TI PREPARO UN CAFFÈ
La vita aveva ripreso il suo fluire abituale, anche certe piccole scelte quotidiane non erano più influenzate dalla sua "assente" presenza.
Non doveva più ricordarsi di chiamare nei momenti in cui sapeva che poteva rispondere liberamente; non doveva più pensare a tenersi disponibile il sabato o la domenica, gli unici giorni in cui c’era la possibilità d’incontrarsi; neanche c’era più bisogno d’inventarsi qualcosa di simpatico, di divertente o brillante da scrivere su gli sms che gli mandava durante il giorno.
Nella folta galleria degli incontri che aveva avuto, gli aveva assegnato un posto nella sezione che, in base a una canzone di Fiorella Mannoia, avrebbe chiamato “chi mi è solo sembrato”, facendosene una ragione.
Poi una sera, mentre stava cenando, gli arrivò un sms; diede un’occhiata distratta per vedere chi glielo avesse mandato e lo stupore fu grande quando nonostante la sua difficoltà nel leggere senza occhiali riuscì comunque a decifrare il nome del mittente.
Il cuore iniziò a battergli all’impazzata; in pochi secondi gli passarono nella mente decine di possibili ipotesi e motivazioni per quel messaggio.
Andò lesto a recuperare gli occhiali che aveva lasciato nell’altra stanza e tutto emozionato lo aprì. C’era scritto soltanto: “Ci sei?”.
“Soltanto” per modo di dire, perché in virtù dei loro discorsi passati, quella domanda aveva un significato molto più ampio; voleva dire che era arrivato il momento di aprire quella porta della sua mente tenuta ben serrata finora; finalmente aveva deciso di lasciarsi andare.
Così con le dita tremanti per l’emozione, a quel semplice “Ci sei?” rispose con un altrettanto semplice: “Sì, sono ancora qua fuori”.
Dopo una ventina di secondi arrivò un altro messaggio di risposta che diceva: “Dai, entra, ti preparo un caffè”.
La lettura di quelle parole gli fece arrivare il cuore in gola e continuarono a risuonargli nella testa per tutto il tempo che ci mise a compiere in macchina il tragitto di circa 20 km per arrivare a casa sua.
Suonò il campanello e la porta si aprì quasi istantaneamente, come se lo stesse aspettando proprio dietro l’uscio.
Senza dire una parola si abbracciarono, tutt’e due visibilmente emozionati e si scambiarono subito un lungo e appassionato bacio.
Le mani iniziarono a frugare e ad accarezzare i rispettivi corpi; dapprima le spalle, poi la schiena, quindi giù fino ai glutei; fu lui il primo a mettergli la mano in mezzo alle gambe e la percezione evidente del suo desiderio lo fece eccitare oltremodo.
Andarono in camera da letto e cominciarono a spogliarsi a vicenda.
Appena nudi entrambi, distesi sul letto, si abbracciarono di nuovo e ripresero a baciarsi, ad accarezzarsi e a leccarsi ovunque.
Fecero l’amore a lungo; alla fine lui disse: «Ma non dovevi offrirmi un caffè?».
Allora l’altro rispose: «Hai ragione, vado a prepararlo… e poi ricominciamo».
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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