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Gay & Bisex

DIARIO DI UN PASSIVO


di 00dixy00
28.06.2018    |    5.694    |    2 9.4
"Stai facendo un buon lavoro” “Fammi vedere che controllo la dilatazione” Mi fece mettere a novanta sul mio letto, mi tolse pantaloncini e mutande e si accorse dalla crema che avevo ancora..."
PREMESSA: ciao a tutti. Questo racconto, anche se userò la prima persona, non parla di me. E' solo frutto della mia fantasia.
Detto questo vi invito a non perdevi neanche un capitolo e vi auguro buona lettura. Ciao

PRIMO CAPITOLO: LA NASCITA DI UNA TROIA

Quel pomeriggio di primavera era perfetto per fare una partita, c'era il sole e l'erba era stata appena tagliata.
MA IO AVEVO ALTRO DA FARE:
ero in cameretta sul bordo del letto che saltellavo sul cazzo di mio zio....
Ma partiamo dall'inizio.
Io sono Luca, un ragazzo gracile, magro, ossatura piccola rispetto ai miei amici, occhioni neri, capelli nerissimi a caschetto.
Io e mio zio ci passiamo pochissimi anni di differenza e nel tempo libero ci frequentavamo spesso. Parlavamo molto, era simpaticissimo, mi faceva morire da ridere e quando tornavamo seri mi affascinava con i suoi racconti di esperienze sessuali con le ragazze. Per me era un mito,sicuro di se e io ero attratto da tutto questo.
La confidenza tra noi era diventata così intima che entrava nei minimi particolari. Mi raccontava delle fighe che penetrava, dei culi che apriva col suo cazzo e a me provocava fascino,eccitazione, desiderio ma quello che mi mandava fuori era quando parlava del suo cazzo.
Quando lo faceva dei brividi mi percorrevano per la schiena e lui se ne accorgeva. Delle volte me lo faceva vedere mezzo duro ma sotto le mutande o pantaloncini ed io fantasticavo su come poteva essere.
Per noi maschietti si sa, gli ormoni vanno a mille e io ero attratto da quel cazzo.
Un pomeriggio eravamo in camera sua, lui era sul letto ma seduto, con la schiena appoggiata alla testa del letto e le gambe piegate e aperte. Indossava una canottiera bianca e gli slip. Si vedeva benissimo la forma del cazzo e io non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso.
Lui se ne accorse e comincio con i suoi racconti praticamente porno e mentre lo faceva si toccava il cazzo attraverso le mutande per farselo diventare duro.
Io ero eccitato e divertito, volevo vedere quel cazzo ma non sapevo come dirglielo.
Poi mi venne un idea: “zio, ma se io fossi una femmina cosa mi faresti?”
“Ti scoperei col mio cazzo”
E mentre lo diceva se lo strinse con la mano sopra gli slip per farmi vedere bene la sua forma. Era durissimo e grosso.
“Hai visto che cazzo?” “Se saresti una donna ti spaccherei in due”
“E' grossissimo zio”
“Ti piace?” “Lo vuoi vedere?”
Mio zio era eccitatissimo. Avrebbe voluto sguainare la spada per liberarla da quelli slip che stavano per scoppiare e anche io volevo che la tirasse fuori.
A quel punto, con la testa, feci segno che volevo vederlo.
Era bellissimo,scuro, più o meno misurava 18cm, tozzo, una bellissima cappella a punta e grossa. Quel cazzo mi piaceva talmente tanto che avrei voluto toccarlo e prenderlo in bocca ma non mi osavo e quindi rimasi in silenzio a guardarlo.
Dopo qualche secondo lui ruppe il silenzio:
“Te le fai le seghe?”
“Certo zio”
“Fammi vedere se sei bravo. Prendilo in mano e segalo”
Quel bastardo aveva capito dall'inizio che lo volevo.
Lo tocco, lo stringo nella mano e incomincio a segarlo.
Oddio che magnifica sensazione. Impazzivo per quel cazzo. Più facevo su e giù, più diventava grosso.
Mio zio da seduto che era, ora è coricato e con gli occhi chiusi che si gode la sega. Non durò allungo. Molto probabilmente, per come sono andate le cose, l'eccitazione era altissima e dopo pochi minuti mio zio fece una quantità immensa di sborra. Uno schizzo gigante che finì sul suo corpo e il resto che colava sulla mia mano.
Oddio, mi piace anche la sua sborra, pensai. E' bianca, densa, caldissima e ha anche un buon odore. Che mi stava succedendo?
“Bravo Luchino” “da oggi le seghe me le fai tu”
Io sorrisi per acconsentire.
Quella sera ero un misto di sensazioni. Ero felice ed eccitato per quello che era successo ma ero anche preoccupato per quello che poteva accadere se qualcuno ci avrebbe visto fare certe cose.
So solo che quando pensavo a quel cazzo mi saliva l' eccitazione e non vedevo l'ora di ritoccarlo e questo bastava per fregarmene delle conseguenze. Pensai che quello che stavo facendo era proprio quello che volevo, era un mio desiderio e quindi la cosa giusta.
Convinto di tutto ciò, l'indomani pomeriggio andai voglioso a trovare mio zio.
Andammo in camera sua e dopo che chiuse la porta mi disse che mi stava aspettando e mentre lo diceva tirò fuori il cazzo e si mise comodo sul letto.
Io iniziai a toccarlo ma questa volta lo feci con più passione, l'accarezzavo dappertutto, palle, la base del tronco, la cappella. Come se volessi conoscere bene quel cazzo meraviglioso. Lo segavo, lui era di nuovo con gli occhi chiusi. Forse pensava a qualche ragazza o forse era veramente eccitato per me.
Incominciammo un dialogo con voci basse ed eccitate:
“Haaaa... che manina da fata”
“Ti piace zio?”
“Si”
“Anche a me”
“Se eri una ragazza te lo mettevo in bocca”
Presi la palla al balzo:
“Non sono una ragazza ma il coraggio di prenderlo in bocca ce l'ho”
Subito non parlò, poi...
“Succhiamelo troietta”
Fantastico. Finalmente stavo realizzando quel sogno che da qualche tempo si faceva strada nella mia testa. In più quella frase mi fece venire un eccitazione incredibile.
Aprì la bocca e feci entrare quel cazzo che mi piaceva da morire. Il gusto era buonissimo. Era il mio primo pompino che facevo. Mi muovevo su e giù fino a metà tronco e lui godeva come un maiale.
Anche oggi, preso dall'eccitazione, mio zio venne dopo pochi minuti ma questa volta il suo cazzo era nella mia bocca ed io inesperto mi spostai e con la sborra che mi colava sul mento gli dissi:
“ma che fai?”
“Ingoiala” “è buona”
Non ne era rimasta tanta in bocca e provai a buttarla giù.
“Hai ragione” “è buona”
“Allora puliscimi bene il cazzo con la bocca e ingoia tutto”
Feci come mi aveva chiesto.
Da quel giorno mio zio mi faceva vedere film porno di ragazze che lo prendevano in bocca e dopo io dovevo fare come facevano loro. Diceva che così sarei diventato più bravo. Aveva ragione.
Lo leccavo con più convinzione e passione, gli accarezzavo le palle mentre lo pigliavo in bocca, gli leccavo i capezzoli mentre lo segavo, riuscivo quasi a prenderlo tutto fino in fondo e mi facevo sempre sborrare in bocca.
Quella sborra mi piaceva sempre di più. Quando ero molto eccitato mi facevo sborrare in faccia e con le mani la spargevo su tutta la superfice e mi leccavo le mani e lui puntualmente con lo sguardo da porco mi diceva:
“Quanto sei puttana!”
“Lo so zio” “e mi piace esserlo”
“Bene” “allora da domani passiamo al livello successivo”
Avevo capito subito cosa voleva dire e mi vennero i brividi.
Dal mio primo pompino fino a quel giorno erano passati ormai mesi e per mio zio era arrivato il tempo di prendersi di più.
Voleva il mio culo il bastardo e io volevo darglielo.
Iniziò a lavorami con molta delicatezza, pazienza e passione il buchetto strettissimo. Mentre io succhiavo il suo cazzo lui mi leccava il buchetto, infilava piccoli oggetti per poi passare ad altri più grandi o alle dita.
Ogni giorno che passava osava sempre di più ed io ci prendevo sempre più gusto, tanto che continuavo gli esercizi di dilatazione a casa da solo.....
E venne quel giorno....
Quel pomeriggio dovevo andare a giocare a calcio con i miei amici. Ero solo in casa ed era ancora troppo presto per andare al campetto e in preda ad una eccitazione incominciai a masturbarmi con l'aiuto di una cremina il mio culetto. Stavo godendo quando al' improvviso suonò il campanello.
Mi spaventai. Mi sistemai velocemente e andai a vedere chi era. Era mio zio.
“Che ci fai qua zio” chiesi col sorriso
“Passavo di qua e sono venuto a chiederti se passavi da me oggi”
“No zio. Oggi non posso. Ho la partita con gli amici”
Non ci rimase molto bene perchè mi desiderava. Mi guardava con occhi pieni di voglia. Mi voleva e io incominciavo a eccitarmi.
Dopo qualche secondo di silenzio mi chiese:
“Come sta il mio culetto?”
“Bene zio. Stai facendo un buon lavoro”
“Fammi vedere che controllo la dilatazione”
Mi fece mettere a novanta sul mio letto, mi tolse pantaloncini e mutande e si accorse dalla crema che avevo ancora sul mio buchetto, che me lo stavo masturbando.
“Brava troietta. Vedo che lo usi anche senza di me”
“Scusa zio”
“Mi è venuta un eccitazione improvvisa e non sono riuscito a resistere”
Prese ancora un po di crema, m' infilo un dito, poi due e poi tre.
Ansimavo come una vacca.
“Minchia come sei aperto”
“Merito tuo zio”
“Dove devi andare oggi?” mi chiese.
Io con la voce rotta dalla goduria che si faceva più intensa:
“A giocare a calcio con gli amici”
“Tu non vai da nessuna parte Troia. Sei aperto al punto giusto. Adesso giochi col mio cazzo”
Quelle parole mi fecero salire un eccitazione grandissima.
Ci spogliammo da tutti gli indumenti comprese le calze. Mi sbattè sul letto e fece una cosa che non aveva mai fatto. Si mise di fianco a me, mi abbracciò e mi mise la lingua in bocca. Subito rimasi sorpreso poi mi lasciai trasportare da quel bacio.
Io incominciai a segarlo e lui mi infilava tre dita.
Era bellissimo. Non capivo più niente.
Mi mise a 69. Lui continuava a mettere crema e trapanarmi con tre dita ed io pensavo a fare diventare durissimo il suo cazzo. Lo leccavo, lo riempivo di saliva, lo ingoiavo tutto con una foga e un desiderio mai avuto prima.
Ad un certo punto mi spostò. Si sedette sul bordo del letto e mi invitava a sedermi sul suo cazzo durissimo e grosso più del solito.
Ero col la schiena girata verso di lui, appoggiai le mani sulle sue ginocchia, mi abbassai fino a sentire il contatto con la sua cappella. Ero pronto. Spinsi verso il basso piano piano senza farmi male. Lo sento entrare, brucia un po, mi fermo, riprendo la discesa, sento una fitta al sedere, mi rifermo di nuovo. Lui è bravissimo. Non forza mai per non farmi male.
Mi calma il dolore e ricomincio la discesa. Al' improvviso ho un sobbalzo, sento l'ano che si dilata completamente, è entrato. Spingo ancora fino a sedermi completamente sul suo cazzone.
Sto ansimando come una Troia, mi sento aperto in due. Sensazione meravigliosa.
“Muovi sto culo su e giù Puttanella”
Quelle parole mi diedero una carica incredibile. Iniziai a fare su e giù, prima piano piano e poi sempre più veloce fino ad avere un ritmo che piaceva a tutti e due. Il mio culo ormai era aperto, quel cazzo sembrava che era nato per stare nel mio culo, non sentivo più dolore ma solo un gran piacere.
Lo stavo facendo godere, lo sentivo. E più lo percepivo e più godevo.
Mio zio infine mi sborrò in culo ma io non mi fermavo, anzi, quella sborra rendeva tutto ancora più bello. Quel cazzo ora scivolava che era un piacere, non volevo più staccarmi. Stavo godendo come una troia. Non c'era più attrito nel mio culo, nessuna resistenza che contrastava quel cazzo, ma stava pian piano perdendo la durezza.
Purtroppo ci dovemmo staccare, a me facevano male le gambe, lui era soddisfatissimo.
Dopo che ci siamo puliti e sistemati lui se ne andò e mi diede appuntamento per l'indomani.
Io non ci credevo a quello che era successo. Mi sono fatto scopare da mio zio.
Altro che partita di pallone.
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