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Gay & Bisex

... non si scorda mai


di TheMouth
05.10.2026    |    68    |    4 9.4
"Non mi ero reso conto di aver completamente rimosso il ricordo di quella gita al lago..."
Alto bello, faccia da schiaffi, fisico tozzo che la sua altezza rende un armadio quattro stagioni che cammina. Si muove con un’andatura buffa quasi impacciata che lo fa ciondolare come se faticasse a prendere le misure dello spazio intorno con quella massa assurda, un insieme di cose che lo rende la preda più ambita in ogni luogo in cui si trovi. Che siano donne, uomini o giù di lì poco importa chiunque sbava dietro a lui senza un minimo di pudore, senza distinzione di genere, tendenza, ruolo, età: niente.
E io, come gli altri tutto sommato, appena lo vedo perdo ogni ombra di razionalità, il mio cervello ed il mio corpo si ammutinano e tutto va in vacca.
Vacca, mi sembra la parola giusta!
Lui lo sa e ovviamente lo fa apposta.
Comunque dopo alcune volte che ci incrociamo con lo sguardo ci sentiamo in dovere di ispezionare più a fondo le nostre idee riguardo alla conoscenza fisica e così basta un cenno e via.
Ho un po’ paura. La situazione è decisamente non convenzionale, e poi lui è una montagna di carne ed io un ometto, no beh ometto non direi ma sicuramente non un energumeno, e questa cosa in fin dei conti mi agita, ma tutto sommato mi attizza…
-Com’è che ogni volta che ti guardo mi sembri stranito?
Mi dice in un orecchio
-Lo sai è l’effetto che fai, a chiunque.
Non ho ancora finito di parlare che mi afferra con le sue manone e mi avvicina a se, la sua lingua, proporzionata al suo corpo massiccio, parte dall’orecchio e, scivolando lungo la guancia prima e la mandibola poi, irrompe nella mia bocca; entra grande, ruvida, senza chiedere il permesso e come fosse padrona del mio palato rovista dentro di me ed immediatamente il mio corpo mi rimanda sensazioni che stento a controllare anche perché so esattamente dove mi porteranno.
Non resisto e lo branco dietro la testa premendola contro di me senza ritegno per fare entrare ancora di più quella lingua ormai padrona dei miei sensi.
Questo movimento scatena la sua foga e così mi prende per il bacino e ruotandomi mi stampa contro il muro e con un movimento altrettanto deciso mi abbassa i pantaloni e le mutande e con la mano comincia a ravanare il mio buco facendomi sussultare e inarcare la schiena… Con il corpo mi tiene schiacciato al muro e, mentre con una mano mi infila due dita e mi stimola il buco, con l’altra si apre i pantaloni infoiato come non mai, avvicina il suo cazzo e con un poderoso colpo di reni entra deciso nel mio corpo.
Trattengo il fiato, la presenza dentro di me è impegnativa, la superficie ruvida del muro gratta la mia faccia, e la pressione del suo corpo mi devasta, ma ho perso ogni freno, cerco di arcuare la schiena ber far entrare tutto quel ben di Dio ma no, lui deve spingere, deve impadronirsi del mio culo con tutta la forza animale che ha in corpo, e non sa che così ormai si impadronirà anche del mio cervello. Vorrei urlare ma trattengo il respiro un attimo… voglio che mi prenda, voglio che si impadronisca di me voglio dargli…
L’istinto animale si impossessa definitivamente di noi e diamo sfogo alle nostre pulsioni come se fosse una lotta tra bestie per un dominio vitale in un crescendo di ansimi, schiaffi, morsi e sudore che ci porta fino all’urlo liberatorio quando stremati ci accasciamo appoggiati al muro.
Per quanto possibile cerco di riprendere possesso di me e del mio aspetto umano e provo a scacciare l’animale che si è impadronito del mio corpo e del mio cervello.
Prima di tornare al tavolo lo guardo bene.
Sì, è proprio lui.
Sono passati 30anni buoni dal liceo e ha conservato quell’espressione da schiaffi che lo rendeva la preda più ambita del liceo. Certo un po’ affaticato dall’età ma quello sguardo… aaah quello sguardo!!!
Dopo la riunione di classe lascia un messaggio sul gruppo: “non verrò più perché ho ritrovato cose che pensavo di aver sepolto per sempre.”

Esticazzi.

Non mi ero reso conto di aver completamente rimosso il ricordo di quella gita al lago.
Di quel bagno nell’acqua gelida e cristallina, e della sua mano impertinente.
Eppure è stata una bellissima avventura.
Oddio amore è una parola grossa, ma si sa al liceo tutto sembra una svolta nella vita e si, tutto sommato, valeva la pena di viverla quella storia.

Fingiamo di averla dimenticata.
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