Gay & Bisex
Matteo
16.03.2026 |
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""Ti sei divertito abbastanza, fammi giocare un po' anche a me"
Lo tirai su di peso e lo spindi a quattro zampe sul divano, gli tirai giù i pantaloni e fui piacevolmente sorpreso di..."
Gli eventi nel racconto risalgono ad un paio di anni fa, ma io e Matteo ci conoscevamo da almeno 10 anni.Ci siamo scritti per la prima volta sull'app gialla e ci siamo seguiti su IG poco dopo, vivevamo a 25 minuti di distanza, entravi nella provincia Bresciana. Lui è sempre stato il mio tipo: twink definito, un visetto angelico con due occhi grandi ed una bocca carnosa per un ragazzo bianco, perennemente sbarbato, capelli leggermente mossi, alto circa un metro e settanta e un'espressione furbetta.
Abbiamo scoperto in fretta di avere interessi in comuni, dalla musica, alla cultura pop, il cinema e la lingua Francese; nonostante ciò non è mai successo nulla tra di noi, flirtavamo in continuazione e fosse chiaro che eravamo compatibili pure su quel lato ma concretamente non abbiamo mai realizzato nulla se non un paio di aperitivi insieme. Ai tempi pensai che forse non ero il suo tipo, dopotutto quando si parlava di sesso lui vaneggiava sempre sui daddies alti, muscolosi e piedoni; io avevo un anno in meno rispetto a lui, ho un fisico tonico ma non pompato, un modesto 40 ed ero solo qualche centimetro più alto di lui.
Per studio e lavoro lasciai l'Italia, solo per tornarci saltuariamente, e non ci pensai più, nonostante mantengo i contatti via social.
Venendo a due anni fa, era tardo novembre, appena tornato dall'estero. Avevo deciso di licenziarmi per cominciare una nuova carriera, ma avevo anche voglia di stare in Italia per un poco e rivedere un po' di persone.
Una sera ero a cena da amici, quando sentii la vibrazione del cellulare nella tasca dei pantaloni, guardai e notai che era una notifica dalla famosa app gialla, in anteprima il messaggio diceva: "tornato?".
Curioso decisi di aprire il messaggio, il profilo non aveva foto; "Chi sei? :)" chiesi; non dovetti attendere molto per una foto a scomparsa, aprendola vidi un viso familiare,
"Matteo?! Hey, come stai bello?",
"Stressato come sempre amo, però tutto sommato bene. E tu? Sei a Milano?",
"Oh mi spiace, io benone grazie; sì, per un poco rimango qui",
"Miao, hai da fare stasera? ;)",
"Al momento sono da amici, credo finirò tardi :(",
"Tra, tanto io ho il turno tardi stasera e finisco verso mezzanotte",
"Ah sì? E cosa vorresti fare?" chiesi, la fronte e le mani che cominciavano a sudarmi.
"Vieni da me, beviamo un calice e magari ti faccio assaggiare questa pussy".
In allegato arrivò una foto di Matteo a quattro zampe, la testa appoggiata sulle braccia, il cubetto che svettava in alto, il buchetto furbescamente coperto dall'emoji di un gattino. Quasi balzai dalla sedia; non era la prima volta che vedevo sue foto nudo, a quel bastardo piaceva giocare a farmela annusare senza mai darmela, però ogni volta non potevo rimanere indifferente a quanto fosse sexy. Mi guardai velocemente intorno per essere sicuro che nessuno dei miei amici vedesse ila mio cellulare ma per fortuna stavano tutti mangiando e conversando tra di loro.
"Ospiti? chiesi, il cuore che mi martellava in petto
"Sì, questo è il mio indirizzo" subito arrivò la posizione, in un paese poco fuori da Milano ovest;
"Credo finirò pure io per mezzanotte, sarai ancora sveglio all'una?"
"Se mi confermi sì ;)"
"Va bene, a dopo" conclusi.
La testa mi girava, non riuscivo a credere che uno dei miei sogni erotici mi stesse veramente invitando a scopare dopo tutti questi anni. La confusione durò poco e fu a breve sostituita da una grandissima eccitazione, avevo il cazzo che già stava diventando duro.
Verso mezzanotte salutai i miei amici, ringraziandoli per la bella serata e come un fulmine balzai in macchina, dirigendomi verso l'indirizzo datomi con forse un po' troppa fretta.
Non appena arrivai inviai un messaggio "sono qui sotto", la risposta arrivò a breve "Vai al numero ** e citofona a ********".
Esegui e presto la sua voce arrivò dal citofono "secondo piano, terza porta a destra". Salii le scale due gradini alla volta e bussai alla porta; mi aprii la porta, la solita espressione maliziosa sul volto. Non era cambiato molto, soltanto i capelli erano più lunghi di come li portava da ragazzino, un paio di baffetti gli incorniciavano le labbra.
"Hei maschione, come stai? Entra" mi disse con la sua voce leggera, entrai e mi tolsi le scarpe; notai che non c'erano lisci accese in casa ma un sacco di candele sparse sul tavolo e varie mensole.
"Che posto carino che ti sei trovato" gli dissi osservando il loft dove alloggiava
"Grazie, non mi posso lamentare: tu come stai? Ti trovo in forma" disse afferrando una bottiglia di vino rosso strategicamente già posizionata sul tavolo, di fianco a due calici di vino
"Ho fatto palestra questi ultimi anni, si nota?" chiesi, orgoglioso del mio fisico non più minuto
"Eccome, stai proprio bene" mi disse accarezzandomi la spalla e porgendomi un bicchiere pieno.
Bevvi in fretta, l'eccitazione che cominciava a montare, posai il bicchiere su un ripiano e mi avvicinai a lui, che sorseggiava il dal suo lentamente
"Sei sempre bello" gli dissi, afferrando il suo bicchiere e posandolo sul tavolo; eravamo a pochi centimetri di distanza, la tensione palpabile, lui sorrise
"Tu dici?"
"Assolutamente"
Lentamente annullai la poca distanza tra noi, le mia braccia si avvolsero intorno alla sua vita stretta mentre le mia labbra si unirono alle sue. Fu un bacio lungo, umido e carico di passione, passione repressa da anni e finalmente libera di sfogarsi.
Lo sentii gemere nella mia bocca mentre la mia lingua entrava ad esplorare la sua, le nostre lingue presero a danzare tra di loro, il sapore del vino ancora presente. Spostai la mia mano destra sulla sua chiappa destra e la strizzai con decisione, provocandogli un altro gemito. Mi staccai e presi a baciargli e leccargli il collo, mentre le mie mani accarezzavano fede esploravano i l resto del suo corpo, I suoi gemiti acuti divennero più frequenti e forti.
Dopo averlo stuzzicato in questo modo per una decina di minuti decisi che volevo di più, mi staccai e mi sedetti sul divano vicino. Velocissimo Matteo si portò in ginocchio davanti a me e cominciò a trafficare con i bottoni dei miei pantaloni e successivamente me li calò, lasciandomi con i miei boxer neri. Subito prese a strusciare la faccia contro l'evidente erezione che premeva per uscire, baciandola con foga. Mi appoggia sui gomiti e mi godetti lo spettacolo mentre lui mi apriva la patta e finalmente estrasse il mio cazzo turgido, non ancora scappellato. Senza esitazione ci scese sopra e lo ingoiò con facilità; sapevo che era abbastanza troietta, quindi la cosa non mi stupi e mi godetti quel fantastico pompino. La bocca di Matteo saliva a scendeva rapida sulla mia asta, soffermandosi velocemente sulla capella, attorno alla quale faceva ruotare la lingua tua come se fosse un chupa chups. Il rumore umido del pompino era l'unico suono nella casa, a volte accompagnato da qualcuno dei miei sospiri, Matteo mi stava succhiando come un professionista ma sapevo che il bello per me doveva ancora arrivare. Gli infilai una mano tra i capelli soffici e senza uscire mi alzai in piedi, tirandogli la testa all'indietro e dettandogli il ritmo, volevo fargli capire che ero io a comandare il gioco, e che ero lì per il mio piacere, lui si arrese senza lottare, guardandomi con occhi languidi mentre la mia asta color cioccolato entrava ed usciva dalla sua bocca morbida. Estrassi il mio cazzo dalla sua bocca con un pop e lo scappellai prima di sbatterglielo sulla lingua e sulla faccia un paio di volte, lui accolse tutto come se fosse una benedizione.
"Ti sei divertito abbastanza, fammi giocare un po' anche a me"
Lo tirai su di peso e lo spindi a quattro zampe sul divano, gli tirai giù i pantaloni e fui piacevolmente sorpreso di notare che indossava un perizoma semitrasparente di pizzo nero. Mi inginocchiai dietro di lui e comincia a baciargli il cubetto sodo mentre le mie mani gli massaggiavano le gambe, il suo corpo fremeva e piccoli gemiti ogni tanto gli scappavano dalla bocca
"Ti prego..." mi supplicava.
Ma non ero venuto per una cosa veloce, e molto lentamente gli scostai il filoni mezzo alle chiappe, rivelando un buchetto liscio, lo annusai lentamente, prima di lambirlo con la lingua; i suoi gemiti si fecero più forti mentre la mia lingua esplorava quel tesoro che desideravo da tempo.
"Cazzo, sei bravissimo, continua baby" gemeva lui oscenamente, le braccia protese all'indietro, spalancando le natiche oscenamente per facilitare il mio lavoro di lingua, il buchetto rosa che si contraeva spasmodicamente mentre la mia lingua si infilava sempre più nel suo pertugio.
Lo mangiai per più di mezz'ora ora, in diverse posizioni e alternando continuamente il ritmo per non dargli l'opportunità di abituarsi, le sue suppliche e i suoi gemiti sempre più scomposti
"Leccamela sii, ti prego scopami, ti voglio".
Ad un certo punto non ce la feci più e mi posizionai velocemente deietro di lui. Gli posai il cazzo duro nel solco del sedere e gli schiaffeggiai il buco ripetutamente mentre lo apostrofavo e ricoprivo di insulti
"Ti piace il mio cazzo proietta, eh? Dillo che lo vuoi"
"Lo voglio, ti prego dammelo, ti scongiuro"
Mi sputai sulla cappella un ultima volta prima di appoggiarla al suo buchino e cominciare a spingere. Non feci fatica, la sessione di rimming, la mia saliva ed una boccetta di popper sul tavolino vicino resero l'ingresso facile e naturale. Il glande scivolò dentro, seguito da tutta l'asta, finché il mio pube non face contatto con il suo didietro.
Ce l'avevo fatta, finalmente ero dentro Matteo, una gioia frenetica mi invase e cominciai a scoparmelo con foga. Lui, con la schiena inarcata, girava la testa e mi guardava da sopra la spalla, gemendo mentre lo martellavo
"Finalmente me lo hai dato il culo" lo presi in giro
"Sii, a saperlo che eri così bravo te lo davo subito" gemette
"Sei mio"
"Distruggimi la figa, stallone"
Non me lo feci ripetere, gli afferrai i fianchi e aumentai il ritmo, il ciaff ciaff del mio bacino che sbatteva contro il suo culo riempii la stanza, accompagnando i suoi incitamenti a trattarlo da puttana.
Lo scopai a pecora per un poco prima di ribaltarlo e scoparlo a missionaria, togliendogli definitivamente le mutande notai che indossava una gabbietta di castità: sapevo fosse solo passivo ma non pensavo avesse questo kink. Meglio per me, avrei dovuto occuparmi solo del mio piacere.
Lo guardai negli occhi mentre entravo dentro di lui, il suo viso una maschera di piacere mentre sprofondavo come un coltello nel burro.
Andammo avanti così per un ora; lo possedetti in altre posizioni, sul divano e sul letto, Il buco di Matteo era ormai completamente sfondato e il mio pene entrava ed usciva con la stessa facilità con la quale avrebbe avuto con una ragazza, a volte mi soffermato a guardare il mio palo scuro che entrava ed usciva da quel culo bianco, un contrasto estremamente eccitante.
"Cazzo, non ce la faccio più, devo venire"
"Vieni dentro, ti supplico"
"Mi vuoi dentro baby?"
"Sì ti prego, ingravidami, fammi tuo"
A quelle parole cominciai a sborrare, il mio cazzo che pulsava all'impazzata mentre sparava il mio seme all'interno di Matteo, il quale gemeva a sentire i fiotti di sperma che lo riempivano.
Mi accasciai su di lui, eravamo sudati fradici, i nostri corpi luccicanti incollati tra di loro, dentro e fuori, mentre i nostri respiri pesanti riempivano l'appartamento.
Quando ripresi fiato mi alzai a guardarlo
"Certo che potevi svegliarti prima eh"
"Hai ragione, scusa"
"beh, meglio tardi che mai"
Ci baciammo e delicatamente usci da lui, un rivolo di sperma uscii poco dopo, lentamente mi alzai e con delicatezza lo sollevai, stile principessa. Ci dirigemmo verso la doccia, felici e sorridenti per questa nuovo traguardo.
THE END
Nota: so di essere un po prolisso, non vogliatemene, non scrivo spesso e lo faccio come sfogo. :)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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