Lui & Lei
A casa
29.12.2020 |
321 |
3
"Le ho stretto i glutei e li ho divaricati più che potevo e ho lasciato che la mia lingua la sfiorasse piano per poi farsi sempre più insistente affondando in quel sedere che tanto mi aveva eccitato..."
Svogliatamente saltavo da un canale all’altro quel pomeriggio. Ma non facevo molta attenzione ai programmi che spuntavano in TV. Lo sguardo continuava a finire sul suo culo mentre versava il caffè per entrambi. Indossava un paio di shorts che le stavano molto bene e non riuscivo a capire se sotto c’erano degli slip o meno.Con difficoltà ho distolto lo sguardo tornando alla TV mentre lei mi raggiungeva sul divano porgendomi la tazzina e sedendosi di fianco a me.
Nella mia mente la guardavo ancora darmi le spalle li alla cucina. L’idea di un morso mi balenava nella testa mentre chiacchieravamo tranquillamente. Aveva le gambe distese verso di me e finivano in quei pantaloncini che continuavano a distrarmi.
Continuava a scherzare sullo stare scomoda perché preferiva guardare la TV distesa sul divano ma io glielo impedivo e intanto la prendevo in giro.
Saltando da un canale all’altro siamo finiti su un vecchio film che pur avendolo visto entrambi abbiamo deciso di rivedere.
Si è poggiata sotto il mio braccio, distendendo le gambe dalla parte opposta del divano. Così almeno era contenta.
Il film procedeva in una noia che favoriva il sonno. Con una mano le facevo dei grattini su un fianco facendo scorrere le dita fino alla gamba nuda e poi risalivo.
Sentivo la stoffa morbida dei suoi pantaloncini seguire le mie dita esponendo sempre più pelle e mi tornava alla mente l’immagine di lei che mi voltava le spalle. I grattini si erano trasformati pian piano in carezze sulla gamba, con le dita che scorrevano sulla pelle nuda. Lei restava immobile, lasciando che la mia mano scorresse sul suo corpo. Ogni tanto la sua gamba accompagnava il mio movimento lasciandomi sfiorare ogni centimetro.
Le dita avvolgevano la sua coscia spostandosi pian piano all’interno fino ad insinuarsi sotto la stoffa dei pantaloncini che non opponevano nessuna resistenza, così come le sue gambe che pian piano si allargavano invitandomi ad osare.
Il calore che sentivo sulla sua pelle aumentava mentre mi spostavo più al centro.
Sfiorando e accarezzando entravo pian piano dentro di lei, accolto da un suo sospiro che si faceva più profondo mentre affondavo le mie dita.
Le muovevo dentro e sui bordi. Il suo clitoride da umido è diventato fradicio dopo poco. La mia mano si muoveva sempre più insistentemente e il suo respiro diventava affannoso interrotto di tanto in tanto da dei gemiti.
Le sue gambe erano completamente divaricate quando spingevo con forza tre dita dentro di lei. È venuta gemendo e bagnando quelle dita che le ho portato alla bocca e ha succhiato avidamente.
“Vieni in camera con me o preferisci vedere la fine del film?” Le ho detto.
Senza dire una parola si è alzata ed è andata in camera.
L’ho raggiunta che mi aspettava seduta sul letto. Mi sono avvicinato chiudendomi la porta alle spalle.
Mi guardava sorridente mentre mi sbottonava i pantaloni.
“E gonfio” ha sussurrato accarezzandolo da sopra i boxer.
Li ha abbassati prendendolo con le mani e portandolo alla sua bocca.
Ha iniziato a baciarlo piano, aprendolo lentamente. Poi lo ha avvolto con le sue labbra calde e ha iniziato a succhiarlo. Scendeva piano facendomi sentire ogni secondo e poi accelerava di colpo, succhiando forte.
Era vorace e la mia eccitazione aumentava sempre di più.
L’ho fermata che mi sembrava di impazzire. L’ho tirata su girandola e piegandola in avanti.
Non riuscivo a non pensare a quel culo fantastico.
Quando le ho sfilato gli shorts mi sono trovato di fronte uno spettacolo.
Quel culo tondo e invitante era lì nudo davanti a me. Le gambe erano leggermente divaricate e questo mi permetteva di vedere quanto era ancora bagnata per il piacere.
Ho cominciato a leccarla in quella posizione, succhiando il clitoride e mordendo leggermente le labbra, poi la mia lingua si è spostata dentro assaporandola.
Gemeva ancora quando la mia lingua ha cominciato a scorrere dalle labbra fradice al perineo e più su.
Le ho stretto i glutei e li ho divaricati più che potevo e ho lasciato che la mia lingua la sfiorasse piano per poi farsi sempre più insistente affondando in quel sedere che tanto mi aveva eccitato. Muovevo la lingua dentro stringendole i glutei mentre lei gemendo aveva indiziato a tormentare il suo clitoride. Ho continuato ad affondare la lingua fino a sentirla venire ancora. Le gambe le tremavano dal piacere. Il mio cazzo era durissimo e la mia eccitazione massima.
L’ho afferrata per i fianchi e sono entrato lentamente facendole sentire ogni centimetro. Finalmente in fondo le ho sferrato quello schiaffo sul culo che desideravo darle sin dal momento in cui la guardavo fare il caffè. Il gemito con cui ha accolto lo schiaffo mi ha eccitato ancora di più e ne sono arrivati altri due sempre più forti.
Con un filo di voce lei mi ha sussurrato “scopami”
L’ho afferrata per i fianchi e ho cominciato a spingerla verso di me mentre le spingevo il cazzo dentro con forza. Gemeva ad ogni colpo. Gemiti che diventavano sempre più forti fino a diventare urla.
L’ho girata a pancia in su mentre si toglieva il resto dei vestiti, le ho tirato su le gambe e ripreso a scoparla mentre le mordevo un capezzolo, lo succhiavo, o leccavo.
Mi sembrava di impazzire, l’ho tirato fuori giusto in tempo per venirle sulla pancia e sul seno. Avevamo entrambi l’affanno quando mi sono avvicinato a leccarle il capezzolo ormai sporco.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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