incesto
Pt.12 Quella stessa notte
18.05.2026 |
4.030 |
2
"Non poteva credere che sua figlia avesse assistito alla scena di questo pomeriggio..."
Sara non riusciva a dormire. L’immagine della figa gonfia e bagnata della mamma che inghiottiva quel dildo enorme continuava a tormentarla. Voleva assaggiarla. Voleva sentire quel sapore, farla tremare con la lingua.Verso le due e mezza di notte si alzò. La casa era silenziosa. Andò in punta di piedi fino alla camera dei genitori. La porta era di nuovo socchiusa.
Entrò senza fare rumore.
La mamma dormiva supina, la maglietta del pigiama leggermente sollevata sulla pancia, le gambe un po’ aperte. Il padre russava piano voltato dall’altra parte.
Sara si avvicinò dal lato della mamma. Il cuore le batteva così forte che le sembrava di sentirlo nelle orecchie. Si inginocchiò lentamente accanto al letto. Con dita tremanti afferrò l’orlo dei pantaloncini del pigiama della madre e li abbassò piano insieme alle mutandine, scoprendo quella figa stupenda.
Era ancora un po’ gonfia dalla sessione di qualche ora prima. Le grandi labbra carnose, leggermente lucide. Sara si avvicinò, il respiro caldo che sfiorava la pelle sensibile.
Si fermò un secondo, tremando per l’eccitazione e la paura. Poi tirò fuori la lingua e diede una prima, lenta leccata lungo tutta la figa della mamma, dal basso fino al clitoride.
La mamma ebbe un piccolo sussulto nel sonno, ma non si svegliò.
Sara gemette silenziosamente. Il sapore era dolce, caldo, leggermente salato. Perfetto. Iniziò a leccare con più decisione: lunghe passate lente, poi concentrandosi sul clitoride, succhiandolo piano tra le labbra.
La mamma cominciò a bagnarsi di nuovo. Un piccolo rivolo di umori le colò tra le labbra. Il suo respiro si fece più pesante. Le gambe si aprirono un pochino di più, come per istinto.
Sara era in estasi. Leccava sempre più avidamente, infilando la punta della lingua tra le grandi labbra, assaporando ogni goccia. Quando la mamma gemette piano nel sonno, Sara pensò che sarebbe venuta solo per quello.
Continuò per diversi minuti, sempre più audace: leccava, succhiava, stuzzicava il clitoride con la punta della lingua. La figa della mamma era ormai fradicia, le grandi labbra gonfie e aperte.
Sara stava per infilare un dito quando sentì il padre muoversi dall’altra parte del letto.
Si bloccò di colpo, il cuore in gola. Rimase immobile per quasi un minuto, con il viso ancora tra le gambe della mamma, la lingua a pochi millimetri dalla figa bagnata.
Poi, lentamente ricominciò, Sara era completamente persa tra le gambe della madre. Leccava con passione, la lingua che scivolava tra le grandi labbra carnose, succhiando il clitoride gonfio, assaporando quel sapore dolce e caldo che la stava facendo impazzire.
La mamma gemette più forte nel sonno, spingendo il bacino contro la bocca della figlia. Poi, improvvisamente, i suoi occhi si spalancarono.
Per un secondo rimase paralizzata, guardando verso il basso. Vide la testa di Sara tra le sue cosce, il viso lucido dei suoi umori, la lingua ancora fuori.
«Sara…?!» sussurrò con voce strozzata, scioccata.
Sara alzò lo sguardo, gli occhi lucidi di eccitazione, senza ritrarsi del tutto.
La mamma le afferrò rapidamente il braccio, tirandola su. Il cuore le batteva all’impazzata. Guardò verso il padre che continuava a russare, poi trascinò Sara fuori dalla stanza senza dire una parola, stringendole forte il polso.
Entrambe a piedi nudi, attraversarono il corridoio fino alla camera di Sara. La mamma chiuse la porta dietro di sé e vi si appoggiò, il respiro corto, la maglietta del pigiama sollevata e le mutandine ancora abbassate a metà coscia.
«Ma che cazzo stavi facendo?!» sibilò, rossa in viso tra shock, vergogna e qualcosa di molto più pericoloso. «Cazzo mi sono svegliata credendo fosse papà e invece avevo la tua lingua fra le gambe! Sono tua madre, Sara!»
Sara rimase in piedi davanti a lei, le labbra ancora lucide. Non cercò scuse.
«Lo so» rispose con voce bassa ma ferma. «Ti ho vista questo pomeriggio… attraverso la fessura della porta. Ti sei toccata, ti sei scopata con quel dildo enorme. Eri bellissima, mamma. E quando ti ho leccata… non sono riuscita a fermarmi.»
Fece un passo avanti, riducendo la distanza tra loro.
«Voglio provare con te. In fondo siamo madre e figlia… è diverso da tutto il resto. Voglio imparare da te. Voglio saper muovermi come sai fare tu, scoprire i tuoi segreti ! Ti prego… non mandarmi via. E poi ho visto come hai guardato Andrea nudo oggi»
La mamma deglutì. Non poteva credere che sua figlia avesse assistito alla scena di questo pomeriggio. Che avesse visto suo fratello nudo e visibilmente eccitato. Che cavolo stava succedendo oggi! Il suo respiro era pesante. Cercò di protestare, ma le parole parevano non venire. Poi l’immagine di Andrea nudo gli invase la mente, i suoi capezzoli erano visibilmente duri sotto la maglietta leggera e le sue cosce si strusciavano lentamente una contro l’altra.
«Sara… questo è sbagliato… io non posso…»
Ma la voce era debole. Gli tornò alla mente il periodo prima di conoscere il marito, quante estati passate da vera maiala, quanti cazzi aveva fatto esplodere nelle lunghe notti di quelle calde estati al mare con la sua famiglia. Gli tornò in mente sua sorella Clara, quando ancora adolescenti dopo una notte passata sotto le stelle a ballare ubriache, per gioco si erano baciate, toccate e masturbate fino a venire insieme. Ma era successo solo una volta ed era finita lì. Sara lo capì. Capì che la madre aveva pensieri bollenti in testa che la tormentavano. Si avvicinò ancora, fino a premere il suo corpo contro quello della madre. Le sfiorò le labbra con le sue.
«Ti è piaciuto, vero? Quando ti leccavo…» sussurrò. «Eri bagnatissima.»
La mamma chiuse gli occhi per un secondo. Poi, con un sospiro tremante, cedette.
«Dio… perdonami» mormorò.
Afferrò il viso di Sara e la baciò con passione, lingua contro lingua. Fu un bacio affamato, disperato, anni di repressione che venivano fuori all’improvviso.
Sara gemette nella bocca della madre e le infilò una mano tra le gambe. La figa della mamma era fradicia. Due dita scivolarono dentro facilmente.
«Mamma… sei così calda» ansimò Sara.
La spinse delicatamente verso il letto. La fece sdraiare sulla schiena e le tolse del tutto i pantaloncini e le mutandine. Si inginocchiò tra le sue gambe aperte e riprese a leccarla con passione, stavolta da sveglia.
La mamma le mise una mano tra i capelli, stringendo forte.
«Ahh… Sara… sì… proprio lì… cazzo, sei brava…»
Sara leccava con fame, succhiando il clitoride, infilando la lingua dentro, poi due dita che scopavano la figa matura della madre con ritmo crescente. La mamma cercava di trattenere i gemiti, mordendosi il braccio.
Dopo qualche minuto la mamma la tirò su.
«Vieni qui… voglio sentirti anch’io.»
La fece mettere a 69. La mamma seppellì il viso tra le gambe di Sara, leccandola con una passione sorprendente, mentre Sara continuava a divorare la figa della madre.
I gemiti soffocati riempivano la stanza. La mamma era molto più brava di quanto Sara si aspettasse: la lingua esperta, le labbra che succhiavano il clitoride, due dita curve dentro di lei che massaggiavano il punto giusto.
Sara venne per prima, tremando violentemente sulla bocca della madre, soffocando il gemito contro la figa bagnata di lei.
Poco dopo anche la mamma esplose, stringendo forte le cosce intorno alla testa di Sara mentre veniva con forza, inondandole la bocca di umori caldi.
Rimasero sdraiate una accanto all’altra, sudate e ansimanti.
La mamma accarezzò i capelli di Sara, lo sguardo ancora confuso ma pieno di desiderio.
«Questo… non deve mai uscire da questa stanza» sussurrò.
«E poi mi spiegherai perché stavi spiando tuo fratello nudo»
Sara sorrise, passando un dito sulle labbra gonfie della madre.
«Per ora… ma voglio di più, mamma. Voglio tutto. Voglio che mi insegni a cavalcare quel dildo come una vera troia. E se mi accontenterai ti dirò perché stavo spiando Andrea»
La mamma chiuse gli occhi, già sapendo che non sarebbe riuscita a dirle di no.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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