Lui & Lei
ancora
NewSunShine
01.05.2025 |
2.447 |
8
"Il mio corpo trema, ed esplodo, tu lo segui con due spinte violente, poi ti immobilizzi, svuotandoti dentro di me ancora e ancora e ancora..."
Dividerti con il tuo lavoro è il mio destino, l’ho saputo da subito quando ti ho conosciuto e altrettanto presto ho accettato la cosa. Turni estenuanti che ti tengono lontano da casa fanno si che un tuo raro messaggio sia una gradita sorpresa ogni volta ed un vero peccato non approfittare dell’occasione che ci si prospetta. Ci siamo conosciuti per caso, entrambi amici di comuni amici, una parola, una battuta e qualche doppio senso buttato avanti un po’ così, per gioco ed è stata da subito intesa quasi ci conoscessimo da sempre.
Lo scambio dei contatti è stato il passo successivo e, una volta a casa, la nostra conoscenza si è approfondita durante un’interminabile chat notturna fatta di tante risate ma anche di momenti seri, mettendo a nudo le nostre personalità.
Nessuna promessa tra noi, nessun vincolo ma è palese la voglia reciproca che ci fa dire ogni volta “ancora”.
La prima volta è stata un’emozione unica, una mattinata incandescente che ci ha visto protagonisti di un incontro da record, corpi sudati e appagati seppur disfatti e non solo per il caldo di quella afosa giornata estiva. Sono passati mesi inframezzati da radi messaggi, ogni volta da una città diversa ma uniti da una parola sola “ancora”.
Si, perché ci rivedremo ancora una volta e poi un’altra, ogni volta che potremo perché di cose da fare ne abbiamo ancora tante insieme.
Un largo sorriso si è stampato sul mio volto ieri quando il trillo della suoneria che ti contraddistingue mi ha fatto guardare il cellulare con occhio piacevolmente differente. Sei tornato per qualche giorno e il tuo primo pensiero sono stata io, dichiarazione ben precisa d’intenti questa tua il cui naturale seguito è la domanda “ sei libera domani sera? Ti va di vederci e di stare un poco insieme?”.
I baci sono già roventi dal primo dato non appena sei sceso dalla macchina e ci hanno accompagnato per tutto il giardino.
Le tue labbra sono esigenti, lente, decise, e plasmano le mie. Una volta in casa i vestiti vengono abbandonati a terra per tutto lo spazio che divide l’ingresso dalla camera da letto. Non riesco a toglierti gli occhi di dosso, la tua fisicità è così imponente e devastante ed è subito mani che si cercano, che si esplorano, che si sfiorano e poi si saziano.
La tua eccitazione ben evidente cattura tutte le mie attenzioni. La bocca che ti sfiora prima leggera poi sempre più avida mentre trattieni il respiro ed io insisto desiderosa di sentire i tuoi gemiti. Le mie mani scivolano ovunque, i tuoi muscoli appiglio per il mio desiderio fino a che le parti si invertono. Chinato su di me, dopo avermi afferrato entrambe le caviglie, mi divarichi le gambe e ti ci infili in mezzo mentre io mi dimeno dalla voglia.
E’ un attimo poi mi sento riempita da te che resti immobile lasciando che mi abitui a quell’invadente, sconvolgente sensazione come la prima volta di averti dentro di me.
Ti muovi senza più fermarti, i gomiti appoggiati ed io imprigionata sotto di te. All’inizio scivoli lentamente dentro e fuori.
Io, a mano a mano che mi riabituo a quella sensazione, muovo esitante i fianchi verso i tuoi. Acceleri. Io gemo, e tu continui a spingere, guadagnando velocità, un ritmo spietato e irrefrenabile, e io cerco di stare al passo, rispondendo alle tue spinte.
Il cuore che mi batte in petto, il sangue che mi pulsa nelle tempie, sento il piacere montarmi dentro mentre continui a spingere senza darmi tregua. Inizio ad irrigidirmi, il mio corpo freme, si inarca, la pelle imperlata da un velo di sudore e mi tendo fino al mio limite.
Mi guardi vittorioso ma non hai intenzione di fermarti, sappiamo entrambi che possiamo andare avanti ancora per molto e tutto si ripete mentre le mie onde si placano per un solo istante ma poi tutto ricomincia, intenso, meraviglioso. I miei pensieri si sfaldano.
C’è solo una sensazione di umido calore e sono di nuovo in estasi.
Non li conto più ormai… forse cinque o sei o più orgasmi. Sono sottosopra, come se fossi uscita dalla centrifuga della lavatrice. Solo allora pensi a te stesso e con un gemito strozzato in gola esplodi abbandonandoti sul mio corpo esausto.
Siamo rimasti immobili così uno sull’altro, uno dentro l’altro per attimi che sembrano infiniti, a riprendere fiato.
Nella stanza si sentono solo i nostri respiri che lentamente si regolarizzano. Solo allora ti sento scivolare fuori piano. Ti sdrai accanto a me e mi sfiori le anche, la vita, arrivando fino al seno. Mi guardi con un’espressione indecifrabile, mentre mi avvolgi i seni con le mani. Hai mani grandi e le mie misure quasi si adattano a loro.
I capezzoli si induriscono fremendo stretti tra le tue dita, sorridi alla reazione del mio corpo indugiando ancora in quella dolce tortura.
Mi tocchi, io gemo, li strizzi con la punta delle dita poi è la tua bocca che non mi da pace, inizi a mordicchiare, a leccare e succhiare la mia pelle giocando come può fare il gatto con il topo tra le sue grinfie.
E’ come una scossa elettrica quella che mi percorre la schiena fin giù, il mio corpo tradisce le mie emozioni e questo è il segnale che aspettavi e che ti da nuovamente la carica. Le bocche nuovamente si cercano, le labbra nuovamente si trovano, le lingue si intrecciano, si assaggiano ed i sensi si saziano. Il respiro torna a farsi corto, le tue mani esigenti scivolano lungo la vita, sfiorano i fianchi e raggiungono il mio fiore.
Trattengo il respiro fino ad un gemito quando con un dito ti fai strada tra i suoi petali , ne avvolgi il bocciolo fino a farmi urlare di piacere.
"Stai ferma" mi ordini, la voce dolce ma risoluta, e pian piano infili anche il pollice, ruotandolo, accarezzando la parete anteriore. L’effetto è devastante, tutta la mia energia pare essersi concentrata in quello spazio minuscolo all’interno del mio corpo.
Gemo. Tu inizi a flettere lentamente il pollice, dentro, fuori, dentro, fuori mentre le tue dita continuano a girare in tondo. Chiudo gli occhi nel vano tentativo di controllare il respiro e di gustare le sensazioni confuse e caotiche che le tue dita liberano dentro di me, un fuoco che mi incendia.
Non ti basta, non resisti, pronto ancora e ancora, voglioso e affamato mi afferri dai fianchi, mi sento un fuscello tra le tue mani, le gambe dritte in alto ed i piedi quasi avvinghiati al tuo collo e tu che scivoli lentamente dentro di me, molto lentamente, arrivando fino in fondo. Mi riempi con la tua voglia una volta di più, straziante, irrefrenabile.
Lancio un gemito sonoro. Stavolta lo sento più in profondità, magnifico. Un altro gemito.
Di proposito ti tiri indietro, ti fermi un attimo e poi affondi di nuovo, ripetendo il movimento all’infinito. Le tue spinte provocanti, disperatamente lente, mi fanno impazzire e quella sensazione di pienezza intermittente mi manda fuori di testa.
Il mio corpo trema, ed esplodo, tu lo segui con due spinte violente, poi ti immobilizzi, svuotandoti dentro di me ancora e ancora e ancora.
Un tenero bacio è il nostro saluto nella notte stellata e silenziosa, rotta solo dal miagolio di un gatto randagio innamorato e gli occhi che si scambiano quella muta promessa di vederci ancora….
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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