Gay & Bisex
Buon compleanno!
Kairos100
05.03.2026 |
2.260 |
8
"Marco è orgoglioso del fatto che il suo vicino senta tutto e la cosa non lo disturba affatto..."
Qualche giorno fa è stato il compleanno di Alessio. Da tempo aveva proposto a me ed al nostro amico Marco di vederci per festeggiare. Si può facilmente intuire che le intenzioni di Alessio non si limitassero ad alzare i calici e brindare insieme; e se avesse mai dovuto esserci una torta in giro, avrebbe sicuramente in mente delle candeline non convenzionali e conoscendolo non sarebbe stato affatto scontato che fosse lui a doverle spegnere.L'idea mi aveva intrigato sin dal primo secondo, per cui abbiamo deciso di vederci a casa di Marco lunedì alle 18:30, subito dopo il lavoro. Alessio sarebbe passato a prendermi sotto l'ufficio ed insieme avremmo raggiunto Marco a casa sua.
Nell'ottica di prepararci per i meritati festeggiamenti, Marco ed io avevamo avuto modo di fare delle cosiddette "prove" ad insaputa di Alessio, immaginando un copione piuttosto preciso di cose da dire e fare, per fargli perdere la testa e fargli davvero la festa. O in qualche modo, farcela fare.
La sessione di prova con Marco si era svolta come segue, con inequivocabile soddisfazione da parte di entrambi: io interpretavo Alessio, quindi nel ruolo di attivo, ma con meno irruenza rispetto a come fa lui di solito; Marco invece interpretava se stesso e me.
Saremmo riusciti a mettere in scena il nostro copione?
Puntuale come sempre, anche fin troppo, lunedì alle 17:00 Alessio inizia a tempestarci di messaggi sul nostro gruppo telegram, fremente come un ragazzino davanti alla pista di kart, senza alcuna voglia di contenere la sua eccitazione di fare un giro con il motore al massimo; sperabilmente, nel nostro caso, non al massimo della velocità! Ma questo non è mai stato un problema per lui!
Inizio quasi a spazientirmi quando insiste per anticipare, ma dieci minuti prima rispetto a quanto previsto, dopo un bel dribbling nel traffico milanese con la sua Mini con una fretta ingiustificata e stressante, eccoci qui al citofono sotto casa di Marco.
Marco apre e ci ricorda il piano, sebbene lo sapessimo già. In questo caso penso spesso che se ha l'abitudine di ricordare il piano anche a chi viene a trovarlo in modo regolare, è perché ce ne saranno diversi che hanno invece bisogno di saperlo.
Ho conosciuto Marco qualche mese fa. Alessio non aveva mai provato un threesome, non ci aveva mai pensato. E io, volendo come di consueto rendermi utile come nuovo atipico guru della crescita personale, non ho avuto esitazioni nel chiedergli se conoscesse qualcuno per fargli provare l'esperienza. Marco era la soluzione ideale perché con Alessio si vedevano già da tempo e la descrizione delle sue caratteristiche era alquanto allettante anche per me. Fatto sta che il threesome è uscito talmente bene che ormai questa pratica è diventata l'ossessione di Alessio; una ossessione che in famiglia camuffa come partita settimanale di padel con gli amici per prendersi tutto il tempo che serve per dedicarsi a questo sport singolare.
Vista la sorprendente predisposizione di Alessio per le situazioni di gruppo, se continua così, la scusa della classica partita di calcetto sarà anche più appropriata, visto che normalmente si gioca cinque contro cinque.
Tuttavia, stasera il nostro numero è tre.
Arrivati sul pianerottolo, la porta dell'appartamento di Marco è aperta, entriamo e chiudiamo la porta. Da lontano si sente Marco che dice di essere in bagno a finire di lavarsi. Ha sempre detto di tenere molto a farsi trovare perfettamente pulito, cosa che secondo lui richiede di intervenire in estrema prossimità dell'evento in cui prevede di esibire cotanta pulizia e concederla agli avventori.
Marco esce dal bagno in pantaloncini e maglietta, ci saluta e ci abbraccia.
"Auguri Alessio!".
"Giusto, ancora auguri" - rispondo io.
Abbracci, convenevoli, bottiglia di spumante che apriamo subito per festeggiare e...
"Alessio, ma cosa fai?" - Alessio ha già iniziato a spogliarsi dicendo di avere fretta, dovendo tornare a casa per le otto di sera, e rimane subito in camicia e boxer, con i calzini lunghi ancora addosso!
Ma no, già solo questo rovina il copione che ci eravamo immaginati.
A questo punto guardo Marco, che perplesso ricambia lo sguardo; prendo l'iniziativa versando lo spumante nei bicchieri.
"Auguri, Alessio! Buon compleanno!" - diciamo entrambi, brindiamo ed iniziamo a bere.
Sorridiamo, la tensione nell'aria è intensa e le fa ombra solo la vastità delle nostre aspettative. Non solo quello fa ombra: per Alessio è evidente che è già passato troppo tempo, visto quel cazzone già duro che quasi strepita come un recluso che non vede l'ora di usufruire della sua ora d'aria.
Marco sorride con uno sguardo a dir poco ingolosito.
Ok, mi dico. È ora di darsi da fare e non perdere l'attimo.
"Non spegnete le candeline?" - dice Alessio con la sua proverbiale prevedibilità.
"Veramente dovresti spegnerle tu, il compleanno è tuo... a proposito, ti abbiamo fatto un regalo, c'è un bel pacco da scartare", rispondo io cercando di riprendere le fila del copione.
"Possiamo fare di più, in tuo onore possiamo fare esplodere un bel petardo", aggiunge Marco, forte di offrire una metafora pirotecnica che difficilmente sarebbe stata fraintesa.
Con una mano sulla spalla di Marco, lo spingo giù invitandolo ad inginocchiarsi, lo stesso faccio io e siamo subito davanti al petardo prigioniero.
Bacio Alessio sullo stomaco, ma sono subito distratto perché Marco inizia a baciarmi, senza lesinare nell'uso della lingua, iniziando un promettente preludio di quello che sarebbe stato un bellissimo show.
Diamo libertà al prigioniero ed iniziamo entrambi a baciare l'asta lentamente, ciascuno dal suo lato.
Lecco le palle, poi l'asta, il perineo, poi di nuovo le palle e la punta della cappella. Marco e io ci alterniamo con gusto e con ritmo non dimenticando, di tanto in tanto, di ringraziarci reciprocamente e baciarci. È arrivata l'ora di scappellare quella mazza suntuosa ed impaziente; Marco lo fa al momento giusto, senza esitare.
Dopodiché entrambi guardiamo in faccia Alessio, da giù, sorridendo.
Lo troviamo con quella sua espressione sognante e al tempo stesso elettrizzata: non vede l'ora che iniziamo davvero i suoi festeggiamenti.
Cercando di non distogliere lo sguardo dai suoi occhi, prendo in bocca quella cappella ed inizio a passarci la lingua tutta intorno, dopodiché prendo il petardone per intero e lo pompo sempre più a fondo fino a spararmelo in gola. Continuo per un po', ed al primo rigurgito passo il testimone a Marco, che segue i miei passi, ma con più veemenza.
"Andiamo di là?" - dice Marco. Si riferisce alla camera da letto ovviamente, visto che eravamo ancora in sala ed ancora vestiti. Io ancora in giacca e cravatta.
Marco era già causal ed impiega ben pochi secondi, insieme ad Alessio, per spogliarsi completamente ed entrambi buttano tutto su una sedia. Io impiego qualche secondo in più e già rischio di rimanere tagliato fuori! Ma stasera sono anch'io parte della festa!
Iniziamo a baciarci in ogni modo; baciarci a tre è bellissimo, le lingue si intrecciano, le nostre salive messe insieme creano un sapore strano e selvaggio, ci fanno eccitare da matti e da quel momento in poi è un lungo susseguirsi di leccate, dita in culo, pompe, cazzi in bocca, secondo tutte le combinazioni possibili.
Il corpo di Marco è fantastico: un vichingo con capelli corti rossi e barba rossa, muscoloso, massiccio e quasi glabro. Ha il culo più tondo che abbia mai visto, belle spalle grandi, bei pettorali. Va in palestra e sta mettendo su dei bei muscoli, senza rinunciare ad una fisicità accogliente e non spigolosa. In una sola parola, volendo utilizzare le categorie del mondo del porno, direi che è un muscle beefy (anche se questa categoria particolare non esiste).
Quando Marco inarca la schiena in quel modo incredibile, mentre Alessio gli spinge forte due dita in culo, geme dal piacere, ed è chiaro che siamo entrambi pronti per dare il nostro regalo ad Alessio.
Mi distendo sul letto a pancia in su e chiedo a Marco di venire sopra di me, quindi chiedo ad Alessio di penetrarlo.
Intanto inizio a limonare Marco e so che staremo in questa posizione abbastanza a lungo per godere come dei veri maiali.
Alessio non se lo fa ripetere, infila il condom, gli spara sopra mezzo chilo di gel per la fretta e rinchiude subito l'ex prigioniero in una nuova prigione. Un pertugio molto più apprezzato del luogo in cui si trovava precedentemente.
Dopodiché, come al suo solito, fa a Marco quello che fa a me ogni volta: lo infila tutto dentro all'improvviso!
"Cazzo!!!" - urla Marco.
"Eh, come al solito!" - aggiungo io. Non ha mai ritegno. Non resiste…
Inizia quindi a spingere, prima piano, poi più velocemente e con foga, mentre entrambi cerchiamo in tutti i modi di fargli capire di andarci piano, con scarsi risultati.
Marco sta soffrendo un po', è tutto contratto e stringe gli occhi, i denti e non riusciamo nemmeno a baciarci, ma dopo meno di un minuto si rilassa e inizia finalmente a gemere e a godere, mentre i nostri piedi si cercano e si intrecciano con una certa tenerezza quasi per darsi reciprocamente conforto.
A quel punto inizia il bello: limoniamo con energia e passione, aggrovigliando le lingue per lunghi, bellissimi, interminabili minuti umidi, mentre Alessio si dedica senza sosta al culo di Alessio.
Io abbraccio entrambi cercando di prendere tra le mie braccia e tra le mie gambe tutte le braccia e le gambe possibili. Percorrendo con le mani il gran culo di Marco, mi piace arrivare intorno al cazzo e alle palle di Alessio mentre lo sfonda, gli allargo i glutei, per facilitare l'entrata di Alessio e farlo arrivare più in fondo.
Marco è rosso in viso, gode paonazzo. Ha il cazzo duro, i bicipiti e i pettorali gonfi, i capezzoli duri e dritti. Con le sue mani stringe le mie, avvinghiandosi al mio collo e godendosi quel gran cazzone nel suo culo.
Godendosi anche me, che lo accolgo totalmente insieme al suo piacere.
Di tanto in tanto alza il viso e mi bacia, seguendo il ritmo dei colpi che lo percuotono da dietro, quasi come se volesse riprendere fiato.
Continua così per un pezzo, fino al momento di cambiare posizione.
Alessio mette Marco a pancia in su, con le gambe in aria lo prende alla missionaria, mentre io resto sotto (scomodo ma particolare). Dopodiché di lato, continuando con la sua scopata forsennata, con un rumoroso godimento da parte di Marco. Poi io mi alzo, inizio a baciare Alessio, e di tanto in tanto vado sul letto per fargli succhiare il mio cazzo, mentre lui continua a penetrarlo a pecora.
Marco è davvero esausto, tolgo il condom ad Alessio, gli succhio il cazzo, gli bacio la pancia e gli infilo un altro condom.
È il mio turno adesso. Mi metto in posizione, classici novanta gradi, e dopo un secondo il trivellatore è in azione a martellarmi facendo sentire i suoi colpi sullo stomaco.
Marco è sotto di me e, sorridendo, mi bacia come facevamo prima. Mi godo questo momento come se fosse una grande premiazione.
Ma siamo proprio sicuri che sia Alessio il festeggiato stasera?
Cambiamo posizione e Alessio si dedica completamente a me, scopandomi di lato e a smorzacandela.
Di tanto in tanto succhio Marco, nel frattempo si è ripreso e si sta divertendo a baciare Alessio e a succhiargli i capezzoli.
Ora Marco, con il suo corpo massiccio, è davanti a me per offrirmi il cazzo; io alterno leccate di palle e profonde succhiate in modo accurato e devoto.
Anche se è difficile in questa situazione, non trascuro neanche i piedi, le cosce, il culo.
Riesco a baciare e leccare il suo petto, poi passo alle ascelle, gli bacio il collo, gli zigomi, le palpebre. Lo bacio sulla fronte, gli bacio le orecchie e lo abbraccio: riesco a farlo anche se dentro di me c'è la guerra e le scariche dei colpi sono regolari ed inarrestabili.
Alessio continua a sparare i suoi colpi anche tenendo un piede sulla mia testa; dopo qualche altro colpo ben assestato si sfila, mi tira indietro di una ventina di centimetri, si risistema, rientra e riparte forte, aumentando la potenza: le spinte fanno sbattere continuamente la mia testa contro la testata in legno del letto - e ora ho capito perché si chiama "testata" - e non posso fare nulla per impedirlo.
Marco è orgoglioso del fatto che il suo vicino senta tutto e la cosa non lo disturba affatto.
Alessio - meno male - non ce la più e quel petardo finalmente esplode tutto dentro di me. Oltre ai gemiti fragorosi di Alessio sento il suo cazzo pulsare nonostante abbia l'intestino ormai assuefatto a tutto quel movimento. Ma è talmente grosso che è impossibile non sentirlo.
A questo punto, mentre lui si sfila, io e Marco finiamo entrambi sopra di me, con grandi fiotti di sperma che mi ricoprono dall'ombelico fino al collo.
Quando manteniamo l'eccitazione per tanto tempo, come in questo caso, ne facciamo sempre tanta. Ovviamente abbiamo sporcato dappertutto.
Risate soddisfatte!
"Augurissimi, cento di questi giorni" - dico solennemente!
Io e Marco rimaniamo esanimi e nudi sul letto, non ce la facciamo più. Dobbiamo riprenderci un attimo e respiriamo affannosamente per qualche decina di secondi.
I respiri diventano sempre meno rumorosi e meno veloci, mentre Alessio passa dal bagno, si rimette in ordine e vediamo, da lontano, con fatica, forse anche con una strana sensazione di incompiutezza, che si sta velocemente rivestendo per rincasare e parlare della sua vittoria alla partita di padel con gli amici.
Sono ancora farcito di sperma come una torta di compleanno disastrosamente sfasciata, mentre Marco mi bacia con gratitudine e mi cinge il collo con un braccio.
"Alessio, dove vai?" - chiede Marco.
"Vado ragazzi, vi ringrazio molto per il regalo, che ho apprezzato tantissimo".
"Lo abbiamo visto" - rispondo - "Ma come al solito non c'è stato verso di trattenerti e hai fatto tutto tu!"
"Oh, sempre a programmare, ma cosa siamo?" - incalza - "Ci siamo divertiti, no? va bene così. Farei volentieri un altro giro ma devo andare".
"Avete dei culi stupendi, ragazzi, vorrei scoparli ogni giorno", conclude Alessio infilandosi il cappotto. "Ma voi potete continuare a festeggiare”.
Dopo qualche minuto di chiacchiere e risate, salutiamo Alessio e rimango a casa di Marco per farmi una doccia.
Uscito dalla doccia, anche Marco fa lo stesso e quando esce mi ritrova ormai rivestito in salotto ad aspettarlo a leggere le mail.
"Mi dispiace solo che non abbiamo potuto mettere in pratica tutta la coreografia che avevamo ideato" - dico a Marco.
"In effetti avevamo già provato ed era davvero eccitante, ahaha" - risponde.
"Com'è che iniziava con Alessio? Buon compleanno, e poi…?" - aggiunge.
Capisco dove vuole andare a parare: Marco si è già ripreso e fin troppo bene.
"Abbiamo un bel regalo per te" - declama con tono recitativo. Si abbassa i boxer e posiziona davanti alla mia bocca quella meraviglia di buco largo e circolare, circondato da quei due grandi glutei tondi e sodi. Con rinnovato entusiasmo penso che sia il caso di scartare il pacco regalo, ricordandomi che quello è in effetti il copione che avevamo concordato.
Forse dal punto di vista stilistico non è granché, comunque troppo bello per non essere messo in scena stasera, fino all'ultimo atto e per un'ultima volta.
Credo che i festeggiamenti dureranno ancora a lungo!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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