Lui & Lei
incontro inaspettato
alexis415
15.06.2019 |
669 |
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"Mi stava letteralmente scopando, io godevo e anche lei godeva a questa pratica che durò circa 5 minuti e a stento riuscii a trattenermi dal venire..."
Finalmente tornavo a terra dopo 3 settimane prigioniero di questa piattaforma relegata in mezzo al golfo di Guinea, per pochi giorni, giusto per ricaricarsi e poi tornare a bordo. L’elicottero ci prelevò di buona ora e dopo 40 minuti atterrammo nel parco dell’albergo. Questo albergo è veramente molto bello e accogliente, posto ideale per un meritato riposo. Erano circa le 8, le stanze non erano state ancora assegnate e i dipendenti dell’albergo ci invitarono a fare prima colazione e subito dopo avremmo trovato i bagagli direttamente in camera. Mentre facevo la fila per servirmi al tavolo imbandito di tante squisitezze, sentii una mano sulla spalla e subito un caloroso saluto. Era un mio vecchio collega con il quale avevo passato circa un anno in piattaforma. Ci salutammo calorosamente scambiandoci rapidamente tutte le nostre novità circa il lavoro. Lui dopo poche ore sarebbe ripartito per l’Olanda per un periodo di congedo. Lo seguii al suo tavolo già occupato da una donna. Robert, il mio collega, me la presentò subito Julien, signora inglese di circa 40 anni originaria della Nigeria, e ora lavorava come geologa per la nostra stessa compagnia petrolifera. Scambiammo altri convenevoli gustandoci una buona colazione, mi congedai calorosamente da Bob che da li a qualche ora sarebbe ripartito mentre dissi a Julien che ci saremmo rivisti dopo in piscina.
Infatti dopo qualche ora, mi avviai in piscina dove trovai Julien già in costume stesa sul lettino e mi invitò subito a sedermi vicino a lei, invito che prontamente accettai. Rimanemmo lì per circa tre ore parlando un po' di tutto. Mi spiegò che suo nonno era nigeriano e faceva il cuoco per l’ambasciatore inglese in Nigeria e quando l’ambasciatore fu richiamato in patria, si portò anche il nonno con la famiglia. Così lei nacque in Inghilterra, cittadina inglese, studi fatti all’università di Londra ma con la pelle nera. Scoppiammo insieme in una fragorosa risata. Si era creato un buon feeling tra noi così, prima di congedarmi, la invitai a cena per la sera e lei, senza esitare, accettò.
La sera puntualissima si presentò con un bel vestito che metteva in mostra le sue forme. Una terza abbondante di seno e copriva però le sue cosce un po' abbondanti. Prendemmo del buon vino bianco veneto freddo (una vera rarità in questi posti) e ci scolammo ancora, prima di cominciare a mangiare, mezza bottiglia. La cena fu gradevole e grazie al vino che ci fece allentare i freni inibitori, diventammo più audaci e iniziammo a sfiorarci con le mani. La mente cominciava a fantasticare, avevo un forte desiderio di stare con quella donna anche perché sarebbe stata la mia prima volta con una donna di colore.
Ci incamminammo verso il parco mano nella mano e appena vidi che eravamo abbastanza isolati mi fermai, la guardai negli occhi e la baciai. Immediatamente lei contraccambiò il bacio sprigionando, solo con il contatto delle lingue un forte desiderio. Rimanemmo così per qualche minuto e subito dopo le proposi di andarcene in camera. Ci avviammo velocemente verso la hall e ci dirigemmo nelle nostre stanze. Lei mi chiese di raggiungerla dopo qualche minuto nella sua stanza. Io non stavo nella pelle, vuoi per la lunga astinenza vuoi per il fatto che mi eccitava questa nuova esperienza. Arrivai nella sua stanza, mi aprì la porta e la trovai solo con la camicetta, senza gonna e si intravedeva un mini tanga che si nascondeva tra le sue natiche. Cominciammo a baciarci raggiungendo il letto, le sfilai la camicetta e il reggipetto liberando due seni sodi e abbondanti che mi feci sbattere in faccia prima di conquistare un capezzolo con la mia bocca. Anche io ormai ero nudo, e lei con le dita iniziò a strizzarmi dolcemente i miei capezzoli. Io cominciai a allungare la mano fino a raggiungere il centro delle sue gambe, spostai il mini tanga e trovai il suo sesso ormai completamente bagnato. Mi staccai da lei e mi fiondai tre le sue gambe e con la lingua comincia a leccarla assaporando quel fantastico liquido vaginale. Scoprii sotto i colpi della mia lingua che si stava gonfiando un clitoride veramente bello e grosso. La cosa mi eccitò ancora di più e continuai con la lingua a stimolarlo mentre con il medio entrai nella vagina e con l’anulare iniziai a stimolare il suo culetto ben lubrificato dai suoi umori e dalla mia saliva. Ad un tratto trasformo i suoi gemiti in urla strozzate segno che era vicina ad un orgasmo che raggiunse di li a poco sbattendosi e dimenandosi dal piacere. Io allentai la presa, lasciai che godesse quanto più a lungo possibile. Lei si abbandono senza forza, e dopo poco cominciò ad accarezzarmi i capelli. Io mi tirai su affiancandola e mi baciò teneramente. Poi fece scivolare la sua mano sulla mi cappella e inizio a menarla dolcemente. Con uno scatto felino si girò su di me e indirizzo il mio cazzo duro nella sua figa calda. Iniziò a cavalcarmi, prima dolcemente e poi sempre più velocemente fino a quando ormai ero pronto a esplodere. Lei comprese e repentinamente si stacco e se lo prese in bocca succhiando avidamente fino a che non iniziai a sgorgarle il mio liquido sminale nella sua bocca che inghiottì con voluttà e si staccò da me solo fino a quando aveva succhiato anche l’ultima goccia.
Rimanemmo li abbracciati e allo stesso tempo esausti per gli orgasmi raggiunti. Si stacco dal mio uccello che ormai si stava afflosciando e si abbraccio a me avvicinandosi alla mia bocca, ci baciammo teneramente sentendo entrambi i sapori e i profumi dei nostri liquidi. In questa calma beata iniziai a carezzare la sua pelle liscissima, senza peluria alcuna, due tette belle sode con due capezzoli turgidi e una peluria folta sul pube molto eccitante. Cambiammo posizione più volte fino a che mi ritrovai un suo capezzolo in bocca che avidamente cominciai a succhiare, lei invece cominciò a carezzare l’interno coscia sfiorando sapientemente le palle. Ci stavamo nuovamente eccitando. Le sue dita sempre più audaci si facevano strada tra le mie gambe invitandomi a mettere a pancia sotto. Assecondandola le offrii il mio culetto che prima inizio a massaggiare poi inginocchiandosi, si chinò su di esso e inizio a colpirmi con la lingua e a mordicchiarmi aumentando sempre più la mia eccitazione. Con le mani allargò le natiche ed io cercavo di assecondarla, mi inizio a toccare il buchetto e subito dopo vi affondò la sua lingua che mi fece sussultare dal piacere, con le dita mi accarezzava e poi piano piano iniziò a penetrarmi. Spinse tutto il suo medio dentro e iniziò a stimolare la mia prostata che come reazione me lo fece indurire ancora di più. Mi stava letteralmente scopando, io godevo e anche lei godeva a questa pratica che durò circa 5 minuti e a stento riuscii a trattenermi dal venire. Appena si staccò, l’afferrai facendola mettere in ginocchio sul letto e io da dietro vedevo il suo culetto sul quale mi fiondai con la mia bocca contraccambiandole il lavoretto che poco prima aveva fatto a me. Cercavo di spingere la mia lingua in profondità e nello stesso tempo le toccavo la sua vagina aperta e grondante. Trasferii con la lingua i suoi liquidi verso il culetto pulsante per lubrificarlo e prepararlo alla ormai prossima penetrazione. Mi staccai un attimo da quel paradiso per lubrificarla al massimo con la mia saliva. Le infilai un dito dentro e lei di tutta risposta, con le mani cercò di allargarsi ancora di più, posai a questo punto la mia cappella sul suo orifizio e piano piano, iniziai a spingere. Non volevo forzare la penetrazione, non avevo fretta e quindi lasciai che lei spingesse verso di me per farlo entrare tutto. Ormai le mie palle urtavano il suo sesso e le mie dita stimolavano il suo clitoride e nello stesso tempo iniziai a stantuffarla lentamente. Ogni tanto davo una botta più vigorosa che veniva contraccambiata da un gridolino strozzato. Affannavamo insieme sempre di più, lei iniziava a dimenarsi con più veemenza poi un urlo che indicava il raggiungimento imminente dell’orgasmo ed io aumentando il ritmo le arrivai dento. Lei, sentendo il mio caldo liquido che le inondava la pancia, venne. Si stese sul letto trascinandomi sopra di lei, e gustammo insieme quei momenti del dopo orgasmo. Ormai il mio cazzo si stava smosciando e scivolò fuori e con esso inizio a scorrere tutto il caldo sperma che le avevo donato. In quella beatitudine, il sonno ci colse per poi svegliarci direttamente il giorno dopo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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