Il muratore amico di famiglia
Arrivi mezz'ora dopo. Il cancello è socchiuso. Entri. Il cantiere è deserto, solo i fari di sicurezza che proiettano ombre lunghe sui mucchi di mattoni e sulle travi d'acciaio. L'odore di cemento e polvere ti riempie i polmoni. Poi lo vedi.
È in piedi accanto a un'impalcatura, casco in mano, camicia da lavoro sbottonata sul petto. I muscoli delle braccia sono tesi, sporchi di polvere grigia. Ti guarda fisso, senza sorridere. Solo desiderio puro.... fatti abbracciare
"Vieni qui," dice. La voce è roca, impaziente.
Cammini verso di lui. Non c'è tempo per parole... dammi un bacio come i vecchi tempi.. Ti afferra per i fianchi, ti spinge contro il muro di mattoni grezzi. La sua bocca si schianta sulla tua, lingua calda, denti che mordono il labbro inferiore. Le sue mani grandi ti strappano la camicetta, bottoni che volano via. Ti toglie il reggiseno con un gesto brusco, le dita callose che stringono i capezzoli, li pizzicano fino a farti gemere.
Quattro mesi," ringhia contro la tua gola. "Quattro mesi senza questa fica." Le sue mani scendono, aprono la zip dei tuoi jeans, li tirano giù insieme alle mutandine. Ti ritrovi nuda contro il muro freddo, mentre lui si inginocchia. La sua lingua ti lecca subito, senza preavviso, penetrandoti, succhiando il clitoride con fame.
Le tue mani affondano nei suoi capelli corti. "Cazzo..." Il suono della tua voce lo eccita ancora di più. Si alza, si slaccia i pantaloni da lavoro. Il suo cazzo è già duro, grosso, la cappella lucida di liquido prespermatico. Ti gira di schiena, ti piega in avanti, le mani appoggiate sui mattoni.
Ti penetra in un solo colpo secco. Il gemito ti esce dalla gola mentre ti riempie fino in fondo. Inizia a scoparti con forza, i fianchi che sbattono contro il tuo culo, il suono umido della sua carne che entra e esce dalla tua fica bagnata che riempie il cantiere silenzioso. Ogni spinta ti schiaccia contro il muro. Ogni spinta ti fa vedere le stelle.
"Più forte," implori. Lui obbedisce. Ti afferra i capelli, tira la testa indietro, ti morde il collo mentre ti fotte senza pietà. Il suo cazzo ti apre, ti riempie, ti usa. Il sudore cola lungo la tua schiena. Il suo respiro è pesante, animalesco.
Ti fa girare di nuovo. Ti solleva, ti appoggia contro l'impalcatura. Le tue gambe si avvolgono intorno ai suoi fianchi. Ti penetra di nuovo, più profondo, più duro. Le sue mani stringono le tue cosce, le impronte che rimarranno. Ti bacia con violenza, la lingua che esplora la tua bocca mentre il suo cazzo ti martella.
"Sto per venire," ansima. "Dentro di te."
Sì," rispondi. "Riempimi."
Il suo orgasmo è violento. Sente il suo cazzo pulsare dentro di te, schizzi caldi che ti riempiono, che colano fuori mentre lui continua a spingere, a svuotarsi completamente. Il tuo orgasmo arriva poco dopo, le pareti della tua fica che si stringono intorno a lui, il corpo che trema, le unghie che gli graffiano la schiena.
Rimanete così per un momento, respiri affannati, corpi sudati, il suo seme che scivola lungo le tue cosce. Poi lui sorride, per la prima volta. "Bentornata," dice.
E sai già che non è finita altri 3 mesi qui ti voglio mia lascia il tuo uomo
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