incesto
Pt. 16 Il Gran Finale - L’Alba
05.06.2026 |
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"Lo guardò dal basso per qualche secondo, poi apri le labbra e prese il grosso cazzo del padre in bocca..."
Nella camera grande, la mattina presto all’alba la luce entrava timida dalla persiana non completamente chiusa della finestra, facendo un gioco di luci e ombre sui corpi nudi della famiglia. Ci fu solo un momento per aprire gli occhi, stiracchiarsi e poi la vicinanza dei corpi nudi riaccese subito il desiderio e la voglia. Iniziarono così:Sara cavalcava lentamente il cazzo di Andrea, prendendo tutta la sua lunghezza nella fighetta fradicia con movimenti circolari e sensuali. Poco distante, la mamma era su un fianco, la figa matura e gonfia che inghiottiva il grosso cazzo del padre dietro di lei fino alle palle, gemendo piano mentre spingeva il culo all’indietro per sentire ogni centimetro di quel grosso cazzo entrare nella figa.
I quattro si guardavano, eccitati dal vedersi scopare a vicenda.
Poi Sara scese dal cazzo del fratello prese la mano della madre e la tirò a se, staccandola dal marito. Le due donne si avvicinarono e si baciarono con fame, lingue che si intrecciavano in modo osceno, mani che palpavano i seni e dita che affondavano nelle fighe fradicie. Sara spinse la madre sul letto di schiena e si mise sopra di lei in 69. Iniziarono a leccarsi voracemente: la mamma affondava la lingua nella figa stretta e bagnata della figlia, succhiandole il clitoride, mentre Sara le divorava la figa carnosa, infilando due dita dentro di lei.
I gemiti soffocati delle due donne fecero diventare i cazzi di padre e figlio durissimi mentre si toccavano guardando quello show lesbo.
Sara, con il viso lucido degli umori della madre, alzò lo sguardo verso di loro e disse con voce sporca e provocante:
«Vedo che vi eccita molto il nostro spettacolino, chissà se anche due uomini che se lo succhiano sia uno spettacolo eccitante! Voglio vedervi succhiare il cazzo l’uno all’altro.»
Il padre scosse subito la testa, quasi disgustato.
«Assolutamente no. Non se ne parla nemmeno.»
Andrea fu ancora più categorico: «Col cazzo! Io non succhio papà. Sei impazzita forse Sara?»
Sara sorrise maliziosa e continuò a leccare la figa della madre, che gemeva più forte sentendo la richiesta.
«Solo per questa volta… voglio vedervi» insistette Sara. «Voglio vedere il cazzo di papà nella bocca di suo figlio.»
Il padre ringhiò: «No, Sara. Non lo farò. È troppo. Dimenticatelo.»
Andrea, rosso in viso, aggiunse con voce tesa: «Neanche morto. Non mi metto il cazzo di papà in bocca. È una cazzata.»
Ma più i due uomini rifiutavano, più il cazzo di Andrea sembrava diventava incredibilmente duro, pulsando violentemente. La mamma, continuando a leccare la figa della figlia con passione, mugolava eccitata contro il clitoride di Sara, chiaramente eccitata da quella resistenza.
Sara insistette, la voce sempre più calda e persuasiva:
«Dai… guardate quanto vi si è indurito il cazzo. Siete eccitati anche voi. E poi che mai sarà, pur io e mamma ce la lecchiamo, e a voi piace guardarci. Voglio solo vedere una volta papà che ti riempie la bocca… e tu che succhi il cazzo che ti ha fatto.»
Il padre strinse i denti: «Sara, ho detto di no. Non succederà. Smettila!»
Andrea deglutì, lo sguardo fisso verso il padre: «Cazzo… no. Non posso. È una follia.»
Ma la sua voce era sempre più debole. Sara notò che Andrea stava per cedere, lo sguardo gli cadeva fisso sul cazzo del padre e il suo non smetteva di pulsare copiosamente, così tuonò: «Te lo ordino! Fallo e basta.»
Andrea, respirando affannosamente, si avvicinò al padre. Gli occhi bassi sul grosso cazzo eretto del genitore, grosso, venoso e con la cappella gonfia. Allungò lentamente una mano, quasi tremando, e sfiorò con le dita la base del cazzo del padre. «Andrea… non dobbiamo farlo» disse con voce rauca, anche se il suo cazzo ebbe un guizzo violento nella mano del figlio.
Sara, eccitatissima, lo incitò: «Continua… toccalo bene. Senti quanto è grosso.»
Andrea deglutì di nuovo, poi dopo un’ultima esitazione si inginocchiò lentamente davanti al padre. Gli occhi incollati su quella cappella gonfia. Il viso era a pochi centimetri dal cazzo enorme. Lo guardò dal basso per qualche secondo, poi apri le labbra e prese il grosso cazzo del padre in bocca.
«Cazzo…Andrea no…» mormorò il padre, ma non sembrava voler opporre troppa resistenza.
Iniziò a succhiarlo lentamente, in modo impacciato, con vergogna ed eccitazione insieme.
Dopo i primi movimenti goffi ora sembrava prendere confidenza, mentre con una mano gli masturbava la base, la bocca scorreva su e giù al cazzo del padre che iniziava a respirare pesantemente.
«Ahh… porca troia» gemette il padre.
Incitato dal gemito, Andrea inizio a succhiare sempre con più avidità, aumentando i movimenti e giocando con la lingua su tutta la cappella del padre.
Il padre sorpreso dal piacere,gemette ancora più forte, godendo visibilmente, ma quando Sara disse «Ora tocca a te, papà. Succhia il cazzo di tuo figlio», lui si bloccò.
«No… quello no» disse con voce rauca, tirandosi indietro leggermente. «Succhiarlo io non lo faccio.»
Sara si staccò dalla figa della madre e si mise seduta sul letto, guardando il padre con occhi autoritari e maliziosi.
«Se non lo fai, finisce qui» disse con tono deciso. «O ti metti il cazzo di tuo figlio in bocca, o ce ne torniamo tutti nelle nostre stanze.»
La mamma, ancora sdraiata con le gambe aperte, guardò il marito con occhi pieni di eccitazione.
«Fallo, amore… ti prego. Voglio vedervi.»
Il padre strinse i denti, combattuto tra l’orgoglio e il desiderio feroce. Guardò il cazzo duro e pulsante di Andrea, poi di nuovo Sara.
«Cazzo… sei una piccola manipolatrice» ringhiò.
Sara sorrise: «E tu sei duro come non mai. Ora succhialo.»
Dopo qualche secondo di tensione, il padre cedette. Spinse Andrea sul letto e si posizionò sopra in 69. Guardò il cazzo del figlio per un lungo momento, poi abbassò lentamente la testa.
Tirò fuori la lingua e diede una prima leccata lunga lungo tutta l’asta di Andrea, dalla base fino alla cappella. Andrea sussultò. Il padre lo fece di nuovo, più lentamente, bagnandolo di saliva, poi aprì la bocca e prese il cazzo del figlio tra le labbra.
Iniziò a succhiarlo con esitazione, ma gradualmente divenne più deciso. La sua testa andava su e giù, prendendo sempre più lunghezza, mentre con una mano stringeva alla base il cazzo del figlio. Il rumore bagnato della bocca del padre riempiva la stanza.
Andrea, sotto di lui, gemeva forte con il cazzo del padre ancora in bocca, succhiandolo con più foga.
«Cazzo papà… così…» ansimò Andrea.
Il padre emise un grugnito basso intorno al cazzo del figlio e accelerò, succhiandolo più profondamente, facendo scivolare le labbra fino a metà asta. La saliva colava copiosamente lungo il cazzo di Andrea, bagnandogli anche le palle. Il padre usava anche la lingua, leccando la cappella ogni volta che saliva e fino alle palle quando scendeva.
Sara e la mamma guardavano ipnotizzate, toccandosi a vicenda.
«Guardate come lo prende bene…» mormorò Sara eccitatissima. «Papà succhia il cazzo di Andrea come una troia.»
Il padre, ormai perso, spinse il bacino verso il basso, scopando leggermente la bocca del figlio mentre continuava a succhiarglielo con avidità crescente. I due si stavano divorando a vicenda in un 69 sempre più sporco e profondo.
Le due donne guardavano lo spettacolo con gli occhi pieni di lussuria.
«Cazzo… è troppo eccitante» gemette la mamma tra le gambe di Sara.
Da quel momento la notte esplose senza più freni. I quattro si unirono in un’orgia selvaggia e completa: doppie penetrazioni, cazzi che passavano da una bocca all’altra, Sara e la mamma una sopra l’altra mentre venivano scopate rispettivamente dal padre e da Andrea, cambi di posizione continui, schiaffi sul culo, la mamma che veniva presa nel culo dal marito mentre succhiava il cazzo del figlio fino alle palle e si faceva leccare la figa dalla figlia, le due donne in ginocchio che succhiavano e leccavano i due cazzi insieme, scambiandosi sperma con baci profondi.
La mattina finì in un orgasmo collettivo devastante: il padre e Andrea vennero quasi insieme, uno nella figa di Sara e l’altro nel culo della mamma, mentre madre e figlia venivano tremando violentemente, leccandosi fino all’ultimo spasmo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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