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Lui & Lei

A Roma tutto può succedere


di Faber77
22.07.2025    |    6.573    |    1 8.9
"Sentii il dito che arrivava a massaggiare l'organo del piacere, mentre con la bocca e l'altra mano mi masturbava e succhiava l'asta, ormai prossima all'esplosione..."
Finalmente era arrivato il tanto atteso momento di partire per le ferie.
Alle 15:35 da Roma Fiumicino saremmo decollati per raggiungere l'isola di Lanzarote, dove, con la mia splendida moglie Cristina, avremmo trascorso una bellissima settimana di vacanza.
Eravamo nuovamente soli, dopo che i nostri figli, ormai grandi, avevano preferito andare in ferie con i loro amici.
Era già tutto pronto e organizzato, partenza da Viterbo alle 7:00, capatina in periferia a Roma per un saluto alla suocera, e poi, in perfetto orario, alle 13:30 in aeroporto.
Ma, puntuale come la morte, un impegno nella capitale dell'ultimo minuto ci aveva stravolto i piani.
Per fortuna Cristina era riuscita ad anticiparlo al mattino presto; per cui, mi era venuta la fantastica idea di dormire direttamente a Roma, a casa di mia suocera, in modo di non dover anticipare ulteriormente la partenza da casa e soprattutto di non dover aspettare che mia moglie finisse la riunione, nella calda estate romana.
E così, dopo l'ultima giornata di lavoro, avevo caricato le valigie in auto ed eravamo partiti per la capitale.
Al nostro arrivo avevamo trovato la tavola imbandita, con mia suocera che aveva preparato un agnello con i carciofi da record del mondo.
Non smettevo più di farle i complimenti e Giovanna andava in un brodo di giuggiole.
Mia suocera era rimasta vedova da poco. Nonostante l'età era comunque una bella donna, con tutte le curve al posto giusto. Era la fotocopia, un po' ingiallita, di sua figlia; non per questo motivo poteva essere considerata di serie B, anzi più di un uomo le aveva fatto la corte mentre era sposata. Ultimamente il lutto l'aveva un po' intristita... sembrava avesse un po' di mal di vivere.
Pur essendo mia suocera e non più giovanissima, quella sera, complice l'ottima cena, il vino, la sensazione di relax pre vacanziera, ma soprattutto il vestitino un po' provocante che indossava, le lanciavo certe occhiatacce di apprezzamento che certamente la lusingavano.
Sua figlia, troppo concentrata sulla riunione del giorno dopo, non si preoccupava minimamente della cosa... e faceva male.
Giovanna ci aveva fatto dormire nel lettone, mentre lei era andata nella cameretta di Cristina.
Il giorno dopo, alle 8:00 del mattino, avevo avvertito il trambusto fatto da mia moglie nel prepararsi per il suo impegno lavorativo. Come da programma mi ero girato dall'altra parte e avevo ripreso a dormire.
Ad un certo punto avvertii un presenza nel letto, spostai la mano in quella direzione e toccai una coscia, morbida e tornita. Mi venne spontaneo pensare che la riunione di mia moglie fosse saltata: "Oh Cri, che bello sei rimasta a casa".
Sentii ridacchiare. "No Fabrizio, Cristina è andata in centro, sono Giovanna!".
In due secondi realizzai quanto stava succedendo e il cazzo mi si rizza immediatamente pronto all'uso.
Mi girai, mi suocera era vicino a me, completamente nuda, nel suo talamo coniugale.
"Fammi tutto quello che vuoi" mi sussurrò Giovanna.
"E' un sogno che si avvera" le risposi.
Mi spogliai immediatamente. Tolsi le coperte e la guardai.
Era bellissima: i capelli grigi donavano al suo viso una lucentezza meravigliosa; la collanina argentata con il ciondolo azzurro che riposava in mezzo al suo seno impreziosiva un petto da fare invidia ad una diciottenne; i suoi capezzoli turgidi dall'eccitazione sembravano esplodere da un momento all'altro; il ventre reso soffice dalle gravidanze era un cuscino gonfio d'amore e il suo pube, apparentemente poco curato, era un invito al lusso più sfrenato.
"Come sei bella!" Le dissi.
Lei mi afferró il collo e trascinó la mia testa verso la sua, le sue labbra verso le mie.
La baciai.
Prima la bocca, intensamente.
Poi passai al petto, insistendo su quei seni che avevano visto tante battaglie, passai poi al ventre, così soffice e pieno ed infine mi dedicai alla passera: non mi ci buttai subito.. insistetti un pochino nell'interno coscia, per poi gettarmi a pieno ritmo con la lingua sul suo clitoride... a quel punto mi venne in mente che mi aveva chiesto di farle tutto quello che volevo e quindi spostai l'attenzione al suo stretto buchetto. Per mia moglie quella era una zona vietata, ma per mia suocera, che la sapeva lunga, era un punto nevralgico di piacere.
Dopo qualche minuto di lavoro la sentii implorare: "Dammelo!".
"Aspetta! Non me lo succhi un pochino? Tua figlia non me lo fa mai!" Le risposi.
"Vieni da me, che ci pensa la mamma!" Mi disse.
Avvicinai il pube al viso di Giovanna e lei si dedicò al mio cazzo. Erano sensazioni nuove: la lingua che passava a più riprese sulla cappella, le labbra che si chiudevano sui suoi bordi, il calore della bocca attorno al mio uccello... mugugnai di piacere.
Dopo qualche minuto di lavoro sentii che la lingua di mia suocera cominciava a stancarsi; decisi di raccogliere la richiesta di prima e di penetrarla a dovere. La figa di mia suocera era molto bagnata, con molta delicatalezza e un po' di decisione la infilai a dovere... sentii che ogni fibra del suo corpo era protesa nell'accogliere il mio durissimo attrezzo. Cominciai ad affondare i colpi dentro di lei, con passione e vigore. "Oh caro, così, si" disse, dimenandosi come una cagna in calore...
Non ero ancora appagato, volevo di più e mentre la stavo scopando le infilai un dito nel culo. "Oh si Fabrizio, ti prego!" Esclamò.
Quasi mi spinse via per soddisfare quel desiderio, si mise a pecora, oscillando il sedere a destra e sinistra.
Mi cosparsi la cappella di saliva e pian piano le infilzai anche il buchetto posteriore.
Sentii la sua massima concentrazione nel farsi inculare, evidentemente, al contrario della figlia, era a conoscenza dei piaceri del culo.
"Ti piace prenderlo dietro?" Le chiesi.
"Certamente" mi rispose "e a te?" Mi disse con fare interrogativo.
"Proviamo" eccitato, le risposi.
Mi fece appoggiare la schiena sulla testiera del letto e alzare le ginocchia all'altezza delle spalle, in modo da mettere in bella mostra il mio buchetto.
Si mise carponi davanti a me e con la lingua cominció a solleticarmi il buco. Sentii il piacere esplodere dentro di me.
All'egregio lavoro che stava facendo aggiunse poi un dito; prima leccando e limitandosi a fare una leggera pressione sui muscoli del buco, poi facendosi sempre più largo all'interno del mio vergine sfintere.
Sentii il dito che arrivava a massaggiare l'organo del piacere, mentre con la bocca e l'altra mano mi masturbava e succhiava l'asta, ormai prossima all'esplosione.
"Un ultima cosa Giovanna" Le chiesi di prendersi la sua parte.
Lei si mise sopra di me e mi cavalcò fino all'orgasmo che sentii pervaderla completamente.
"Adesso tocca a me, mi lasci fare quello che voglio?" Le chiesi.
"Sono a tua completa disposizione" mi confermó.
La feci sdraiare e la penetrai a dovere. Il mio cervello e il mio corpo erano concentrati sulla punta del mio uccello.
Sentii salire l'orgasmo dai piedi all'ultimo capello che avevo in testa.
Svuotai completamente il mio seme dentro di lei.
La sentii accogliere con gioia e soddisfazione il mio dono.
Mi spostai e la guardai. Vidi il mio seme che iniziava ad uscire dalla vagina; finalmente feci quello che credevo non avrei mai potuto fare nella vita. Leccai la figa della mia amata, grondante dei nostri umori perversi.
"Baciami" m chiese.
Ed il sogno si avveró completamente.
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