Lui & Lei
Spietati… (ricordi)
29.06.2026 |
551 |
5
"Sapessi quanto ti ho cercato e sognato…
- Beh eccomi qui! Che ne dici di scoparmi, disperatamente, come facevi una volta?
E la nuvola ora è diventata la camera d’albergo a due passi dal..."
Bastuelle (Gli Spietati)https://www.youtube.com/watch?v=SbISgtzksjQ
Certo non bisogna essere troppo normali ad aver lasciato la mia casa in riva al mare per rientrare in città dove anche i muri delle case sembrano sciogliersi come chewing-gum sotto il sole di Cerberus.
Eppure mi trovo qui a scrivere la presentazione sull’ultima fatica letteraria di un mio carissimo amico, per l’evento di domani sera.
Che poi questa storia d’amore insperata, inattesa, inconclusa eppure così straordinariamente completa e totalizzante, al punto da poterne sovrapporre l’inizio e la fine, tra la giovane diciassettenne Zelda ed il sessantenne Albert che dopo la morte dell’unica donna che aveva amato e da cui era stato amato, ormai aspettava solo di andarsene in silenzio, somiglia un po’ alla mia vita, se non fosse che io di donne ne ho amato tante, qualcuno direbbe anche troppe, per essere stato sempre amore.
Fa davvero un caldo assurdo.
Mi sposto con il notebook sotto il braccio e i Baustelle nelle orecchie, in una delle camere da letto affacciate sul parco per cercare un po’ di fresco.
Mi sdraio sul lettone nel centro della stanza in penombra in mutande a quattro di bastoni e chiudo gli occhi…
Non volere mai la verità
Ottenere l'aldilà
Navigare senza vento
Migliorare con l'età
C'è un amore che non muore mai
Più lontano degli dei
A sapervelo spiegare che filosofo sarei…
Quando riapro gli occhi sono ancora sdraiato a quattro di bastoni ma su una nuvola. No, non ha lo stesso profilo di Peter Falk come quella di Albert ma è bellissima anzi direi che la mia nuvola ha il profilo di Kim Novak in quella sua foto del 1962 presa all’aeroporto di Madrid, ma soprattutto è piacevolmente fresca, sarà forse perche sono circondato da una dozzina di piccoli ventilatori color rosso vermiglio che spuntano dal bianco opalescente della nuvola con il loro piccoli occhi puntati su di me…
Gli spietati salgono
Sul treno e non ritornano
Mai più, non sono come noi
Perduti antichi eroi
Noi due che al binario ci diciamo addio…
- Monica? E tu da dove salti fuori?
- Dall’armadio non ricordi? Mi hai chiamato tu…
In effetti ora che guardo meglio, su questa opalescente nuvola-camera senza pareti, pavimento e soffitto, a qualche metro da me, c’è un armadio che sembra quello di Narnia e chissà cos’altro c’è ancora…
E la nuvola ora si è trasformata nel piccolo soggiorno di quella casetta in montagna fuori dal paese, semisommersa dalla neve, dove passavamo l’intero weekend a scopare davanti al camino acceso, io sempre freddoloso indossando quel maglione di lana che mi avevi regalato e tu invece sempre nuda a parte quei calzettoni di lana pelosa al polpaccio con cui ti piaceva farmi solletico al cazzo per farmi capire che ne volevi ancora, proprio come adesso…
Noi ci siamo amati
Violentati
Deturpati
Torturati
Maltrattati
Malmenati
Scritti lettere lo sai…
- Ulla ci sei anche tu?
- Si, mi chiami spesso ultimamente te ne sei accorto?
- A dire la verità non ricordo, forse ti ho chiamato perché qui siamo su questa nuvola bianca che mi ricorda le distese di neve della Svezia e poi non ti sembra che qui ci sia la stessa luce che c’era a Sundsvall quando ci siamo incontrati la prima volta?
La nuvola ora si è trasformata nella piccola casetta in legno di Ulla ai confini della foresta di fronte al lago, dove d’estate portavamo il lettone sul terrazzino per fare l’amore tutte le notti sotto il piumino e sotto le stelle e dove tu quando perdevi il controllo mentre venivi sopra di me, mi frustavi il viso con la tua lunga treccia bionda, proprio come stai facendo adesso…
Non ci siamo amati
Divertiti
Pervertiti
Dimenati
Spaventati
Rovinati
Licenziati
Lo saprai…
- Barbara? Sei tu? Sono così felice di rivederti…
- Non te l’aspettavi vero? Mi davi già per spacciata e invece eccomi qui.
- Ho sperato e pregato. Sapessi quanto ti ho cercato e sognato…
- Beh eccomi qui! Che ne dici di scoparmi, disperatamente, come facevi una volta?
E la nuvola ora è diventata la camera d’albergo a due passi dal Duomo di Milano dove ci incontravamo inventandoci ogni volta scuse diverse per fuggire dai nostri impegni.
Non facevo in tempo a chiudere la porta della camera che mi eri già addosso.
Avevi sempre caldo al punto che volevi sempre che mettessi la temperatura al minimo, ma oggi devo ammettere che in questa nostra camera-nuvola si sta proprio bene e al fresco e poi c’è anche la nostra poltroncina in tessuto damascato su cui volevi essere sodomizzata, mentre ti aggrappavi a me graffiandomi, proprio come fai adesso…
Noi ci siamo persi
Ritrovati
Poi bucati
C'è un amore che mi lacera la carne
Ed ancora tu lo sai
- No Va beh Elisabetta pure tu qui?
- Perché non potevo? Un posticino al fresco sulla tua nuvoletta per me non c’è?
- Ma scherzi? Anzi a ripensarci se oggi sono qui al fresco di questa nuvola col profilo di Kim Novak, sdraiato in mutande a quattro di bastoni, lo devo a te e alle porno avventure tra la tua casalinga alpina ed il mio venditore porta a porta di città, ricordi?
E la nuvola come per magia si è trasformata in una grande slitta, trainata da candide renne con al collo dei nastri colorati pieni di campanellini, siamo in movimento su un sentiero innevato nel mezzo di una foresta di betulle.
Alzo lo sguardo e vedo le cime degli alberi ondeggiare al vento lasciando cadere una quasi impalpabile e argentina polvere di bianca neve.
Come un bambino spalanco la bocca per aspirarla e assaggiarla, ma è il sapore delle tue labbra e della tua lingua che sento, mentre veniamo dolcemente sballottati su questa slitta, entrambi nudi, ci stringiamo sotto calde, ma inspiegabilmente anche fresche coltri di pelliccia. Come nel finale di in un film, la slitta si allontana diventando sempre più piccola, tuffandosi verso un porno tramonto carico di promesse.
Il pelo della tua pelliccia mi fa starnutire, proprio come adesso.
Apro gli occhi…
Scendi subito dal letto!!!
Gatta viziata.
Gli spietati salgono
Sul treno e non ritornano
Mai più, non sono come noi
Falliti antichi eroi
Noi due che al binario salutiamo
Gli spietati salgono sul treno e non ritornano
Mai più, non sono come noi
Innamorati eroi
Noi due che al binario ci diciamo addio…
Noi ci siamo amati
Violentati
Deturpati
Torturati
Maltrattati
Malmenati
Scritti lettere lo sai…
Nemesi
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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