Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Fatica n.1: Agnese, la cuoca
Lui & Lei

Fatica n.1: Agnese, la cuoca


di Faber77
26.02.2026    |    1.550    |    1 8.7
"Ero particolarmente estasiato dai suoi enormi seni che rispondevano con movimenti rotatori ad ogni mio colpo..."
​Questa serie di racconti è frutto della mia immaginazione. I fatti descritti non sono mai avvenuti, non sono reali e non potranno mai avvenire.
​"Vedi mio caro Achille, se vuoi me, prima devi passare da lei" disse la Baronessa, entrando nella camera dove si trovava Agnese, la cuoca.
Alle 17:30 mi ero presentato alla villa, puntuale come un orologio svizzero, bello come il sole, pulito e profumato, con il pensiero che mi sarei divertito con Diana, la Baronessa.
La padrona di casa mi aveva per l'appunto accolto con grande calore, lasciandomi sperare che i miei intenti si sarebbero avverati. Mi aveva riempito di complimenti, dicendomi, fra l'altro, che alla villa si era molto parlato di me nei giorni scorsi.
Avevamo salito insieme le scale (e si sa che le scale portano ai piani dove si trovano le camere), facendomi ulteriormente illudere circa la compagnia delle successive ore. Immaginate il mio stupore, invece, nel vedere la corpulenta ragazza che mi stava aspettando in camera.
​"Ti guarderò all'opera da dietro lo specchio" mi sussurrò la Baronessa all'orecchio: "ricorda la tua ricompensa, non deludermi".
Fece l'occhiolino e chiuse la porta dietro di sé.
Mi guardai in giro: la camera era piccola ma molto bella. Di fronte a me si trovava un letto principesco, alto, con pesanti coperte; di fianco c'era un divanetto barocco con intarsi ricercati e in mezzo un bel tappeto persiano finemente adornato. Dava luce alla stanza una grande finestra coperta da tende leggere; il grande specchio, attraverso il quale la Baronessa Diana ci stava probabilmente osservando, occupava la parete alla mia sinistra.
​Guardai Agnese, la cuoca, che mi fece un accenno di sorriso. Certo, era decisamente sovrappeso, ma al di là di questo aspetto notai che aveva un viso delicato, una pelle chiara, quasi diafana, che contrastava con i lunghi capelli neri e le labbra carnose, rese rosso fuoco da un trucco perfetto. Era seduta sul divanetto e indossava una tunica bianca, in stile greco.
Mi sedetti vicino a lei e le dissi piano: "Ciao Agnese, come sei carina oggi".
Sorrise e mi rispose: "Ti piaccio? La signora mi ha aiutato a farmi bella per te".
Le accarezzai il viso e la baciai sulle labbra. Si ritirò intimorita.
"Cos'hai Agnese? Ti spavento?" le chiesi.
"No, è che tu mi ricordi tanto Alessio, il mio ex fidanzato" mi rispose.
"Ah" dissi, sorpreso, poi la incalzai: "Quindi immagina che sia lui!".
Mi rispose: "Sì, potrebbe sembrare semplice, ma non lo è" cercando quasi di scusarsi, "la signora mi ha detto che quando mi hai visto sei rimasto folgorato, che le hai promesso una settimana di lavoro gratuito pur di stare qualche momento con me".
​Dovetti soffocare lo stupore per queste affermazioni e cercai di rimanere impassibile. Poi lei continuò: "Mi ha detto che mi avrebbe lasciato qualche giorno libero se avessi accettato, così da poter tornare al paese... magari avrei potuto trovare Alessio... sai, ho pensato che, visto quello che succede in questa casa, tutto sommato avrei potuto fare anche io la mia parte...".
In una frazione di secondo avevo intuito il gioco di Diana: non dovevo solo giacere con una donna che mi piaceva poco, ma avrei anche dovuto convincerla a farlo. Questa sfida stuzzicava enormemente il mio orgoglio e non la trovavo nemmeno così impossibile, dato che la situazione era già instradata in quel senso. Decisi dunque di provare a portare a casa il risultato, anche perché Agnese, tutto sommato, aveva un non so che di affascinante nella sua innocenza.
​Mi inginocchiai davanti a lei, mi tolsi la camicia rimanendo a torso nudo. Le presi le mani, le baciai e me le appoggiai sul petto. Agnese non le ritrasse: mi sorrise e iniziò ad accarezzarmi. Le sue dita scorrevano sulla mia pelle cercando e trovando i muscoli, prima del petto e poi dell'addome. Mi feci più vicino e le sue mani iniziarono a sondare la mia schiena; sentivo la pressione delle sue dita, inizialmente leggera e poi sempre più decisa, a voler toccare con crescente curiosità la mia schiena resa granitica dal pesante lavoro. Mi strinse a sé. Le sue mani erano ora alle prese con le mie natiche.
​Sentivo con piacere la pressione del suo bel seno contro il mio petto; il mio sguardo si era per il momento concentrato sulla lunga scollatura del vestito, per poi salire lungo il collo, finendo per osservare con estrema cura i lineamenti dolci della ragazza. Agnese aveva seguito il mio sguardo e, nel momento in cui i nostri occhi si erano incrociati, mi aveva sorriso. Non era un sorriso di circostanza: era un sorriso di desiderio. La baciai; prima delicatamente e poi profondamente. Lei rispose con trasporto. Poi si alzò davanti a me e si sfilò la tunica bianca.
​Devo dire che non avrei mai immaginato quanto un corpo di donna così voluminoso potesse sembrare tanto voluttuoso. Mi colpiva il suo ventre rotondo; aveva una forma curva, morbida e tremendamente liscia. I peli del pube erano curati ed emanavano un profumo inebriante; per non parlare del suo seno, rotondo e pieno, pronto a sfamare i miei desideri. Era veramente un'inaspettata meraviglia per i miei occhi. Iniziai a baciarle la pancia e pian piano mi rialzai, percorrendo il suo corpo con la bocca fino a baciare nuovamente le labbra. A questo punto mi sfilai i pantaloni, lasciando il mio sesso in piena libertà.
​Agnese mi guardò negli occhi e poi in mezzo alle gambe; prima sfiorò il mio cazzo turgido, poi con le dita ne percorse tutte le curvature ed infine me lo afferrò. Io le toccai le soffici natiche, stringendo leggermente la carne che non le difettava. Iniziò a muovere la mano su e giù lungo la canna; la ragazza non stava affatto scherzando. Spostai le mani dal suo sedere al pube e iniziai un leggero massaggio; pian piano le mie dita si fecero strada dentro di lei. Sentivo la sua eccitazione. La feci sedere sul divanetto e iniziai a baciarle l'interno coscia. Era ardente di desiderio. Mi avvicinai sempre di più al centro del suo piacere e, ad ogni centimetro guadagnato, la vedevo dimenarsi sempre più. Mugugnò di piacere quando finalmente la mia lingua incontrò il punto esatto. Mi afferrò la testa, spingendola ancora più a fondo.
​Alzai lo sguardo e vidi una cosa che in quel momento mi piacque immensamente: la curva del suo ventre da cui emergevano i due grossi seni con i capezzoli ben turgidi, e le labbra carnose morse dai suoi denti in un momento di estremo piacere. Ero realmente eccitato e desideroso di averla mia. Mi misi in ginocchio davanti a lei, che giaceva seduta sul divano e mi guardava ardente. Mi afferrai l'uccello e lo guidai pian piano dentro di lei. Emise un gemito quando la penetrai completamente. Iniziai a muovermi mentre tutto il suo corpo ondeggiava ad ogni mio affondo. Ero particolarmente estasiato dai suoi enormi seni che rispondevano con movimenti rotatori ad ogni mio colpo.
​Ci trasferimmo sul letto. Lei si sdraiò e letteralmente mi spinse dentro di sé. La sua iniziale ritrosia e timidezza era solo un lontano ricordo. Dopo qualche minuto volle invertire la posizione. Si mise sopra di me ed iniziò a cavalcarmi... era una furia. Le afferrai gli abbondanti seni e questo le diede ancora più vigore. Poi si sdraiò sopra di me continuando a muovere il bacino. I suoi movimenti divennero sempre più frequenti e ritmici, fino al momento in cui finalmente toccò l'apice del piacere. Si sdraiò di fianco a me, ridendo soddisfatta.
​Io ero ormai al limite. Lei aprì le gambe come per accogliere il mio membro; mi inginocchiai tra le sue possenti cosce e, con pochi colpi di mano, pensando alla Baronessa che ci stava guardando, la ricoprii con il mio seme. Agnese sorrise un po' imbarazzata, ma conscia che anche io avevo trovato la mia soddisfazione. Completamente nuda e stanca, si infilò sotto le coperte e in men che non si dica si mise a dormire. Mi rivestii e mi sedetti sul divanetto per rilassarmi.
​Dopo qualche istante la porta della camera si aprì di qualche centimetro. Capii che la Baronessa era appena fuori ad attendermi. Mi precipitai da lei. Mi sorrise.
"Sei stato bravo" mi disse, "questa era facile, Agnese è comunque bella".
"Sì, Signora" risposi, "devo dire che mi è molto piaciuto, grazie".
"Domani non sarà così semplice" mi preannunciò. "Ci vediamo domani allo stesso orario... Buonasera" mi disse, quasi seccata.
Da solo, come un ospite indesiderato, scesi le scale e uscii dalla villa. I miei sentimenti erano molto contrastanti: soddisfazione e compiacimento per aver fatto il mio dovere, ma anche un po' di frustrazione per il trattamento ricevuto. Quella notte non dormii bene; molti, troppi pensieri offuscavano la mia mente.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Fatica n.1: Agnese, la cuoca:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni