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Lui & Lei

Le lenzuola porpora - parte 2


di Puledra95
09.04.2021    |    781    |    4 9.9
"Non aveva torto e in pochi secondi ecco che scoppio in uno dei miei più intensi orgasmi che mi provoca qualche spasmo e gridolini che sono costretta a soffocare con una grossa cucchiaiata di tortino..."
Entriamo dentro il ristorante. Mentre il cameriere ci accompagna gentilmente al nostro tavolo osservo le persone presenti nel locale: la maggior parte degli uomini presenti mi ha lanciato occhiate di apprezzamento, ma anche le donne non si sono certo tirate indietro. Magari stavano solo guardandoil mio abbigliamento ma in quel momento, mentre percorrevo la distanza che ci separava dal nostro tavolo accentuando il mio ondeggiare ad ogni passo, mi piaceva immaginare che tutti mi stessero guardando lussuriosamente.
Giunti al nostro posto mi sfilo il cappotto e lo appendo allo schienale della mia sedia, controllando che dalla tasca non fuoriuscissero le mutandine di pizzo che mi ero sfilata poco prima.
Federico si siede davanti a me e apre il menù scorrendo con il dito ogni pietanza.
Arriva il cameriere: “Signori siete pronti a ordinare?”
F: “Sì certo, allora prendiamo due antipasti misti di mare e un rombo al forno con patate...”
Di solito Fede era abituato a fare così, conoscendo i miei gusti ordinava anche per me senza neanche interpellarmi. Di solito me lo sono sempre fatto andare bene, neanche mi ponevo il problema anzi, mi piaceva che lui sapesse i miei gusti…
Ma stasera avevo voglia di qualcosa di diverso…
Mentre il cameriere stava chiudendo l’ordine
“io vorrei per antipasto un cruditè di mare, qualche ostrica e poi…mmm (leggendo rapidamente tutto il menù, dischiudo le labbra e faccio passare quasi impercettibilmente la lingua tra esse) prendo capesante con melograno e nocciole”
Naturalmente la scelta non è stata casuale, avevo preso i piatti più afrodisiaci presenti in lista.
Il cameriere rimase un attimo interdetto ma segna l’ordinazione senza esitare troppo e guarda Fede che nel frattempo mi osserva con aria perplessa e gli chiede:
Cameriere: “allora, le porto solo una porzione di quello che mi ha ordinato o vuole modificare il suo ordine?”
F: “mmm… l’antipasto rimane quello e poi visto che la scelta del rombo non è stato di gradimento per la signora opterei per branzino all’acquapazza”
Cameriere: “Perfetto, vado subito a comunicarlo alla cucina”
Appena il cameriere si allontana…
F: “Si può sapere cosa ti è preso? Se volevi qualcosa in particolare potevi dirmelo prima che iniziassi a ordinare…”
V: “Non me ne hai dato neanche il tempo, non mi hai interpellato, come se non esistessi…”
F: “Vuoi davvero iniziare a lamentarti qui? Per una volta che usciamo…”
V: “Già per una volta che usciamo…ormai sei più preso dal lavoro che da me, non mi hai neanche guardata stasera…sarei potuta venire in tuta e avrei sortito il medesimo effetto, almeno mi sarei risparmiata le ore in bagno a prepararmi…”
F: “Il lavoro mi sta sfinendo, ho mille problemi per la testa…”
Mentre stava pronunciando queste parole mi sporgo verso la tasca del cappotto, prendo in mano le mutande di pizzo, mi allungo con il braccio sul tavolo come per prendergli la mano e rassicurarlo e quando mi viene incontro gli porgo ciò che avevo in pugno sussurrando “quindi mi stai dicendo che non hai più voglia della tua mogliettina?”
Fede appena vede le mie culotte si appresta a nascondere la mano sotto il tavolo, con il viso che iniziava a diventare sempre più paonazzo e con voce quasi imbarazzata “ma fidati, stasera ti ho guardata eccome…”
V: “bene, allora fammi vedere quanto ti piaccio maritino…”
F: “Quando torneremo a casa te lo dimostrerò, ma non qua”
Come non qua? Pensai tra me e me, la situazione che si stava creando mi piaceva troppo per smettere, devo dire che stuzzicare in pubblico ha una carica erotica fortissima su di me e quel gioco era appena iniziato…
Fede inizia a chiedere di come fosse andata la mia giornata, cosa avessi fatto per cercare di distrarsi e nel mentre arriva il cameriere con il nostro primo ordine.
Mentre gustavo la mia tartare al tonno iniziai a sfilare il piede dalla decoltè e allungai la gamba verso le sue caviglie. Fede mi dà una rapida occhiata “cosa fai? mi fai piedino adesso?” dice accennando un leggero, quasi impercettibile sorrisino.
Bene, sembra che la cosa gli piaccia. Decido quindi di proseguire, con movimenti lenti inizio a salire mentre le mie dita compiono movimenti circolari a contatto con la stoffa dei suoi pantaloni fino ad arrivare alla coscia, subito sopra il ginocchio. Non riesco ad andare più di così altrimenti mi toccherebbe sdraiarmi sulla sedia e tutti ci noterebbero. Fede non si scompone troppo, continua a mangiare il suo antipasto lanciandomi occhiate sempre più languide e poi si avvicina la sedia sotto il tavolo, con il torso completamente attaccato al tavolo per darmi modo di raggiungere il mio obiettivo… ecco, finalmente ci arrivo e poggio il mio piede nudo a contatto con il suo cazzo …
V: “A quanto pare riesco ancora a farti un certo effetto…”
Fede deglutisce l’ultima forchettata di insalata di mare e “non ho mai detto il contrario. Nonostante ultimamente abbia potuto dare questa impressione”
Stava arrivando il cameriere per prendere i nostri piatti ormai vuoti, cerco di ricompormi velocemente ma mentre vado a togliere il piede Fede me lo afferra con la mano e lo preme forte contro il suo cazzo per non farmi staccare…
Allora gli piace giocare, vediamo fin dove arriviamo…
Fede non distoglie le mani dai miei piedi e fa esattamente il mio stesso gioco, risale con le mani dalla mia caviglia con un tocco leggero, quasi impercettibile, sul mio polpaccio nudo. Ad ogni suo tocco un brivido mi corre lungo la schiena e il mio corpo ha un sussulto.
Ecco che torna il cameriere con le nostre portate ma questa volta noto che si sofferma a guardarmi qualche secondo in più e i nostri occhi si incrociano e mi sembra che mi abbia fatto un impercettibile segno di approvazione...sto forse sognando o si era accorto di qualcosa? Non mi importava, ero intenta a godermi il tocco di mio marito sulle mie gambe.
Nel cercare di replicare la mia stessa idea anche lui ha trovato il mio stesso intoppo…questo tavolo è troppo lungo, siamo troppo distanti. Fede, mosso dalla prepotente eccitazione, non perde tempo, si alza, sposta la sedia dal lato del tavolo accanto al mio, si sistema l’apparecchiatura e si accomoda come niente fosse.
“Che fai non riesci a resistere lontano da me?” gli dico sussurrando all’orecchio.
“E’ che volevo sentirti meglio…”
“Oh ma ciao lupo di cappuccetto rosso…”
Fede prende la mia gamba e se la mette sulla sua e con una mano scivola nel mio interno coscia con movimenti lenti, sempre più vicino al mio sesso, per un tempo che sembrava interminabile.
Ed io ero a gambe aperte, senza mutande e con mio marito che si faceva largo con le dita tra le mie labbra...fortunatamente la tovaglia copriva quasi fino a terra altrimenti chissà che cosa avrebbero detto gli avventori di quel locale…
Improvvisamente, mentre i tocchi di mio marito non accennavano a diminuire, mi tornarono alla mente le parole di Monica “…ma sapere che c’erano altre persone che ci guardavano mi ha eccitato e non poco”. Quella frase innesca in me qualcosa, mi fa scattare e così, presa da un primo, forte fremito del mio corpo, tiro la tovaglia verso di me, spostando piatti e rischiando anche di far cadere la bottiglia di Gewürztraminer sopra il tavolo.
Non so quanto le persone che passeranno davanti al nostro tavolo potranno vedere ma la sola idea di poter essere vista e che qualcuno si goda quella scena mi manda fuori di testa.
Il cameriere, richiamato dal rumore del movimento di piatti, si dirige verso la nostra sala e precisamente verso il nostro tavolo ma poco prima di arrivare da noi si ferma, rimane per qualche secondo immobile…
Ha notato sicuramente qualcosa, lo so, dissi tra me e me. I miei pensieri furono ben presto confermati quando il cameriere alzò lo sguardo e fissò per un attimo lunghissimo i miei occhi. Nel suo sguardo era cambiato qualcosa, quello che vedevo era eccitazione. Ma nonostante tutto il cameriere fece finta di niente con estrema professionalità e ci chiese se volevamo anche un dolce. Fede vista la presenza del cameriere diminuì il movimento delle dita sopra la mia fica ma senza toglierle e ordinò un sorbetto al limone per lui e un tortino al cioccolato dal cuore fondente per me. Questa volta non avevo la forza di ribadire, mi andava bene tutto, ormai ero arrivata allo scopo.
Il cameriere si avvia in cucina a portare l’ordine ma questa volta, durante l’attesa invece di stare nell’ingresso come aveva fatto durante l’arco della serata, torna in sala e si mette fermo, in piedi all’entrata della stanza.
A quanto pare a qualcuno piace guardare, si è scelto pure il posto migliore per godersi lo spettacolo…
Mi avvicino all’orecchio di Fede e gli faccio notare come la tovaglia si sia alzata e il nostro cameriere stia osservando i nostri movimenti sotto al tavolo. Di istinto Fede si fermò e cercò di togliere la mano ma repentinamente lo bloccai …
“che fai neghi al nostro cameriere la fine dello spettacolo e a me un orgasmo?”
Fede mi guardò negli occhi, non so cosa vide ma, contro tutte le attese, Fede continuò a masturbarmi e mi diede un bacio passionale sulla bocca.
A quanto pare questa situazione stava piacendo anche al mio maritino…
Il cameriere si assentò il tempo di recuperare i nostri dolci. Diede il bicchiere contenente il sorbetto a Fede e porse a me il piatto con il tortino. Nel consegnarmelo le sue dite sfiorarono volontariamente la mia mano in un tocco di apprezzamento e tornò esattamente nella stessa posizione davanti a noi.
Posai la mia mano sul ventre di Fede, ormai la sua eccitazione era ai massimi livelli e lo dimostrò osando ancora di più: immerse due dita dentro il suo sorbetto, tornò sotto il tavolo e iniziò a sfiorarmi il clitoride con esse. Il tocco ghiacciato delle sue dita mi fece sussultare e in un attimo le sue dita, favorite anche dai miei umori che ormai colavano lungo le mie gambe, entrarono velocemente dentro di me ed iniziò un veloce ditalino.
Il cameriere era evidentemente eccitato e immerso nella scena che un altro tavolo non troppo lontano da noi dovette chiamarlo varie volte prima di attirare la sua attenzione. Ma lui esitò a raggiungere immediatamente le persone che lo aveva chiamato, sapeva che ormai era questione di pochi tocchi prima del mio godimento e non si voleva perdere il momento per niente al mondo. Non aveva torto e in pochi secondi ecco che scoppio in uno dei miei più intensi orgasmi che mi provoca qualche spasmo e gridolini che sono costretta a soffocare con una grossa cucchiaiata di tortino.
Il cameriere con un’espressione compiaciuta si avvicina al tavolo che lo aveva richiesto e dopo si avvicina al nostro.
Con la voce di chi è eccitato e imbarazzato e allo stesso tempo e deve mantenere la sua professionalità sul posto di lavoro ci chiede se volevamo altro. Fede dice che siamo apposto e chiede il conto.
Vado per alzarmi e mi rendo conto di essere ancora senza una scarpa, il cameriere nel porgerci il conto richiesto si inginocchia davanti a me, prende la mia decoltè e mi aiuta a indossarla.
Di istinto, senza pensarci troppo le mie gambe si schiudono per fargli ammirare in primo piano tutto ciò che aveva osservato e agognato per tutta la sera. Il cameriere si lecca le labbra in un chiaro segno di eccitazione, mentre si alza mi sfiora la coscia nuda in un contatto sfuggevole. Fede mi porge il cappotto e seguiamo il cameriere all’ingresso.
“Sono 158€, posso fare un piccolo sconto e arrivare a 150 pari”
Prendo la mia pochette, dove Fede aveva riposto il suo portafoglio, e gli pongo due pezzi da 100€.
Il cameriere prende e i soldi e mentre era intento a farmi il resto mi sporgo dal bancone in punta di piedi e gli do un bacio umido sulla guancia “tieni il resto, è anche merito tuo questo”, mi giro e mi avvio all’uscita con mio marito.
Il cameriere ci ferma sulla porta “aspettate lo scontrino” e viene verso di noi. Prendo lo scontrino e nel riporlo in borsa sfioro volontariamente la zip dei suoi pantaloni e rimango piacevolmente sorpresa nel notare la sua eccitazione.
Gli auguriamo buona serata, usciamo nel parcheggio ed entriamo in macchina.
F: “Da dove sono nate queste tue voglie di trasgressione si può sapere?”
“E’ una lunga storia, ma sappi che questo è solo l’inizio”
F: Che cosa hai in mente adesso?” e mise in moto per tornare a casa e finire di consumare la nostra serata…
Durante il tragitto di ritorno mi balena un pensiero nella testa “devo comprare delle lenzuola color porpora”
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