AL FIUME (di Jessika)
Una donna sui quaranta scende il sentiero, si spoglia prima di arrivare al “Paradiso”.
Capelli rossi, lentiggini sul corpo chiaro, nonostante il segno del costume, occhi verdi che si rispecchiano nella pozza, un seno importante nonostante il fisico longilineo.
Un triangolino di pelo rosso lasciato per vezzo. Il ragazzo la nota e fa qualche commento all’amica riguardo alla donna, un suo “Ahia!!” quando lei forse non apprezzando gli dà un morso al salsicciotto.
La donna si guarda intorno, poi si avvicina al cinquantenne le esce un “Wow”, appoggia la borsa sposta il libro ed inizia a leccare la proposcide. L’uomo prende tra le mani il libro, si sdraia e tra se e se “dove cazzo ero rimasto, ah….”” “Così pure mi è apparso che in tutte le filosofie le intenzioni morali (o immorali) costituiscono effettivamente il seme da cui è cresciuta tutta la pianta.” Lei lo guarda e dice “Ma questa pianta?” “SHHHH..” allora lei riprende a leccare l’abbronzato glande. Per farle capire di tacere le prende la testa e la spinge in un gagging, poi stacca la mano e gira la pagina quindi la rossa riesce a riprendere fiato. Pensa già a sentirlo nel suo ventre, aumenta il ritmo con la bocca, poi si alza allarga le cosce, con le dita allarga le labbra e si siede sopra lentamente. Uno stop… fa male quanto è largo, si sente spaccare, poi con decisione si lascia sedere sopra. E’ troppa l’eccitazione per lei, inizia a muovere il ventre. Appena arrivata non avrebbe mai pensato di poterlo prendere completamente. Urletti di piacere… “Scusa perdo il filo del discorso, non è un libro semplice.” Allora trattiene con le labbra e i movimenti sono più convulsi il seno inizia a sballottare, si accarezza i capezzoli rosei e lui finalmente la guarda. “Scusa girati che mi distraggono. “ Lei un po’ offesa si alza si gira di spalle, lui molla il libro un attimo, si bagna con le labbra due dita e poi le passa sul roseo sfintere. Lei pensa “Noooo.. che cazzo fa…” “Rilassati” Le dice. “Ora scendi lentamente.” Lei come in trance obbedisce, non è certo la prima volta per lei, anzi le piace molto, ma quella mostruosità…. “Ah Ahia Hum” i primi centimetri sono passati per il pertugio. “Siediti” “E che cazzo non è facile” “Siediti” lacrime di dolore e piacere le scendono mentre entra piano piano tutto. Lui riprende il libro e lo appoggia alla schiena della donna. “Dove ero arrivato. Tutte queste distrazioni meglio riprendere qualche pagina indietro. Anzi riiniziamo” ”per favore non muoverti troppo che mi va a massa la vista.” “ Dunque… La volontà di conoscere la verità, che ci indurrà a correre ancora molti rischi, questa famosa veracità di cui fino ad oggi tutti i filosofi hanno parlato con venerazione…..” Le sembra impossibile quel sogno di cui leggeva da tempo tutto dentro di lei. Si tocca la fragolina rossa e umida, viene: quanto lo avrebbe voluto di più lì dentro; però anche dietro… e così grosso eccita. Un urlo dalle labbra esce un po’ di bavetta incolore, si muove disarticolata, poi un colpo di bacino di lui, un getto, quasi un clistere quanto sperma esce. Lei tenendo dentro la verga ancora rigida si accascia su un fianco. L’uomo prende il libro, lo mette da una parte col segnalibro. Si riappoggia all’albero mentre sposta lei. Rialzandosi dallo sfintere della donna esce una colata di sperma che finisce sulla pancia e sul membro che non si abbassa più di tanto. “Scusa almeno pulisci” Lei inizia con la lingua a rileccare il gelato con piacere. “Anche lì” indicando la pancia. Le sembra che su quella pancia abbiano goduto tre uomini, lecca e inghiotte, lecca e inghiotte. Poi riprende a leccare l’asta che inizia a riprendersi. La mano di lui la scosta “Scusa almeno l’ultima mezzora di sole fammi studiare”. Lei guarda con invidia i due ragazzi che si amano, si accarezzano si baciano, cambiano posizioni.
Si rivolge all’uomo “E il libro finisce: ma nessuno saprà indovinare la freschezza con cui apparivate nel vostro mattino, il vostro improvviso scintillio, il miracolo della mia solitudine, o i miei vecchi amici, o miei vecchi cari…. Cattivi pensieri! “ “Vuoi anche l’epilogo? Se volevi te lo recitavo a memoria” . Lui la guarda sbalordito, lei prende dalla borsa il cellulare e detta “Incontrato il filosofo elefante al Rio…” in un sito di outdoor sex. “Però come filosofo è tutta scena.” Si sposta guarda verso la coppia “Ragazzi vi va un bagno insieme?”.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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