La mia prima volta (parte 1)
La città, dietro, a centinaia di metri dorme. Quieta. Ed intanto ascolta assieme a me il rumore delle onde.
Un leggero soffio di vento mi scompiglia i capelli.
Mi arrotolo e fumo una sigaretta.
La notte ed il mare. Il buio e la penombra di un lampione lontano. Sono seduto su di una panchina di pietra. Sono un bell'uomo, magro e pensieroso in riva al mare.
Mi tiro fuori l'uccello, che se ne voli libero... e nel suo volo porti i miei pensieri al piacere della carne.
Sei il mio primo uomo. Il cuore mi sta impazzendo nel petto.
Ti sento avvicinare, ma non mi volto. Non so nemmeno come ti chiami. E non voglio saperlo. Appartieni ai miei sogni. So come ti ho chiesto di essere, e so che mi hai garantito di corrispondere ai miei desideri.
Mi ricompongo, mi alzo e faccio quei cinque passi che mi portano a filo dell'acqua.
Tu ti accosti e mi sussurri la frase che abbiamo concordato. Come se ce ne fosse bisogno, ci siamo solo noi. Però apprezzo che rispetti ciò su cui ci siamo accordati.
L'odore salmastro si mischia al tuo profumo. Spero il mio ti piaccia. Mi giro verso di te, allungo la mia mano verso la tua nuca tirandoti verso di me. Le nostre bocche si aprono e si incollano. Tu sai di menta, io di caffè, i nostri sapori si mischiano in un gusto che ho sempre amato. Tu mi agguanti le natiche a piene mani e mi incolli al tuo basso ventre. Cazzo mi piace! Continuiamo a baciarci ed anch'io mi godo la consistenza del tuo culo. Le mani si muovono lungo le schiene, dietro le teste, a palparsi i culi. Baci bene.
Diventiamo più teneri. ci scostiamo leggermente. Le nostre lingue ora si carezzano fuori dalle bocche. Giocano. Mi tieni la testa fra le tue mani. Io ti carezzo delicatamente il volto.
Ci guardiamo in viso.
Ti prendo per mano e ci sediamo sulla panchina.
Così in vista e così nascosti.
Riprendiamo a baciarci. Ma io lo so cosa ho in testa.
Voglio sentire i tuoi coglioni nel palmo della mia mano. Gustarne la consistenza, saggiarne la vellutata morbidezza.
Ti succhio la lingua come fosse un membro, come farei mentre accenna ad ergersi nella sua bellezza. Tu ti lasci succhiare. E leccare.
Mi fai salire a cavalcioni sulle tue gambe.
Le tue mani agguantano nuovamente il mio culo. Questa volta con più forza. Le dita sfiorano lo sfintere. Riescono a premere con decisione e delicatezza attraverso la stoffa dei miei pantaloni e solleticare il mio sensibile buco del culo ancora vergine. Un piccolo fiotto di saliva mi sale in bocca, rendendo ancora più viscoso il nostro baciarci. Voglio i tuoi coglioni nelle mie mani, e sentire il tuo uccello irrigidirsi mentre lo masturbo. Ma voglio anche restarmene lì a cavalcioni a limonare e farmi palpare il culo da te.
Non ho mai toccato il sesso di un altro uomo. Voglio gustarmi questo momento, che ho desiderato e mi sono negato per troppo tempo.
Infilo le mie mani sotto la tua giacca, ti carezzo la schiena e i fianchi. Qualcuno meno romantico direbbe che sembriamo due idrovore da tanto ci succhiamo.
Non so se domani ne sarò felice, turbato... se me ne vergognerò o sarò fiero di me per averlo finalmente fatto... ma so che ora sono qui, e voglio vivermi tutto questo.
Spero tu abbia i coglioni belli gonfi.
Inizi a inarcare e rilassare il bacino, il tuo caldo respiro si fa più profondo. Scendo dalle tue gambe. All'istante tu mi fissi sorpreso. Sono certo che stai pensando "Che cazzo, cos'è successo che l'ha disturbato?" Ti accarezzo il volto e le labbra, il tuo sguardo si rilassa. Sfioro la tua bocca con un bacio. Ti sussurro all'orecchio "È il momento", e già che sono là do una leccatina al lobo ed una slinguatina all'interno. Ti sento fremere. Soffio e mi scosto. Sorrido, hai gli occhi chiusi come nei patti. Questo momento è mio e non voglio sentirmi in imbarazzo. Con la mano intanto sono sceso lungo il tuo corpo. Quando sono arrivato al ventre ti sei irrigidito di eccitazione. La mia mano è scesa delicatamente ancora più in basso. Io ho continuato a baciarti, e tu hai continuato a rispondere ai miei baci.
Ho le mani morbide e calde, ma tu questo ancora non lo sai. Il tuo corpo ricomincia l'istintivo andirivieni del maschio eccitato. Ti carezzo attraverso la stoffa dei pantaloni. Spero tu sappia quanto è speciale per me questo momento. E spero che sapere che sei la mia prima volta renda più acuta la tua eccitazione.
Hai indossato i pantaloni della tuta, bravissimo. Non saranno eleganti, ma di certo in questa situazione agevolano le manovre. Sono inginocchiato sulla panchina, al tuo fianco, ti sovrasto leggermente. Tu appoggiato con le braccia distese dietro la schiena. Ti metti comodo. Entro nei tuoi pantaloni e palpo e carezzo ciò che trovo. L'intensità dei nostri baci è un postulato di frenesia erotica. Evidentemente il mio culetto ti piace, visto che continui a palparlo. Do una stretta più forte, ma senza esagerare, a ciò che mi riempie la mano. E tu uggioli di piacere.
Scendo dalla panchina, ti spingo a distenderti, mi accoccolo a terra e poggio la testa sul tuo grembo, con il viso rivolto verso la patta dei tuoi pantaloni. Non ho ancora tirato fuori nulla, voglio vedere de vicino il tuo cazzo uscire dal suo nascondiglio. Tu lo sai già che questa nottata sarà per te un lungo piacevole tormento.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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