Gay & Bisex
La stanza 17
HelenaCris
29.03.2026 |
1.298 |
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"Gli rivelò una nuova sfumatura di Helena, più audace, più vibrante, più luminosa..."
Helena & Cris La stanza 17
Il motel non aveva nulla di speciale, e forse era proprio questo a renderlo perfetto.
Dopo il cocktail, le risate misurate e quel gioco di sguardi iniziato al tavolino del locale, tutto sembrava essersi spostato su un piano diverso. Sabrina era più bella da vicino di quanto Helena avesse immaginato: giovane, luminosa, con quella miscela di curiosità e provocazione che accendeva l’aria senza bisogno di parole. I loro uomini, poco distanti, osservavano in silenzio quella corrente nascere tra loro due.
Fu Helena a fare il primo passo.
Con calma, con sicurezza, con quella presenza che sapeva diventare quasi dominante senza mai perdere eleganza. Quando si avvicinò a Sabrina, il tempo sembrò rallentare. Le dita sfiorarono il bordo del suo abito, gli occhi rimasero fissi nei suoi per qualche secondo di troppo, e in quel piccolo eccesso si accese tutto.
Quando le due donne si mostrarono l’una all’altra nella lingerie scelta per la serata, la stanza cambiò temperatura. Non c’era più imbarazzo. Solo il piacere di essere guardate, desiderate, comprese nel proprio gioco di seduzione. Helena si mosse con una sicurezza che fece trattenere il respiro a Cris: ogni gesto sembrava dire che quella fantasia non la stava subendo, la stava guidando.
Sabrina rispose subito a quella energia.
Si avvicinò, lasciandosi attirare nel ritmo di Helena, e i loro baci divennero presto più lenti, più profondi, più pieni di quella fame elegante che nasce quando due donne capiscono di piacersi davvero. Sul divano, tra le luci basse e il silenzio carico degli uomini che osservavano, Helena prese il controllo della scena. Non con forza, ma con intenzione. Con quella calma sensuale che fa sembrare inevitabile ogni gesto successivo. Helena iniziò una allargare le gambe di Sabrina e dopo un segno di accettazione iniziò a leccarla profondamente, tanto da farla urlare dall’eccitazione. La lingua si muoveva dall’alto in basso arrivando, dal clitoride fino a leccarle dolcemente tutto il suo splendido culo, concentrandosi nel centro fino a spingere in profondità la lingua, bagnandola con tutta la sua saliva. Helena e Sabrina continuarono per mezzora ora senza mai fermarsi fino a leccarsi e mordersi i loro capezzoli, provocando eccitazioni ancora più intense.
E fu proprio lì che qualcosa cambiò anche in Cris.
Guardarla così — viva, intensa, libera, pienamente dentro il proprio desiderio — non lo allontanò da lei. Fece l’opposto. Gli rivelò una nuova sfumatura di Helena, più audace, più vibrante, più luminosa. E quando i loro sguardi si incrociarono, capì che stava accadendo esattamente ciò che avevano sempre cercato: non una dispersione, ma un’amplificazione.
La notte proseguì come una corrente condivisa.
Le due coppie si mossero dentro quella tensione con naturalezza crescente, fino a ritrovarsi avvolte in una passione più grande della fantasia iniziale. Ma la cosa sorprendente fu ciò che accadde dopo: una volta usciti da quella stanza, Helena e Cris si sentirono ancora più uniti. Come se l’esperienza avesse aperto una porta nuova tra loro. Più desiderio, più fiducia, più energia. Una vibrazione sottile e continua che rimase addosso anche nei giorni successivi, trasformando ogni sguardo e ogni sfioramento in qualcosa di più intenso di prima.
Helena lo disse sottovoce, sulla strada del ritorno:
*"Pensavo fosse solo una fantasia. Invece ha acceso qualcosa di nostro."*
Cris le prese la mano e sorrise appena.
*"Non abbiamo perso nulla,"* le rispose. *"Abbiamo solo scoperto quanto possiamo arrivare lontano insieme."*
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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