Estate Emiliana
Avevi messo quell'annuncio all'improvviso, un impulso nato dalla noia di una trasferta solitaria e dal bisogno di staccare la spina. Poche ore dopo, la notifica: una coppia bisex, intrigata dall'idea di dividere la notte con me sotto il cielo stellato.
L'appuntamento era stato fissato di sera vicino a uno stabilimento balneare chiuso, dove i lettini erano pochissimi e rotti...
Quando sono arrivati, l'imbarazzo iniziale si è sciolto in un attimo, spazzato via dalla tensione elettrica che già vibrava nell'aria. Lei aveva un abito leggero e trasparente. CHe si usano sul mare vedo non vedo il costume che lasciava scoperte le spalle, e il suo profumo si mescolava a quello del mare. Il marito era lì, un passo indietro che guardava mentre camminavo con la sua donna verso il mare con lo sguardo carico di un'eccitazione silenziosa e complice.
Il lettino da spiaggia è diventato il centro del mondo. Ci siamo prima coccolati alzati tra baci e carezze poi Lei si è sdraiata tra le mie mani, offrendosi al mio tocco con una naturalezza disarmante. Le tue dita hanno iniziato a esplorare ogni centimetro di quella pelle vellutata, tracciando linee invisibili ma roventi sui fianchi, lungo la schiena, risalendo fino al collo. Ogni suo respiro si trasformava in un sussurro che si perdeva nel fruscio delle onde. Era un contatto sensuale, profondo, fatto di carezze lente che accendevano i sensi senza la fretta del possesso, un gioco di sguardi e baci rubati alla notte.
E lui era lì, accanto. A volte si limitava a guardare, nutrendosi della vista di sua moglie tra le mie braccia, con gli occhi scuri che riflettevano il desiderio. Altre volte, il confine tra l'osservare e il partecipare si dissolveva: le sue mani si univano alle mie, il suo corpo si stringeva al vostro in un abbraccio a tre che annullava ogni distanza. I respiri si mescolavano, le bocche e le lingue si cercavano in un crescendo di pelle contro pelle, mentre il mare faceva da colonna sonora a quella danza intima sulla sabbia. Quando si è distesa sul lettino era un lago un nuovo mare il lettino sgocciolava al quel punto ho capito che era pronta gli alzo le gambe e inizio a martellare x bene come si deve a volte si univa lui gli faceva assaggiare la sua cappella sulle sue dolci labbra a volte il marito assaggiava il mio fungo bagnato del nettare della sua donna e rimetteva dentro ad un certo punto mi fece segno di provare l altra porta tranquillo mantengo io le gambe piegate non ci penso troppo neanche 3 secondi e incomincio a spingere sul culetto dove il buco era morbido e dolce entrò in un colpo cavolo mai successo sei fantastica rilassati ora che incomincio a martellare anche qui... mentre il marito gli mantiene le gambe gli dice tesoro poi gridare nessuno ti sente nn ho resistito con quel culo così morbido ho sborrato dentro nn capivo più nulla ero posseduto dal suo culo siamo rimasti così x 1 minuto x poi farci le coccole e leccate per poi ricominciare di nuovo il lettino era impennato nella sabbia abbiamo lasciato così x un ricordo e il giorno dopo era ancora così
Il tempo ha smesso di esistere, sospeso tra il calore di quei corpi e la brezza fresca della notte romagnola, in un'armonia perfetta dove ogni gesto era concesso e ogni desiderio trovava il suo spazio.
Le due ore successive si sciolsero in un tempo sospeso, fatto di coccole interminabili, sesso spinto e sussurri sulla pelle e carezze che sembravano non voler finire mai. Sotto il cielo stellato di Milano Marittima, il lettino sul lungomare era diventato un rifugio caldo e protetto, un'isola di intimità dove la stanchezza fisica si mescolava a un appagamento profondo.
Rimasero stretti l'uno all'altra, alternando momenti di silenzio contemplativo cullati unicamente dal ritmo ipnotico delle onde a sguardi complici e baci lenti, dati senza fretta. Lui, sdraiato accanto, continuava a osservarli con un sorriso sereno e affettuoso, accarezzando a sua volta i capelli di lei o stringendo la mano a te, in un cerchio perfetto di complicità che non lasciava spazio a nessun imbarazzo.
Quando infine la stanchezza iniziò a farsi sentire davvero, pesante e dolce nelle membra, decisero di fermarsi.
Si sistemarono i vestiti con gesti lenti, raddrizzando le pieghe dei tessuti stropicciati dalla sabbia e dalla passione, e si scambiarono un ultimo abbraccio collettivo, di quelli che sanno di promessa.
.....A domani allora.... sussurrò lei, sfiorandoti la guancia con le dita prima di prendere sotto braccio il marito.
Con la sabbia ancora tra i sandali e il profumo del mare addosso, vi siete separati lungo il viale che riportava verso i rispettivi hotel, con la consapevolezza silenziosa che quella non era una fine, ma solo la prima pagina di una storia da continuare.
Facile conoscere donne li sono molto aperte mentalmente basta fermarle farci 4 chiacchiere e portarle lungomare x poi....
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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