Maria mi racconta qualcosa di sè
Noi, affamate, ci nutriamo come dei cani dalle ciotole che mia sorella ci ha concesso.
Poi mia sorella ci dice che deve uscire per delle commissioni e con sarcasmo ci dice che siamo liberi di divertici tra noi.
Sento quel momento di libertà come entusiasmante; sono libera di girare nuda per casa ed ho un corpo, Maria a mia disposizione.
Si perchè così sento quel mio momento di libertà potermi approfittare di Maria.
Ma dopo l'entusiasmo iniziale mi ridimensiono, mi rendo conto di sapere poco di lei e le chiedo di andare in salotto a chiacchierare un poco per conoscerci meglio.
Ci sdraiamo nude e felici in salotto e poi chiedo a Maria di raccontarmi qualcosa di lei.
Sembrava che non aspettasse altro.
Cominciò a dirmi che sua madre una puttana aveva notato la sua indole masochistica e di frocio.
La madre approfittò di questa situazione per trovare clienti che godevano a picchiarlo ed incularlo.
Ero entusiasmata da quel racconto di vita e cominciai a masturbarmi, cominciai a masturbare anche il cazzo di Maria.
Mentre le davo un pò di piacere lei si aprì e continuò dicendo che durante il periodo della scuola alcuni compagni perversi avevano cominciato a divertirsi con lui.
Maria nella sua perversione confesso tutto alla madre e lei ne approfittò.
Contattando i compagni di scuola gli invitò a casa, dove disse che avrebbero potuto fare qualunque cosa su suo figlio.
Quei depravati non aspettavano altro e cominciarono a picchiarlo mentre la madre si masturbava assistendo alle sue sofferenze.
Poi i tizi se la incularono, era il suo primo inculamento, era ancora vergine ed il cazzo che la penetrò per primo la fece urlare e piangere sua madre rispose incoraggiando il violentatore a spingere sempre di più.
Poi il suo culo venne sfondato anche dagli altri.
Fu un momento devastante per lei essere massacrata di botte e stuprata mentre la madre si masturbava guardando la sua sofferenza ed umiliazione.
Io compresi la sua sofferenza interiore e il suo desiderio masochistico; e le infilai il mio cazzo in bocca cercando di farle del male e farla godere per tanto.
Mi feci spompinare ed arrivai nella sua bocca, quella troiettina ingoiò tutto senza esitazione.
Le chiesi quanto gli piaceva lo sperma e lei mi racconto ancora di quanto sua madre lo costringesse a succhiare i cazzi dei suoi clienti,; il sapore dello sperma era diventato una quotidianità per lei.
e quando sua madre andava battere per strada conservava i preservativi pieni di sborra da fargli ingoiare al mattino come colazione.
Mi faceva veramente pena era veramente simile a me, e decisi di incularla, non tanto per ottenere un godimento ma per farci sentire simili nella carnalità di quell'atto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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