Lui & Lei
Io e la mia sveglia!
06.07.2026 |
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"Ora io e Paulina finalmente possiamo vedere insieme e subito notiamo due uomini che camminano verso un furgoncino con scritte edili sui fianchi..."
In primavera la temperatura in campagna non è molto calda di sera, ma non si può dire faccia freddo. Usciamo dalla trattoria dopo una tranquilla cenetta, cibo locale aiutato da un euforico vinello rosso. Ora serata e nottata liberi da impegni e finalmente, serata di coppia. Io sono un uomo ancora diversamente giovane, moro, fisico robusto e in forma, con un intraprendente spirito fantasioso. Accanto a me, che mi sopporta, Paulina la mia compagna, molto bella. Un viso sbarazzino, un bel sorriso, che fanno luce ad un fisico esile e ben fatto, due belle tette sode, un culetto delizioso e un fascino timido ma intrigante.
Per impegni normali di vita, non abbiamo molte occasioni per divertirci un po' e magari fare un po' di sesso fantasioso, quindi io stasera, voglio approfittare della situazione per giocare un po' con lei, perché mi piace trovare situazioni che la mettano in imbarazzo.
Sono eccitato il giusto e ho voglia di gioco, spero che lei lo capisca e si lasci guidare.
Mi piace molto, come a volte abbiamo già fatto avere un ruolo di guida decisa che si sposa al suo essere remissiva e obbediente ai miei desideri. L'idea di comandarla ad eseguire i miei voleri trattandola come la mia bellissima ed eccitante Schiavetta, mi piace molto e sono sicuro che anche lei ne prova eccitazione. Mi piace vederla obbedirmi in tutto ed esporsi senza difese al mio fantasioso piacere. Anche questo fa parte del nostro amarci intensamente.
La trattoria dove abbiamo cenato si trova a ridosso di una zona collinare e ora seguendo la valle in auto ci dirigiamo verso casa.
Mentre guido mi viene in mente un luogo che può diventare divertente e ideale per un dopo cena stravagante e intrigante. Il Sesia è un fiume piccolo ma molto lungo che attraversa tanti paesi, in uno scenario in alcune zone, ancora molto bello e naturale. Ma a me, in questo momento, interessa per un altro motivo.
Lungo il Sesia, ci sono un sacco di posti ideali per poterci appartare tranquilli e giocare tra noi con il sesso.
Ne abbiamo parlato alcune volte, ma non ci sono mai state molte occasioni per sperimentare.
Un giorno d'estate, per caso, io e Paulina, trovammo in una gita un luogo vicino a quel fiume, con un ampio spazio da poter parcheggiare e tanti alberi attorno. Era caldo ma si stava tranquilli nella natura.
Ora, siamo a pochi chilometri da li e quindi decido di dirigermi verso quel posticino. Quel luogo, penso che di giorno sia frequentato prevalentemente da pescatori e amanti della natura, con qualche curioso sfaccendato, ma credo che nelle ore notturne con l'oscurità, possa diventare appartato ed intrigante. Forse perfetto per i miei desideri, di questa serata.
Guardo Paulina, al mio fianco in auto, con la sua gonna un poco alzata. Le sue graziose gambe velate dalle autoreggenti nere e le cosce semi aperte, lasciano intravedere le sue mutandine che fasciano la fighetta.
Le sue morbide tette sono per più della metà fuori dalla generosa scollatura e i capezzoli si intravedono, sotto il leggero tessuto della camicetta. Si è tolta le scarpe e i suoi piedini velati dalle calze nere, mi danno l'idea di una liceale, ancora ingenua sul sesso, ma sensuale.
È bellissima, la vedo come il mio dolce amore e al contempo una bella femmina desiderabile, eccitante, vogliosa e pronta a godere delle mie parole e delle mie azioni.
Io, suo Maestro e Padrone e lei la mia amata e docile Schiavetta.
È il momento e mettendo in moto l'auto parlo...
"Visto che stanotte abbiamo ancora un po' di tempo per il nostro voler godere di noi e dei nostri sensi, ti porto in un posto che spero ti piaccia”.
Dico a Paulina, imboccando la strada verso la mia meta lungo il fiume.
"Si, dai, mi piacciono le sorprese, ho voglia di stare con te e giocare un po' tra noi”.
Risponde lei, ignara del piano dei miei desideri.
Guido attento, sorrido e continuo ad eccitarmi!
Dopo dieci minuti svolto in una strada secondaria che entra in una frazioncina e poi prendo la sterrata, in mezzo alle ultime case, che porta sulle sponde del fiume.
Paulina se ne accorge e mi chiede...
"Ma amore, dove stiamo andando?”
Sorrido, non si sa orizzontare molto bene e si è già persa nei nostri spostamenti.
"Sul fiume, ti ricordi quest'estate... ci siamo già venuti per passeggiare”.
Lei mi guarda e con un po' di stupore annuisce.
Ad un certo punto, leggo scritto su un cartello “Ambiente Sesia”, che indica una strada sterrata sulla destra.
Appesi al cartello ci sono dei nastrini rossi. Svolto nella strada sterrata e vado avanti per qualche centinaio di metri. All'improvviso al margine della stradina vediamo due anziani che nonostante siano quasi le ore ventidue, passeggiano andando nella nostra direzione. Hanno in mano una torcia per farsi strada nel buio e altri nastrini rossi, come quelli del cartello che abbiamo visto poco prima.
Li supero e dopo un centinaio di metri, mi fermo sulla destra, un po’ fuori dalla carreggiata per far passare un auto scura che, visto che la stradina finisce sulla sponda del fiume, non può che provenire dallo spiazzo più avanti. All'interno dell'auto intravediamo una coppia giovanissima che di sicuro si è imboscata per un po' di tranquillo sesso. Incrociandoli per un attimo, possiamo vedere che rallentando il ragazzo ci osserva e scruta curioso. Chissà... forse pensa che faremo anche noi le stesse cose che hanno appena finito di fare loro... . L'auto passa lenta e noi siamo fermi sul ciglio della stradina e sento la mia lei,
"Amore non mi ricordo bene, ma siamo già arrivati nel posto dell’altra volta?”.
Rispondo:
"Non ancora, non proprio”.
Paulina:
"E scusa, perché allora ti sei fermato... non andiamo più avanti?".
Io sorridendo:
"Si tra poco. Mi sono fermato perché tu ora, devi cambiarti amore mio”.
Rispondo tranquillo e poi scendo dall'auto. Paulina assume un espressione stupita, mi conosce, può immaginare, ma le piacciono le sorprese e quindi non si pone molte domande.
Vado dietro ad aprire il portabagagli. Paulina si gira e mi guarda con sguardo tra il sorpreso e il timoroso. Ferma, seduta al suo posto, cerca di capire.
Armeggio un po', in un scatolone di plastica, poi chiudo il portabagagli e risalgo in auto.
“Forza dai, indossa queste simpatiche cosette”.
Le dico, rientrando in auto, allungandole una borsa appena presa da dietro. Paulina l’apre e sbianca leggermente. Non proferisce più parola, mentre guarda il contenuto. Dentro ci sono, delle scarpe blu con tacchi a spillo, un leggero vestitino di colore argento, tenuto chiuso sul davanti con dei bottoni, un reggiseno di pizzo azzurro ed un perizoma anch'esso azzurro.
Il meccanismo del gioco che ho in mente è ormai iniziato. Paulina sempre più stupita e stordita, dal mio volere, sembra titubante nello affrontare la situazione e il suo viso lo dimostra appieno. Il pudore fanciullesco della sua vergogna, le tinge di rosso le guance, ma è sovrastato dalla curiosità del gioco e dalla mia ferma volontà di proseguire.
Con voce timida...
“Ma Amore, mi devo cambiare qui... ora?”.
Mi chiede prima di iniziare a farlo.
"Si, certo subito, vedi che in questo momento non c'è nessuno e poi chi vuoi che arrivi”.
Le dico, sorridendole maliziosamente.
"Non so, ma se arrivano quei due vecchietti che abbiamo superato prima, sarebbe un bel casino, non credi. Potrebbero vedermi!”.
Rispondo sicuro:
"Potrebbe succedere. Penso però che non ci sarebbe nessun problema. Al massimo rallenteranno il loro passo, per rifarsi un po' gli occhi, con una bella figa come te!”.
Sorrido a Paulina con tono di sufficienza.
Paulina mi guarda indecisa, si convince o vuole farlo e in fretta e con piccoli brividi, vuoi per la temperatura fresca, vuoi per il timore, scende un attimo dall'auto e comincia a spogliarsi.
Si leva veloce la camicetta e la gonna, rimanendo per alcuni secondi all'aperto, solo in mutandine e reggiseno.
Sentiamo dei rumori che si stanno avvicinando, sembrano dei passi che spezzano dei piccoli rametti.
"Lo sapevo cazzo! Vedi Amore, ora arriva di sicuro qualcuno”.
Mi dice con voce allarmata e disturbata dall'aria freddina.
Cerco di tranquillizzarla:
“Calmati non importa dai. Fai presto... vai avanti veloce e finito rientra in auto al caldo".
Tutti e due ci giriamo un poco e guardando indietro, vediamo arrivare i due vecchietti che camminano piano. Era prevedibile penso. Paulina ora è in piedi, con addosso solo l’intimo che ha indossato questa sera per uscire. Il freddo le ha fatto inturgidire i capezzoli e la fa muovere saltellando sui piedini per cercare di contrastarlo.
È bella indifesa ed eccitante. Vuole far presto. Rapidamente si slaccia il reggiseno “casto”, e si infila velocemente quello di pizzo azzurro che le ho regalato io e poi il perizoma. Ora cerca velocemente di ripararsi in auto per infilarsi il vestitino argentato.
È rapida, ma non riesce a sottrarsi, dall'esibire agli occhi dei due vecchietti, (che volutamente aumentando il passo ci hanno quasi raggiunti), belle immagini di lei, quasi nuda che cerca di salire veloce in auto.
Li posso vedere bene a pochi metri, sono vicini all’ottantina circa. Uno basso e tozzo, l'altro più alto e magro.
Mi rivolgo a loro.
"Buona sera, scusate se vi disturbo".
Si fermano in mezzo alla stradina sterrata guardandomi, ma vedo che soprattutto il loro sguardo è verso la figura sexy della mia compagna.
Sorrido tra me e dico:
"Sapete dirmi se più avanti, c’è un posto ampio e comodo per poter fare manovra con l'auto?”.
Chiedo loro, mentre apro lo sportello a Paulina, che intanto ha preso il vestitino e cerca di infilarselo più velocemente possibile.
Lei si chiude alcuni bottoni e mi scruta con aria interrogativa e abbastanza arrabbiata. Poi abbassa la testa ed entra in auto e io chiudo la portiera.
I due anziani, fermi sulla stradina, si guardano e sorridono del movimento goffo ma sexy.
Il più basso dei due:
“Avanti cento metri sulla destra c’è un ampio spiazzo, vicino a degli alberi è un posto ampio per fare inversione con l'auto per tornare indietro".
Risponde continuando a volgere lo sguardo sbirciando verso Paulina, seduta in auto.
"Molte grazie, e se anche freschino, buona passeggiata”.
Rispondo, mentre questi si accingono a riprendere i loro passi nella buia stradina.
Risalgo in auto e trovo Paulina seduta, imbronciata, col vestitino chiuso sul davanti dai bottoni, mentre si infila le scarpe blu.
"Sei uno stronzo! Lo pensavo che poteva arrivare qualcuno. Hai visto come mi guardavano quei due vecchi".
Scherzando le dico.
"Hai fatto veloce a risalire in auto, sei rapidissima non hanno poi visto molto".
Pausa e aggiungo...
"Poi anche se ti avessero vista meglio, credo che tu sia una bellissima figura da vedere in lingerie".
Sorrido e la bacio.
Con aria da finta sgridata, ricambia il sorriso.
"Stupido! Comunque sono carine, queste nuove Chanel blu".
Mi dice, alzando una gamba e me le mostra indossate.
La guardo e penso che lei avesse messo in conto l'arrivo dei due uomini e che il fatto non l'avesse poi molto sconvolta. Così le chiedo:
"Come ti sei sentita prima, sapendo che altri uomini ti stavano guardando?".
Lei strabuzza gli occhi e...
"Ho avuto vergogna e un po' paura. Poi ho pensato che ci sei tu con me e non mi può succedere nulla. In fondo, vista la loro età, chissà quante donne nude avranno visto nella loro vita!".
Mi fissa divertita e ride accompagnata da qualche tremolio per il freddo.
"Hai messo sotto al vestitino il perizoma e il reggiseno nuovi?".
Le chiedo cambiando tonalità di voce.
Uso quella tonalità di voce che lei sa capire, quando nei nostri giochi assumo la mia posizione di dolce comando verso di lei. Allora senza difese entra nella modalità obbedienza di mia piccola Schiavetta.
"Si mio Padrone".
Mi risponde piano.
"Fammi vedere subito!".
Le ordino!
Lei obbedisce e apre i bottoni, sposta i lembi del vestito e si mostra.
È bellissima! Vederla così e saperla mia, mi eccita tantissimo.
Spingo con tono suadente ma deciso la situazione:
"Dai forza, sbottonati l'abitino e divarica piano le cosce. Fallo!".
Lei si appoggia allo schienale e scivolando un po' in avanti, apre i lembi del tessuto.
Col vestito aperto, mette in mostra il suo stupendo corpicino, coperto solo più dal reggiseno, il perizoma, le scarpe blu e le autoreggenti con le calze nere. La sua bellissima fighetta che so depilata, la immagino nel buio, che brilla umida, come una splendida gemma del bosco.
"Brava ma voglio di più. Ora voglio che ti sfili il perizoma e mi fai vedere la tua fighetta!".
Lei in silenzio prende tra le dita il suo perizoma inutile a celare la sua fighetta, ma che la rende ancor più sexy.
Io le intimo:
"Toglitelo lentamente, come farebbe una professionista del sesso”.
Obbedisce e la vedo sollevare i due piedini e portarsi le ginocchia vicino alle tette, delicatamente lo fa scivolare sulle cosce poi verso il basso e il perizoma finisce stretto tra le sue mani.
Lo posa sul cruscotto.
Guardo il suo viso e lei abbassa gli occhi timida, per quei suoi gesti, ma curiosa di quello che sta accadendo.
Dalla tasca dell'auto alla mia sinistra, tiro fuori un cappuccio di seta nera. Lei lo vede e fa una faccia sorpresa, con un timore pungente.
"Ora infilati questo e da ora comincia a fantasticare quello che più ti piace!".
Le ordino porgendoglielo.
Paulina sospirando con un ultimo sguardo, tra il trepido e l'eccitato obbedisce.
Infila il cappuccio sul viso e se lo sistema bene. Lo fa con calma estrema e io credo che questo suo agire, serva alla la sua mente per isolare il suo corpo dalle sue emozioni. Aiutandosi a ricercare il piacere delle sue sensazioni.
Metto in moto, fari accesi e ripartiamo.
Sussulta preoccupata e curiosa.
"Cosa hai in mente di fare mio Padrone?”.
Mi chiede.
"Abbi pazienza mia dolce Schiavetta, rilassati e vedrai”.
Pochi secondi e arriviamo alla piazzola sterrata, con a lato la sponda del fiume e gli alberi fitti. Tre o quattro sentierini partono e si inoltrano nella vegetazione del fiume e dei campi.
“Siamo arrivati mia piccola Schiavetta”.
Le dico, voltandomi verso di lei.
Le bacio un capezzolo già turgido e con la lingua lo lecco. Ha uno scatto irrequieto. Capisco che non vedendo nulla, ha difficoltà a capire cosa stia succedendo e i miei movimenti le arrivano improvvisi, ma il bello del gioco è soprattutto anche questo.
Lei allora ricambia il mio bacio, con una carezza alla mia gamba e capisco che comunque è tranquilla. Comincio a carezzarle le tette e le infilo una mano tra le cosce a toccarle la fighetta. Non è ancora bagnata ma la sento quasi pronta a giocare.
"Ora Amore ho capito! Vuoi provare una di quelle situazioni che abbiamo fantasticato. Sei matto proprio ora qui in auto? Fa anche abbastanza freddo!”.
Si lamenta.
Ho ancora il motore acceso e alzo il riscaldamento al massimo. Subito l'aria calda scalda l'abitacolo,
"Tra poco farà un bel caldo e lo sentirai... e ora, o mi dici che tutto questo non ti va e andiamo via subito, oppure dovrai obbedirmi!".
Le dico queste parole con fare deciso, così che la facciano decidere senza tentennamenti.
Lei chinando un po' la testa mi sussurra piano.
"Restiamo… come vuoi tu mio Padrone!".
Bene! Come desideravo il gioco prende vita.
Nel mentre mi preparo ai prossimi eccitanti passi, con la coda dell’occhio vedo uscire, da dietro un albero, i due vecchietti incontrati poco prima.
Paulina non se ne può accorgere, perché ha il cappuccio, è voltata verso di me e i due sono molto silenziosi.
Sbucano dal buio e lentamente si avvicinano all'auto. Vicino al finestrino, lato del passeggero, dove siede Paulina.
Io non la avverto di nulla.
Le due figure, alle sue spalle, ormai si trovano a poca distanza dal finestrino.
Lei non li può vedere, ma un passo falso dei due, un rametto pestato e rotto, il rumore che le arriva... la fa scattare veloce a chiudersi il vestitino, per coprire il suo corpo nudo.
"Amore cazzo! Hai sentito anche tu, c'è qualcuno qua fuori...!"
I due ormai sono arrivati vicini al finestrino e con gesti scomposti, ma chiari nelle intenzioni, mi chiedono se possono rimanere a spiare un po’ dentro l’abitacolo.
Li guardo e muovendo il mio capo faccio segno di sì, poi con un cenno della mano li invito a restare fermi.
Mi rivolgo a Paulina che si sta sempre più preoccupando dei rumori sentiti e le dico:
“Rilassati non aver paura, sarà stato qualche animaletto di passaggio, magari un uccellino o una mini lepre!”.
Lei non mi crede.
"Amore non prendermi per il culo, davvero mi sembra ci sia qualcuno, sembravano dei passi. Chi sono, li vedi? Cosa fanno, cosa vogliono?". Mi tolgo il cappuccio voglio vedere!”.
Mi chiede con una sfilza di nervose domande, quasi terrorizzata. Mentre con le mani inizia a sfilarsi il cappuccio.
Io veloce non perdo tempo e prima che lei agisca le dico:
"Non mi chiamare amore, ora sono il tuo Padrone! Non provare a toglierti il cappuccio. Ricordati che devi obbedire sempre al tuo Padrone. Ti dico che non c’è nessuno e se anche ci fosse davvero, vuole solo guardarti mia Schiava!”.
Rispondo con voce lenta ma decisa.
Lei ferma le sue mani e rimette bene a posto il cappuccio. Poi con voce flebile;
“Va bene mio Padrone ti chiedo scusa! Tengo il cappuccio come tu vuoi. Comunque se dici che potrebbe esserci anche qualcun’ altro, mi sento a disagio, ho vergogna così svestita. Se è così metti in moto e andiamo via presto!".
Lo dice con tono che dal timore sta passando alla paura. Mi spiace ma mi eccita. Una mia breve pausa e poi alzo il tiro:
"Ti avevo chiesto se volevi andare via o rimanere e tu hai deciso di stare qui. Quindi non ti lagnare e continuiamo il gioco mia Schiavetta!”.
Lei aggiunge sempre più con voce bassa:
"Si lo so... ma non pensavo arrivasse davvero qualcuno... scusami mio Padrone.”.
Colgo la sua indecisione e con tono deciso:
"E quindi Schiavetta mia, cosa vuoi fare ora, andare via e ridiventare la timida Paulina?”.
Rassegnata e obbediente ai mio ruolo di Padrone, non ammette la sua timidezza e rimane nel ruolo di decisa Schiavetta.
"Rimaniamo mio Padrone, sono la tua Schiavetta…e Paulina è andata via. Voglio solo che tu mi stia sempre vicino.”.
Le prendo dolcemente una mano e:
"Bene allora, se qualcuno è qui per guardarti e godere delle tue immagini e delle tue azioni goderecce... giochiamo nel farti ammirare, in tutta la tua eccitante bellezza. Mi piacerebbe è un ordine e lo voglio!”.
A questo punto capisce la situazione che ho creato, scegliendo questo luogo e sa cosa mi aspetto e che tipo di gioco sarà. Paulina sta in silenzio per alcuni lunghi secondi e poi decide di giocare obbediente.
"Mio Padrone, ordina dimmi cosa devo fare e io ti obbedirò come la tua piccola e devota Schiavetta".
Mi piace! Mi piace quando fa così e la mia mente mi fa considerare il tutto.
L’amo e la conosco e so che in questo momento, con le sue azioni e i suoi comportamenti mi obbedirà, cercando il nostro piacere.
Penso anche che le piaccia farlo, perché sa di non essere completamente obbligata e così la eccita il sapere di essere lei, con le sue azioni a comandare il gioco. Vero questo, perché il comando che lei ha, è quello sensuale sugli uomini che la possono ammirare ma non possedere. Guardare e ammirare, ma mai toccare, come si deve fare con una esclusiva opera d'arte.
Padrona lei, del piacere che può regalare ai maschi. Questo suo pensiero di poter fare eccitare gli uomini, provocandoli, la fa sentire potente dal lato più sessuale dell'essere donna.
Un piacere che sento arrivare in me e nel mio cazzo che duro e pronto, comincia a colare liquidi. Ed è anche quel piacere che so essere presente in lei, sotto quel cappuccio che le cela il viso, ma le stuzzica la fantasia e la fighetta calda.
Ha scelto me amandomi, unico uomo che può oltre che ammirarla, possederla. Di questo la ringrazio per il regalo e ne godo appieno... amandola.
Torno con la mente e con il mio cazzo duro su quello che sta succedendo stanotte.
La guardo seminuda, è bellissima e pronta. Lei sola può comandare questo nostro gioco... io posso solo guidarla.
Allora inizio il mio ruolo di regista esclusivo per lei, bellissima attrice e mia Star.
"Forza apriti il vestito e togliti anche il reggiseno, voglio vedere le tue bellissime tette. Ti voglio vedere nuda!"
Le dico, quando capisco che pian piano sta entrando nel gioco.
Paulina, lentamente apre il vestito e con calma si sfila il reggiseno, posandolo sul cruscotto, vicino al perizoma che noto ora un po' bagnato. Ora è completamente nuda, con solo le scarpe blu e le calze velate nere, avvolta dal tessuto dell'abitino argento aperto sul davanti. Indossa solo due feticci sessuali e un cappuccio sul viso che le impedisce di vedere tutto attorno cosa sta succedendo, nasconde il suo viso, il suo sguardo e le sue smorfie sessuali, ma non può impedire alla sua mente di inviare impulsi sessuali al suo corpo. Così mascherata è libera di poter essere quello che in questo momento ha piacere di essere.
Scivola ancora un po' all'indietro e si gira verso di me, allarga le gambe in modo che la fessura della sua fighetta sia bene in mostra e poi, portando le mani alle tette, se le accarezza sfiorandole piano, soffermandosi sui capezzoli.
"Ti piace, se faccio questo? Ti eccita guardarmi quando faccio la porca, mio Padrone?".
Mi sussurra piano con voce roca.
"Sono la tua Schiavetta, Padrone, comandami ed io eseguirò tutto solo per il tuo piacere.".
Credo di avere un erezione fortissima mai avuta. Ho il cazzo che spinge sui pantaloni e la cappella, mi fa male da quanto è gonfia.
È stupenda ed eccitante la mia dolce Schiavetta!
Intanto, i due anziani fuori dall'auto, vista la scena di lei nuda che si tocca le tette e io che sono complice con il loro guardare, tirano fuori i loro cazzi semi flosci e avvicinandosi ancora un pochino all'auto, aspettano un mio cenno per masturbarsi.
Mi eccita sapere che altri maschi possano sognare di fare del sesso con lei. La vedo come una meravigliosa creatura che può dare piacere anche senza farsi toccare da nessuno, quindi annuisco ai due e permetto di giocare.
A questo punto la mia eccitazione cresce e voglio farle sapere cautamente qualcosa di quello che sta avvenendo per vedere le sue reazioni.
"Sai mia Schiavetta eccitante e porcellina, avevi ragione tu nel dire che c’era qualcuno. Sai mentre ti stai accarezzano le tette, vicino all’auto ci sono i due anziani di prima e mi sembra che guardandoti si stiano toccando i loro cazzi...".
Le dissi e continuando...
“Li stai eccitando mentre ti tocchi e se anche non li puoi vedere puoi immaginarli. È una situazione molto eccitante e se ti aiuta a continuare, posso descriverti cosa sta succedendo e cosa fanno, molto vicino al tuo finestrino.”.
Paulina ferma le sue mani sulle tette, non mi risponde e non dice nulla.
Questo mi preoccupa un po'. Magari non le va più e vuole che ce ne andiamo via.
Ma mentre lo penso, la vedo togliere una mano che copriva il suo capezzolo e portarsela sulla fighetta. Iniziando ad accarezzarsela lentamente, stuzzicando con le dita le sue grandi labbra e il clitoride.
Credo di essermi decisamente sbagliato nei miei pensieri e incoraggiato dal suo fare continuo:
"Brava! Li stai eccitando da femmina che sa come stimolare i maschi per procurare piacere anche solo con l’autoerotismo".
Poi le sollevo leggermente il cappuccio per poterle leccare il collo e la nuca. Lei gradisce e io allora continuo e con una mano le stringo e pizzico un capezzolo. Le sussurro:
"Sai mia Schiavetta li vedo dietro di te vicino la tua portiera, sono eccitati e i loro cazzi ora si stanno gonfiando già bagnati e stanno sfiorando il vetro.”.
In questo momento, Paulina capisce, quanto sono vicini e per un timore astratto, toglie la mano dalla sua fighetta Per un attimo, credo che stia pensando di chiudere le gambe e coprirsi.
Io la incalzo:
"Sei la mia puttanella giocosa e mi eccita, vedere cosa stanno facendo per te e anche vedere l'effetto da maiala che hai sugli altri maschi. In questo momento per me sei il sesso in persona... e fortunatamente sei mia!".
Lei mi ascolta e mettendosi a sospirare piano, riprende più decisa a toccarsi in mezzo alle cosce la sua fighetta. Ora con due dita si stuzzica il forellino d’entrata alla sua vagina e mugolando mi dice:
"Mi piace che tu mi dica che so giocare e mi fa sentire una vera femmina il sapere di eccitarti. E riuscire a eccitare altri maschi… è vero mi fa sentire una vera porca! Sei tu amore il mio Padrone! La realtà è che sono tua e che solo tu, mi puoi avere e fare di me ciò che vuoi. Mi fa stare bene e mi aiuta a giocare con te nel sesso anche più hard!”.
Io sono estasiato dalle sue parole e le posso solo confessare:
"Ti amo Paulina e mi piace possedere il tuo cuore e il tuo corpo, di donna dolce e gentile... e mi ecciti quando sei la mia Schiavetta obbediente pronta a diventare senza tabù, una vera puttanella! Gli altri maschi possono solo godere di quello che tu vuoi regalargli, sognando di averti senza mai poterlo fare.
Ferma la sua masturbazione e irrigidisce decisa le sue due dita che giocano sul buchino della fighetta, poi con un gesto lento le fa penetrare profonde dentro la sua vagina.
Poi con voce più alta, come quasi a voler farsi sentire da chi è fuori:
"Sai mio Padrone, questo mio poterli eccitare, mi fa sentire bella e desiderata. Mi attizza moltissimo avere il potere su chi mi può guardare nuda e ancor di più mentre gioco con te e faccio sesso.”.
La situazione diventa sempre più eccitante. Le metto una mano tra le cosce, gliele allargo il più possibile:
“Dai allora mia Schiavetta, fai vedere loro come puoi essere una vera porca nel sesso.”.
Questo le suggerisco, mentre le due dita che si è infilata nella fighetta, cominciano a muoversi ritmicamente dentro e fuori, facendola sospirare dal piacere che si sta procurando.
Intanto fuori, i cazzi dei due guardoni sono ormai in piena erezione e loro si stanno segando con forza. Hanno le cappelle rosse e bagnate e quasi appoggiate al finestrino.
Guardandoli così vicini voglio commentare:
"Sai mia Schiavetta, uno dei due cazzi è lungo e ha la cappella che va verso il basso, l'altro invece è corto, largo e una cappella enorme.".
A questa descrizione lei si inarca piano e con le dita si scopa più in profondità.
Gemendo per quella situazione reale e visiva:
"Sei un porco mio Padrone, ma sai anche cosa dirmi per giocare a farmi eccitare. Non li vedo, ma tu me li fai immaginare bene. Mi piace capire che si stanno toccando i loro cazzi proprio per me.".
Ed è vero... è proprio così, fuori dall’auto in quello spiazzo in riva al fiume, si segano eccitati per lei e il suo bel corpicino.
"Bene! Allora tu continua così a toccarti la fighetta e io se vuoi e ti piace, ti descrivo meglio quello che succede con tutti i particolari.”.
Le dico questo mentre spingo con la mia mano un po' più a fondo le sue dita dentro la sua intimità bagnata.
A questo gesto lei comincia a penetrarsi più velocemente e con un grazioso tremolio del suo culetto, emette più forte i suoi gemiti di piacere.
I due guardoni fuori, anche con i finestrini chiusi penso proprio possano sentirla. Ormai i suoi gridolini sono percepibili nel silenzio di quel posto. Eccitante per loro e anche per me. Se così non è, di sicuro solo guardandola possono leggere il suo piacere, dal suo masturbarsi e dai suoi eccitati movimenti.
“Sai Schiavetta mia, sei bravissima a farli arrapare… credo sentano i tuoi gemiti perché ti dico che vedo che la forza delle loro seghe aumenta sempre più. Sei una bellissima attrice.”.
Mugola e continua a masturbarsi scopandosi la figa in modo lento senza parlare. Vedo che ha solo aumentato le dita che ha dentro, ora sono tre!
Mi piego verso di lei, le tocco le tette e strizzo e lecco i suoi capezzoli duri. Lei gradisce e alza un pochino il suo culetto e la sua figa piena.
Mentre sto leccando con gusto e il mio cazzo è durissimo, sento un rumore!
Mi fermo un attimo per guardare meglio fuori. Dal buio delle piante escono altre tre figure indistinte! Capiscono la situazione e si avvicinano anche loro. Ora le vedo meglio. Due sono sempre anziane, ma la terza mi sembra invece un ragazzino, giovane piccolo di statura e magro, dall’aspetto un po’ trasandato.
Subito mi guardano per avere un consenso, io cerco di capire cosa fare, ma ormai sono decisi vedendo la situazione. Senza aspettare si avvicinano anche loro e si tirano fuori i cazzi. Posso fare ben poco se non avvertire Paulina, che presa dal godere stavolta non ha sentito nessun rumore, della nuova situazione.
"Sai mia Schiavetta che mentre ti stai masturbando e godi con voglia, si sono aggiunti altri spettatori! Se vuoi li allontano, oppure andiamo via di qui, dimmi tu.”.
Sobbalza fermando la sua mano di colpo e:
"Ma davvero mio Padrone... ne sono arrivati altri? Sei sicuro? Ma nooo, e quanti sono?”.
Io tergiverso un attimo, ma dico la verità:
"Non lo so bene, credo tre, mia piccola puttanella, sono arrivati qui anche loro, dal nulla, tutti per guardarti!”. "Quindi tu sai cosa decidere, allontanare tutti, andarcene via da questo posto e scopare a casa, oppure fermarci ancora qualche minuto e curiosare anche noi quello che fanno.”.
Le rispondo aspettando una sua decisione che rispetterò, pur essendo anch’io molto curioso ed eccitato.
Incredibilmente anche dal mio lato, vedo uscire da un altro sentiero nascosto dietro un boschetto , altre due ombre!
Si fermano davanti alla mia portiera e mi guardano. Io non voglio avere persone dietro di me, perché per sicurezza devo avere il tempo con l’auto chiusissima e l’allarme anti furto inserito, di ripartire velocemente.
Quindi faccio cenno loro di andare dall'altro lato della nostra auto. Subito vanno a prendersi un posto anche loro, come fossero al cinema. Sette uomini, uno diverso dall'altro, in piedi che guardano uno spettacolo bellissimo. Tutti in piedi a cercare la posizione migliore per vedere meglio e da vicino la mia Paulina nuda e impegnata nel suo ruolo di attrice hard per una notte.
Come regista e produttore... mi viene da sorridere, mai avrei immaginato tanta folla! Comunico a Paulina la novità:
"Sai Schiavetta mia, non lo so, ma credo probabile che questo sia un luogo conosciuto e molto frequentato, per i guardoni del posto!". Sembra impossibile ma c’è ne sono altri!”.
Paulina non risponde, sembra come in trance ha appoggiato le gambe sulle mie, ha la nuca contro il vetro del suo finestrino e si masturba la fighetta con una mano, ed ogni tanto spinge le sue dita in profondità dentro di lei. Non risponde e non prende una decisione, ansima.
Continuo col copione:
"So che mi hai sentito. Vedo che ti piace molto continuare a toccarti, ma rispondimi dobbiamo decidere cosa fare, troppa gente qua attorno. Anche se stai godendo puoi rispondermi… cosa vuoi fare?”.
Nulla! La vedo allargare di più le cosce, sfilarsi le dita da dentro la sua patata con lentezza e poi togliere le sue gambe da sopra le mie. Si è rimessa seduta normalmente. Rimane così ferma qualche secondo. Anche fuori sembra fermarsi tutto. Passano altri secondi e io non capisco cosa vuole fare.
Poi parla:
"E se ora mi fermassi e mi rivestissi e con decisione volessi andare subito via, da questa situazione, finendo il gioco, tu cosa mi diresti o faresti?”.
Un attimo e capisco subito il suo gioco.
“ Ti ascolterei e ce ne andremmo a casa, ma perderei il mio comando da Padrone su di te, tornando a essere il tuo amore e tu la mia Paulina. Oppure ti ordinerei subito di continuare il gioco! Obbligandoti a terminare la tua esibizione".
Mi chiede:
"Perché mio Padrone preferiresti che continuassi la mia esibizione?".
Di un fiato rispondo:
"Perché io ho il cazzo durissimo e qui fuori gli spettatori hanno il diritto di vedere una fine... e di arrivare a godere di te e dei tuoi orgasmi fino a quando li avrai!".
A queste parole Paulina scivola un po’ più avanti dal sedile, schiude di nuovo le cosce si allarga un po’ la fighetta e dice:
“Rimaniamo ancora qui! A casa ci attende Paulina, ma qui e ora la Schiavetta obbediente vuole finire di godere e far godere il suo Padrone e chi la sta ammirando. Anche se sono in tanti non mi importa! Anzi mi piace saperlo e il cappuccio mi serve a non vederli e mi aiuta ad essere solamente presa dal mio godere. Rimaniamo!”.
Penso di essermi bagnato. Il gioco è diventato veramente hard ed eccitante! Ora la mia Schiavetta nuda è esposta agli sguardi di sette uomini eccitati, con i cazzi fuori dai pantaloni. Alcuni escono dalle patte aperte, altri con le braghe semi abbassate. Ma tutti con le mani impegnate a segare i loro cazzi. Tutto questo accade per la mia donna e ciò mi inorgoglisce ed eccita moltissimo.
I primi due anzianotti che si sono avvicinati per primi, a questo spettacolo, sono giunti alla fine del loro film. Li vedo che stanno venendo e cominciano a far sborrare quasi simultaneamente i loro cazzi. Schizzano verso la portiera della Schiavetta e penso che sia una situazione strana per me, eccitante sapere che stanno godendo grazie la mia donna, ma... mi trovo anche a pensare che poi dovrò lavare per bene tutta l'auto. Mentre questo stupido e non voluto pensiero mi sta lasciando, la Schiavetta sente il rumore di qualcosa che colpisce vicino al finestrino.
"Padrone, mi sembra che qualcuno stia venendo... mica lo fanno sull'auto?”.
Mi chiede anche lei con l'innocenza che aiuta il mio pensiero di prima ad essere meno stupido! Non mi può vedere, ma quasi scoppio a ridere. Se non fosse che ho il cazzo duro e sono eccitatissimo.
“SÌ hai indovinato. È il tributo alla tua bellezza. Lasciali fare è solo sperma che regalano alla esibizione da porcellina.”.
Rispondo e aggiungo:
"Se lo stanno facendo vuol proprio dire che sei proprio brava e capace di eccitare e farli godere.”.
Dico questo mentre mi chino a baciarle le labbra della fighetta, prendendole la sua mano sinistra per portarla sul mio cazzo duro. È un po' distante e scomoda lo capisco e allora mi prendo da solo il mio cazzo in mano e le dico:
Non puoi vedermi, ma lo senti dai miei movimenti che mi sto masturbando anch'io, mia puttanella in calore... sai non resisto quasi più. Mi conosci vorrò sborrare solo quando tu avrai goduto. Adesso voglio ancora giocare con te!".
Lei mi schiaccia ancora di più la sua figa e il suo culetto sulle mie labbra e mi costringe a non parlare, ma solo a leccarla a fondo.
I due vecchi che sono appena venuti, si allontanano lasciando il posto agli altri cinque.
I tre che si avvicinano subito dopo sono il ragazzino piccolo e i due anziani arrivati per ultimi.
Il ragazzo ha un cazzino molto corto e piccolo e si sta masturbando con due dita. L'anziano più basso invece, oltre ad una pancia pronunciata ha un cazzo di dimensioni considerevoli, non lunghissimo, ma con una circonferenza molto grossa. La sua mano tozza, probabilmente di contadino, non riesce a circondare completamente il suo cazzo mentre se lo sega lentamente.
Senza descrivere nulla a Schiavetta dico:
"Due hanno già sborrato e se ne sono andati, vediamo se riesci a farne venire altri".
Lei sospira e dice sfottendomi un po':
"Se dici che sono una brava puttanella mio Padrone... penso che non farò fatica a farne sborrare altri. Ora te lo dimostro subito...".
Detto questo, si infila nella fighetta bagnata quattro dita per masturbarsi più forte.
Poi, continuando a muovere dentro e fuori, mi chiede di descriverne qualcuno. Decido di dirle del giovane ragazzo.
"Uno è un ragazzo giovane, piccolo e magro e ha un cazzo molto corto, non so nemmeno come e se riuscirà a sborrare!”.
Ha un sussulto e con voce bassa mi chiede:
"Se è giovane e ha il cazzo piccolo, mio Padrone, penso che se lo stia segando con le dita vero?”.
Penso che brava ad immaginare, è proprio così!
"Hai ragione... sei proprio la mia Schiavetta indovina porca!".
Mi risponde:
"Mio Padrone pensi che io sia sempre una casta liceale, ma a volte sbagli. Stanotte sono come dici tu, la tua piccola puttana e tua Schiava".
Mi eccita sentire quelle parole. La vedo davvero come una favolosa femmina che gioca cerebralmente anche con me, per farmi godere di più.
Altre sue parole mentre si massaggia le tette con le mani bagnate dai suoi umori.
"Tu pensi mio Padrone che se anche piccolo il cazzo non possa sborrare... guarda la tua Schiavetta come prova ad aiutarlo, dimmi se è vicino al finestrino...".
Confermo che è quasi attaccato:
"Mia Schiava di tutti... è il più vicino.".
Sentite le mie parole, si tira su rimettendosi a sedere normalmente e si rimette a sedere sul sedile. Mi da leggermente la schiena girandosi verso il finestrino. Alza le gambe e appoggia i suoi bei piedini, uno sul cruscotto l’altro sulla maniglia interna della portiera. Così messa allarga ancora di più le cosce e senza togliersi le dita da dentro continua a masturbarsi. Sotto il piedino sul cruscotto sente il fine tessuto del perizoma appoggiato prima.
Lo prende con l’altra a mano, lo arrotola e dopo essersi sfilata le dita da dentro la fighetta, lentamente, inizia ad infilarsi dentro quel pezzetto di stoffa sostituendo le dita. Lo fa sparire tutto in fondo e poi comincia a sfilarselo piano piano. Dopo una ventina di secondi di quel movimento eccitante al massimo, il perizoma esce dal suo buchino, completamente intriso dei suoi liquidi.
Lei si porta quel piccolo indumento sulle tette e lo sfrega sui capezzoli accarezzandoseli. Poi inarcando un po’ la schiena si muove mimando i movimenti di quando viene scopata.
Sono incantato da quella sua esibizione e il mio cazzo perde un po’ di sborra. Vedo il ragazzo aumentare la frequenza della sua sega e muovere freneticamente le sue due dita sulla cappella. All'improvviso chiude la sua mano su di essa, fa una smorfia di piacere e schizza il suo sperma. È molta la sua sborra e la vedo colare copiosa fuori dal suo palmo e cadere sul terreno. Rimango stupito dalla velocità del suo venire, ma ora mi eccita ancora di più guardare Schiavetta infilarsi un dito nel buchino del culetto per masturbarsi anche quello. So che lei può godere anche li... e ne sono contento. Il mio silenzio e il mio ansimare le fanno capire la situazione. Si ferma un attimo e...
"Cosa dici mio Padrone sono brava ad eccitare gli uomini, lo vedi... sono io che comando il gioco, so cosa piace ai maschi e anche agli altri maiali come te!”.
Io ascolto eccitato la verità.
Prova chiedermi:
"Ha goduto vero... lo ha fatto? Mio Padrone dimmi la verità, sono riuscita a fare sborrare il piccolo cazzo del ragazzo? E come è stato dimmelo...".
Io so che lei ha già le risposte, ma non le do soddisfazione e mentendo:
"Mi spiace mia piccola puttanella, ti sei sbagliata, non è ancora venuto, non ci riesce, forse non sei così eccitante per lui...".
La vedo girarsi lentamente ancora di più verso il finestrino. Sposta il piede dalla maniglia appoggiandolo al vetro. Con la mano riprende il perizoma appoggiato ancora tra le tette e se lo rinfila dentro la figa. Stavolta molto velocemente e con forza.
È di nuovo piena. Ma vuole fare di più. Chiude il pugno della mano sinistra, lasciando esteso solo l'indice che lentamente, ma fino in fondo fa sparire nel buchino del suo culetto.
Con le dita della destra si penetra a fondo e roteandole spinge in profondità il perizoma.
È bellissima e sta superando le mie fantasie.
Il ragazzo stava per andarsene mentre spremeva ancora la sua sborra di prima dalla cappella, ma vedendo Schiavetta così porca giocare ancora, aperta e tutta piena, mentre inarca la schiena scossa dal godere... inizia di nuovo con due dita, una sega veloce e frenetica. Pochi movimenti e stupendomi schizza ancora e lo fa due volte con getti ancora potenti. Penso abbia un cazzo piccolo ma un serbatoio grande, per la sua giovane età. Vicinissimo spara il suo liquido caldo sul vetro. Schiavetta sente quei colpetti sul vetro. Stavolta non ha dubbi è sicura che è riuscita a fare sborrare anche il ragazzino!
Si ferma. Toglie le gambe da quella posizione oscenamente bella e sta ferma per un attimo. Posso immaginare che sotto il suo cappuccio mi stia sorridendo, infatti...
"Mio Padrone, dimmi che ora è venuto quel cazzo piccolino... vero! Non mentirmi e descrivimi per bene come ha fatto".
Mi arrendo è furba:
"Beh si, mia bella porcellina. Lo aveva già fatto, ma ora l’ha fatto un altra volta. Ha spruzzato tantissimo sperma e meno male che il vetro ti ha protetto il viso da puttanella che hai!”.
Le dico sfilandole da dentro il perizoma. Sospira di piacere e toglie il suo ditino dal culetto:
"Sai mio Padrone, il vetro mi ha salvata dalla sua sborra, ma sai che senza il vetro e il cappuccio avrebbe schizzato sulle mie tette? Sì lo immagini e sai anche che avrei gradito sentire lo sperma appiccicoso sulla pelle del mio corpo. Come quando me lo spalmi tu. Mi fa sentire più porca!".
Sto impazzendo dall'eccitazione!
Le ficco quasi tutta la mano dentro la figa e comincio a muoverla con forza. Lei dopo poco me la ferma e sottovoce mi dice:
"Mio Padrone, ho voglia di cazzo! Scopami e dimmi che sono una porca! La tua puttanella obbediente e che mi piace il cazzo. Mi eccita sentirtelo dire…”.
Io non aspetto altro e:
"Certo che sei la mia puttana e molto porca... e importante ti amo. Puoi essere scopata solo da me il tuo Padrone... ma so che ti eccita sapere di poter far godere altri maschi e ti fa sentire una porcellina che comanda i loro cazzi!".
Non dice nulla ma spinge di più la mia mano dentro di lei.
Guardo il ragazzo che si sta allontanando asciugandosi la cappella. Così l'anziano contadino mentre geme si avvicina al finestrino. Appoggia al vetro il suo grosso cazzo e spera anche se il vetro lo impedisce che lei glielo possa toccare.
Io vedo la sua mossa e subito ordino:
"Mia dolce Schiavetta obbediscimi subito!".
E lei subito:
"Ordina mio Padrone!"
Io con decisione:
“Appoggia la tua manina al vetro del finestrino e mima una sega e stai sicura che un altro cazzo, questa volta molto grosso, verrà per te e il tuo saper fare la puttanella ingenua".
Paulina ci pensa un attimo e poi con lentezza appoggia la sua manina sul freddo vetro. Mi fa sorridere perché non vedendo è a mezzo metro da quel cazzo. Io prendendole il polso guido la sua manina abbastanza vicino al guardone. Obbediente la sta muovendo come per masturbare veramente un cazzo, è bravissima sembra lo faccia davvero. Solo che lo fa senza toccarlo. Muove su e giù... prima lentamente, poi più velocemente, mentre con l'altra mano stringe veramente il mio di cazzo! Sto godendo. Aumenta la velocità della sega virtuale strisciando la mano sul vetro e dice:
"Mi piace moltissimo mio Padrone, giocare con due cazzi... e a te piace guardarmi mentre lo faccio... dimmi che è così e che mi ami mio Padrone".
È così e mi sta facendo morire dal piacere. Le fermo e tolgo la mano e cerco di distrarmi per non schizzare subito. Per farlo dò un'occhiata più attenta fuori dall'auto per controllare per sicurezza la situazione.
Vedo che l'anziano più vicino accelera la sua sega e comincia a spruzzare sperma che finisce in parte sul finestrino e in parte sulla portiera. È un bellissimo ed eccitante film, ed io amo la prima attrice.
Un altro ragazzo si avvicina e veloce spara la sua sborra in un fazzoletto che tiene in mano, poi si gira e corre via. Non ho tenuto il conto!
Vedo un metro più indietro un altra figura nel semi buio accucciarsi e con le mani in mezzo le sue cosce fare colare il suo liquido a terra.
A poca distanza appoggiata di schiena ad un albero, una sagoma si masturba freneticamente per poi fermarsi e rapida andare via. Un altro guardone godente. Cerco di contare tutti i partecipanti di questa serata nel buio attorno all'auto, rischiarato solo dalla luce della luna piena. Credo siano stati sette, ma solo quelli che sono sicuro di aver visto. Ora invece non vedo più nessuno attorno a noi e c'è un silenzio assoluto. Stranissima situazione. Se non la stessi vivendo non ci crederei. Tutto conferma che questo spiazzo è conosciutissimo da coppiette e guardoni. Sicuramente giravano da tutta la sera e come siamo arrivati noi sono usciti tutti per cercare godimento. Io e Schiavetta siamo fermi sui sedili, stanchi e sudati, per i movimentati giochi ma anche dal caldo dell'auto.
Schiavetta rompe il silenzio:
“Mio Padrone non sento più rumori o movimenti, non c'è più nessuno, sono fermi o sono andati tutti via?”.
Le rispondo con un filo di voce:
"Non lo so, ne ho visti andare via molti ed erano abbastanza! Credo quasi tutti, ma non ne sono sicuro.”.
Lei continua:
"Non ho visto nulla, con questo cappuccio. Non ho idea di come e quanti fossero, ma nella mente me li sono creati come meglio mi piacciono. Ho goduto con te... di me. Dimmi mio Padrone che ti piace vedermi così e che ti eccita farmi esibire davanti a degli sconosciuti.”.
Mentre mi dice queste parole, mi prende di nuovo la mano e se la rimette sulla sua fighetta bagnata. Ha ancora voglia, la conosco bene. Vuole godere.
"Senti come pulsa e com’è bagnata, sono ancora eccitata mio Padrone".
Mi dice mentre la sua fighetta cola goccioline di piacere. La guardo è bellissima e la voglia mi prende. Inizio di nuovo a stuzzicarla per darle piacere.
Senza avvertirla le infilo per l’ennesima volta le mie dita dentro quella sua bellissima fonte di piacere. Stavolta le muovo con forza e a fondo. Sono colpi profondi e le dita da dentro le alzano addirittura il pube e il sedere. Non se l’aspettava essere scopata cosi con forza, quasi violentata dalle mie dita. Questo le procura spasmi d’orgasmo e la fa godere quasi subito. La mia bellissima Schiavetta inarca la schiena e il suo corpo è come se fosse diventato tutt’uno con la sua vagina. Ancora due o tre colpi decisi dentro di lei e quasi gridando il suo piacere squirta a fiotti il suo liquido caldo.
Il suo squirtare mi eccita sempre, perché avviene solo dopo avere avuto più orgasmi multipli. Dai suoi orgasmi prende vita anche il mio piacere. Finalmente è venuta come piace a lei. Stravolta si abbandona sul sedile, mette le sue mani sulle tette e accarezzandosele accompagna gli ultimi suoi spasmi di piacere. Poi con la voce rauca per gli ultimi spasmi dell’orgasmo che ha appena avuto mi sussurra:
"È stato bellissimo non riesco a capire quanti orgasmi ho avuto. Adesso vuoi godere anche tu mio Padrone? Vuoi che ti faccia sborrare prendendotelo in bocca, mi piace sentire quando godi il tuo sperma che mi riempie la bocca...".
La guardo e dico:
"No... non ora mia piccola Schiavetta! Ti ho vista squirtare e contorcerti nell’orgasmo. Io verrò solo dopo che ti vedrò ancora godere. Questa sera voglio sfinirti! Quando vorrò godere ti comanderò quello che dovrai farmi.".
Obbediente mi risponde:
"Come desideri mio Padrone, io sono quasi esausta, ma se ti eccita vedermi nell’orgasmo mi farò ancora possedere dalle tue fantasie.”.
Mentre rilassato sto pensando come giocare ancora con la mia Schiavetta e come mi piacerebbe venire, mi accorgo che mi sono sbagliato a pensare che non ci sia più nessuno. Non mi sono accorto che dietro di me, c'è un altro sconosciuto che sta sbirciando dentro. Carnagione scura forse di colore o dell'Est Europa, capelli lunghi e sembra malvestito. Visto così nella semi oscurità assomiglia a uno zingaro. Vedendomi che lo guardo apre la patta dei pantaloni e fa uscire il cazzo. Molto lungo, non grosso e con una cappella a punta. Non è duro e lui muove le anche per farlo penzolare ancora molle fuori dai pantaloni.
Come per gli altri di prima gli faccio cenno di andare dall'altro lato. Lui passa davanti al vetro anteriore e si mette al fianco del finestrino della mia Schiavetta.
Lei mi chiede:
"Stai in silenzio mio Padrone, sta succedendo qualcosa?".
Io rispondo ridendo piano:
"Abbiamo l'ultima comparsa del film! Mi sembra uno straniero e ha dello zingaro. Hai problemi a far godere gli stranieri... mia piccola puttanella?".
Sento che anche lei ride piano:
"Sai non sono mai stata razzista e poi tutti i cazzi se li prendi senza amore sono uguali. Servono come dei dildo o altri giochi a farmi godere per te... mio Padrone.".
Intanto lo straniero ha appoggiato il suo lungo cazzo molle, al vetro del finestrino. Lo fa aderire con la mano e lo striscia, ma penso che il freddo nel gioco dell'eccitazione non lo aiuti molto. Sembra inesperto da come si muove. Ora comincia a masturbarsi ma rimane molliccio. Dico alla mia Schiavetta:
"Quindi se non hai problemi con gli stranieri e magari di colore... ne hai ancora uno da fare godere... ma forse, non lo farà perché ha il cazzo lungo, ma flaccido. Si masturba piano e non gli viene duro..."
Lei mi dice che la eccita pensare ad un cazzo nero... lungo e molle. La eccita l'idea di poterlo far diventare duro.
Allora le dico:
"Dai provaci fammi vedere quanto sai fare diventare duro un cazzo che sembra morto!".
Ridacchio divertito, invece lei a queste parole si eccita ancor di più, io muovo di nuovo le mie dita in profondità e lei geme forte, quasi sta gridando che sta per venire un'altra volta. Di colpo altri schizzi di linfa bianca escono dalla sua fighetta e vanno a bagnare il tappetino già inondato dal suo squirtare. Il venire così tante volte ha reso il suo sesso iper sensibile e ormai senza controllo basta un leggero stimolo fisico per provocarle un altro orgasmo.
L'uomo che ora capisco essere forse dell’est, un moldavo, bulgaro o forse turco con la pelle scura, credo sia un camionista o un operaio della strada. Provo a dedurlo dal vestiario da lavoro giubbotto con inserti catarifrangenti, cappellino di lana con visiera e pantaloni da lavoro, dai quali esce penzolante il suo lungo e scuro cazzo che non è ancora diventato eretto!
Lo straniero guarda la mia Schiavetta dal finestrino. Ha le cosce aperte, i piedini li ha messi tutti e due sul cruscotto, si tiene una mano sulla fighetta e le tette hanno i capezzoli duri e inturgiditi. Può anche vedere il cappuccio che le nasconde il viso.
Lo sconosciuto si alza con le mani il cazzo e lo sbatte delicatamente contro il vetro, con un rumore sordo come di un leggero schiaffetto picchia sul finestrino. Tre o quattro colpetti, poi si ferma improvvisamente, il cazzo è sempre molle. Si stringe la cappella tra le dita e senza altri movimenti cola il suo sperma lungo il vetro. Ne fa molto ed è molto denso e bianco. Schiavetta non si è accorta di nulla. Sono io che le dico:
"Un altro ammiratore sta venendo per te e il tuo essere nuda ed esposta ai suoi occhi. Ha bagnato il vetro.”.
Schiavetta ha capito che ormai è diventata il bersaglio di tutti i guardoni che arrivano in questo posto. è frastornata e stanca:
"Ti prego. Scopami mio Padrone, dammi il tuo cazzo dentro di me dammelo tutto fino in fondo, fammi godere!".
Capisco che Schiavetta voglia finalmente essere scopata. Allora Le dico:
“Va bene ora guardo bene se è rimasto qualche ritardatario. Se così non fosse ti scoperò e poi ritorneremo a casa.”.
Un ultimo sguardo fuori. Devo fare segno allo straniero di andare via, perché continua a disegnare il vetro col suo sperma. Mentre a cenni lo invito ad andarsene, dietro di lui compare un altro sconosciuto. Lo saluta con una pacca e guarda subito dentro la nostra auto. Capisco che potrebbe essere l'altro camionista perché è quasi uguale al primo, scuro di pelle ma più chiaro di capelli.
Si avvicina appoggia le mani sul tettuccio dell’auto guarda dal finestrino e come vede la mia donna in quella posizione e nuda, si tira fuori il cazzo e comincia a toccarselo. Schiavetta sente il rumore delle mani e mi chiede:
"Padrone si è mossa l’auto è arrivato ancora qualcuno? Si sono appoggiati? Dimmelo, io non ce la faccio più sono stanca e il cappuccio mi da molto fastidio. Comincio a respirare male.”.
Confermo l’ultimo arrivo:
È arrivato un altro straniero forse anche lui camionista o operaio dell'Est", ti sta guardando e sta già segandosi, ma è distratto e ride con il suo amico. Che si è fermato con lui. Credo non voglia godere. Credo solo stia scherzando!”.
Schiavetta allora mi dice:
"Mi spiace che non voglia godere, ma forse io so come posso aiutarlo a cambiare idea. Posso provarci mio Padrone? Però promettimi che è l’ultimo e poi andremo via.”.
Io rimango in silenzio, credo lo voglia fare solo più per lo sconosciuto che per noi, rimango un po’ sorpreso.
"Non dici nulla mio Padrone, devi veramente giurarmi che è l’ultimissimo guardone a cui regalerò i miei giochi di sesso. Se me lo prometti, ti stupirò con qualcosa che ti piacerà vedere. Comandamelo se vuoi!".
Realmente sono davvero un po' stupito, ma anche molto curioso e come un automa mi esce:
"Non credo che mi potrai stupire di più, lo hai già fatto in modo eccezionale! Comunque ti garantisco che ho deciso che è davvero l’ultimo, che godrà della tua vista da puttana. Allora forza mia Schiavetta fai vedere al tuo Padrone cosa sai fare vediamo se davvero mi potrai stupire!”.
Si muove e gira la testa verso di me, vedo che con lentezza si porta le mani al volto prende i lembi del cappuccio e se lo sfila delicatamente! Mi Guarda negli occhi e mi sorride è sudatissima e il trucco si è sciolto, ma così messa è fantastica ed eccitantissima. Si può leggere sul suo viso la bellezza degli orgasmi che ha avuto. Sembra davvero una Schiavetta che in tanti hanno usato.
Sorridendomi e senza cappuccio finisce di essere la mia Schiavetta e ridiventa la mia Paulina. Semplice, timida e a volte quasi ingenua. Improvvisamente sì che riesce a stupirmi. Si gira verso il finestrino e appoggia le sue tette contro il vetro e fa cenno allo straniero di avvicinarsi ancora di più. Ha un brivido di freddo e di eccitazione si gira e mi dice:
“Vuoi vedere come anche la tua Paulina, può trasformarsi in una femmina affamata di sesso?”. Ricorda mio amore che non esiste la Schiavetta senza la tua Paulina!”.
Ho i battiti del cuore che vanno a mille! Non avrei mai pensato che Paulina avrebbe avuto il coraggio di mostrarsi cosi porca. Brava è riuscita davvero a stupirmi… ed eccitarmi! L’uomo la vede e fissando le sue tette schiacciate contro il vetro, ferma lo scherzare col suo amico e aumenta piano la velocità della sua sega.
Paulina si mette in ginocchio sul sedile. Divarica un poco le cosce e guardando lo straniero, con estrema calma si infila le dita nella fighetta. Inizia a muoverle piano dentro e fuori dandosi dei colpetti a simulare una scopata. Aumenta la forza masturbandosi con colpi più profondi e dopo poco, sfila le dita da dentro la figa aperta e portandole alla bocca, lecca i suoi liquidi trasparenti e caldi. Poi si passa la lingua sulle labbra e appoggia le sue mani sul vetro quasi a toccare il cazzo dell'uomo che si sta segando! Pochi secondi e prima uno e poi più getti di sperma colpiscono il finestrino!
Lo sperma scivola giù lento dal vetro e Paulina chiude gli occhi e lecca il vetro come a volerlo ripulire. Ancora con gli occhi chiusi si lascia cadere all'indietro su di me. Lo straniero ha sborrato e mi ringrazia col pollice alzato per avere permesso a Paulina di giocare con lui e credo ringrazi anche lei per quell’eccitante performance sessuale. Lo vedo sparire nel buio con il suo collega. Come giurato fine dei giochi!
Paulina i chiede se ne è andato e alla mia conferma riapre gli occhi e:
"Allora amore mio sono riuscita a stupirti? Sono stata più brava come Paulina o come Schiavetta? Erano tantissimi ma sono riuscita a fare godere tutti è vero… amore mio.”.
Le prendo le tette da dietro accarezzandole nel mentre le lecco il collo sudato, poi la giro leggermente e le bacio leccandole la bocca e quello che rimane del rossetto sulle sue labbra carnose. Guardo fuori e ora non c'è veramente più nessuno. Dopo essersi svuotati le palle, sono spariti tutti quanti gli attori di questo gioco sessuale, come il “the end” di un film. È l'una di notte. Abbiamo giocato per circa un oretta scarsa, ma a me sembra un eternità. Mi accorgo di essere bagnatissimo ed essere venuto senza nemmeno accorgermene, tanto ero preso dal gioco e la situazione.
Paulina si mette seduta e cerca di asciugarsi un po', con dei fazzolettini poi senza rimettersi reggiseno e perizoma cerca di riabbottonarsi il vestitino che scopre di avere bagnato sotto il sedere.
Mentre cerca di ricomporsi ha il tempo, ora che si è tolta il cappuccio, a buttare uno sguardo verso i sentieri del boschetto, giusto per scorgere dei piccoli bagliori rossi, nel buio, forse sigarette accese di qualcuno che è stato li con loro.
Ora io e Paulina finalmente possiamo vedere insieme e subito notiamo due uomini che camminano verso un furgoncino con scritte edili sui fianchi. Nell’eccitazione di quei momenti non ci eravamo nemmeno accorti che ci fosse mai stato! Non lo avevamo sentito arrivare, ma era posteggiato a pochi metri da noi e Paulina sentenzia la realtà di quello che è successo:
“Allora gli ultimi due e il più fortunato che mi ha visto in viso, erano due muratori. Sai amore mio che credo di non aver mai fatto godere dei muratori!”.
A questa sua battuta, ridiamo insieme di gusto, mentre Paulina si rimette le Chanel blu, continuando a dirmi:
"Allora mio Padrone, come mi hai chiesto prima vuoi che ti faccia godere adesso come Schiavetta la porca o mi porti a casa per scoparmi come Paulina la tua puttana che ti ama?”.
Io sorridendole confermo che comunque io amo tutte e due le mia maialine, ma faccio una scelta:
"Non voglio godere ora. Lasciamo qui a giocare ancora la Schiavetta porca e andiamo a casa dove ti scoperò fino a che ti riempirò la fighetta col mio sperma, dolce Paulina, la mia timida puttana!”.
Metto in moto l'auto e parto piano. Mentre ci stiamo muovendo notiamo i fari di un altra auto che sta arrivando. Incrociandola si accende la luce del loro abitacolo e così possiamo distinguere all'interno, una coppia sulla trentina, con lei con le tette fuori che ci sorride. Penso che stanno cercando gioco e compagnia e forse tocca a loro godere di quei posti e di quei giochi. Ma credo che:
"Sai Paulina questa coppia è sfortunata, credo che non troveranno nessuno perché tutti i guardoni attori dei giochi sono già ritornati a casa, sfiniti dalle immagini del tuo splendido esibirti nel sesso!”.
Ride alle mie parole:
"Allora dovremo recuperare Schiavetta e cercare con Padrone un altro nuovo posticino segreto e buio per nuovi giochi, dove io Paulina e tu mio amore, li spieremo godendone!”.
Bella idea! Metto la musica in auto guido tranquillo lascio il sentiero sul fiume e sono sull’asfalto verso casa:
"Va bene mia dolce Paulina, un luogo nuovo lo troveremo di sicuro, il difficile sarà trovare un altro casting di attori nuovi".
Ridiamo, poi mi guarda mentre guido, mi sorride maliziosa e dice:
"Sai sto pensando due cose future e credo che per te possano essere, una bella e l’altra brutta.”.
Paulina prende fiato e:
"La bella è che la prossima volta mi piacerebbe non mettermi il cappuccio per respirare meglio e poter vedere tutto. La brutta è che prima di scoparmi stanotte... dovrai lavare e pulire bene l'auto, altrimenti tutti i liquidi si seccano tutti!”.
Ride di gusto... la guardo è bella, eccitante e l'amo tantissimo! Pulirò per bene tutto e poi le scoperò tutte e due Schiavetta con dolcezza e Paulina con forza, tanto per cambiare un po’!
Un suono che pian piano aumenta è una canzoncina, guardo Paulina nel letto accanto a me, dorme ancora. Allora spengo questa cazzo di sveglia e mi alzo per andare al lavoro:
“Però stanotte che bel sogno che ho fatto... e ce l'ho durissimo!”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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