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trio

Sei mia


di Membro VIP di Annunci69.it Secretfire
24.06.2026    |    372    |    0 8.0
"Lo guidai verso la camera da letto mentre dal bagno sentivo il rumore del phon acceso..."
L’ennesima giornata di lavoro stressante era terminata…
Inforcai la bicicletta e pedalai verso casa, pensando che l’aperitivo fissato con un’amica di lì ad un’ora si era trasformato in un impegno e non più un piacere, ma tant’è che era passato tanto tempo dall’ultima chiacchierata, quindi mi ripromisi di scacciare la stanchezza con una doccia rinvigorente.
A casa come sempre mi aspettava il mio compagno, l’uomo dei miei sogni, seduto al tavolo della cucina intento a lavorare al pc. “Dio quanto è bello”, pensai, una scena che vivevo spesso ma che ogni volta mi provocava dei brividi intensi. Passai le mani tra i suoi capelli e gli diedi un bacio.
“Tesoro esci con Stefy questa sera?” – “Sì Sì, non torno tardi” – “Fai come vuoi tesoro, io ho ancora molto lavoro da sbrigare, poi farò una doccia e ti aspetterò a letto”.
Mi preparai velocemente e scesi all’ingresso dove la mia amica mi aspettava in auto.
Arrivammo al locale e ordinammo da bere, iniziando a chiacchierare in modo frivolo e civettuolo.
Fu dopo qualche minuto che alzai la testa e lo vidi: era il mio ex che con due amici stava sorseggiando una birra ghiacciata… in quello stesso momento si voltò anche lui verso di me e mi vide: un cenno di saluto e successivamente gli sguardi tra noi si fecero sempre più persistenti ed intensi. Ci eravamo frequentati in passato per qualche tempo ma l’epilogo tra noi non era stato dei migliori.
Tornammo alle rispettive compagnie finchè dopo circa una mezz’ora lo vidi congedarsi dagli amici e raggiungere il nostro tavolo con una sedia, il solito sfacciato pensai.
Gli ripresentai Stefania e iniziammo a parlare del più e del meno non facendoci mancare però tra noi punzecchiature e battibecchi maliziosi. Fummo interrotti da una telefonata improvvisa che arrivò a lei che, cause di forza maggiore, dovette lasciarci.
“Perfetto – pensai scocciata tra me e me– Proprio quello che mi ci voleva….”
Una volta soli la conversazione prese una piega diversa, si fece più intima e mi chiese subito come procedeva la mia convivenza di cui aveva avuto notizia e mi fece qualche domanda personale, in modo provocatorio, sfrontato. Una parte di me era infastidita, l’altra però iniziava ad eccitarsi, era un gioco che a mano a mano che andava avanti iniziava a piacermi: volevo sapesse che la mia vita sentimentale e sessuale era finalmente perfettamente appagante. Risposi alle sue domande in modo anche dettagliato scendendo in particolari che vidi iniziarono ad eccitarlo.
“Meglio che ti riaccompagno a casa” mi disse dopo un po’
Arrivati al mio ingresso spense il motore dell’auto e mi mise una mano sulla coscia, facendola scivolare piano verso l’alto.. “Quindi sei pienamente soddisfatta? “ Gli tolsi la mano dal mio inguine e gli succhiai il dito medio: “Si certo te l’ho detto, sali che te lo dimostro”
Entrammo in casa lentamente e sentii subito lo scroscio dell’acqua della doccia: il mio amore, pensai, e mi eccitai subito pensando al suo corpo stupendo bagnato dall’acqua..
Le luci erano soffuse e la musica in sottofondo, iniziai a spogliarlo in silenzio, gli abbassai i pantaloni e gli tolsi gli slip. Mi inginocchiai per succhiarglielo e sentii tutta l’eccitazione del suo membro, lo tenevo con entrambe le mani, per guidare il movimento di un pompino colmo di intensità. Lo guidai verso la camera da letto mentre dal bagno sentivo il rumore del phon acceso.
L’eccitazione non faceva che salire, pensando alla scena che avremmo vissuto di lì a poco.
Spinsi il mio ex sul letto, il suo pene era ancora eretto e tornai a succhiarglielo mentre lui con una mano iniziò ad accarezzarmi il seno e con l’altra mi titillava il clitoride rosso di piacere: la mia vagina era completamente umida e le sue dita trovarono facilmente la via per entrarvi tra le mie labbra gonfie.
Gemevo di piacere, quando sentii la sua presenza alle mie spalle: mi girai e vidi nella penombra sulla porta della camera il corpo perfetto del mio uomo avvolto solo da un piccolo asciugamano in vita che nascondeva a fatica tutta la sua eccitazione. Il suo cazzo visibilmente in erezione mi fece capire che ci stava guardando da un po’ godendosi tutta la scena.
A quel punto io salii sopra al mio ex aprendo le gambe e posizionando la punta bagnata ed infuocata del suo cazzo all’ingresso della mia vagina. Mi girai e guardai il mio uomo e gli dissi:
“Guardami amore, guardami come lo scopo, guardami e toccati, guardami e godi, guardami come lo faccio scoppiare subito…”
Lui fece cadere l’asciugamano e inizio a masturbarsi, il suo membro pulsava e colava a terra il suo liquido appiccicoso.
Venne a sdraiarsi vicino a noi continuando a masturbarsi. “Sei la mia troia, continua, usalo, fallo venire, scopatelo, godi, adoro vederti mentre godi”
Guardavo golosa il suo cazzo tra le sue mani, talmente turgido e gonfio di piacere, con il suo liquido che colava copioso, pensando che avrei voluto leccarglielo tutto, non avevo mai visto nulla di così godurioso, mi mandava talmente via di testa, che i miei movimenti sul mio ex si fecero sempre più veloci e profondi, mi mossi sopra di lui con così tanta foga che provocai velocemente il suo orgasmo. “Sto per venire, sto per venire” disse con voce ansimante…
Lo feci uscire da me e mi misi in bocca il suo cazzo, senza mai distogliere gli occhi dal mio uomo, che guardava la scena divertito mentre lo sperma colava dagli angoli della mia bocca. Sorridevamo insieme, la nostra complicità era al culmine. Allungai una mano piena di sperma e accarezzai il membro del mio uomo…”ora tocca a te, ora tocca a noi” gli dissi….
Liquidai con piacere il mio ex, gloriosa di ciò che avevo provocato e tornai in camera dal mio uomo.
Salii sopra di lui, era stupendo mentre mi guardava con un sorriso sornione, mi sfiorava delicatamente il seno eccitando i miei capezzoli e mi diceva: “Sei la mia troietta, te lo sei scopato per bene, ti sei divertita? Sai che il tuo piacere per me è la cosa che conta di più, scopati chi più ti piace, lo puoi fare, lo sai…”
Lo guardavo adorante, lo amavo perché amavo ciò che mi permetteva di essere, ciò che lasciava esplorare di me, di noi, la nostra complicità, il nostro spingerci al limite del godimento ed oltrepassarlo insieme, uniti più che mai. Una sintonia unica, tutta nostra, introvabile, irripetibile.
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