi sentire sfacciatamente quanto mi desidera.
A un certo punto ballo stretta tra tutti e due. Le mani di Philippe mi accarezzano le spalle e scendono audaci verso il seno, sfiorando i capezzoli già turgidi attraverso il tessuto leggero. Pablo, da dietro, mi stringe i fianchi con forza, premendo il suo cazzo durissimo contro le mie natiche. Sento le loro erezioni sfregarsi contro di me da davanti e da dietro, sento la loro voglia intensa, quasi animale. Anch’io, fingendo movimenti casuali ma con malizia, sfioro e tocco il pacco di Philippe e Pablo mentre ci muoviamo stretti. La mia figa è fradicia, le mutandine completamente inzuppate, e i capezzoli spingono così tanto contro il vestito che è impossibile non notarli.

Altri balli, altre Caipiroska che mi sciolgono ancora di più. Le mani si muovono sui corpi sempre più spudoratamente: dita che scivolano sotto il bordo del vestito, palmi che stringono, bacini che si spingono con un ritmo sfacciato e allusivo. Gli sguardi dei due uomini sono famelici, carichi di lussuria pura, penetranti come se mi stessero già spogliando. La serata è diventata rovente, carica di un erotismo irresistibile.

È notte fonda quando torniamo in albergo. Continuiamo a ridere e scherzare mentre entriamo tutti e tre in ascensore. Le battute sono più che allusive e l’aria è satura di tensione. Non ci tocchiamo, eppure si vede e si sente la voglia incredibile che abbiamo di saltarci addosso, di toccarci, di metterci le mani dappertutto e di scopare. Gli sguardi sono famelici, i sorrisi carichi di sottintesi, i corpi fremono.

Arrivati al piano, quando le porte dell’ascensore stanno per aprirsi, il cuore mi batte all’impazzata.
“Che cazzo sto facendo? Sono sposata, loro sono sposati… Domani dovrò guardarmi allo specchio e convivere con quello che succederà stanotte…” penso in un secondo. Eppure, la figa mi pulsa forte, è bagnata da morire, l’idea proibita di scoparmi due uomini mi eccita in modo vergognoso ma irresistibile. E decido.
“Solo questa notte… nessuno lo saprà mai. Sarà il mio regalo di compleanno. Voglio i loro cazzi, belli duri, tutti per me. Non mi interessa nient’altro. Ho voglia da morire e me li scopo tutti e due.”

Usciamo dall’ascensore e prendo la decisione in un istante, il cuore che esplode nel petto.

“Venite nella mia camera” dico con voce bassa e calda.

Appena entriamo e la porta si chiude, Philippe è davanti a me. Non aspettava altro. Mi bacia il collo con passione calda e umida, facendomi rabbrividire. Abbassa lentamente le spalline del vestito e del reggiseno, scoprendo i miei seni generosi. La sua bocca scende e cattura un capezzolo, leccandolo e succhiandolo con avidità, mentre la mano stringe e palpa l’altro seno. Sento scariche di piacere partire dai capezzoli e arrivare dritte alla figa.
Nello stesso momento Pablo, da dietro, mi scosta i capelli e mi bacia il collo e le spalle con labbra quasi fameliche. Fa scorrere le mani sui miei fianchi e mi palpa vogliosamente il culo, stringendolo con forza mentre preme il bacino contro di me, facendomi sentire chiaramente il suo cazzo duro che pulsa contro le mie natiche.

Sono in mezzo a loro due, avvolta e schiacciata dal loro incontenibile desiderio. Li sento eccitati da morire, vogliosi di me. Le gambe mi tremano, mi manca il respiro. La mia figa è un lago di umori, gonfia e pulsante di desiderio incontenibile.
I loro baci sul mio collo e sulle tette diventano più intensi. L’eccitazione, la voglia è diventata irresistibile per tutti, allungo una mano davanti e una dietro di me, cerco e trovo i loro falli duri sotto i pantaloni. Li tocco, li stringo, li sento pulsare, duri e mi piace da morire.

Mi stacco appena, li guardo con occhi pieni di lussuria e ordino con voce decisa:
“Spogliatevi. Subito. Tutti e due. Voglio vedervi nudi e con i cazzi duri per me.”

Mentre loro iniziano a togliersi la camicia e i pantaloni, anche io mi spoglio. Abbasso il vestito e lo faccio scivolare giù dal corpo, poi sfilo il reggiseno e le mutandine. Rimango nuda davanti a loro, i seni generosi e i capezzoli turgidi offerti allo sguardo, la figa bagnata e gonfia di desiderio.
Philippe e Pablo si tolgono gli ultimi indumenti. I loro corpi sono nudi e i loro cazzi balzano fuori, duri, tesi e puntati verso di me. Li guardo senza nascondere il desiderio, mentre il mio cuore batte forte e la voglia di toccarli, di sentirli sulla mia pelle, diventa travolgente.

Siamo tutti e tre nudi, soli nella stanza, nell’aria è forte, densa l’eccitazione per quello che sta per succedere.
Lentamente mi avvicino al letto e vado a sdraiarmi al centro, mentre, provocante, mi palpo un seno e faccio scorrere un dito tra le grandi labbra. I miei occhi non lasciano mai i due uomini. Quando sono sdraiata, dico con voce bassa e sensuale:

“Venite. Sdraiatevi accanto a me. Uno per lato.”

Sono sdraiata al centro del letto, con Philippe e Pablo uno a destra e uno a sinistra. 
“Leccatemi le tette” gli dico mentre prendo le loro teste e le spingo verso i miei seni. Le loro bocche calde e vogliose si avventano desiderose, leccando, succhiando, mordicchiando i capezzoli duri mentre le mani palpano il mio corpo. Ogni leccata, ogni succhiata manda scariche di piacere alla figa. Le mani ora non hanno più ritegno: toccano, stringono poi mi aprono le cosce e le dita si insinuano tra le labbra gonfie e fradicie.
Philippe entra dentro di me con un dito, facendomi sussultare.

“Quanto sei bagnata…” mormora mentre la sua bocca continua a baciare il mio seno.
Sono sempre più eccitata. Vogliosa. Mi alzo in ginocchio e mi metto a cavalcioni sulla faccia di Pablo. Mi abbasso decisa e premo la figa calda e bagnatissima contro la sua bocca. La sua lingua mi penetra subito, lecca, succhia con movimenti voraci, facendomi gemere. Muovo il bacino, goduriosa e lussuriosa, avanti e indietro, strusciandomi contro di lui.

“Leccami… così…” dico ansimando, spingendo più intensamente.
Philippe si alza in piedi, sul letto e mi mette il cazzo quasi in faccia. Con la punta della lingua tocco, lecco la cappella già lucida, bagnata e dura. Poi me lo infilo in bocca fino in fondo e lo succhio, mentre con una mano gli massaggio le palle.
La sensazione e meravigliosamente peccaminosa, provocante. Sento il desiderio, la voglia, l'eccitazione di entrambe, su di me.
Dopo un po’ mi alzo. Faccio sdraiare Philippe in modo che appoggi le spalle contro la testiera e mi sistemo tra le sue gambe, con la schiena premuta contro il suo petto caldo. Lui mi tiene stretta da dietro: le mani afferrano le tette, le palpano, giocano con i capezzoli turgidi.

“Mmm che tette…” sussurra Philippe contro il mio orecchio, mentre le tiene con le mani e con le dita stuzzica i capezzoli.
Apro le gambe e dico a Pablo:” Dai, leccami ancora”. Lui si mette di fronte a me, in ginocchio, la testa tra le cosce. La sua lingua calda torna sulla mia figa, leccandomi famelico.
Dopo un po’ non ce la faccio più, ho voglia di sentire qualcosa nella figa, voglio godere. Guardando Pablo tra le mie cosce, gli dico con voce sensuale ma autoritaria:

“Basta lingua. Scopami. Voglio sentirlo dentro.”
Pablo si alza, mi fissa negli occhi come se mi stesse già scopando. Solleva le mie gambe per le caviglie e se le appoggia sulle spalle. Sento la cappella spingere contro l’ingresso bagnato… e poi il suo cazzo durissimo entrare tutto d’un colpo, fino in fondo, con una spinta che mi fa gridare. 

“Cazzo, quanto è calda…” mi dice Pablo, iniziando a scoparmi con foga, come per soddisfare tutto il desiderio accumulato.
Godo moltissimo mentre mi sbatte e Philippe continua a palparmi le tette e a baciarmi il collo. “Sto impazzendo a vederti così, il mio cazzo non ce la fa più, è così duro che mi fa male dalla voglia che ho di scoparti…”” mi dice con voce eccitata, impaziente. 

“Allora adesso impazzirai ancora di più. Guardami mentre vengo con il suo cazzo dentro”
Philippe ha un sussulto, mi morde il collo come se volesse mangiarmi.
Sono presa tra i due, tra i loro corpi che mi desiderano follemente e sto letteralmente impazzendo di piacere, di lussuria sfrenata e libertina.

“Si sbattimi, fammi sentire quanto ti piace scoparmi” dico gemendo a Pablo guardandolo negli occhi. 
Il piacere diventa bestiale e incontrollabile, mi gira quasi la testa. Sento ogni centimetro del cazzo di Pablo che mi apre ed entra, i suoi fianchi che spingono forte, Philippe dietro e contro di me, con le mani sulle mie tette che palpa meravigliosamente, che mi bacia la nuca e mi preme il suo cazzo duro contro la schiena. Pablo mi sbatte sempre più forte e l'eccitazione sale, sale, mi avvolge, mi travolge come un’onda potentissima. Vengo.
La figa si contrae a scatti intorno a lui, ondate di piacere percorrono tutto il corpo fino al cervello, facendomi gridare e tremare. Nello stesso momento sento Pablo spingere fino in fondo. Si irrigidisce, sussulta, il volto è una maschera di piacere. 

"Si, si vienimi dentro" riesco appena a dirgli mentre lo sento sborrare, riempiendomi di getti caldi e densi.

“Vengo, senti quanto mi fai godere!” urla mentre viene.

Il calore del suo sperma che mi invade prolunga il mio orgasmo. Il corpo e la mia mente sono in estasi mentre resto tra Philippe e Pablo, appagata da quel piacere tanto intenso quanto proibito, trasgressivo e spudorato da turbarmi.
Travolti dalla lussuria, è ormai notte fonda. Siamo esausti, io e Pablo ci abbandoniamo sul letto in silenzio. I respiri sono ancora lunghi e profondi.
Qualche minuto, poi Philippe si avvicina e mi dice con voce calda e vogliosa:

“Non sai quanto mi sono eccitato… vederti e sentirti godere così, tra le mie braccia mentre lui ti scopava… un’eccitazione incredibile, quasi violenta e mai provata”. 

Poi scende dal letto ed è lì in piedi, fermo. Ma i suoi occhi non mi lasciano un secondo. Il suo leggero sorriso è molto più che malizioso: è voglioso, carnale. Il suo cazzo è duro, dritto, teso e gocciola di desiderio. Quel silenzio, quello sguardo e quel cazzo impaziente mi dicono tutto: vuole essere soddisfatto, adesso.
Vedendolo così, così voglioso di me, la mia eccitazione si riaccende di colpo. Nonostante abbia da poco goduto tantissimo, sento la figa contrarsi e una sorta di brivido voglioso attraversarmi il corpo. 
Pablo ha sborrato così tanto che mi serve un intero pacchetto di fazzoletti per asciugare tutto lo sperma che continua a colare dalla figa e lo faccio guardando Philippe, eccitandomi ancora di più. Quando finisco mi rivolgo verso di lui con uno sguardo ancora più porcello del suo. Ho ancora molta voglia di godere e di continuare a scartare questo meraviglioso regalo che mi sto facendo…

“Mettilo qua in mezzo… scopa un po’ queste tette che ti piacciono tanto.” gli dico, con uno sguardo lussurioso e invitate.
Philippe si mette a cavalcioni e me lo infila tra lette che stringo tra le mani. Gli occhi socchiusi, si muove lentamente, assapora ogni istante di quel piacere. Ma piano piano le spinte diventano più decise, vogliose.
Mi volto e vedo Pablo che ci guarda, si sta eccitando ed è già di nuovo semi duro.

“Wow… sta già tornando duro. Ne approfitto… visto che non te l’ho ancora preso in bocca.” gli dico. Faccio spostare Philippe. Mi metto sopra Pablo, gli abbasso la figa sulla faccia e inizio a leccargli il cazzo, accarezzandogli le palle. Lui lecca subito con gusto la mia figa ancora sensibile.
Con il culetto alto, mi rivolgo a Philippe:

“Leccami il culo… “
Sento le sue mani aprirmi e la sua lingua calda muoversi sul buchino, prima fuori, larga e bagnata, poi dentro entrando e uscendo. Mi piace e avere una lingua nella figa e una nel culo è un’eccitazione, un piacere talmente intenso che per un attimo temo di svenire.

Poi, mentre mi gusto il cazzo di Pablo tornato bello duro, la lingua di Philippe scompare un istante e al suo posto sento la cappella che struscia, preme e…  entra lentamente nel mio culo, morbido e invitante. Un gemito lungo mi esce dalla gola. 
“Cazzoooo…!” quasi urlo mentre godo così tanto che non riesco più a succhiare Pablo: riesco solo a stringergli il cazzo in mano mentre lui continua a leccarmi.
Lo sento entrare e uscire, Philippe mi sbatte quasi furioso, mi scopa il culo con tutto il desiderio e la voglia che ha accumulato fino ad ora.

“Ti piace scoparmi il culo e guardare le mie tette come dondolano… sbattimi, fammi sentire come godi e che mi vieni dentro.” Gli dico con voce quasi aggressiva e con uno sguardo caldissimo.
Philippe spinge forte, fino in fondo, tre, quattro volte, capisco che sta per venire e l’orgasmo mi travolge di nuovo. Urlo mentre mi contraggo intorno al suo cazzo che pulsa. Sento Philippe emettere un verso sordo, fermarsi e poi sborrarmi nel culo, lo sento riempirmi di getti caldi e godere tantissimo.
Crolliamo esausti, rimaniamo sdraiati mentre i nostri respiri lentamente rallentano.
Dopo un po’, con gli occhi socchiusi, vedo Pablo che ce l’ha ancora duro.

“Sono esausta, ma voglio vederti godere. Segati sulle mie tette. Guardale. Sborraci sopra. Fammi vedere come vieni.» gli dico mentre le avvicino con le mani.
Pablo si inginocchia accanto a me, con una mano me le tocca e con l’altra si sega furiosamente.

“Guardale… riempile di sperma…”
Si contrae, mi guarda con gli occhi sgranati, la mano accelera il ritmo e poi viene. Schizza abbondantemente sulle mie tette e sui capezzoli. Mentre lo guardo venire, sento quasi il suo piacere come se fosse il mio.
Per un tempo indefinito rimaniamo sdraiati sul letto, appagati e senza più energie. Lentamente, poi, ci rivestiamo. Un saluto breve, caldo e Pablo e Philippe tornano nelle loro stanze. Io mi faccio una doccia, lunga e calda, poi vado a letto.

Il giorno dopo, durante la convention, i nostri sguardi si incontrano, più e più volte, per brevi momenti. Sono carichi di tutto quello che è stata la notte precedente, del desiderio, della lussuria , del godimento e mi fanno fremere ancora.
A fine giornata, mentre il treno mi riporta a casa, sento ancora il calore sulla mia pelle. Ad occhi aperti, rivivo ogni istante: i respiri, i brividi, l’eccitazione, il piacere che mi hanno avvolta. Riassaporo quei momenti di pura lussuria, sconosciuti fino ad oggi, che mi hanno lasciato così appagata ed esausta. Non ho nessun senso di colpa, non sento alcun giudizio. Solo un profondo senso di piacere. Ho vissuto la trasgressione che, fino a ieri, esisteva solo nei miei pensieri più segreti e che mai avevo confessato, nemmeno a me stessa e, certo, mai avrei immaginato di vivere.

E’ stato un regalo di compleanno caldo, appagante, godurioso e indimenticabile.
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