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Gay & Bisex

La vita segreta del giovane muratore


di Membro VIP di Annunci69.it Bassolazio35
28.10.2026    |    4.528    |    13 9.6
"Si bagna due dita con la mia sborra e me le infila in culo, mentre continua a segarsi velocemente..."
Marco è un muratore di 28 anni, vive nel sud Italia e conduce una vita molto ‘normale’, in un contesto alquanto tradizionale. Ha la ragazza fin da quando va a scuola, una famiglia allargata di sani principi, fa un lavoro manuale in un contesto ‘etero-machista’, insomma nulla che faccia pensare a fantasie o, addirittura, ad esperienze particolarmente trasgressive. Ed invece…
La prima volta che incontriamo è grazie ad un annuncio che ho messo su uno di quei siti vecchia maniera, la classica bacheca dove, oltre a compro e vendo oggetti, trovi anche annunci di incontri. Da diversi anni ho capito che i veri etero, quelli che non frequentano chat, app, locali, usano ancora questo metodo vecchio ma ancora funzionale.
Ci incontriamo in un paesino vicino al mio, dove lui mi dice essere perché in trasferta con dei colleghi. E’ molto vago, al limite del fastidioso, non scambia foto, insomma, tutto mi porta a non volerlo incontrare, tranne l’istinto. C’è qualcosa nel suo modo di fare, di parlare, che mi attrae molto, una sensazione forte e, solitamente, il sesto senso non mi porta mai fuori strada. Quando arrivo al luogo fissato per l’appuntamento, già a distanza di cento metri capisco che ho fatto bene ad osare. È il tipico bel ragazzo del sud, non troppo alto, giovane, bellissimi lineamenti, barba folta nera e curata, capelli folti neri e ben vestito. Accosto l’auto e apro il finestrino ma lui non esita, apre lo sportello ed entra con fare sicuro ma anche un po’ guardingo. Capisco che è in imbarazzo perché si guarda intorno circospetto, come se qualcuno potesse scoprire cosa stiamo facendo. Ovviamente sono solo fisime senza fondamento, dal momento che nessuno lo conosce e nessuno conosce me. Siamo solo due amici che si stanno incontrando.

Il percorso verso il punto in cui ho immaginato di appartarci è lungo, più di quello che ricordavo. Tanto che lui più volte mi chiede se non sarebbe stato meglio andare a casa mia. Provo a trovare argomenti per spezzare il silenzio imbarazzante ma lui risponde a monosillabi, non vuole dire nulla di sé e della sua vita, così smetto di forzarmi e, se sta bene a lui, va bene anche a me stare in silenzio. Il suo profumo in auto è molto forte, mi stimola su tutti i fronti, anche perché è un dopobarba che sa molto di ‘maschio’. Arrivati, cerco di sistemare l’auto in modo che non ci vedano dalla strada principale, è un posto che ho spesso usato con un mio schiavetto etero e, sebbene molto vicino alla provinciale, è abbastanza sicuro. Lui non si sente molto tranquillo, lo capisco, ma giusto il tempo di passare sui sedili posteriori e lo vedo spogliarsi completamente, già a cazzo duro. Capisco che sarà una bella serata e, tra me e me, temo anche che i postumi saranno importanti. Bando alle ciance, mi salta addosso e, con mia sorpresa, mi bacia avidamente, come non mi capita da anni. Questo ‘assalto’, mi eccita tantissimo e anche io mi faccio duro, anche se a lui questo aspetto capisco non interessi. Appena smette di infilarmi la lingua in gola, mi prende la testa e la spinge in basso verso il suo cazzone, che mi infila in gola senza alcuna cura. Mi arriva alla trachea, tanto che mi viene da vomitare e comincio a lacrimare. Lui non ha pietà, mi dà giusto il tempo di riprendere fiato e poi ricomincia a scoparmi la bocca con forza. Questo suo modo di fare mi manda alle stelle e comincio a godermi il momento, abbandonando paure e pensieri sul ‘dopo’.
Ad un certo punto si ferma, poggia la schiena sul sedile e prende fiato. In quel momento sono io a prendere iniziativa e mi fiondo sui suoi piedi, notando lo stupore, misto a imbarazzo, tipico di chi è abituato al sesso tradizionale, senza troppe variazioni. Quando comincio a leccargli le dita e a succhiarle, tuttavia, capisce quanto sia piacevole e mi dice di non fermarmi. Così mi gusto quei bei piedini taglia 41 per una decina di minuti, mentre lui si smanetta l’uccello vigorosamente.
Ad un certo punto lo vedo allungare la mano verso i jeans che aha poggiato sul sedile anteriore, prende un preservativo e mi dice di girarmi. Obbedisco senza esitare e comincio a lubrificarmi il buchino con la saliva, preparandolo a quello che avverrà a momenti. La sua dotazione, infatti, unita alla foga con cui sta operando, mi spaventa un pochino. Detto, fatto, neanche il tempo di mettermi a pecora e mi spinge la cappella dentro con una schiettezza che mi fa sobbalzare di dolore. Stiamo un pochino fermi per aspettare che il mio sfintere si allenti e smetta di farmi male e poi comincia a martellarmi con colpi molto decisi. Stiamo così per cinque minuti, fino a che lo fermo e tiro fuori il cazzone per riposarmi. Lui mi gira frontale, mi spinge la faccia in giù per farmi distendere, mi alza le gambe e giù, ancora a scoparmi, questa volta fissandomi negli occhi. Andiamo avanti così per mezzora, in ogni posizione che la macchina permette, fino a che lo sento godere. Mi è venuto dentro, ovviamente con il condom.
Pensando sia finita mi rilasso un po’ sul sedile, cerco il contatto fisico con lui ma vedo che non è per nulla stanco. Anzi, mi prende una mano e la mette sul pacco, che è ancora abbastanza duro. Con stupore e anche un po’ contro voglia comincio a segarlo e, quando è di nuovo in piena erezione, comincio a succhiarlo. Il sapore dello sperma e del preservativo della scopata precedente mi fanno molto eccitare, anche perché lui nel frattempo mi sta infilando due tre dita nel culo, facendomi godere forse anche più della scopata. Dopo altri venti minuti di duro lavoro, eccolo che sborra, questa volta nella mia bocca. La tengo un po’ per sentirne il sapore e poi apro lo sportello per sputarla, notando che è davvero tanta, nonostante sia il secondo orgasmo in pochi minuti. “Beata gioventù”, penso.
Ormai sono cotto a puntino, è proprio il tipo che mi fa perdere la testa, ma sono consapevole che, probabilmente, non ci vedremo più. Ho imparato a non restarci male e a godermi questi incontri che, in una sola notte, ti fanno vivere l’intensità di una vera storia. La cotta iniziale, il sesso meraviglioso, l’innamoramento postumo e la delusione finale quando ci si saluta.

Con mia sorpresa, invece, dopo qualche mese, mi arriva un suo messaggio. Mi dice che è di nuovo in zona, sempre nello stesso b&b, sempre con gli stessi colleghi e ha voglia di rivedermi. Non si sbilancia molto, alle mie normali cautele pratiche risponde subito “va bene se non puoi, non fa nulla”, perché lui è “l’uomo che non deve chiedere mai”.
Gli faccio capire che sono semplicemente resistenze pratiche, dovute all’invito inaspettato e anche alla logistica, perché non mi va di ripetere l’incontro scorso in auto. Anche lui è d’accordo, anzi mi dice che era proprio sua intenzione propormi di andare a casa mia stavolta. La cosa che mi fa piacere è che si premura della distanza e si scusa più volte per la fatica che, nel caso ci vedessimo, io dovrò sostenere facendo avanti e indietro. Lo rassicuro che ho la stessa voglia di godermi una vera intimità e ci accordiamo per l’orario. L’appuntamento è identico alla prima volta, stesso luogo di incontro, stesso silenzio quasi imbarazzante e stesse farfalle nello stomaco, almeno da parte mia.
Arriviamo a casa e lui si scusa perché capisce che il tragitto è abbastanza lungo e che dovrò rifarlo andata e ritorno dopo l’incontro. “La prossima volta di pago io la benzina”, esclama con fare molto dolce. Al di là della proposta irricevibile, mi fa molto piacere il suo gesto.
Neanche il tempo di entrare in casa, dove ho già preparato il divano letto matrimoniale prima di uscire e cominciamo a pomiciare. La luce è soffusa, quasi al buio, come mi ha chiesto lui prima dell’incontro. Mi spinge per farmi distendere e cominciamo a girarci e rigirarci completamente nudi, in un vortice di passione insaziabile. La sua passionalità mi fa sentire ‘a casa’, è uno che a letto non bada a timori, resistenze, ogni parte del corpo, ogni fluido, ha il suo perché. Scopro solo più tardi che è segno d’acqua come me, e tutto si chiarisce.
Mi scopa la bocca fino allo sfinimento, mi lecca il culo con una fame che non ho mai sperimentato prima, tanto che raggiungo una sorta di orgasmo anale, cosa molto rara. Poi comincia con le dita, fino a rendermi il buco insensibile. A quel punto comincio anche io a leccarlo, parto dai piedi, salgo all’interno coscia, le palle, i peli pubici lasciati al naturale e foltissimi e, poi, mi dedico alla sua cappella che è diventata enorme e quasi viola, tanto è il sangue che sta affluendo. Mi lascia fare per un po’ ma poi, come sempre, si stanca di questi ‘convenevoli’, prende il condom e mi scopa senza neanche farmi sistemare. A pecora, a gambe in su, di lato, 69, non c’è una posizione che non gli venga in mente. La prima sborrata, anche questa volta, avviene nel preservativo mentre gli sono sopra. Poco dopo, la seconda arriva in faccia, mentre mi fissa negli occhi. La cotta della prima volta si è trasformata in qualcosa di più, anche se sono consapevole che per lui questo è uno sfogo ‘una tantum’, che mi conferma avvenire davvero di rado. Quando sta nelle sue zone questo suo lato è totalmente represso e gestito. Quando va fuori, invece, si libera e vive a pieno incontri di fuoco. Mi confida che da quando ha visto me la prima volta non ha fatto sesso con nessuno e che, se fosse per lui, potrei restare l’unico, almeno finchè le sue trasferte rimangono in zona. Non lo dice con fare romantico, ma per praticità. “Quando mi trovo bene con uno che senso ha cercare altrove, stressarsi, rischiare”. Mi accontento.
Lui va in doccia, io mi lavo a pezzi tra bidet e lavandino, ci vestiamo e andiamo via. Una volta accompagnato ci salutiamo e, per la prima volta, si lascia andare ad un pensiero carino nei miei confronti, anzi il secondo rispetto a quello della benzina. “Mi mandi un messaggino quando arrivi? So che sei grande e vaccinato ma fammi stare sereno”. Così faccio quando sono a casa e mi dà la buona notte.

Passano circa 8 mesi, ormai l’ho completamente rimosso dalla mia mente, quando mi arriva un messaggio: “Ciao, come va?”. Capisco immediatamente che tornerà a breve in zona. Non è tipo da chiacchiere e, soprattutto, so che quel cellulare lo accende solo quando va in trasferta. “Tutto bene, un po’ stanco (metto le mani avanti), che sorpresa risentirti”. La conversazione prosegue così per un po’, fino a che arriva l’invito. “Domani sera che fai?”. Mi sento subito messo alle strette, perché non sono in gran forma, non per uno così faticoso e focoso e, soprattutto, perché avrei un impegno con un ragazzo che vedo da un po’…
Capisco subito che è inutile girarci intorno e che alla fine la voglia di vederlo prevarrà su tutto, così comincio a sondare il terreno sulle sue intenzioni. Cerco di indurlo ad accontentarsi di un incontro più soft e pare accettare. Stesso luogo di incontro, subito dopo cena, ma stavolta mi viene in mente un posto più vicino dove, forse, ci si può appartare in tranquillità. È un parcheggio a servizio di campi sportivi e palazzetto dello sport, dove sono stato di recente, anche se di giorno. La conformazione del posto, infatti, mi fa immaginare che di sera sia molto isolato. Non mi sbaglio. Arrivati nel piazzale ci mettiamo a ridosso di alcuni alberi che ci proteggono in parte dalla vista. Cominciamo a baciarci sui sedili posteriori e lui caccia subito il cazzo dai pantaloni per farselo succhiare. Mentre sto lavorando di bocca, tuttavia, lui sobbalza e comincia a dire “Arriva una macchina, vestiti, togliti” e va nel panico. Cerco di rassicurarlo, gli dico di non esagitarsi e che non è detto che ci creino problemi. Dentro di me, tuttavia, un po’ di timore ce l’ho perché questa macchina si piazza proprio di fronte alla mia e con i fari puntati. Penso siano le guardie giurate o peggio, ma poco dopo la macchina si sposta e si apparta poco lontano. Apro il finestrino e sento le risate di due ragazzine, tirando un sospiro di sollievo. Mi giro verso di lui e, con mio stupore, nonostante la paura e l’agitazione aveva ancora il cazzo di marmo, pronto a ricominciare. “E’ il mio uomo ideale”, penso tra me e me. Tempo dieci minuti e mi inonda la bocca di sperma caldo, molto molto consistente. Come sempre, dopo la degustazione, lo sputo via. Non pago, prende un preservativo e comincia a scoparmi in ogni posizione, fino a che mi dice di vestirmi e scendere. Ci mettiamo dietro al portabagagli, lo apro, mi mette dentro con la testa e mi scopa da dietro. Dopo una ventina di minuti così, si sfila il condom e mi dice di inginocchiarmi. Fa un po’ fatica a venire ma, quando succede, mi lava il viso. Ci sistemiamo alla bene meglio, andiamo via e ci salutiamo, consapevole che non lo rivedrò per chissà quanto.
Una settimana dopo, sempre di sabato, mi scrive di nuovo e mi manda in tilt. Io ancora devo riprendermi da quella scopata in auto ma la tentazione è sempre forte. Stavolta faccio un po’ di problemi, gli dico che sono stanco, che forse ho degli impegni e cerco di indurlo ad accettare un incontro-lampo. Non c’è verso. Non ascolta alcuna mia motivazione, per lui il sesso è cosa totale. O si fa bene o non ha senso.Fatto sta che accetto di andare e prenderlo e a portarlo di nuovo a casa mia.

Questa volta il clima sembra diverso già in macchina. Lui mi prende la mano e se la poggia sul pacco che già è durissimo sotto i pantaloni. Si scusa se non è curato come al solito (barba, capelli) perché mi confida che sono stati tutta la settimana ad un corso e quindi non ha avuto modo. La cosa che più mi entusiasma, tuttavia, avviene quasi a ridosso di casa mia, quando anziché portarsi la mia mano sul cazzo, me la prende mentre la tengo sul cambio e incrocia le sue dita con le mie. Un gesto intimo per me dirompente. Arriviamo a casa e, stavolta, non ho preparato il divano. Quando glielo dico mi fa: “Portami a letto, per favore”. Mi sciolgo come un ghiacciolo al sole.
Sempre quasi al buio, i nostri corpi nudi sono avvolti l’un l’altro. Sfioramenti, tocchi, carezze, odori, i nostri respiri mischiati, tutto è incredibile. Mi lecca il culo con voracità, mi pomicia avidamente, mi bacia ovunque, lo lecco in ogni angolo del corpo, siamo all’estasi. Mi scopa per due ore, cosa che non mi capita da una vita, viene una prima volta dentro e una seconda in bocca. Sono stremato e anche un po’ preoccupato per come starò il giorno dopo. Sento la schiena a pezzi e sono esausto. Mi vado a lavare e risalgo poco dopo, trovandolo ancora nudo, steso sul letto a gambe aperte e…a cazzo duro. Non credo ai miei occhi e faccio finta di nulla per paura che voglia ricominciare. Mi stendo vicino a lui, mi chiede di poggiare la testa sul suo petto e comincia a ad accarezzarmi. Questa volta l’intimità è davvero molto intensa e mi riempie il cuore. So che uno così potrebbe davvero essere il mio uomo ideale. Neanche il tempo di perdermi in queste romanticherie che mi fa:” Voglio far godere anche te”. Al che, anche se non capisco bene cosa intenda, metto le mani avanti dicendogli che ho goduto come non mai. Ma lui specifica: ”No, voglio che vieni anche tu”. Comincia a segarmi, poggiando il suo cazzo sul mio, mi infila due dita nel culo e mi scopa con le mani, mentre il mio cazzo, fino a quel momento a riposo, si sveglia. Mi lascia senza parole quando, senza avvisarmi, si china e mi succhia l’uccello, lasciandomi sbalordito. A quel punto sento che sto per venire e lo avviso, perché la mia schizzata abbondantissima potrebbe infastidirlo. E invece non si ferma, continua a segarmi, finché schizzo copiosi fiotti che scivolano sul mio pube, sulle sue mani, sul suo cazzo. Si bagna due dita con la mia sborra e me le infila in culo, mentre continua a segarsi velocemente. Due minuti e schizza per la terza volta.
Siamo al buio ma l’odore dei nostri orgasmi è fortissimo nell’aria. Sono sfinito. Stiamo per un quarto d’ora distesi senza parlare, poi mi confida qualcosa di personale, il vero nome, cosa sta facendo qui in zona e altre cose che mi fa piacere sentire. Lui va a lavarsi, io dopo di lui e via verso il B&B. “Mi scrivi quando arrivi? Si conclude così la serata più bella degli ultimi anni.
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