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Lui & Lei

PROFUMO DI CARAIBI


di MANOLO5
22.07.2026    |    329    |    0 8.0
"Hai mai assaggiato il tuo sapore, puttana?” “Mai” Mi sento sfilare le 4 sfere dalla fica..."
Stavo attraversando un periodo un pò strano.
Ero ancora piena di vitalità, ma le uscite con le amiche, soliti posti, stessi discorsi, e soprattutto uomini che mi intrigavano poco… Avevo bisogno di una scintilla, una botta di vita.
Ma quale poteva essere?

Mi trovavo a casa a sfogliare svogliatamente Instagram, quando mi appare la pubblicità di un offerta della british airways per dei voli a Barbados.
Ci ero stata anni prima col mio ex. Posto bellissimo.
Ma c’era un particolare che mi era sempre rimasto impresso. Due volte dei ragazzi di colore avevano cercato di rimorchiarmi, la prima sulla spiaggia mentre camminavo da sola, e la seconda in un market mentre facevamo la spesa.
Di questo fatto mi erano sorte due curiosità.
La prima, che ancora oggi mi è rimasta, è se il mio ragazzo si fosse accorto di questa cosa. Ha volte ho anche pensato che avesse visto, ma la situazione gli piacesse.
L’altra curiosità, me la sono tolta poco dopo tornata parlandone con una mia amica. Era normale che questi ragazzi caraibici avvicinassero le turiste occidentali? Lei mi ha detto che c’era una specie di turismo sessuale femminile, dove le donne, cercavano, compagnia….
Ecco, non mi sentivo di dover cercare compagnia del genere, però, il posto era bello, avrei potuto prendermi una settimana senza problemi, offerta allettante, periodo noioso, e…. Il pensiero di quei bei ragazzi che mi avevano rimorchiata, mi era sempre rimasto, quindi, perché non andare?

Parto primi di marzo lasciandomi alle spalle la coda d’inverno per immergermi in un clima fantastico, una terra piena di colori e profumi che mi hanno subito ridonato il sorriso.
Avevo preso un piccolo appartamento in un residence privato a pochi metri a piedi da una spiaggia bianca tipica caraibica. Conoscevo già il posto per la mia precedente vacanza, e mi sembrava la scelta giusta per me.
I giorni passavano tranquilli, spiaggia semi deserta con pochi turisti, eccetto una struttura dove noleggiavano materiali per immersioni e moto d’acqua, ma non ero interessata a fare sport. Me ne stavo a leggere in spiaggia e camminare, bagno, qualche Pina colada, insomma, vacanza di puro relax. Ma dei ragazzi che rimorchiavano le signore, nessuna traccia. Magari le cose erano cambiate. Pace, nessun problema, ancora non avevo bisogno di questo, sono convinta di esser ancora una discreta ragazza, o diciamo, donna, ho passato da poco gli anta. Anche se in fondo però, mi sarei tolta volentieri la curiosità.

Pomeriggio del quarto giorno. Stavo facendo la mia solita passeggiata sul bagnasciuga quando vedo un bel ragazzo venire in dedizione opposta. E quando dico bel ragazzo, intendo un vero figo.
Mentre si avvicina lo squadro protetta dai miei occhiali da sole. Fisico notevole, non da palestra, ma da Beach boy, addominali disegnati, aspetto un po selvaggio e salato insomma, pelle dorata, perché non era uno dei ragazzi che pensavo d’incontrare.
Quando siamo vicini mi sorride
“Hi”
Il cuore comincia a battermi fortissimo
“Hi”
“Can I help you”
“No, grazie” rispondo in maniera molto impacciata
“Ma, sei italiana? Anch’io. Come ti chiami?”
“Si , scusami, non mi aspettavo di parlare con qualcuno, ero un po distratta. Io sono Silvia. Te come ti chiami?”
“Piacere Silvia, mi chiamo Tommaso, ma qui tutti mi chiamano Tommy”
“Perché, sei famoso?” Che domanda idiota penso subito.
Sorride di nuovo
“No, lavoro qui da qualche anno. Il noleggio è di mio zio che si è trasferito qui circa 20 anni fa”
Non riesco a smettere di guardarlo, fortunatamente aiutata dagli occhiali da sole. Penso che non arrivi a 30 anni, sono troppo curiosa.
“Da qualche anno qua? Ma sei giovanissimo”
“Non più così giovane, ho 31 anni. Ma lo stile di vita qui aiuta a mantenersi”
Ha 11 anni meno di me, ma che gran figo. Anche il gonfio che ha nel pacco promette bene… “Ti avevo notata in questi giorni. Sai, di solito le ragazze sole non vengono spesso in questa spiaggia”
“Cosa vuoi dire?”
“No, sai, qui a Barbados vengono molte donne, soprattutto nord americane, a cercare la, diciamo, compagnia dei ragazzi del isola. Ma sono sulle spiagge più a sud, tipo rockley beach, dove ci sono i grandi alberghi. Al inizio avevo pensato fossi anche tu qui per questo, ma vedendoti sempre su questa spiaggia tranquila…., mi hai incuriosito”
Non è che avesse sbagliato di molto, ma a questo punto meglio negare.
“Ah, non lo sapevo. Sono qui solo per staccare e rilassarmi un po”
“Se vuoi potremo andare a bere qualcosa insieme stasera e magari dopo a cena. Ti farei conoscere un posto autentico, fuori dagli itinerari turistici.
Ma capisco che ci siamo appena conosciuti. Non me la prenderei se rifiutassi”
Rifiutare? Non aspettavo altro
“Per me ok. Vengo volentieri”
“Allora alle 19 al chiosco del noleggio”
“Ok. A più tardi”
Ero eccitatissima. Mi ero bagnata solo a fissare una cena.

Mi presento al appuntamento con un vestitino che mette in risalto il mio corpo, perché, oggettivamente, sono sempre una discreta donna.
Lui arriva in maglietta, bermuda ed infradito.
Mi sento fuori luogo, ma subito cerca di mettermi a mio agio “Come sei bella e sensuale. Io invece sono venuto molto casual, ma sai, qui non ho molti abiti eleganti. Mi scusi”
“Non scherzare, stai benissimo. Dove mi porti?”
“In un locale di un mio amico. Non ti aspettare niente di lussuoso, ma c’è una bella atmosfera ed il pesce è freschissimo. Senza scegliere. Mangiamo quello che ha”
“Benissimo, andiamo”
Mi fa salire sul suo scooter ed in 5 minuti siamo lì.
Entriamo, Tommy avrà salutato una ventina di persone prima di arrivare al tavolo dove troviamo una bottiglia di coca cola ed una di rum. Tipico di Barbados.
Ceniamo e continuiamo la serata lì tra musica e chiacchiere, penso si sia rimasti più di 4 ore, parlando di tutto, perché si era trasferito, il mio lavoro, perché ero andata lì da sola, con quali turisti lavorava, quando tornava in Italia, ecc, ecc… il tempo era volato, la bottiglia di rum da 1/2 litro finita, principalmente da lui, ma mai un segno di volerci provare con me. Mai un discorso ammiccante, un doppio senso, mai un tocco a sfiorare la mia mano. Assolutamente niente.
L’idea che si fosse pentito di avermi invitata mi pervadeva sempre più, come aumentava invece la mia voglia di lui. Più non mostrava attrazione verso di me, più cresceva la mia verso lui.
Circa alle una di notte mi chiede
“Ti va di passare da casa mia?”
Finalmente. Non ci speravo più.
“È un po tardi, ma ok”
“Non ti preoccupare, devo solo mostrarti una cosa”
Non capivo cosa volesse dire, ma sono montata sullo scooter. Siamo arrivati a casa sua e si è diretto verso una specie di garage L’ha aperto
“Vieni”
Sono entrata ed ho notato una chitarra elettrica ed una batteria. Mi aveva detto che suonava. Le pareti erano tutte tappezzate da pannelli, penso per assorbire il rumore.
Mi fa cenno di girarmi.
Volto la testa, e l’altra parte della stanza era di tutto altro genere. Oltre ad un letto, c’erano, fruste, corde, manette, candele ed altri oggetti inequivocabili come enormi dildo, vibratori, stimolatori.
Rimango stordita.
“Silvia, ti vedo scioccata, ma non ti preoccupare, non farò niente che tu non voglia”
“Scusa Tommy, ma non me l’aspettavo…”
“Certo, capisco. Sai, il sesso tradizionale non mi prende più. Io cerco un coinvolgimento mentale.
Qui porto solo pochissime donne che conosco. Certo, l’aspetto fisico è importante, ma poi mi deve prende la parte mentale. Parlando con te ho sentito che avrei potuto trovare questo coinvolgimento. Però forse mi sono sbagliato.
Se vuoi sai dove trovarmi.
Se cerchi altro, ti ho già detto dove andare”
Penso si riferisse ai ragazzi del isola.
Siamo saliti sullo scooter e mi ha riportata al appartamento.

Il giorno dopo, anzi, dalla notte, sono stata avvolta da sensazioni forti e contrastanti. Avevo paura e desiderio. Avevo una voglia matta di scoparmelo ma non sapevo cosa sarebbe successo.
Il giorno noleggia un motorino e girai il più lontano possibile da lui.
Ero in confusione. Il solo pensiero mi faceva bagnare d’eccitazione, ma poi, lui chi era? Sarei stata in pericolo?
Ma lo volevo.
Lo volevo tremendamente.


Mi sveglio, è l’ultimo giorno e la decisione è presa.
Faccio la camminata che nei giorni precedenti era routine per avvicinarmi a lui.
Ho il cuore in gola.
Da lontano mi vede e mi viene incontro
“Buongiorno Silvia. Non speravo più di vederti”
“Ciao Tommy, ieri ho fatto un giro, per pensare un po…”
“Quindi? Non mi tenere sulle spine”
“Mi piacerebbe tornare da te”
“Ed a me piacerebbe venissi.
Adesso però devo lavorare. Ci vediamo alle 20?”
“Ok”

Mi preparo per l’appuntamento mettendomi l’intimo più sexy che avevo portato ed un vestitino leggero.
Ci troviamo al appuntamento, e mi porta da lui.
Entriamo.
Ci siamo scambiati a malapena due parole di saluto.
Lui si toglie la maglietta.
Già a guardarlo mi sento un calore tra le gambe.
Con un tocco mi fa cadere il vestito ai piedi.
Adesso sono in intimo, per quel poco che mi copre.
Mi prende la testa e comincia a baciarmi, e, poco dopo, mi sculaccia una natica.
Un brivido mi attraversa il corpo.
Mi guarda
“Sei pronta?”
“Non lo so. Penso di sì”
“Non è la risposta che volevo.
Sei pronta?”
“SI, SONO PRONTA”
“Bene. Così va meglio”
Prende delle manette e mi mete le mani dietro la schiena.
Poi mi toglie reggiseno e perizzoma. Sono nuda davanti a lui.
Comincia a girarmi intorno. Vorrei saltargli addosso ma sono come pietrificata.
Si spoglia anche lui.
Ha un gran bel cazzo, come avevo intuito, mi guarda e comincia a toccarsi.
“Perché ti tocchi? Fallo prendere a me”
“ZITTA! Adesso non devi parlare”
Mi sento colare per le gambe il liquido dalla vagina. Non avevo mai avuto una sensazione simile Prende una benda e me la mette agli occhi.
Improvvisamente mi sento in un altra dimensione. Libera e pronta a tutto.
Mi prende per mano e mi fa piegare a 90 gradi su una panca.
“Apri le gambe”
E con in piedi mi fa divaricare le gambe, lasciandomi la fica aperta.
Sento qualcosa che mi striscia sul interno coscia, poi mi percuote. Un frustino.
Al primo colpo tengo il gemito in bocca.
“Urla pure se vuoi. Qui non ci sente nessuno”
Le pareti insonorizzate per la batteria.
Al secondo colpo non riesco a trattenermi ed urlo.
“Aaahhh”
“Ti piace vero!?”
“Sì, molto”
La frusta continua strisciarmi addosso. Poi va sulla fica aperta e comincia a battere sul clitoride.
Impazzisco
“Aahhh,aahhh. Siiiii”
“Ti piace. Sei una troia sai”
“Si, la tua troia”
“NO, non sei la MIA troia. Sei solo una gran TROIA”
“Si, sono una troia, una puttan…”
Non riesco a finire che mi prende per i capelli e comincia a scoparmi la bocca.
Me lo ficca fino in gola. Non riesco a respirare. Mi sento totalmente nelle sue mani.
Ma l’eccitazione è totale.
Ho il primo orgasmo.
Mi sento scendere liquidò caldo sulle gambe, ma non respiro, quasi vomito. E sto venendo… Me lo toglie di bocca.
Sto ancora cercando di riprendermi, e sento che mi mette qualcosa nella fica.
Mi sembrano sfere. Una, due, tre, quattro sfere dure come marmo.
Respiro a malapena.
Mi prende, mi toglie le manette e mi mette sul letto.
Mi apre braccia e gambe a X, e mi lega.
Sento di nuovo la frusta sulle mie cosce.
Mi colpisce.
Urlo di piacere. Ancora ed ancora.
Poi mi toglie la benda e mi bacia.
“Eravamo rimasti che sei una troia”
Non capisco niente. Ho solo voglia di averlo. Anzi di farmi possedere.
“Allora. Lo sai che sei troia?”
“Si. Una gran TROIA”
“Bene, siamo d’accordo.
Hai mai assaggiato il tuo sapore, puttana?”
“Mai”
Mi sento sfilare le 4 sfere dalla fica.
Vengo ancora
“Aaahhhhh ssiiiiii”
“Brava, mi piace sentirti godere.
Adesso assaggia il tuo sapore”
Mi mette le sfere umide dei miei umori davanti alla bocca. Comincio a leccarle. E sento anche la sua lingua che si intreccia con la mia e le sfere.
Avrei potuto farlo per ore.
Me le lascia sul volto e va verso uno scaffale.
Si gira ed ha in mano un dildo nero gigante.
Io, quasi inconsciamente, gli faccio un segno di assenso col capo.
“Sapevo che alla fine eri venuta a Barbados per questo”
Me lo sento premere sulla fica.
È grande. È largo.
Preme con più forza.
Il glande del dildo mi entra dentro. Mi sento come spaccata. Ma poi il resto scivola benissimo.
Ho tutto quel dildo nero dentro.
“Ti piace questo bel cazzo. Ti è entrato bene. Sei abituata a farti impallare”
“No, mi ha fatto male. Ahh, ahh”
Non riesco a trattenere i gemiti di piacere.
“Troia non dire bugie. Sennò devi fare la penitenza”
“Mi ha fatto male. Ma adesso non più. Mi piace”
“Si, ti piace?Lo sapevo. Allora proviamo anche questo”
E mi infila un altro dildo nel culo
“Ahh, sì, siii, siiiiiii. Sto godendo, siiii”
Comincio a muovere il bacino su e giù. Ho sempre gli arti legati, vorrei saltargli addosso, ma l’unica cosa che posso fare è godere come una pazza Lui comincia a scoparmi la fica col cazzo nero tenendomi premuto l’altro in culo.
Sono completamente in suo possesso.
“Li senti troia come ti scopano questi cazzi? Godi. Urla puttana. Dimmi che non avevi mai goduto così”
“Mai. MAIIIIII. SCOPAMI. Ti prego, non smettere. Ahh ahhhh. Siiiiiiii”
Vengo ancora.
Un orgasmo profondo.

Mi lascio andare sul letto e lui mi scioglie.
Sono esausta.
Ma comincia inaspettatamente a carezzarmi.
“Per me è stato bellissimo. Spero non ti sia pentita”
“No. È stato travolgente”
“Sono contento”
Le sue mani adesso sono dolci, e mi carezzano il corpo. Braccia, seni, gambe, ed arrivano alla vagina.
Sento le sue dita, e l’eccitazione compare immediatamente.
“Sei pronta per me?”
“SÌ, ti voglio”
Il suo cazzo mi scivola dentro.
Sensazione diversa. Meno fisica ma ancora più dirompente.
Comincia a martellarmi con colpi sempre più forti.
Non resisto sto per venire di nuovo.
Ma anche lui
“Silvia, vengooo”
“Anch’io.”
Veniamo insieme.
Lui esce e mi schizza il corpo.
Peccato, avrei voluto averlo dentro. Ma non tutto è possibile anche in una serata magica.

Rimango a dormire da lui.
La mattina trovo colazione preparata ed un biglietto.
-Buongiorno Silvia, oggi è il giorno della tua partenza. Ti auguro buon rientro.
Sono dovuto andare al lavoro perché ho un gruppo di canadesi da accompagnare in barca. Quando hai finito chiudi la porta.
Sei una donna splendida. Non cambiare.
Mi godo la colazione con calma, ripensando alle emozioni della notte appena passata.
Ho ancora il suo odore addosso, ed il pensiero di esser stata una delle tante, mi sfiora appena, perché mi sento bene, ed anzi penso che sia sincero quando dice che sono una splendida donna.
Ciao Tommy, sei stato una grande avventura.
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