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trio

Luana, la finta singola


di Theesome
11.03.2026    |    1.288    |    4 9.2
"Non riusciva a capire come qualcuno potesse essere così sfacciato, così volgare, così privo di grazia..."
Luana, la finta singola e la sua curiosità audace
Era stata Luana a contattarmi per prima. Dove Cercavamo la terza per giocare in serenità e relax.
Appariva come una ragazza curiosa, una “singola” pronta a esplorare, a stuzzicare. Ma ben presto emerse la verità: dietro la sua finta innocenza si nascondeva una personalità arrogante, presuntuosa, sfacciata e volgare.
All’inizio tutto sembrava solo un gioco di malizia digitale: qualche battuta, qualche allusione, un tono provocatorio che riusciva a incuriosirmi senza però intimorirmi. Ma poi arrivarono i video.
Video spinti, audaci e provocatori. Dove non era intimorita di mostrare la penetrazione che subiva, né la capacità di potersi infilare da sola la mano nella sua vagina. Con una foga che non credevo possibile.
Luana li mandava con una sicurezza estrema, mostrandosi come se fosse al mercato: il corpo esposto con orgoglio, ogni gesto studiato per attirare attenzione. Le gambe, il movimento delle mani, i sorrisi sfacciati alla telecamera… era un’esibizione deliberata, senza un grammo di eleganza, ma con una consapevolezza sorprendente della propria “mercanzia”.
Io osservavo i video con un misto di curiosità e distacco. Mio marito li vedeva insieme a me, scorrendo messaggi e clip, e il suo sguardo tradiva tutto quello che pensava: disgusto, incredulità e quasi un senso di fastidio.
Non riusciva a padroneggiare quella volgarità che gli si parava davanti. Aveva sempre avuto accanto una donna garbata, ponderata, elegante, di classe e cultura. E ora davanti ai suoi occhi c’era una ragazza che si vantava della propria audacia e della propria sfacciataggine come se fosse un merce da esibire.
Ma Luana non si limitava a provocare me. La sua curiosità si estendeva anche a mio marito. Con messaggi diretti, quasi sfacciati, chiedeva dettagli sulle sue doti, sulla sua virilità, sul modo in cui ci si muoveva tra le lenzuola. Era evidente che voleva valutare ogni aspetto, come una cavalla che osserva uno stallone prima di accettarlo.
Eppure, dietro la sfacciata pretesa di testare mio marito, c’era anche un altro desiderio: curiosità verso di me. Voleva capire come ero, come reagivo alle sue provocazioni, se fossi all’altezza del gioco o se sarei stata intimidita.
Io rispondevo con eleganza e misura, senza abbassarmi al suo livello. La mia classe, il mio savoir-faire, la mia cultura erano un muro invisibile: ogni suo video, ogni commento volgare, rimbalzava contro di me senza toccarmi. Mi divertivo a osservare la sua arroganza, a percepire quanto fosse frustrante per lei non riuscire a scalfire la mia compostezza.
Mio marito, accanto a me, continuava a scrollare video e messaggi, con quello stesso sguardo che mescolava disgusto e incredulità. Non riusciva a capire come qualcuno potesse essere così sfacciato, così volgare, così privo di grazia. E io, al suo fianco, ero la conferma vivente della differenza tra classe e presunzione.
Poi, per un fortuito caso, successe qualcosa di inaspettato.
Ci incontrammo faccia a faccia in un bar.
Luana era seduta ad un tavolo, quanto presuntuosa, e lasciava trasparire tutta la sua volgarità con lo stesso sorriso malizioso e sfacciato che avevo imparato a conoscere dai video. Il cuore mi batté forte: non potevo credere alla coincidenza.
I suoi occhi mi riconobbero subito, e il sorriso divenne più arrogante, quasi trionfante. Ma prima di avvicinarsi, fece un gesto calcolato: chiamò suo marito, che stava accanto a lei, e lo fece alzare dal tavolo.
Era chiaro: voleva una conferma. Voleva assicurarsi che fossi davvero io, quella donna elegante, misurata e di classe, che non si era lasciata intimidire dai suoi video sfacciati, dai suoi commenti volgari e dalle sue provocazioni.
E mentre camminava verso di me, con lo sguardo acceso dalla sfida, capii una cosa evidente:
La realtà poteva essere ancora più intensa della fantasia digitale. Ma a differenza dei video e dei messaggi, io ero padrona della mia eleganza, della mia compostezza, e della mia forza, mentre Luana mostrava tutta la sua arroganza e curiosità sfacciata, incapace di contenere la propria vanità.
In quel momento, tra provocazione e tensione, tra curiosità e desiderio, capii che alcune persone giocano con la seduzione senza sapere gestire il fascino e la classe, e io, al fianco del mio uomo, ero semplicemente inarrivabile.
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