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LA VICINA DI OMBRELLONE - PRIMA PARTE


di Membro VIP di Annunci69.it Ulissex
19.06.2026    |    761    |    0 9.2
"Lo sentii quindi venire rumorosamente, come spesso faceva, decidendo forse anche lui di forse di essere particolarmente rumoroso per provocare quella piccola troietta che abitava di fianco..."
Dopo aver vissuto il mio primo rapporto con un’altra donna, la mia mente non riusciva più a smettere di pensare all’intensità del piacere che avevo provato.
Era stata un’esperienza talmente orgasmica che quasi non riuscivo a ricordare ciò che avevo fatto. Mi sembrava impossibile che la mia mente si fosse lasciata prendere così tanto, facendomi vincere tutti i freni inibitori e trascinandomi a ricambiare i baci e le carezze che l’esperta Camilla mi aveva dato.
L’avevo baciata dappertutto, come se per me leccare il sesso un’altra donna fosse la cosa più naturale del mondo. Avevo succhiato i suoi umori con impeto incontrollato e goduto del suo tocco. L’avevo sodomizzata con un dito durante l’apice del piacere, senza che lei me lo chiedesse: mi era venuto spontaneamente. Ero rimasta più volte senza fiato, travolta dal piacere che le sue dolci dita mi procuravano scivolando su ogni centimetro del mio corpo.
Nelle notti successive mi sono svegliata con la gola riarsa rivedendo, in una fantasia persa tra la realtà e il sogno, i nostri bei corpi nudi, avvinghiati in un mescolarsi di orgasmi, infiniti nella loro intensità e nella loro durata. Pensavo agli abbracci che ci eravamo scambiate e rivedevo Giovanni, super eccitato che si univa al nostro amplesso, in un intreccio di corpi illuminati dalla luce tenue delle lampade della camera e resi lucenti dalle creme profumate e dagli olii da massaggio di cui ci eravamo cosparsi.
Allora la tensione erotica saliva e non potevo resistere alla tentazione di sfilarmi le mutandine e procurarmi il piacere liberatore. Giovanni dormiva di fianco a me, ma non volevo svegliarlo. Mi divertiva masturbarmi in silenzio vicino a lui, rivivendo al nostro rapporto a tre. Facevo scendere il mio dito direttamente sul clitoride, già reso gonfio dall’eccitazione del sogno e cercavo di venire in silenzio, mordendomi il labbro per non svegliarlo.
L’indomani, non appena lui si fosse svegliato, mi sarei fatta trovare con la sottoveste sottile, senza le mutandine, e carezzandogli lentamente il profilo, gli avrei fatto gustare le mie dita, ancora profumate delle essenze della mia vagina, affinché lui capisse cos’avevo fatto. A entrambi piaceva fare l’amore al mattino, non c’era modo migliore per incominciare la giornata.
Non saprei dire perché quell’esperienza saffica fosse stata così intensamente orgasmica, forse perché l’avevo sognata per tanto tempo e finalmente ero riuscita a realizzarla, oppure perché sapevo che Giovanni mi stava guardando e che anche lui era altamente eccitato dalla situazione: un po’ geloso del vedermi godere così tanto, ma eroticamente coinvolto dal fatto di essere lui l’unico uomo del triangolo…
Quando poi mi aveva penetrato nel culo, avevo goduto ancora di più. sia per la stimolazione totale di tutti i sensi che stavo provando, che per la sensazione di mostrarmi particolarmente maialina a Camilla. Come se con un gesto di sfida le avessi voluto dire, lo vedi che sono più porca di te? Lo vedi che mi lascio fare tutto?
Giovanni mi aveva proposto di provare, una volta finite le vacanze, a mettere un annuncio come coppia in un sito di incontri online. Voleva farmi qualche foto (tra le tante virtù che aveva c’era anche quella di essere un bravo fotografo) per mettere in risalto il mio bel corpo abbronzato, ritraendomi in modo erotico con della bella biancheria intima. Voleva vedere se la mia bellezza avesse potuto indurre dolci fantasie in qualche donna che navigava solitaria in internet, tentata e indecisa dalla mia stessa idea….
Lui pensava che con non sarebbe stato difficile trovare una ragazza disponibile a un rapporto a tre. All’inizio avrebbe anche accettare un ruolo puramente contemplativo, era tale l’eccitazione che gli procurava l’idea che pur di assecondarla era disposto a qualche sacrificio…
Nel frattempo, avevamo deciso di goderci gli ultimi giorni della nostra settimana di vacanze. Il tempo era bello, il sole era caldo ed il posto era carino.
Nel pomeriggio Giovanni era tornato in appartamento a rispondere ad alcune e-mail di lavoro e che io ero sola a cuocere sul lettino, una voce giovanile di una ragazza mi risvegliò dal mio torpore.
“Ciao”, mi disse – “mi presteresti la tua rivista?”
Aprii gli occhi e vidi una bella ragazza mora, alta circa 1.70, dal fisico ben modellato. Le lunghe gambe sinuose si stagliavano a pochi cm dal mio viso, il pube prominente si svelava impudico attraverso un micro-bichini nero, dal tessuto lucido e ricco di paillettes argentate.
Sdraiata sul mio lettino, non riuscivo a vedere altro, essendo lei in controluce nel sole pieno del pomeriggio.
“Ma certamente” le risposi. “Ho soltanto Cosmopolitan, spero che ti piaccia.”
“grazie mille” – rispose lei. “sono da sola qui al mare, sto preparando un ultimo esame prima della tesi ma sono un po’ stanca. Ho pensato di rilassarmi con una lettura meno impegnativa”
“hai ragione” – le dissi – “con questo caldo è difficile dedicarsi a letture complicate.”
La ragazza prese la rivista e si distese sul lettino vicino al mio, potei così ammirare il suo bel corpo nella sua interezza. Era alta circa come me, di corporatura atletica, ben slanciata e con il culetto sporgente. Aveva lunghi capelli neri e lucenti, di un bel nero corvino, che le arrivavano oltre le spalle. Queste erano ben modellate, abbastanza larghe da essere quelle di una nuotatrice, ma aggraziate, non troppo muscolose.
L’avevo vista di sfuggita nei giorni precedenti, insieme a due adulti, probabilmente i genitori. Dopo circa mezz’ora mi restituì la rivista
“Interessante” mi disse, sollevandosi sui gomiti e mettendo in mostra un bel seno sodo, a occhio di una terza abbondante. “sembra che sia in atto un cambiamento sostanziale dei nostri costumi”
“in che senso” le chiesi? “non avevo ancora letto tutti gli articoli, per cui non ricordavo a quale stesse facendo riferimento.”
Lei si passò una mano nei folti capelli, “Sembra che la nostra società stia andando verso una maggior libertà sessuale e che ci sia una certo aumento della bisessualità.”
“non saprei” – mentii io spudoratamente, credo sia una cosa soggettiva.”
“Certamente” – continuò lei – “però i dati dell’articolo indicano chiaramente che si sta andando in quella direzione”
Aveva appoggiato il seno sul lettino e slegato il lacciuolo dietro. Le sue tette erano abbronzate, la sua carnagione era abbastanza scura, leggermente dorata dall’abbronzatura curata, non volgare. A occhio doveva avere 24 o 25 anni, io ne avevo 33.
Annui – “si l’ho notato anch’io” – “ho visto sempre più persone attratte dall’altro sesso nel mondo dello spettacolo e anche, qualche volta, nella nostra cerchia di amici”
“L’articolo dice che queste tendenze ci sono sempre state ma che adesso stiamo accettando di lasciarci andare e di provare” Io non commentai; lei mi lanciò un’occhiata che a me sembrò maliziosa, e poi continuò – “soprattutto le donne sembrano più libere ad accettare le loro fantasie erotiche omosessuali, e sempre di più provano a metterle in pratica.”
Mi sentii arrossire ma cercai di controllarmi per non darle a vedere il mio evidente imbarazzo.
“Si l’ho sentito dire anch’io”, sembra che il gentil sesso sia più propenso ad avere rapporti saffici che non quello maschile rapporti gay”
“forse è per la paura della penetrazione” – disse esplicitamente lei con una faccia da angioletto che non aveva nulla di volgare ma che faceva intuire una mente molto vivace – “sai negli uomini c’è sempre un ingombro da sistemare da qualche parte, e se va a finire dalla parte sbagliata son dolori” – disse con un sorriso.
“Ah ah ah” feci io.
Lei continuò – “io ho avuto qualche fantasia, qualche volta ho pensato di provare a baciare un’altra ragazza”
“Oh” esclamai.
“ma poi non l’ho fatto, credo si tratti solo di fantasie, non di un reale desiderio.”
Speravo che cambiasse argomento, ma ero anche tentata dal cercare di capire dove volesse arrivare.
“E tu?” – continuò – “hai mai avuto simili pensieri?”
La domanda era molto diretta, cominciavo a sospettare che non fosse casuale, ma decisi di non svelarmi, rispondendo che sì le avevo avute ma ero più o meno come lei.
“Avere delle piccole fantasie lesbo” le dissi – “non vuol dire essere pronte ad avere un rapporto sessuale completo con un’altra donna.”
Cambiando improvvisamente argomento, la ragazza si presentò.
“mi chiamo Alessandra, e tu?”
“Piacere, Lisa” risposi.
“Sono qui da sola, i miei genitori sono dovuti tornare a Milano per certi loro impegni e io sto preparando l’ultimo esame prima della laurea.”
“Che cosa stai studiando?”
“Medicina, è stata una lunghissima, non finiva più, ma tra poco finalmente discuterò la tesi.”
“Che brava, a me sarebbe sempre piaciuto diventare medico, ma i miei hanno voluto che studiassi giurisprudenza, per lavorare nel loro studio.”
Continuammo la conversazione parlando del più e del meno. Verso le 5 del pomeriggio si congedò.
“Piacere di conoscerti Lisa, torno in casa a farmi una doccia, poi studierò sul terrazzo, Lì sono più tranquilla, riesco a concentrarmi meglio.” Si alzò dalla sdraio e concluse “Mi sa che siamo vicini di casa”
“ma dai?” – “non me ne ero accorta” – esclamai io.
“Abitiamo vicini, vi ho intravisti nell’appartamento di fianco” disse con un sorriso “E qualche volta vi ho sentiti” aggiunse facendo l’occhiolino
Io pensai alla foga con cui a volte Giovanni e io facevamo l’amore e arrossii come un peperone. La ragazzina era decisamente sveglia, e stava provocando. Non sapevo però dove volesse arrivare.
“sai com’è “, cercai timidamente di spiegarmi cercando di assumere una posizione ferma e mostrarmi imbarazzata dalla sua sfacciata provocazione, ma non ce la feci e invece l’ assecondai. – “spero di non averti disturbato, i muri di queste case sono così sottili”
“non ti preoccupare” – disse Lei – “stavo solo scherzando”
“Giovanni a volte è un po’ irruento.” Dissi con un sospiro e un sorriso.
Un sorriso a labbra chiuse comparve sul suo volto. “Beata te”, commentò
La ragazza era furbetta, decisi di alzare la posta del gioco.
“Perché non vieni a cena da noi questa sera? Tanto sei da sola”
“non saprei”, disse lei, ”non vorrei disturbare, in fondo voi siete in coppia”
“dai non ti preoccupare, Giovanni è un bravo cuoco, può cucinare per tre.”
La ragazza sembrò cogliere la mia allusione, e arrossì. Decisi quindi di mandarle un ulteriore messaggio in codice per vedere come potesse reagire – “così sentiamo cosa ne pensa lui di quell’inchiesta su Cosmopolitan, magari l’avrà già letta”
Il rossore di lei era già sfumato, “sicuramente l’avrà letta” disse, “agli uomini certe cose piacciono molto …”
“I rapporti gay o quelli lesbo?” le chiesi.
“Prova a indovinare…” scherzò lei.
Prima che io potessi reagire si chinò per baciarmi, sfiorandomi le labbra e lasciandovi un buon sapore di burrocacao. Poi si voltò mostrandomi un culetto niente
“Vieni alle otto emmezza” le dissi mentre si allontanava….
Lei si voltò per farmi l’ok con il pollice, e poi proseguì sculettando.
Non appena tornata a casa raccontai l’accaduto a Giovanni,
Tutta la storia mi sembrava un po’ strana, inverosimile. Più ci pensavo e più mi immaginavo che gli approcci di Federica fossero piuttosto espliciti. Anche Giovanni pensava che lo dovessero essere. Non sembravano essere casuali.
Sulla copertina di Cosmopolitan l’articolo di cui lei mi aveva parlato era evidenziato in grassetto. Io non l’avevo ancora letto, ma forse lei cercando di entrare sull’argomento aveva pensato di usare il pretesto della rivista per portarmi sull’argomento.
“Ah ci sono” – disse Giovanni sporgendosi leggermente dal nostro terrazzo per sbirciare sul terrazzo vicino. Immediatamente ritrasse la testa come se non volesse essere visto e mi fece cenno di guardare. Mi sporsi a mia volta e vidi Alessandra sdraiata su di un lettino all’ombra.
Bellissima, con i capelli ancora bagnati, e le belle natiche in mostra, protette solo da una sottile striscia di un perizoma nero.
Non c’era segno del costume sulle sue natiche, evidentemente prendeva il sole nuda oppure con il perizoma, protetta dall’intimità del terrazzo.
Le guanciotte del sedere facevano intravedere due linee nette di demarcazione con l’attaccatura delle gambe, e la curvatura della schiena creava due fossette adorabili. La pelle delle natiche e delle gambe luccicava nella penombra, evidentemente l’aveva già cosparsa di crema dopo sole.
Stranamente si era messa a leggere con il viso verso la porta-finestra d’ingresso, rivolgendo la schiena e le natiche verso il nostro terrazzo. Strano che non si fosse messa a guardare il mare, evidentemente la timida porcellina doveva aver sentito i nostri discorsi e ora ci stava provocando. Doveva essere una ragazza sveglia, molto sveglia…..
Giovanni sorrise e scosse la testa, parlando a bassa voce per non farsi sentire.
“Quella ragazza ha sentito tutto ed ora ci vuole provocare” disse, “chissà dove vuole arrivare?”
Io ero in confusione totale. Avevo ancora in mente l’esplosione degli orgasmi dell’altro giorno con Camilla, e già mi stava accadendo una possibile nuova serata a tre con un’altra bella ragazza. Un sogno erotico che avevo coltivato in segreto per tanto tempo avrebbe potuto realizzarsi due volte a distanza di poco più di una settimana! non ci potevo credere. Non poteva essere vero.
Sentivo caldo, molto caldo. Poteva essere stato il sole ma più di sicuro il corpo di Alessandra.
Andai nella vasca di idro massaggio lasciando la porta aperta affinché Giovanni dalla cucina mi potesse guardare.
Cercai di resistere alla tentazione, ma non ce la feci: dovetti iniziare a a masturbarmi lentamente. Troppa era l’eccitazione di quella nuova situazione.
Giovanni stava preparando la cena, voleva fare bella figura, ma intuì che qualcosa stava accadendo e venne sulla porta del bagno
La visione del suo bel corpo, col torso nudo, ed il resto coperto solo di un paio di jeans stretti, fece salire in me il desiderio. Decisi di aumentare il ritmo di stimolazione del clitoride.
Anche Giovanni si eccitò, un rigonfiamento a me ben noto si manifestò in poco tempo dentro i pantaloni. Se li tolse e venne nella vasca con me. Il pene era già duro, certamente il pensiero di un altro rapporto a tre aveva avuto in lui lo stesso effetto che aveva avuto per me.
Senza interrompere la mia masturbazione si inginocchiò su di me. Il suo grosso cazzone arrivò all’altezza della mia bocca
“Lisa, sei meravigliosa” – “mi disse” “Mi piaci perché sei innocente e porcellina al tempo stesso”
Chiusi gli occhi e sentii che Giovanni appoggiava il pene sulle mie labbra. Aprii leggermente la bocca per farlo entrare: era già umido dei suoi umori. Chiusi leggermente le labbra sul prepuzio e lui prese a muoversi ritmicamente nella mia bocca come se stesse scopando.
Sentivo il suo godimento e cercavo di assecondarlo con la lingua e con le labbra. Presi il cazzo con l’altra mano e lo fermai per poterlo succhiare meglio. Iniziai a muovermi io con la testa stringendo le labbra sull’asta inturgidita.
Ero proprio grosso. Soltanto quando lo prendevo in bocca realizzavo veramente quanto fosse grande. Sentivo il suo sapore salato in bocca, mi faceva letteralmente impazzire. Tenendolo alla base con la mano non smettevo di succhiarlo di leccarlo e di strofinarmelo con le labbra strette. Nel frattempo, continuavo a masturbarmi aumentando la frequenza dei movimenti delle dita.
Sentii l’orgasmo arrivare, e nel godere rividi con la mente le immagini dell’amplesso multiplo con Camilla. Ripensai al mescolarsi di orgasmi e all’erotismo nuovo della situazione. Venni rumorosamente, senza contenermi, senza curarmi del fatto che le pareti erano sottili e che Alessandra nell’altra stanza poteva sentire.
Immaginai che lei fosse nel suo bagno a prepararsi per la cena e si stesse masturbando pensando a me. Immaginando di farla godere al tocco delle mie mani e delle mie labbra mentre lei ricambiava le attenzioni su di me.
L’orgasmo in me saliva veloce.
Anche Giovanni doveva essere super eccitato, capì cosa mi stesse succedendo e si lasciò andare nel suo orgasmo. Sapeva decidere in modo impressionante quando era il momento giusto di venire, per il suo e per il mio piacere. Era adorabile in questo, per nulla egoista.
Estrasse il pene dalla mia bocca e prese a masturbarlo a pochi centimetri dal mio viso. Vidi la sua mano che scivolava sulla pelle lucida e resa scivolosa dalla mia saliva. Lo sentii quindi venire rumorosamente, come spesso faceva, decidendo forse anche lui di forse di essere particolarmente rumoroso per provocare quella piccola troietta che abitava di fianco.
Sentii le frecce del suo sperma sul mio collo e sul mio petto, innumerevoli, calde e torturanti.
Continuò a masturbarsi anche dopo aver finito, per alcuni lunghissimi secondi, mentre la mia eccitazione non ancora placata dal primo orgasmo risaliva di nuovo violenta. Venni ancora una volta, serrando le gambe a stringere le dita in mezzo, per farle aderire meglio al clitoride
Sentii i rivoli di sperma scivolare sul mio petto e immaginai Alessandra ai lati della vasca che si masturbava godendosi la scena.
Ancora una volta provavo piacere sentendomi fiera di essere porca, per far vedere alle altre donne che Giovanni era mio e che di me poteva fare ciò che meglio credeva.
Rimanemmo entrambi immobili, senza fiato per alcuni deliziosi minuti, poi lentamente Giovanni si sedette nell’acqua di fianco a me e mi baciò dolcemente.
“Vado a finire di preparare la cena” …..




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