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Gay & Bisex

La partita doppia 2 ...il seguito


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
18.07.2026    |    1.459    |    2 9.4
"Marco, non volendo restare a guardare, si sdraiò sotto Edoardo, prendendo in bocca il suo membro e contemporaneamente masturbandosi con vigore..."

​Dopo quella giornata folle tra scadenze fiscali e lenzuola, per circa una settimana tra me ed Edoardo calò il silenzio L'occasione per rivederci si presentò per puro dovere: dovevo consegnare con urgenza alcuni documenti contabili allo studio. Mentre ero seduto di fronte al padre — il solito ritratto del rigore — a discutere di scartoffie, la porta si aprì ed entrò lui. Lo sguardo di Edoardo incrociò il mio e una scossa elettrica, violenta e immediata, mi attraversò la schiena. Mantenendo una perfetta maschera professionale, Edoardo si rivolse a me dicendo che, non appena avessi finito con suo padre, sarei dovuto passare nel suo ufficio perché aveva degli F24 pronti da consegnarmi.
​Congedatomi dal commercialista, infilai la porta del suo studio. Non appena l'uscio si chiuse alle mie spalle, Edoardo scattò: girò la chiave nella serratura, mi spinse contro il pannello di legno e mi baciò con una foga da togliere il respiro, infilando contemporaneamente la mano nei miei pantaloni per stringermi il cazzo, già duro per l'adrenalina.
"Ma sei pazzo? C'è tuo padre di là!" gli sussurrai con il cuore in gola.
Lui, con gli occhi lucidi di eccitazione, mi rispose senza giri di parole: "Ho una voglia matta di fare delle porcate particolari con te. Domani, ora di pranzo, stesso B&B. Fatti trovare lì."
​L'indomani, la tensione erotica era alle stelle. Arrivai al B&B all'ora stabilita, digitai il codice e spinsi la porta della stanza. Ma questa volta ad attendermi non c'era solo Edoardo. Seduto sul bordo del letto, con addosso solo un paio di boxer neri che faticavano a contenere l'erezione, c'era un altro ragazzo, un suo amico: venticinque anni, fisico atletico, carnagione ambrata e uno sguardo che non ammetteva repliche.
​"Lui è Marco," disse Edoardo chiudendo la porta, con un sorriso malizioso che era tutto un programma. "Ti avevo promesso qualcosa di particolare. Oggi facciamo un bilancio consolidato."
​L'eccitazione nella stanza divenne subito palpabile, densa, quasi elettrica. Senza perdere tempo, Edoardo e Marco mi si avventarono contro. Le loro mani iniziarono a spogliarmi con foga, strappandomi letteralmente i vestiti di dosso fino a lasciarmi completamente nudo. Finimmo subito sul letto, un groviglio di corpi, respiro e pelle calda.
​Marco si mise a carponi sopra di me, baciandomi sul collo e sul petto con violenza, mentre la sua lingua scendeva lungo i miei addominali. Contemporaneamente, Edoardo si inginocchiò tra le mie gambe. Prese il mio membro, ormai teso al massimo e pulsante, e lo infilò in bocca con ingordigia, alternando profonde spompinate a sguardi complici rivolti al suo amico. Sentire la bocca calda di Edoardo che mi lavorava dal basso e le labbra di Marco che mi mordevano i capezzoli mi portò subito al limite del delirio.
​Il gioco si fece ancora più spinto. Edoardo si girò, mettendosi a carponi davanti al mio viso, offrendomi il suo buco del culo ancora umido dei nostri ricordi. Non me lo feci ripetere: iniziai a leccarlo con forza, infilando la lingua in profondità tra le sue chiappe sode, facendolo gemere ad alta voce. Nel frattempo, Marco si posizionò dietro Edoardo. Afferrò il suo cazzo enorme e già bagnato di rinfresco e, senza l'uso di alcun gel, sfruttando solo la nostra saliva e la naturale umidità, lo spinse dentro Edoardo con un colpo secco.
​Edoardo lanciò un urlo acuto, un misto di dolore iniziale e piacere purissimo, inarcando la schiena. Marco iniziò a sferzarlo da dietro con colpi ritmici e potenti. Vedere il figlio del mio commercialista preso da dietro con quella foga mi fece impazzire. Spinsi Marco di lato per un momento, volendo essere io a possederlo in quel modo. Mi posizionai dietro Edoardo e lo penetrai a fondo, sentendo le sue pareti stringersi attorno al mio cazzo. Marco, non volendo restare a guardare, si sdraiò sotto Edoardo, prendendo in bocca il suo membro e contemporaneamente masturbandosi con vigore.
​Il ritmo divenne forsennato, un incastro perfetto di carne, sudore e odore di sesso. I gemiti e le parole volgari riempivano la stanza. Marco ci incitava a spingere sempre più forte, finché Edoardo non implorò di essere girato. Lo calammo sulla schiena; io tornai a prenderlo da davanti, afferrandogli le gambe e spingendogliele contro il petto per entrare ancora più in profondità, mentre Marco si mise dietro di me, accarezzandomi la schiena e infilando le dita tra le mie chiappe per stimolarmi, per poi passare a baciare Edoardo sulla bocca in un bacio a tre bagnato e infinito.
​Eravamo tutti al limite. La foga era tale che i corpi sbattevano l'uno contro l'altro facendo cigolare il letto.
"Sto per sborrare, cazzo, sto per venirti dentro!" gli urlai, aumentando la velocità dei colpi.
Edoardo mi strinse i fianchi con le ultime forze, gridandomi di non fermarmi. Con un ultimo affondo violento, venni dentro di lui, liberando fiotti caldi e densi che lo riempirono completamente. Quasi nello stesso istante, Marco, guardando la scena, si sborrò sulla pancia con scariche potenti, e anche Edoardo, senza nemmeno toccarsi, venne sulla sua stessa camicia rimasta sul letto, urlando di piacere.
​Ci lasciammo cadere l'uno sull'altro, esausti, con i petti che si alzavano e si abbassavano all'impazzata e i corpi lucidi di sudore. Il silenzio della stanza fu rotto, ancora una volta, dal fiato corto e poi da una risata sommessa.
​Edoardo, asciugandosi la pancia con un lenzuolo, mi guardò con un occhio semichiuso e un sorriso esausto ma trionfante:
"Allora... questo controllo incrociato... lo consideriamo approvato?"
Io, ancora col fiatone, mi girai verso di lui e verso Marco, stringendo la mano a entrambi:
"Decisamente approvato. Ma questa volta, ragazzi, mettetemi in conto anche la maggiorazione per il lavoro straordinario!"
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