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incesto

NONNA E ANGELA CHE FURORE


di TantraManMassaggio
07.09.2025    |    549    |    0 7.1
"Arrivati a casa, andammo immediatamente a dormire tutti e tre nel lettone, al solito io in mezzo, e le mie due signore ai lati, e con il mio uccello ben stretto fra le loro mani..."
Le giornate di vacanza continuavano con lo stesso ritmo, le mie due signore mi stavano sfruttando al massimo non perdendo occasione, salvo nei momenti trascorsi in spiaggia, per avere a che fare in un modo o nell’altro con il mio uccello.

Alla mattina quando andavo in bagno non ero mai solo, almeno una delle due si occupava di me e della mia igiene personale; quando facevo pipì Nonna o Angela mi tenevano l’uccello per poi dedicarsi alla sua ‘pulizia’ con le loro fameliche bocche. Certo che ora a ripensarci devo dire che, al di là della stanchezza che mi calò addosso dopo alcuni giorni di trattamento così speciale, il tutto mi provoca tutt’ora erezioni incontrollabili. Tornando ‘all’assistenza’ nell’igiene personale, Nonna Flora e Angela si dilettavano ogni mattina ad assistermi per la doccia, insaponandomi davanti e dietro, dentro e fuori; infatti capitava che il loro dito medio ‘casualmente’ venisse infilato nel mio pertugio posteriore il che, dopo le prime volte in cui provavo fastidio, mi provocava una immancabile erezione che subito l’altra sfruttava, menandomi l’uccello fino a farmi venire di solito sulle tette piuttosto che in faccia.
Al di là di queste amenità quotidiane, vorrei raccontarvi cosa successe una sera e la mattina dopo a posteriori di un’ottima cena e non solo.

Una sera uscimmo tutti e tre alla volta di un rinomato ed esclusivo ristorante della zona (entrata riservata solo a persone conosciute e tesserate accompagnate da eventuali ospiti).
Le mie due signore erano agghindate di tutto punto mia Nonna in lungo nero, mentre Angela portava un abitino sopra il ginocchio, in seta marrone a pois bianchi. Entrambe con ‘tetta libera’, con string e con sandaletti in tinta; un bel vedere!

Tavolo per tre, tovaglie lunghe fino a terra, luci soffuse e candele sul tavolo. Ristorante non affollato, in totale 4 tavoli occupati compreso il nostro, ben distanti fra loro. Personale di servizio esclusivamente femminile, con divise molto raffinate, gonna a portafoglio blu appena sopra il ginocchio, camicetta in seta bianca, niente calze, sandaletti blu chiusi sul davanti.
Già al nostro arrivo notai la cordialità con cui fummo ricevuti e come la direttrice di sala accolse in particolare mia Nonna Flora, direi da amica da lungo tempo con scambio di bacetti, chiamandosi rispettivamente per nome.
Altri ospiti del ristorante erano 2 coppie su due tavoli distinti , gli altri 2 tavoli erano occupati rispettivamente da tre donne sole e da 2 coppie. In sala quindi eravamo un totale di 14 persone più 8 cameriere.

Come al solito il mio posto era in mezzo alle mie signore.

Vi domanderete del perché di questa mia abbastanza precisa descrizione, ben presto vi accorgerete di cosa successe durante quella cena.

Arrivarono i primi piatti di portata e cominciammo a gustare le prelibatezze servite. Tutto procedeva nella normalità quando ad un tratto alla Nonna cadde il coltello che si infilò sotto al nostro ampio tavolo tondo. D’istinto feci per chinarmi per raccoglierlo ma venni subito fermato da Nonna ‘Faccio io, rilassati e continua a mangiare’. Nonna scostò la sedia e s’abbassò verso terra scomparendo sotto il tavolo, Angela sorrise e mi bisbigliò ‘Ora stai a vedere cosa succede’ . Sentii subito le mani di Nonna sulle mie cosce e poi sulla cerniera dei pantaloni che scorse subito giù liberando il mio uccello che già mostrava i primi segni di erezione. Angela mi prese la mano fra le sue ‘Rilassati e lascia fare a tua Nonna, qui nessuno fa caso a quanto succede, anzi’. Nonna imboccò subito il mio uccello e iniziò a succhiarmi la cappella, per poi passare a leccarlo per tutta la sua lunghezza. Dal ritmo di Nonna capivo bene che voleva concludere il pompino, Angela mi strinse la mano e i disse ‘Lasciati andare, lascia bere tua Nonna’ e così fu, mi lasciai andare e mi scaricai in bocca a Nonna Flora che poco dopo riemerse da sotto il tavolo, asciugandosi gli angoli della bocca e con un viso sorridente e soddisfatto mi disse ‘grazie Andrea avevo voglia di qualche cosa di caldo e saporito. Questa sera il tuo succo è particolarmente gustoso e ricco’. Infilai le mani sotto il tavolo per ricompormi, ma Angela mi fermò e mi disse di rimanere seduto e di lasciare l’uccello libero. Poco dopo si avvicinò a tavolo una delle nostre cameriere e si infilò fra me e Angela. Mi chiese se era tutto a posto e se il tutto era stato di mio gradimento. Ovviamente io annuii. Angela le cinse la vita e disse ‘Avrei anche io un po’ di sete di qualche cosa di forte e saporito, non è che magari mi dai un po’ del tuo succo, cara?’ . ‘Certamente Signora’ e si costò la gonna, notai che era senza biancheria intima e completamente depilata. Inizio a toccarsi la vagina, si penetrò con un dito allargando bene le grandi labbra, fece emergere il clitoride e iniziò ad accarezzarselo velocemente, ‘Il bicchiere Signora, il suo succo è pronto’ e rilasciò uno schizzo di liquido biancastro direttamente nel bicchiere di cristallo che Angela trangugiò in una sola sorsata, schioccando la lingua in segno di apprezzamento. ‘è stato di suo gusto signora? ‘certamente cara, come sempre sei stupenda e succosa.’ Io ero stralunato, mi guardavo in giro, guardavo gli altri avventori e vedevo che anche loro si stavano divertendo alla grande sia fra loro sia con il supporto delle loro cameriere che offrivano il loro corpo, le loro labbra e i loro pertugi per ogni desiderio avessero i Clienti. Una coppia sola alla nostra sinistra si stava sollazzando con lei appoggiata al tavolo e lui che la sodomizzava mentre la loro cameriera, inginocchiata fra le gambe di lei le stava leccando la figa facendola ululare. Le tre donne sole si stavano facendo leccare dalle loro cameriere a cui si era aggiunta la capo sala. E così via per tutti gli altri.

Tornando al nostro tavolo e ai nostri giochi, Nonna e Angela chiamarono le nostre cameriere le fecero sdraiare a terra sul tappeto e si accosciarono sui loro visi, scostandosi il loro mini intimo, per farsi lappare a dovere le loro figone. ‘Andrea vieni qui, fatti succhiare da Angela’ disse Nonna, ‘sborrale in bocca, Angela ha sete!’, raccolsi l’invito e per la seconda volta durante quella sera svuotai le mie palle. ‘Andrea adesso abbiamo voglia di cazzo, vieni qui da Nonna che ci penso io a te’. Nonna cominciò a succhiare e a leccare fino a che il mio uccello non fu di nuovo sull’attenti e prima una e poi l’altra me le scopai con vigore. Eravamo tutti infoiati, rossi in viso, sudati e tesi nel godimento. Come sentii che stavo per venire uscii da Angela, mi avvicinai alla bocca di Nonna e mi scaricai, lei bevve tutto continuando a sditalinarsi e schizzando i suoi umori a terra, formando una piccola pozzanghera. Ci accasciammo tutti a terra, io, al solito, in mezzo a Nonna e ad Angela. Le cameriere passavano fra tutti gli avventori stesi a terra, riversi sui tavoli o sbragati sulle sedie/poltrone per sincerarsi che ciascuno avesse raggiunto il proprio piacere. ‘Anna vieni qua per favore, questo stronzo mi sborrato in figa e mi ha lasciata a metà! Fammi godere!!’ si sentì in sala e Anna, la capo sala, non se lo fece dire due volte, si inginocchiò davanti alla sua ospite le mise le gambe sui braccioli della sedia e cominciò a leccarle la fica colma di sborra mentre le infilava un dito nel culo. L’ospite cominciò a dimenarsi sulla sedia, toccandosi il grosso seno e pizzicandosi i capezzoli. Venne con un urlo. Anna si alzò, si lecco le labbra, si tolse la gonna accosciandosi e iniziò a farsi un ditalino, sfregandosi velocemente il clitoride e introducendosi prima uno,poi due e poi ancora tre dita in figa. Venne anche lei gemendo. Le sarebbe piaciuto poter usufruire della collaborazione della sua ospite, ma le regole della casa lo impedivano; solo gli ospiti potevano godere dei favori delle cameriere mentre queste ultime dovevano soddisfare le necessità dei clienti ed eventualmente darsi auto soddisfazione masturbandosi al massimo utilizzando i propri vibratori.

Non era finita, era tradizione, e comunque è una normale necessità per uomini e donne, scaricare la propria vescica dopo una scopata. Le nostre cameriere si avvicinarono al nostro tavolo e mi presero entrambe sotto braccio, una da un parte e l’altra dall’altra parte, prendendo sotto braccio anche Nonna Flora e Angela, accompagnandoci verso la stanza da bagno. E sì perché non era una normale toilette da ristorante, ma una vera e propria stanza da bagno con tanto di vasche idromassaggio, docce e bidet, e in stanzini separati, le tazze. Oltre a questi normali arredamenti, nella stanza da bagno erano presenti poltrone, sgabelli e dei lettini modellati in ceramica, ciascuno dei quali disponeva anche di soffioni per doccia un po’ particolari, ovvero a forma di piccoli cazzi di lattice, di cui non capivo bene l’utilizzo, ma presto mi fu chiaro. ‘Vieni caro, non aver timore. Ora in questa stanza assisterai e godrai di uno dei riti per cui questo locale è famoso in una cerchia di pochi clienti amici e fidati’ mi disse Nonna.
Anna la capo sala ci stava attendendo completamente nuda, mostrando il suo seno abbondante e il suo sesso perfettamente depilato. Le nostre cameriere si denudarono e ci aiutarono a toglierci e a riporre i pochi indumenti che avevamo addosso. Le nostre due cameriere si sdraiarono sui lettini e Anna la capo sala si sedette su uno degli sgabelli. Le due cameriere invitarono Nonna e Angela a raggiungerle e ad accovacciarsi sopra le proprie facce mentre Anna mi fece cenno di mettermi davanti a lei. Le due cameriere iniziarono a leccare avidamente le fighe delle mie due attempate accompagnatrici, non risparmiando di lappare a dovere anche l’ano, provocando una ricca pisciata sia a Nonna sia ad Angela. Presero poi in mano i soffioni di lattice a forma di cazzo miscelarono con cura l’acqua calda e l’acqua fredda e iniziarono un lavaggio intenso e profondo delle due vagine. Ovviamente tale pratica ebbe le sue conseguenze in termini di almeno un paio di orgasmi da parte di Angela e di Nonna. Le due cameriere si alzarono dai lettini e fecero poggiare ai lettini Nonna e Angela in modo da avere a disposizione i loro ani. Diminuirono la pressione dell’acqua e pian piano introdussero nel culo di ciascuna quella sorta di clistere. Nonna e Angela avevano il viso stravolto, si mordevano le labbra per il piacere che le due donzelle stavano procurando loro. Io, in piedi davanti ad Anna che mi stava masturbando, osservavo sbalordito la scena. Dopo alcuni minuti di sodomizzazione ‘clisterica’ le due cameriere estrassero i soffioni dal culo di Nonna e di Angela e le due, tenendosi le chiappe strette, si mossero con passo spedito verso gli stanzini con le tazze per scaricarsi. Anna nel frattempo aveva imboccato il mio uccello e, tenendomi per le chiappe, mi stava facendo un succulento pompino, leccando, succhiando, facendo roteare la lingua sulla cappella. Anna mi guardava fisso negli occhi, sorridendo con gli occhi e quando si rese conto che stavo per venire, aumentò il ritmo, aprì leggermente la bocca tenendo il mio uccello racchiuso fra la lingua e il palato; io sborrai tutto quello che avevo in corpo e buona parte del mio succo andò direttamente in gola ad Anna e altrettanta buona parte uscì dalla sua bocca colando lungo il mento e bagnandole le sue tettone. Usa scena che ancora oggi rivedo nella mia memoria e immancabilmente mi fa eccitare al limite della masturbazione. Proseguimmo poi nella nostra ‘pulizia’ con una bella doccia, io, e un bel bagno per Angela e Nonna sempre assistiti dalle nostre care cameriere e dalla capo sala che non mancarono di insaponarci e di accarezzarci dappertutto.
Prima di lasciare il ristorante Nonna saldò il conto e lasciò una lauta mancia alle tre signorine che ringraziarono e ci baciarono lingua in bocca. Anna la capo sala mi fece scivolare in tasca un bigliettino con il suo numero di telefono e l’indirizzo con scritto ‘carissimo, quando vuoi chiamami sarò sempre a tua disposizione ber soddisfarti in altri mille modi e per poter ancora apprezzare il tuo prezioso gioiello’.

Arrivati a casa, andammo immediatamente a dormire tutti e tre nel lettone, al solito io in mezzo, e le mie due signore ai lati, e con il mio uccello ben stretto fra le loro mani.

La mattina seguente mi svegliai di buon ora con qualche problemino di stomaco, volai in bagno e mi inginocchiai davanti alla tazza per’ potete ben capire per cosa. Nonna arrivò subito dopo insieme ad Angela e mi chiese cosa avessi. ‘Non preoccuparti amore, ora ci pensiamo noi. Fra poco starai meglio con il vecchio rimedio di Nonna.’ Detto ciò mi fece mettere in ginocchio nella vasca da bagno ‘non esiste rimedio migliore di un clistere di camomilla tiepida’ disse tenendo in mano una di quelle perette arancioni con la cannuccia rigida. Angela preparò almeno due litri di camomilla mentre Nonna provvedeva a farmi rilassare e a rilassare il mio ano, prima baciandolo e leccandolo, poi prese un poco di lubrificante, lo spalmò sulle dita e delicatamente mi massaggiò il buco del culo. Angela entrò in bagno con il recipiente colmo di camomilla tiepida e in quello stesso momento Nonna, sentendo che il mio ano si era completamente rilassato, introdusse piano piano il dito medio per spalmarmi il lubrificante anche dentro. Fu immediata la mia erezione, Nonna allora mi prese in mano l’uccello e iniziò a menarmelo molto lentamente ‘Amore rilassati, Nonna ora ti fa una sega, mentre ti riempie la pancia di camomilla, non avere timore, rimani nella vasca, se sentirai lo stimolo di sborrare o di scaricarti fallo pure senza ritegno’ e così accadde che mentre sborravo uno schizzo potente mi uscì dal culo. Nonna si ritrasse, mi pulì e asciugò con un panno di lino, riempì ancora la peretta e me la introdusse nel culo per una seconda dose di camomilla. ‘ora cerca di trattenerti. Quando non ce la farai più siediti sulla tazza.’ Seguii le indicazioni di Nonna e nel giro di poco mi ripresi completamente.
Intanto le mie signore si erano riaccomodate nel lettone e si stavano trastullando con i loro vibratori. Le raggiunsi in camera e mi misi in ginocchio fra loro, presi in mano entrambe i vibratori e continuai a masturbarle. ‘Andrea continua così’ mi disse Nonna ‘sto per venire. Sììììììì, dai non smettere, più forte! Mettimi un dito nel culooooo!!!! Vengoooo!’ e schizzò il suo piacere sulla mia mano. Angela intanto si era messa carponi, con la testa appoggiata sul cuscino e con le mani si allargava per bene le chiappe ‘Inculami! Fammi godere del tuo cazzone!!!’ mi misi subito dietro di lei che allungò una mano per prendere il mio cazzo che indirizzò subito verso il suo buchetto ‘Spingi!!!’ fui subito dentro e iniziai a pompare mentre Angela apriva e stringeva il suo sfintere, provocandomi un enorme godimento. Andai avanti per alcuni minuti, Angela continuava nel suo apri e chiudi, oscillando anche avanti e indietro per rendere ancora più intensa la sodomizzazione. Si tratteneva dall’urlare mordicchiando il cuscino. A un tratto esplose in un intenso orgasmo amplificato dal lavoro di dita che Nonna le stava praticando sul clitoride ‘Godi troia! Senti che bel cazzone ha il mio nipotino! Andrea non sborrare, ti voglio nel mio culo!’ e mi prese l’uccello alla base, stringendo forte per evitare la mia eiaculazione. Lo sfilò del culo di Angela e con un solo movimento si mise a carponi di fronte a me, infilandoselo nel culo senza alcun problema di resistenza. ‘Fottimi!! Angela leccami la figa!!’ Angela si infilò sotto di noi con la testa fra le gambe di Nonna e iniziò a leccarla, offendo la sua figa alle labbra e alla lingua di Nonna. Angela allungò le mani fino ad arrivare alle mie chiappe e mi infilò un dito in culo, sussultai e spinsi con ancora più vigore. ‘Vengooo!! Vieni Andrea, sborrami nel culo!!!’ mi lasciai andare mentre Angela continuava a lappare la figa di Nonna e mentre si masturbava con tre dita. Sborrai nel culo di Nonna, mentre Nonna schizzava i suoi umori misti alla mia sborra che colava dal suo culo fino in viso ad Angela. Ci sdraiammo spossati e ci addormentammo. Qualche ora di sonno ristoratore, il risveglio per poi rassettare il lettone che vi lascio immaginare come fosse zuppo di noi. Una doccia ristoratrice e poi una scappata in spiaggia per goderci un poco si sole.
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