Lui & Lei
Destino - Terza parte
08.03.2026 |
145 |
2
"Ma poi percepii il tuo ritorno alla concentrazione, il tuo desiderio che prendeva il sopravvento..."
Ancora traboccante di piacere e gratitudine per ciò che mi avevi dato, decisi di baciarti. Mi chinai verso di te, e quando le mie labbra incontrarono le tue, percepii immediatamente il calore e l’umidità che già ti avevano impregnato. Non c’era alcun senso di schifo, solo un’onda di intimità e complicità: il mio piacere si fondeva con il tuo, e il bacio diventava un gesto di totale condivisione.
Ogni movimento delle nostre bocche, ogni sfioramento delle lingue, era un amplificarsi reciproco del desiderio. Il tuo corpo rispondeva al mio, il tuo respiro si mescolava al mio, e il momento si caricava di una sensualità intensa, fatta di abbandono, fiducia e piacere condiviso, come se quel bacio contenesse tutto ciò che eravamo stati e tutto ciò che stavamo per diventare insieme.
Dopo quell’intimità travolgente, percepii nei tuoi occhi una scintilla maliziosa, un invito silenzioso. Con un sorriso, mi proponesti di fare la doccia insieme, ne avevamo bisogno. Senza esitare, accettai volentieri: l’idea di continuare a condividere quel calore, quel contatto, mi eccitava quanto l’atto appena vissuto.
Ti presi per mano e insieme ci dirigemmo verso il bagno, l’aria carica di tensione e desiderio che ci accompagnava in ogni passo. La promessa di acqua calda, di contatti bagnati e scivolosi, di carezze che sarebbero scivolate e si sarebbero mischiate, rendeva l’attesa dolce e quasi insostenibile.
Entrammo insieme nella doccia, l’acqua calda che scendeva sui nostri corpi come un velo morbido, avvolgendoci in un abbraccio liquido. Il tuo corpo contro il mio, bagnato e scivoloso, mi fece sentire ogni curva e ogni contatto con intensità raddoppiata.
Le tue mani scivolavano sul mio torace, lungo le spalle e giù, esplorando senza esitazione, mentre io lasciavo che i miei polpastrelli accarezzassero la tua pelle calda, ogni sfioramento amplificando il desiderio tra noi. I nostri respiri si mescolavano al ritmo dell’acqua, gemiti soffocati e sospiri che diventavano una melodia intima.
La mia eccitazione non poteva essere nascosta sotto l’acqua calda che scivolava sui nostri corpi. Sentivi il mio membro gonfiarsi e premere contro di te, rigido e vivo, e i tuoi occhi si spalancarono, un misto di sorpresa, desiderio e complicità.
Ti guardai sorridendo, incapace di trattenere il brivido che mi percorreva, mentre le tue mani continuavano a esplorare ogni curva del mio corpo bagnato. Ogni tuo tocco amplificava la tensione tra di noi, e il gioco di scivoli e carezze sotto il getto d’acqua ci legava sempre più stretti, tra desiderio crescente e piacere palpabile.
Tu ti mettesti in punta di piedi, cercando le mie labbra con desiderio, gli occhi pieni di attesa. Senza esitazione ti strinsi a me, sentendo il calore del tuo corpo bagnato contro il mio, e ti baciai con intensità.
Il bacio era profondo, avvolgente, carico di tutta la passione e la complicità che ci aveva già legati. Le tue mani cercavano di avvolgermi, di restare attaccate a me, mentre io sentivo ogni tuo respiro tremante contro la mia pelle, e ogni movimento ti faceva aderire ancora di più, rendendo il contatto inevitabile e travolgente.
Mentre ci baciavamo, sentivo il tuo corpo aderire al mio, caldo e bagnato, ogni respiro che si mescolava al mio. Eppure, percepivo che la tua mente viaggiava altrove: tornavi con il pensiero a quell’incontro casuale nel supermercato, al momento inaspettato che ti aveva condotto fino a qui.
Ti sentivi incredibilmente fortunata ad avermi lì, nella tua doccia, in quel momento carico di attesa e desiderio. Quel pensiero ti fece stringermi ancora più forte, come se il bacio stesso potesse racchiudere tutta la sorpresa, il piacere e la gratitudine che provavi.
Le mie mani scesero lentamente nelle tue parti intime, esplorando con delicatezza e desiderio. Appena ti toccai, staccasti il bacio dalle mie labbra, e un gemito soffocato ti sfuggì, sincero e pieno di attesa.
Capì subito che era quello che volevi: lasciarti andare, godere senza freni, abbandonarti completamente a me. Ogni tuo respiro affannoso, ogni piccolo fremito del tuo corpo mi comunicava quanto fossi pronta a lasciarti trasportare dal piacere.
Le tue parti intime erano già bagnate, pronte ad accogliere le mie mani e a rispondere al mio tocco. Volevo penetrarti, ma sapevo che il mio membro era grande e che all’inizio poteva essere troppo intenso. Mi muovevo con attenzione, guidandoti dolcemente, cercando il ritmo giusto per farti godere senza causarti dolore.
rima di penetrarti, volevo assicurarmi che fossi pronta, che l’umidità del tuo orgasmo rendesse ogni movimento naturale e dolce. Mi spostai di fianco a te, trovando una posizione comoda, e iniziai a esplorarti con le mani.
Una mano penetrava lentamente le tue parti intime, l’altra accarezzava e stimolava il tuo clitoride. Il tuo corpo fremette, ogni curva e muscolo reagivano al mio tocco, e i tuoi gemiti incontrollati riempivano la stanza, sincopati e intensi. Non c’era timore né freno, solo un abbandono totale al piacere che ti travolgeva, ogni tremito e ogni suono una risposta al mio desiderio di farti godere fino all’ultima goccia.
Non eri mai stata spinta così lontano nel piacere. Ogni mia carezza, ogni penetrazione lenta e precisa, ogni stimolo del clitoride ti conduceva verso un’estasi sconosciuta, più intensa di qualsiasi cosa avessi provato prima.
Il tuo corpo tremava, contorceva, reagiva in modi nuovi, e dai tuoi gemiti incontrollati traspariva la meraviglia di ciò che stavi vivendo. E io restavo lì accanto a te, a osservare e guidare ogni onda di piacere, soddisfatto e rapito dalla tua totale abbandono, dal modo in cui mi accoglievi dentro di te, fisicamente e emotivamente.
Poi accadde: un orgasmo devastante ti travolse completamente. Il tuo corpo tremava incontrollabile, ogni fibra vibrava sotto le mie mani, e io ti tenevo stretto, godendo di ogni reazione, di ogni fremito.
L’acqua calda scivolava sui nostri corpi, avvolgendoci come un velo liquido che amplificava ogni sensazione. I tuoi gemiti finali si liberavano senza freni, un suono sincero e intenso che riempiva la stanza, e io restavo lì, a sentire il tuo piacere, a percepire la totale abbandono di te, così perfettamente mia in quel momento.
Non ti lasciai nemmeno il tempo di riprenderti completamente dall’orgasmo, ancora travolta dalle onde che ti avevano sconvolta. Con delicatezza ma con decisione, ti sollevai una gamba, avvicinandoti a me.
Mi abbassai lentamente, portando il mio membro alla soglia delle tue parti intime, pronto ad entrare. Sentivo il tuo corpo ancora tremante, il calore residuo dell’orgasmo che ti attraversava, e la tua mente leggermente assente, persa nel piacere appena vissuto. Ogni respiro, ogni fremito, ogni piccolo movimento ti rendeva perfettamente pronta ad accogliere la mia presenza, e io mi sentivo sospeso tra desiderio e attesa, pronto a farti provare un piacere nuovo, intenso e condiviso.
Appoggiai il mio membro sulla soglia delle tue parti intime e iniziai a spingere lentamente. Nonostante la lubrificazione del tuo orgasmo recente, sentivo la resistenza iniziale, la tua fica che accoglieva con difficoltà, e vidi i muscoli del tuo viso contrarsi sotto lo sforzo.
Ma poi percepii il tuo ritorno alla concentrazione, il tuo desiderio che prendeva il sopravvento. La tua mente riprendeva il controllo, e la volontà di ricevermi era più forte di qualsiasi timore. Volevi sentirmi dentro di te, a qualunque costo, disposta persino a sopportare il dolore iniziale pur di accogliere il mio membro e il piacere che ti avrei dato.
Ogni piccolo movimento, ogni respiro, ogni fremito mi diceva che eri pronta, e io continuai a spingere con delicatezza, rispettando i tuoi limiti, mentre ci univamo sempre più in quell’abbandono reciproco.
Sollevai anche l’altra gamba, e la forza di gravità iniziò ad aprirti completamente al mio corpo. Sentii il tuo gemito, un suono misto di sorpresa e dolore, e capii subito che stavi soffrendo per l’intensità della sensazione.
Eppure, la sorpresa sul tuo viso, l’espressione che assumevi in quella posizione nuova, era incredibilmente eccitante. Sapevo che bastavano ancora pochi colpi, e che presto il dolore si sarebbe trasformato in piacere pieno. Ti guardai mentre ti adattavi lentamente, la mente ancora scossa dall’orgasmo precedente, e percepii come quella vulnerabilità ti rendesse allo stesso tempo fragile e meravigliosamente desiderabile.
Il mio pene era gonfio, pulsante per l’eccitazione, e sentivo ogni reazione del tuo corpo mentre ti facevo scivolare lentamente, senza alcuno sforzo, su di me. Ogni movimento era perfettamente naturale, fluido, e il contatto totale amplificava il piacere per entrambi.
Ti muovevi con delicatezza, accogliendo ogni centimetro, e io percepivo la tua resa completa: il piacere cresceva in te, mentre io restavo sospeso tra desiderio e meraviglia, a osservare come il nostro contatto trasformava ogni respiro e ogni fremito in un gioco di piacere condiviso.
Presto il ritmo aumentò, guidato dai nostri corpi e dai gemiti reciproci. Tu tremavi sopra di me, ogni oscillazione dei fianchi amplificando il mio desiderio, ogni contrazione dei muscoli che mi avvolgevano risvegliava un piacere profondo in me.
Il contatto era totale: scivolavamo l’uno sull’altra, sincronizzati, e ogni movimento ci faceva vibrare insieme. I nostri respiri si mescolavano, i gemiti si intrecciavano, e sentivo come il tuo piacere aumentasse il mio, mentre il mio in te ti scuoteva e ti faceva fremere sempre più. Ogni colpo ci avvicinava al culmine, e la complicità, la totale resa, trasformava ogni onda di piacere in un momento condiviso, intenso e inarrestabile.
Le tue mani si strinsero attorno al mio collo, aggrappandoti a me con forza, e il tuo corpo si adattava completamente al mio in quella posizione mai provata prima. Sentivo ogni tuo tremito, ogni contrazione, e il mio pene dentro di te pulsava con vigore.
Sembrava un serpente, sinuoso e potente, che ti esplorava dall’interno, cercando di divorarti, e tu rispondevi con un abbandono totale, persa tra sorpresa, piacere e desiderio. Ogni tuo gemito, ogni movimento, ogni stretto abbraccio al mio corpo aumentava l’intensità, trasformando quel momento in un’esperienza di piacere reciproco e travolgente, mai provata prima.
Tra un gemito e l’altro, sentii la tua voce tremante e piena di desiderio:
Volevi che anche per mè l’orgasmo fosse completo.
Le tue parole mi fecero vibrare. Non c’era esitazione, solo totale abbandono e fiducia. Spinsi con più decisione, sentendo il tuo corpo reagire a ogni movimento, aderire e stringersi intorno a me. Ogni contrazione, ogni tremito, ogni gemito ti portava più vicino all’estasi, e allo stesso tempo accendeva il mio piacere, rendendo impossibile fermarmi.
Il ritmo diventò irresistibile, un vortice che ci trascinava senza possibilità di ritorno. Sentivo il tuo corpo contrarsi attorno a me, ogni fibra tesa in un piacere che stava per esplodere. Io stesso ero al limite, le onde montavano senza tregua, travolgendo ogni pensiero.
Poi arrivò l’orgasmo, potente, devastante. Il tuo corpo esplose in un impeto incontrollabile e le tue unghie si piantarono nella mia schiena, graffiandola con forza mentre urlavi il tuo piacere. Allo stesso tempo, anch’io mi liberai dentro di te, con un’intensità che mi scosse dalle fondamenta, mentre i nostri gemiti si intrecciavano e si fondevano con l’acqua che ancora ci scivolava addosso.
Restammo uniti, tremanti, travolti dalla tempesta che avevamo creato insieme, incapaci per un istante di distinguere dove finiva il tuo piacere e dove iniziava il mio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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