Lui & Lei
Limiti
NewSunShine
18.06.2025 |
3.303 |
27
"Mi obblighi a divaricare di piu’ le gambe insinuandoti col ginocchio mentre armeggi coi pantaloni, nemmeno ti spogli del tutto , pronto ed impaziente, affamato come non mai..."
Il desiderio e direi il bisogno di appartenere per me è, oserei dire, vitale.Sarò controcorrente forse, antifemminista sicuramente per taluni, ma essere considerata un bene da possedere quasi alla stregua di un oggetto mi intriga, mi eccita e mi appaga nello stesso tempo.
Quale musica è il sentire la tua voce che mi sussurra o sfiorandomi ansima le parole “sei mia e mia soltanto”. Esse racchiudono il massimo della passione che si possa desiderare o , almeno, così è per me.
Sapere che quando arrivi pretendi che io ti attenda vestita secondo i tuoi desideri, seguendo le tue istruzioni alla lettera, pronta a fare di me ciò che vuoi, senza opporre resistenza in qualche modo mi completa.
Tu sei padrone indiscusso del mio piacere, io sono schiava del tuo e del mio desiderio!
Il tuo messaggio mi ha raggiunto puntuale, le indicazioni sono chiare e dettagliate, scarpe rosse col tacco unitamente a quel mini vestito che lascia scoperta la schiena tranne che per un laccio passante che si annoda dietro al collo.
Le scarpe rosse sono le tue preferite e a dire il vero anche a me piacciono moltissimo nonostante un particolare evento a cui sono legate.
Mi spogli con gli occhi quando ti apro per accoglierti, quel tuo mezzo sorriso è eloquente.
Mi prendi per mano, non dici una parola ma quello sguardo famelico non ha bisogno di altro.
Mi fai girare, mi sei dietro le spalle, mi sfiori con il naso il collo mentre un dito autoritario percorre tutta la spina dorsale con quel tocco deciso ma allo stesso tempo leggero che mi fa rabbrividire.
Mi ordini di alzare le braccia ed io ti obbedisco muta mentre sento la stoffa che si alza sfiorandomi la pelle per attimi che mi sembrano interminabili.
Non indosso altro che un triangolino di tessuto candido che contrasta col rosso ai miei piedi.
Le tue mani soppesano i miei seni e le dita si chiudono a morsa sui capezzoli irrigiditi dalla mia eccitazione. E’ un dolce tormento e ti diverti con la mia impazienza obbligandoti ad una lentezza esasperante.
Il tuo morso improvviso sul collo è come una scarica elettrica che percorre il mio essere, le dita scendono sfiorando i fianchi rotondi mentre mi intimi di stare ferma, come se per me fosse facile, incontrano la resistenza dell’elastico sottile e si insinuano convogliando nel solco delle natiche e, tirando con forza, il tessuto cede, ultimo baluardo della mia inesistente resistenza.
Assapori la mia resa stringendo nel pugno quel triangolo candido annusando il profumo del mio desiderio come un animale che sta per stanare la preda.
Il laccio del vestito abbandonato ai miei piedi ti stuzzica di più la voglia e dopo pochi istanti le mie mani sono costrette da nodi dietro la schiena mentre le tue sono libere e padrone delle mie sensazioni, quando con le dita ti insinui da dietro lento ed inesorabile a rivendicare il possesso di ciò che è tuo.
“Di chi sei?” domanda retorica la tua che pretende un’unica risposta possibile.
“Tua” la voce fa fatica ad uscirmi di bocca, persa a seguire il tuo movimento tentando di resistere quasi inutilmente ad una resa già totale.
“Rispondi bene” mi forzi mentre quel tocco si fa prepotente e cattivo.
“Tua, padrone!” è un singhiozzo strozzato e una richiesta di pietà avendo già perso questa battaglia.
“Brava la mia schiava” mentre porti le dita alla mia bocca obbligandomi a gustare il mio stesso sapore, con quel misto di dolce e salato, per poi assaporarlo anche tu.
Non posso far altro che ubbidire, restando in bilico sui tacchi rossi, le gambe che tremano ancora mentre piano gli spasmi si placano, le mani ancora dietro la schiena ancorate.
Mi obblighi a divaricare di piu’ le gambe insinuandoti col ginocchio mentre armeggi coi pantaloni, nemmeno ti spogli del tutto , pronto ed impaziente, affamato come non mai.
Mi fai piegare brusco ma non cattivo per affondare fin dove riesci a spingerti mentre gemo.
Mi spalanchi, mi riempi, mentre recupero fiato a bocca aperta per la sorpresa di quella sensazione sublime, lancinante, che mi colma.
“Così va bene, piccola, sentimi, fino in fondo” ringhi chiudendo gli occhi per un attimo.
Ti vedo riflesso nel grande specchio davanti a noi, seguo le tue emozioni mentre sei dentro di me, affondato fino in fondo, e mi tieni ferma, per alcuni secondi… minuti… non lo so più neppure io.
Poi sono colpi sferrati con tutta la potenza che hai, sempre più veloci , a tratti lenti , precisi, determinati e la mia resa ora è totale, in balia del tuo ritmo, oggetto tra le tue mani, sottomessa ai tuoi desideri e mi sento completa, quasi fossi la parte mancante del tuo tutto, appendice necessaria al tuo piacere e al mio.
Dalla mia posizione ti guardo ancora, seppur con occhi annebbiati dal piacere, quando ti ritrai alzando la mira di poco.
Le gambe tremano ed in un attimo comprendo le tue intenzioni ed è breve l’attesa mentre trattengo il respiro pronta a ciò che mi attende.
E’ lenta la tua spinta ma inesorabile, per certi versi rassicurante il tuo procedere ma che non ammette repliche e mi schiudo mentre avanzi piano.
Un grugnito di vittoria quasi quello che espiri ed inizi a muoverti ritmicamente e sempre più veloce mentre non posso far altro che assecondare i tuoi tempi calibrandoli ai miei.
Una sensazione unica, un limite che sembrava insormontabile, una conquista per entrambi, ora davvero tua in tutto e per tutto.
Mi afferri i fianchi, chiudi gli occhi, rovesci indietro la testa, la mascella serrata, e vieni abbandonandoti sfinito sulla mia schiena ritraendoti lentamente da me.
I nodi disfatti, il laccio sul letto buttato in un angolo, mi massaggi i polsi confortandoli con piccoli baci mentre entrambi ci perdiamo sopraffatti, in un luogo tra la fantasia e la realtà, un luogo dove non ci sono limiti tra noi, né assoluti né relativi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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