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Gay & Bisex

Quando facevo la troietta trav (parte 2)


di esyl
16.05.2012    |    19.342    |    2 9.1
"Quindi mi prese le chiappe fra le mani e cominciò a leccarmi per bene l'ano, con tanto di lingua dentro..."
Continuo a raccontare le mie esperienze come troietta trav. Come ho già narrato, mi trovavo solo a casa e pertanto due giorni dopo decisi di andare nuovamente in giro vestita da fighetta. Questa volta presi un treno verso Cuneo, senza però una meta precisa. Salii su un interregionale che aveva ancora gli scompartimenti e presi posto davanti a un ragazzo di circa 20 anni, penso universitario, perchè aveva lo zaino pieno di libri di analisi matematica. Mi tolsi subito il giubbottino di pelle e rimasi in maglietta sbracciata, quindi mi sedetti accavallando le gambe in modo da mettere in bella evidenza le mie coscette con le autoreggenti nere. Il ragazzo sussultò ma distolse lo sguardo imbarazzato. Il treno partì e io cominciai ad avere caldo. Sbuffavo e cambiavo posizione alle cosce per attirare l'attenzione del ragazzo che sbirciava ma faceva finta di nulla. Alla stazione successiva entrò nello scompartimento un uomo tarchiato sulla 50ina di chiare origini meridionali che, come mi vide, si sedette accanto a me. Era sudato come un maiale e non faceva altro che guardarmi le cosce e le (finte) tette. Allora ebbi un'idea: feci finta di tirare fuori un fazzolletto dalla borsetta e nell'operazione feci cadere volutamente sul pavimento un preservativo. Vidi le loro facce eccitate di colpo, oltretutto non persi l'occasione, piegandomi, di mostrare il mio culetto col perizoma. Inutile dire che l'atmosfera era diventata bollente ma purtroppo poco dopo entrò nello scompartimento una donna anziana molto distinta che con una sola occhiata mi bollò, senza dire nulla, come "puttana". Allora decisi di scendere alla prossima stazione, che era Trofarello. Ero incazzato perchè la vecchia mi aveva rovinato tutto e oltretutto mi scappava la pipì. Andai a cercare i cessi ma erano chiusi e c'era scritto che la chiave ce l'avevano nell'"ufficio movimento", cioè dove sta il capostazione. Me la diedero molto cortesemente, ovviamente ammiccando fra loro, ma non gli diedi peso e mi recai nei gabinetti, dove lasciai la chiave appesa alla serratura. Ovviamente andai nei cessi delle donne, ma come ebbi finito di pisciare sentii la porta principale aprirsi e subito dopo chiudersi con due giri di chiave. "Oddio... Mi hanno chiuso dentro!" pensai... Invece sentii dei passi di scarpe suolate sul pavimento di ceramica. Io avevo lasciato la porta del gabinetto mezza aperta perchè pensavo di essere solo e nel sentire i passi rimasi in piedi, di fianco, ammutolito dall'ansia. Improvvisamente i passi cessarono dietro di me, voltai lentamente la testa e vidi il ferroviere che mi aveva dato la chiave immobile che mi guardava e si toccava il pacco. Io sospirai dicendo: "Mi ha fatto quasi paura..." E lui: "Sei una troia? Quanto vuoi per una pompa?" "Non sono una troia di professione ma se vuoi..." risposi io con l'aria di una novellina. Detto fatto lui si sbottonò i pantaloni, mi accovacciai e presi in bocca il suo cazzo già turgido. Cominciai a pomparlo come so fare e in pochi secondi lo sentii crescere a dismisura nella mia bocca. Lo spompinavo e lo segavo contemporaneamente e lui diceva "Siiii...così... che bocca calda che c'hai..." Notai che aveva anche due belle palle gonfie e dopo avergliele leccate me le presi anche in bocca aumentando il suo piacere. Ormai il cazzo era durissimo e bollente. Capii, dai suoi mugolii, che stava per godere. Gli presi ancora il cazzo tutto in gola, poi gli feci altri due potenti segoni insalivati e il porco non resistette più e mi schizzò in bocca tutto il suo sperma. Fece una sborrata colossale che cercai di ingoiare il più possibile per evitare di farmi sporcare la maglietta. "Boiafaust che bevuta ti sei fatta... Sei proprio una gran pompinara" - disse - mentre si abbottonava i pantaloni. Mi pulii le labbra con un kleneex e risposi: "Ti ringrazio per i complimenti ma ora potresti aprire la porta che devo andare?" "Certo!" e accompagnandomi fuori mi diede una forte pacca sulle chiappe. Uscii dalla stazione eccitata per quel pompino inaspettato e risi al pensiero che quel balengo non si era manco accorto che ero un maschio! Andai in città, mi fermai in un bar a bere una tonica per digerire lo sperma, notai anche qui gli occhi libidinosi degli avventori ma mi stufai abbastanza presto e decisi di tornare alla stazione. All'improvviso ebbi un'altra idea: invece di tornare in treno perchè non provare a chiedere un passaggio? In fondo cosa posso rischiare? Di essere violentato? Mi scappa da ridere! Mi diressi verso la statale con passo spedito (anche se coi tacchi alti non era facile) e una volta lasciato il primo abitato cominciai a guardarmi indietro facendo segno col pollice. Molti rallentavano e mi guardavano, altri suonavano, ma dopo 10 minuti nessuno m'aveva caricato. Erano le 6 del pomeriggio e cominciavo a pensare di aver fatto una cazzata. Nei pressi di un'area di sosta mi fermai un attimo a prendere fiato e dopo poco arrivò un camion frigorifero. Si fermò accanto a me e dal finestrino si affacciò un camionista pelato, sulla 50ina, in canottiera, che veniva da Livorno. "Io vò a Torino, tu dove vai?" "Anch'io a Torino!" Risposi, e mi fece salire. Come salii capii di essere finita nella tana dell'orco: Era tutto tappezzato di donne nude e sul pavimento c'era pure un preservativo usato secco. Lui guidava, si girava per guardarmi le cosce e mi sorrideva. Cominciò anche a raccontare barzellette oscene, io l'assecondai ridendo come una svampita. Dopo 20 minuti si fermò in un area di sosta un po' appartata e capii che voleva farmi la festa, ma adesso temevo che scoprendo il mio vero sesso sarebbe diventato violento. Allora, quando mi si accostò per palparmi le cosce lo anticipai dicendo: "Sono una trav, non sono una donna!" Lui mi guardò stupito, mi disse "Come? Sei un frocio? Non è possibile, sei troppo figa!" Mi alzò la gonnellina e mi mise la manona sul mio cazzetto mollo ed esclamò "Porca puttana, non me ne frega un cazzo, io ti trombo!" Detto fatto tirò le tende sui vetri del camion e mi portò nel letto dietro i sedili. Poi, mentre si calava pantaloncini e mutande, mi disse: Spogliati nuda, lasciati solo calze e tacchi a spillo che mi sembri più troia!" Detto fatto mi sdraiai di fianco sul lettino e lui prese a carezzarmi e a leccarmi. Devo dire che puzzava di sudore e sbavava come un maiale, però ci sapeva fare. Poi mi mise il suo cazzo non lungo ma tozzo davanti alla bocca dicendomi "Succhia, troia, succhia!" Si capiva che non lo lavava spesso per cui cercai di usare molta saliva per pulirglielo. Mentre lo succhiava mi infilava le grosse dita nell'ano e mi faceva eccitare davvero. Quindi mi prese le chiappe fra le mani e cominciò a leccarmi per bene l'ano, con tanto di lingua dentro. Poi, inaspettatamente, tirò fuori un preservativo (nuovo) e se lo mise dicendomi: "Sai, non mi fido delle vacche come te!" "Meno male" pensai, e gli offrii il mio culetto a pecora. Mi fece un po' male per farlo entrare, io urlai, lui si eccitò ancor di più e mi diede dei colpi decisi per incularmi. Mi scopava con una foga bestiale e devo dire che... mi piaceva! Ad un certo momento volle cambiare posizione, si sedette sul lettino e mi fece venire sopra di lui: mi teneva forte sui fianchi e mi faceva sobbalzare sul suo cazzo senza nessuna fatica. Mentre faceva questo mi leccava pure i capezzoli. Improvvisamente mi abbracciò forte stringendomi a lui e capii che mi stava sborrando in culo. Il maiale aveva goduto. Gli tolsi il preservativo pieno di sperma dal cazzo e lo misi in un fazzollettino. Ci ricomponemmo abbastanza in fretta, anche perchè lui doveva consegnare il carico, mi lasciò a Torino pochi minuti dopo salutandomi con un "Ciao troietta, alla prossima!"
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