Lui & Lei
La nostra storia parte 2
28.04.2026 |
343 |
7
"Prima di lui non sapevo nemmeno cosa significasse davvero il piacere, quello profondo, quello che ti attraversa e ti cambia..."
Con lui avevo un rapporto strano, fatto di continui alti e bassi.Un momento mi sentivo in paradiso, l’attimo dopo precipitavo all’inferno. Era tutto così intenso, così estremo, da lasciarmi spesso senza fiato e senza certezze.
Aveva una gelosia assurda, quasi soffocante, che non riuscivo a spiegarmi. Anche perché, per me, esisteva solo lui. Non vedevo nessun altro, non desideravo nessun altro. Eppure quella sua diffidenza era sempre presente, come un’ombra tra noi.
Col tempo capii il motivo: quella gelosia non parlava di me, ma di lui. Era lui ad avere una doppia vita. Non solo nascondeva una famiglia, ma anche un lato di sé fatto di trasgressioni e segreti di cui io non sapevo nulla.
Per molto tempo mi sono chiesta cosa ci fosse di sbagliato in me. Mi interrogavo, mi mettevo in discussione, cercavo risposte che non arrivavano mai. Poi, piano piano, ho capito: non ero io il problema. Anche perché, nel mio piccolo, non gli avevo mai fatto mancare nulla, nemmeno dal punto di vista intimo. Ero presente, coinvolta, completamente sua.
Eppure, quando eravamo insieme, tutto il resto sembrava svanire.
In quei momenti lui riusciva a farmi sentire come una regina. Mi faceva vivere emozioni e sensazioni che non avevo mai provato prima. Prima di lui non sapevo nemmeno cosa significasse davvero il piacere, quello profondo, quello che ti attraversa e ti cambia.
Ricordo ancora una volta, in uno dei nostri incontri più intensi. Le sue mani, la sua bocca, ogni gesto sembrava studiato per farmi perdere il controllo. Mi toccava come se conoscesse ogni millimetro del mio corpo meglio di me stessa.
A un certo punto sentii qualcosa di completamente nuovo: una sensazione travolgente, quasi indescrivibile. Era come un’ondata che attraversava tutto il mio corpo, un’estasi capace di spegnere ogni pensiero, ogni difesa. Le mie gambe tremavano, il respiro si spezzava… ed io, semplicemente, mi lasciavo andare.
Da quel momento, ogni nostro incontro diventò una ricerca di quella stessa intensità.
Anzi, col tempo ero io a cercarlo, a desiderare quei momenti, a chiedergli di vederci, spesso in un hotel, perché non vedevo l’ora di rivivere quelle sensazioni che prima di lui mi erano completamente sconosciute.
Ma fuori da quelle stanze, la realtà tornava sempre a bussare. E faceva male.
Dopo di lui ho avuto altre esperienze, ho provato a ricominciare, a conoscere altre persone.
Eppure non è mai stato lo stesso.
Forse perché molti pensavano più al proprio piacere che al condividere davvero qualcosa.
O forse perché, senza rendermene conto, io cercavo ancora lui negli altri. Cercavo quel modo di farmi sentire, quella complicità, quella capacità di leggermi senza parlare.
E così ho capito che certe persone, anche quando se ne vanno, lasciano dentro di noi qualcosa di difficile da sostituire.
Non perché fossero perfette, ma perché, nel bene e nel male, ci hanno fatto sentire vive come mai prima.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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