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Gay & Bisex

L’appartamento n6


di Darude
28.12.2025    |    9.769    |    12 9.5
"Io spiare qualcuno in bagno? Un uomo poi? Ma quando mai? Mi schiaffeggiai il volto e decisi di far finta che tutto ció non sia mai accaduto e, in caso di domande, negare..."
Storia accaduta realmente qualche anno fa.

Quando presi la decisione di cambiare città in seguito alla rottura con la mia ex, fu davvero un casino. Per lei avevo fatto molte rinunce nella vita (il lavoro dei sogni nella città dei sogni) e in quel momento mi ritrovai a dover percorrere quel che era la mia strada.

Dopo aver mandato vari curriculum, sono stato chiamato a lavorare in una delle aziende più prestigiose di Bologna, il che era fantastico, ma restava il problema di dover trovare una casa. Gli affitti in città sono davvero troppo alti e, visto gli anni passati a convivere con la mia ex con cui avevo una relazione sin dal liceo, ho preso la decisione di andare a vivere con degli sconosciuti, dei coinquilini. Feci molti colloqui, per circa due mesetti buoni, ma alla fine trovai finalmente la casa ideale!

Ad accogliermi ci fu Marco, architetto da poco laureato che viveva in quella casa da un bel po’ di anni. Marco era davvero molto carino: alto, fisico atletico, capello riccio moro, barba curata e un paio di occhiali che gli donavano molto.

M: ciao, tu devi essere uno dei due nuovi coinquilini. Piacere, mi chiamo Marco!
Io: uno dei due? La proprietaria non mi aveva parlato di questa situazione, pensavo fossimo solo io e te,
M: nono, sono due le stanze libere. Vieni, ti mostro il nostro appartamento.

L’appartamento era molto grazioso, finora l’avevo visto solo in foto, ma comprendeva cucina, un grande salone, due bagni e tre camere da letto.

M: ah, non so se la proprietaria te ne ha parlato, ma purtroppo camera tua non é al momento disponibile… l’imbianchino ha finito oggi di darle una rinfrescata e sicuramente non potrai dormirci prima dei prossimi due giorni.
Io: ah cavolo! Siamo a due a sorprese. Beh mi adatto facilmente e dormo sul divano in salotto se si tratta di un paio di giorni.
M: se per te va bene, io sto per andare via per il weekend e potresti usare camera mia. Vado a trovare mia sorella che abita a Modena.

Sinceramente non volevo approfittarne, lo avevo appena conosciuto. Quindi declinai l’invito e ringraziai.

M: ah un’altra cosa..
Io: dimmi (stavo già per preoccuparmi che ci fosse un altro problema)
M: il terzo ragazzo, Diego, dovrebbe arrivare stasera sul tardi. Io saró già partito, quindi dovrai aprirgli tu la porta e consegnargli le chiavi. Va bene?
Io: non c’è problema (in realtà ero stanco morto e sarei andato a letto prestissimo, se non avessi avuto questa notizia).

Verso le 20.00, Marco parte lasciandomi a casa da solo e, attraverso un gruppo whatsapp creato da lui, ho scoperto che Diego sarebbe arrivato intorno alle 22.00. In quelle due ore di tempo cenai, mi feci una doccia e chiamai degli amici, quando ad un tratto suonó il citofono.

Io: chi è?
D: sono io, Diego.
Io: ti apro subito.

Dall’ascensore uscì lui, Diego, e rimasi quasi a bocca aperta. Un metro e 89 circa di ragazzo, fisico da giocatore da rugby, pelle olivastra, occhi neri profondi, taglio di capelli corto e un bel baffo a coprire il labbro superiore. Diego era davvero affascinante.

D: ciao, sono Diego. Perdona l’orario, ma non sono riuscito a partire prima.
Io: ma figurati, non c’è problema.

Una volta entrato, gli consegnai le chiavi di casa e gli indicai la sua stanza, che a differenza della mia era bella che pronta. Mentre stava svuotando la valigia e stava cucinando la cena, parlammo della situazione della mia stanza e da lì parola tira parola scoprimmo di avere tante passioni in comune e che anche lui si era lasciato da poco con una ragazza.

D: oi, se non ti dispiace, io ora andrei a darmi una lavata. Peró appena esco dalla doccia ti voglio trovare sveglio per una sigaretta ok?
Io: va bene!

La stanchezza mi era passata tutta, ero completamente stregato da quel ragazzo che avevo appena conosciuto. Il che è abbastanza strano: non avevo mai avuto fantasie sessuali per degli uomini! Ho avuto una sola ragazza per circa 8 anni della mia vita e ora è bastato Diego a far crollare tutte le mie certezze sessuali.

Notai che Diego si portó il cambio in bagno, accese le musica e chiuse a chiave la porta. Lì mi venne un pensiero peccaminoso, di cui un po’ mi pento ma un po’ godo, perchè la curiosità era tanta. In punta di piedi mi misi dietro la porta del bagno e cercai di spiare dalla serratura. Quel che vidi era spettacolare. Diego era molto muscoloso, peloso, ma soprattutto aveva un culo marmoreo. Le gambe mi tremavano dall’agitazione ma non riuscivo a staccarmi dalla serratura, sperando di riuscire a vedergli il pene ma, quando sembrava che si stesse per voltare verso la porta, sobbalzai a causa di un rumore.

Il mio cellulare! Avevo dimenticato di mettere il silenzioso e quel suono della notifica di un messaggio era suonato bello forte.
Scappai velocemente in salotto, rosso in volto per la vergogna. Pensai “magari non ha sentito, la musica in bagno era bella alta. Ma se mi ha sentito? Come mi comporto?”.

Mi stavo comportando in un modo a me sconosciuto. Io spiare qualcuno in bagno? Un uomo poi? Ma quando mai?
Mi schiaffeggiai il volto e decisi di far finta che tutto ció non sia mai accaduto e, in caso di domande, negare. Dopotutto dovevo viverci con quella persona.

Diego uscì dal bagno e mi raggiunse in salotto, ci fumammo una sigaretta e poi disse:

“Oi ma sei sicuro di voler dormire in salotto? Qua fa freddo e il divano non mi sembra comodo… vieni a dormire con me. Che c’é? Non avrai mica vergogna di dormire con un maschio, vero?”

Rifiutai la sua proposta. Dovevo sotterrare quel che mi aveva fatto provare, altrimenti avrei vissuto male la cosa.

D: come vuoi. Se cambi idea, sai dove trovarmi. Buonanotte!

È l’una di notte. Non riesco a prender sonno, sia a causa della scomodità di quel divano, sia per i pensieri relativi alla figura di merda fatta poco fa. Non riesco a non pensare del fatto che potrebbe essersene accorto.

Sono le due di notte. Nulla, non riesco a dormire su questo divano. Decido quindi di accettare la proposta di Marco e vado verso camera sua, ma la trovo chiusa a chiave. Che scemo! Se avessi saputo, avrei accettato il suo favore. Nulla, mi tocca bussare a Diego e sperare che tutto vada bene

*toc toc*

Io: Diego, sono io, ti dispiace se…
Diego: te l’avevo detto che era scomodo. Vieni pure.

Continua….
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