Gay & Bisex
La maschera di cuoio
03.11.2023 |
220 |
6
"Lui, grondante di precum, trovò l'orifizio e vi entrò, prima con calma e poi con una certa urgenza..."
La sera sono andato ad incontrarlo nel suo appartamento. Come sempre, è stato molto ospitale – è un bel maschio, robusto, deciso ed attraente e voglio farlo felice. Adoro la complicità con lui. Questa sera, però, aveva una piccola sorpresa, comprata da poco. Aveva acquistato online una nuova maschera di cuoio che si legava alla testa, racchiudendo tutto, a parte i fori per gli occhi e la bocca (e le narici), che comunque si potevano chiudere con degli appositi attacchi di cuoio. Mi ordinò di vestirmi con una tuta femminile rossa e di indossare la maschera di cuoio. Naturalmente gli ho obbedito. Altrimenti mi avrebbe punito! Mi guidò poi sul suo letto, dicendomi che doveva uscire per un appuntamento - cena, lavoro, amore, non so e non potevo chiederlo. Mi legò, mi bendò e mi imbavagliò e se ne andò tranquillamente, chissà dove. Dopo un po' di tempo (sembravano delle ore) tornò per andare a letto, stanco, ma non troppo, ben sapendo che ero ancora lì per fargli compagnia e per soddisfare i suoi desideri più spinti prima di addormentarsi. Perciò, prima di infilarsi nel suo letto, non so se nudo o forse con degli indumenti addosso, inserì nel mio sedere un lungo strumento con delle sfere d'acciaio. Sentii che mi riempiva totalmente e, come risposta, il mio cazzo si indurì. Poi, finalmente, si coricò nel letto per sdraiarsi accanto a me e mi aprì il bavaglio in modo da poter spingere il suo pene indurito nella mia bocca, forzatamente aperta. Era sessualmente molto eccitato e aveva bisogno di soddisfare i suoi desideri virili. Lui, grondante di precum, trovò l'orifizio e vi entrò, prima con calma e poi con una certa urgenza. Fu meraviglioso per entrambi. Prima di tutto, ho dovuto assaggiare il suo nettare – non avevo scelta - un gusto strano ma eccitante. Poi sentii il suo glande vellutato, che obbedientemente leccai e succhiai. Man mano che si eccitava, spingeva il pene dentro e fuori, sempre più in profondità, fino a raggiungere alla mia gola, mentre il suo desiderio cresceva a dismisura. Sapevo che voleva svuotarsi dentro di me. Alla fine esplose come un vulcano. Svuotò tutto lo sperma, denso e pervasivo, contenuto nelle sue palle, fino all’ultima goccia. Non avevo altra scelta che inghiottire gran parte del suo sperma e sentire il resto vorticare nella mia bocca. Ero alla sua mercé, ero il suo giocattolo, la sua liberazione. Sapeva di possedermi e che avrei dovuto dormire accanto a lui, pronta a soddisfare i suoi desideri, sia che si svegliasse durante la notte sia che dormisse fino al mattino successivo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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