Lui & Lei
Capo Gallo Palermo nel cuore
11.03.2026 |
207 |
2
"Lo guardai con intensità, lasciando che il mio sguardo parlasse prima delle parole..."
Era una mattina di aprile a Palermo, una di quelle giornate di primavera in cui l’aria è già calda come in estate. Il cielo era limpido, il sole luminoso e il mare sembrava una distesa di luce.Mio marito quel giorno era libero dal lavoro e decidemmo di uscire senza programmi. Solo noi due, con il desiderio di respirare un po’ di libertà lontano dalla routine. Guidando quasi senza pensarci arrivammo alla splendida Riserva Naturale Orientata Capo Gallo, vicino a Mondello, uno di quei luoghi dove il farò è il mare sembra chiamarti con una voce irresistibile.
Pagammo l’ingresso e proseguimmo lentamente lungo la strada che attraversa la riserva. Il panorama era mozzafiato: scogli chiari, acqua trasparente e quell’odore di salsedine che ti riempie i polmoni.
Ci fermammo in una delle piccole spiaggette naturali nascoste tra le rocce. Che per arrivarci è come scalare una montagna. Davanti a noi il mare brillava immobile, così limpido da sembrare irreale.
Fu un impulso improvviso.
Sentii il richiamo dell’acqua così forte che senza pensarci lasciai scivolare i vestiti sulla pelle, uno dopo l’altro, finché rimasi completamente nuda sotto il sole tiepido di primavera. Il vento leggero mi accarezzava la pelle mentre camminavo verso l’acqua.
Poi mi immersi.
Il mare era fresco, vivo, avvolgente. Sentii l’acqua salata scorrere lungo il corpo mentre mi muovevo lentamente tra le piccole onde.
Mio marito era rimasto sulla riva, guardandosi intorno con una certa prudenza, cercando di capire se qualcuno potesse sorprenderci. Ma attorno a noi c’era solo silenzio: il suono del mare e il vento tra le rocce. E una vista mozzafiato.
Lo chiamai con un sorriso malizioso,
All’inizio esitò, poi si arrese a quel momento. Si spogliò anche lui e mi raggiunse nell’acqua.
Quando fu davanti a me ci guardammo negli occhi.
Nudi. Liberi. Complici. Ci accarezzavamo quei corpi nudi.
Le onde muovevano i nostri corpi con un ritmo naturale, quasi ipnotico. L’adrenalina di quel gesto proibito si mescolava al desiderio crescente. Il mare ci avvolgeva mentre ci avvicinavamo sempre di più, fino a perdere ogni distanza.
Fu un momento intenso, istintivo, travolgente. Come se la natura attorno a noi amplificasse ogni sensazione.
Nel pieno di quell’energia sentii emergere la parte più audace di me, quella che ama guidare il gioco tra di noi. Lo guardai con intensità, lasciando che il mio sguardo parlasse prima delle parole.
Con un sorriso sicuro gli chiesi di lasciarsi andare completamente… e di regalarmi quel momento, guardandomi negli occhi.
Lui capì subito. Tra noi non servivano spiegazioni.
Restammo ancora qualche istante immersi nell’acqua limpida, respirando lentamente, con il sole che scaldava la pelle e il mare di Palermo tutto intorno.
Eravamo soli. Facevamo l'amore con un intensità e passione che solo il mare era testimone di ciò che stava accadendo lì.
Solo noi due, il rumore delle onde e quel ricordo intenso, nato tra il sale del mare e la libertà di sentirci vivi. Usciti dall'acqua ancora grondanti mi misi in ginocchio e con lo sguardo sempre più malizioso e birichino gli chiesi di venirmi in faccia, lui lo fece e si lascio andare in un gemiti liberatorio come il mare🌊
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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