Gay & Bisex
Nel camper e tra gli ulivi
06.12.2025 |
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"Sei giorni appena trascorsi e lo ritrovo inaspettatamente sul parcheggio, non mi ha avvisato né io ho pubblicato last per incontri ma è arrivato fiducioso che passassi di qui, è di nuovo una..."
Capita che su questo sito scrivo un last dove avviso che sono a passeggiare in zona San Bartolomeo (Foligno) e se qualcuno vuole fare la mia conoscenza indico che accanto al monastero c’è un parcheggio di breccia, sempre deserto, dove ci si può incontrare, magari solo per vedersi e capire se ci sono sbocchi per un’avventura.Sono a piedi e faccio spesso questo giro, arrivo al paese e scendo per una strada di terra tra gli ulivi e mi ritrovo dove è la chiesa poi proseguo verso casa scendendo ancora.
Un giro non impegnativo ma distensivo.
Questo è accaduto dieci giorni fa appena trascorsi:
stamattina esco da casa alle nove e trenta e prima di avviarmi pubblico la solita frase: alle dieci al parcheggio del monastero etc. etc., accendo il mio mp3 e mi incammino; a volte faccio il giro al contrario ma l’orario in cui passo presso questo parcheggio è sempre lo stesso.
Fino ad oggi non ho ancora trovato nessuno disponibile e capisco che la mattina molte persone sono impegnate o magari non risiedono troppo vicino, in effetti non mi faccio illusioni ma quella speranza di divertirsi un poco non muore mai.
Quando imbocco il tratto di terra in mezzo agli alberi sento la natura che mi avvolge e proseguo ascoltando musica; arrivato in vista del parcheggio noto un caravan, un camper per essere precisi, è parcheggiato in mezzo al piazzale di breccia ma del resto è solo quindi può fare come vuole; la solita famigliola di turisti di passaggio a cui hanno consigliato di visitare il monastero peccato che è chiuso da qualche anno per lavori in corso mai terminati.
Il tizio che esce fuori mi vede, come se mi aspettasse e mi fa cenno con la mano di avvinarmi, vorrà informazioni, mi sembra sia solo, nessuna famigliola, mi avvicino salutando e mi fa cenno di si con la testa, non capisco poi dice che indosso un giaccone bianco e sono a piedi, ora so che ha letto il mio annuncio, non posso sbagliare.
Una stretta di mano, un paio di parole di convenienza ed un invito a salire dentro il mezzo parcheggiato; una mano sul sedere mentre salgo e una risata da parte sua.
Chiude la porticina a chiave e poi, non indossa giacconi, si toglie la maglia e i pantaloni, sotto la maglia della salute scompare anch’essa mostrando un petto villoso e due bei capezzoli già appuntiti, scende le mutande e il suo pene è ad inizio erezione, ha davvero una gran voglia immagino per essere già a questo punto e mentre con la mano sinistra si massaggia l’arnese mi invita a denudarmi e anche velocemente.
Mi spoglio togliendo tutto e immediatamente afferra il mio sedere e mi riempie di schiaffi e sculacciate, diventerà tutto rosso per il freddo e le pacche a mano aperta, alle mie spalle mi afferra e mi bacia il collo, le sue mani sulle braccia mi tengono e la lingua mi bagna con la saliva e sento bene che dietro preme, è in piena erezione ora, si muove dondolando attaccato a me poi con tatto mi spinge delicato fino a farmi piegare e poggio le mani sul bordo del letto che ho difronte mentre mi piego sempre più e subito dopo quella lingua fino ad ora sulla mia pelle scivola tra le natiche e mi lubrifica quel tanto che è necessario per non sentire fastidio.
Gemo, i piedi scalzi sul legno del pavimento tendono a scivolare ma lui sa come tenermi fermo e in posizione poi succede, si alza e piazza il cazzo all’imbocco del mio buco, la cappella grande e dura, il buco che non è così aperto da stare tranquillo, spinge e grido, se ne frega, avanza, deciso, dritto, duro e il culo si deve aprire e mentre mi lamento mi arriva fino alle palle per poi muoversi con grande agitazione, il movimento è frenetico, le mani sui fianchi mi tengono fermo e non posso neanche staccarmi un poco che subito mi riprende e mi apre il culo e se la voglia di scopare è tanta , non ricordavo che un cazzo può fare il padrone come e quando vuole e mi sento sottomesso al volere di uno che ha deciso di scopare per godere in modo deciso e abbondante.
Gode dentro il mio culo, lo sperma bollente mi scende nelle viscere mentre si svuota afferrandomi senza che possa muovermi.
Aspetto quasi deluso del tempo poi mi sento accompagnare sul letto, stenditi e toccati dice e eseguo i suoi ordini afferrando il mio pene e comincio a masturbarmi.
Sale sul letto e poco dopo devo aprire la bocca perché mi entra dentro e si indurisce nuovamente, apro le labbra mentre con le dita stuzzica il mio culo, il buco che si apre al tocco e in un colpo d’occhio mi ritrovo lui steso e io seduto che tento di farmi penetrare da quel cazzo di nuovo cresciuto e duro.
E’ una bella impresa scendere sul cazzo, lo faccio adagio facendo entrare bene dentro il grosso bastone ma come arrivo sul fondo lui si muove, si agita, lo sento tutto poi dopo avermi costretto a fare su e giù con le mie sole forze, si attacca per bene a me facendomi scendere su di lui e comincia a dare spinte che mi fanno spalancare gli occhi, mi scopa con rinnovata foga e quando non ne può più sento di nuovo il suo piacere invadermi il culo e riempirmi ogni spazio mentre apro la bocca per mugolare.
Mi ritrovo steso a masturbarmi, questo tipo ha goduto due volte in mezz’ora, io non ci riuscirei mai e mentre la mia mano scorre e so che potrei godere si accosta accanto al mio viso e anche lui comincia a masturbarsi proprio difronte alla mia faccia, mi incita a godere, a sborrare e alla fine riesco a tirare fuori tutto il mio piacere con fiotti di sperma bollente e lui mi imita sborrando nella mai bocca aperta e facendo scendere il suo seme nella mia gola.
Mi accompagna con il mezzo per un tratto, di camminare troppo non me la sento, ci salutiamo sapendo che altre scopate giungeranno.
Sei giorni appena trascorsi e lo ritrovo inaspettatamente sul parcheggio, non mi ha avvisato né io ho pubblicato last per incontri ma è arrivato fiducioso che passassi di qui, è di nuovo una scopata densa e decisa, mi allarga il culo e mi scopa anche stavolta due volte e anche stavolta l’ultima goduta è dentro la mia bocca, un trattamento che so mi riserverà ogni volta che ha voglia di rompermi il culo.
Questa mattina sono partito senza nessuna intenzione di fare sesso o farmi scopare sempre che lui non sia li ad aspettarmi ed infatti non c’è, quasi ci rimango male, è ora che si faccia una nuova scopata con me e invece niente.
Proseguo camminando e nel tragitto di terra e con gli alberi di ulivo sento un rumore, ho le cuffiette collegate al mio mp3 in funzione quindi non sono sicuro poi faccio un salto di paura quando il tizio compare facendomi sobbalzare e ride di cuore per avermi spaventato.
Chissà dove ha parcheggiato il camper mi chiedo e nel frattempo uno sconosciuto si paventa e un istante dopo capisco che sarà dura, mi ritrovo quattro mani addosso, non fanno altro che abbassare i miei pantaloni della tuta e le mutande e appoggiato ad un tronco di ulivo ecco che il mio amico si intrufola tra le mie chiappe e mi apre il culo spingendo il cazzo duro e freddo dentro le mie carni.
Non so cosa pensare, chi è quest’altro poi capisco che anche lui ha certe mire e il mio culo diventa campo di battaglia per due cazzi che si alternano scopandomi senza mai fermarsi, è un continuo, una gara forse, un entra ed esci e il buco si allarga permettendo ai due uomini di scoparmi senza fatica.
Mi fanno mettere in ginocchio e dicono che devo masturbarmi e mentre mi tocco loro fanno lo stesso sul mio viso, li guardo e godo, sborro sul terreno e loro mi seguono ma cercano il mio viso, mi dicono di aprire la bocca, sono avvolto dallo sperma, ce l’ho dappertutto, cerco di leccane il più possibile ma è tantissimo, sono colmo.
Riprendo il cammino dopo esserci sistemati e li saluto, ho già capito che la prossima volta saremo in tre nel camper, povero culo mio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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