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SONO MAGGIORENNE ESCI
Lui & Lei

I cinque


di Eulalia
29.10.2026    |    1.671    |    9 9.8
"Non vedo più niente perché Lele è a carponi sopra di me per infilarmi la sua verga bene in bocca..."
Li sento muoversi di là, un sommesso borbottio accompagnato dal tintinnio dei bicchieri.
Parlano sottovoce, non capisco cosa dicono, ma so di cosa parlano: di me.
Cerco di immaginarmi come sono disposti, chi saluterò per primo.
Mi do un’ultima occhiata allo specchio, il vestitino cade perfettamente a un centimetro dalle calze. Si vedono le stringhe che spariscono sotto l’orlo. Non porto biancheria intima assieme al bustino.
Ho scelto l’azzurro oggi, credo che faccia un meraviglioso contrasto con la mia pelle abbronzata e il triangolo bianco della mia fica.
Non voglio entrare già bagnata, ma solo mettere la mano sulla maniglia mi eccita, perché so cosa mi aspetta.
Apro la porta e loro cinque si zittiscono puntandomi gli occhi addosso. Li vedo affamati, proprio come piace a me. Li conosco tutti tranne uno. C’è sempre un jolly, un uomo nuovo.
Saluto per primo il mio commercialista, Nello, baciandogli la pelatina da ragioniere. È parecchio più basso di me, premo il suo viso fra i miei seni e lo sento fremere. La sua barbetta incolta mi regala un brivido.
Di fianco a lui c’è mio marito, che preme la sua bocca sulla mia per sussurrarmi che sono la sua bellissima troia.
Passo a Roby, un bellissimo palestrato che abbiamo conosciuto online. Ha già il cazzo durissimo, gli slaccio solo il bottone dei pantaloni prima di riempirmi la mano con la sua mazza notevole.
Poi c’è Lele, massiccio e impaziente, mi strizza un seno mentre gli sfioro le labbra con bacio fugace prima di soppesare i suoi coglioni con la mano a coppa. Quanto mi piace il suo notevole uccello!
Infine, la new entry: un giovane ragazzo timido. Si vede che non sa bene cosa fare, ma lo tradisce il palo che trasforma i pantaloni della sua tuta in un teatro tenda.
Ha capito bene le istruzioni: i nostri ospiti non possono fare nulla fino al mio via.
Quindi mi prendo il tempo di calargli la tuta per vedere questo cazzo nuovo.
Mi abbasso a novanta gradi, la mia bocca viene anticipata da un filo di bava che plana sulla sua cappella. Il culo semiscoperto si struscia contro qualcosa di carnoso e molto duro.
Inutile negarlo, sono già un lago.
Si avvicinano tutti per vedere come lo inghiotto e, con uno schiocco, lo restituisco lucido di saliva.
Mi tiro su tenendolo in pugno e mi godo questo momento di sospensione dove ognuno di loro vibra come un tarlo.
“Come ti chiami?”
“Gino.”
Intanto ho liberato anche tutti gli altri. Si segano con calma e io li lecco uno per uno. Li bagno della mia saliva, li rendo scivolosi e ancor a più duri se possibile. Me li immagino come a breve mi sfonderanno senza alcun controllo.
Desidero solo essere toccata, violata, scopata da questi uomini.
Mi alzo e mi appoggio di schiena a Roby. Accompagno le sue mani sul mio corpo. Tiro Gino per un braccio finché non rimango schiacciata fra loro due con le mani libere per cercare altri cazzi.
È Nello, il mio commercialista precisino, che chiede: „Possiamo?”
“Si”
Lele con un guizzo mi carica in spalla e si avvia verso la camera da letto.
Deposta a bordo letto Nello incolla la sua bocca alla mia fica fradicia
“Non dimenticarti il culo, preparala bene!” È Lele che parla mentre mi sfila l’abito dalla testa.
“È proprio la regina dei cazzi!” Roby me lo spinge in gola tenendomi per i capelli, sento gli altri uccelli bagnati con l’inconfondibile aroma di sesso che si strusciano sul mio viso e sul mio collo.
Appena sono sdraiata sul letto dicono al ragazzo: “A te l’onore!” Uno sputo atterra sul mio clitoride e una mano si dà da fare freneticamente. Qualcun altro divarica le mie labbra roventi che non aspettano altro che di essere fottute senza riserve. Non vedo più niente perché Lele è a carponi sopra di me per infilarmi la sua verga bene in bocca.
La prima cappella si fa strada, muovo il bacino come una forsennata, ho bisogno di essere sbattuta. Il mio primo orgasmo si mischia ai gemiti di questi maschi e ai loro incoraggiamenti. Si alternano senza soluzione di continuità scopandomi bocca, culo e fica. Regalandomi orgasmi fra una sculacciata e l’altra.
Ma io li voglio tutti assieme, tutti impegnati con me contemporaneamente.
Approfitto di un momento di distrazione.
Mi siedo sul palo nervoso di Nello che mi entra in culo come il coltello nel burro. La mia fica accoglie con sommo piacere il nerchione di Gino. Roby e Lele si alternano nella mia bocca mentre mio marito riprende tutto.
“Fra un momento ti sborro in gola!” Roby mi riempie la bocca con i suoi schizzi caldi. Non riesco a finire di inghiottire che Lele lo segue a ruota. Lasciano spazio a mio marito che con un ultimo colpo di mano erutta una fontana di sperma che dal mio viso cola lungo il collo.
Inutile sottolineare che a questo punto nemmeno Nello e Gino resistono più e mi farciscono rantolando.
Sono esausta, soddisfatta e rilassata.
I nostri quattro ospiti mi baciano a turno prima di andare a farsi la doccia e accomiatarsi.
Mio marito pigramente rimesta la mia fica.
“Lo sai che domani sera a cena farò vedere questo video ai miei amici?”
Mi eccita già solo l’idea.
“E io dove sarò?” gli chiedo a occhi chiusi. Le dita adesso sono due.
“A tavola con noi. Non riusciranno a credere ai loro occhi, ma avranno il cazzo duro per te.”
Le dita sono diventate tre, non riesco a rispondere niente. Mugugno.
Questi progetti mi accendono e ho ancora voglia di essere scopata.
“E io ti piegherò a novanta sul tavolo, mostrerò loro la tua fica lucida di voglia e li autorizzerò a fotterti.”
Non ce la faccio più, riesco a dire solo: “Cazzo, cazzo, cazzo.” Sono sull’orlo di un orgasmo stratosferico, ma lui non me lo permette.
“Mettiti a pecora!” obbedisco senza ragionare. Mi spinge la testa sul suo cazzo e ordina “Scopala, Gino!”
Bastano tre colpi di quella spada di carne per farmi gridare sulla cappella di mio marito. Non contento Gino passa al culo tenendosi ben aggrappato ai miei fianchi. Lo sento come pulsa, come grugnisce ogni volta che affonda. Infine, una pioggia di schizzi caldi sulla mia schiena mentre mio marito si svuota nella mia gola.
Adesso davvero basta così.
Mi allontano da tutti e due, voglio solo riposarmi.
Mio marito accompagna Gino alla porta: “Ma domani a questa cena, posso venire anch’io?”
Non sento la risposta, ma mi scappa un sorriso.

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