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incesto

Pt.14 Troppo tardi


di ragafr
18.05.2026    |    3.476    |    4 9.9
"Vedeva il marito che scopava la figlia con forza, il cazzo che entrava e usciva lucido degli umori di Sara, mentre lei succhiava il cazzo del fratello..."
I tre erano ancora intrecciati sul letto matrimoniale, sudati e ansimanti, non avevano fatto caso al tempo passato, quando sentirono dei passi pesanti sulle scale.
«Cazzo!» sibilò Andrea, alzando di scatto la testa. «È papà!»
La mamma sbiancò. Si alzò di corsa dal letto, lo sperma del figlio che le colava lungo l’interno coscia.
«Nasconditi nell’armadio!» le disse Sara rapidamente, spingendola verso il grande armadio a muro. «Presto!»
La mamma fece appena in tempo a infilarsi dentro, nuda, lasciando solo uno spiraglio tra le ante. Il cuore le batteva all’impazzata.
Sara e Andrea cercarono di sistemare alla meglio. Sara afferrò il lenzuolo per coprire le macchie umide sul letto, Andrea prese i suoi boxer dal pavimento. Ma era troppo tardi.
La porta della camera si aprì.
Il padre entrò e si bloccò sulla soglia. Davanti a lui c’era Andrea completamente nudo, il cazzo ancora mezzo duro e lucido, e Sara in piedi accanto al letto con solo il lenzuolo in mano, i seni scoperti e la fighetta rossa e gonfia.
«Ma che cazzo…?!» ringhiò il padre, la voce bassa ma furiosa. «State scopando nella nostra camera?! Nel nostro letto?!»
Sara cercò di parlare: «Papà, noi…»
«Zitta!» la interruppe lui, entrando e chiudendo la porta. «Se vostra madre fosse salita invece di me? Siete impazziti? Se vi avesse scoperto? E proprio qui, dove dormiamo noi?!»
Il suo sguardo passava dal cazzo del figlio alla figa bagnata della figlia. Nonostante la rabbia, si vedeva chiaramente il rigonfiamento che cresceva nei suoi pantaloni.
Andrea abbassò la testa, imbarazzato. «Scusa papà… ci siamo lasciati prendere»
Il padre fece un passo avanti, gli occhi fissi sui corpi nudi dei figli. Il cazzo gli divenne completamente duro.
«Lasciati prendere…» ripeté con tono più basso, quasi un ringhio. «E da quanto tempo andate avanti voi due in camera nostra?»
Nessuno rispose. Il padre si passò una mano sul viso, poi, improvvisamente, si aprì i pantaloni e tirò fuori il suo cazzo enorme e spesso, già completamente eretto.
«Visto che siete qui…» disse con voce rauca, «tanto vale che vi ricordi chi comanda in questa casa.»
Sara e Andrea si guardarono per un secondo. Poi Sara sorrise, era settimane che non vedeva più il cazzo enorme del padre in tutto il suo massimo splendore e le era tornata tremendamente voglia.
Il padre afferrò Sara per i fianchi e la spinse sul letto a quattro zampe, proprio di fronte all’armadio. Poi si avvicinò al suo orecchio sussurrando una frase che uscì come una dolce minaccia «Vedo che ti piace farti scopare su questo letto…ma oggi non dovrò fare piano.» Le aprì le gambe e le infilò il cazzo dentro con un colpo solo, fino in fondo.
«Ahh!» gemette Sara.
Dall’armadio, la mamma vide tutto: il cazzo grosso del marito che spariva nella figa della figlia, i colpi forti e profondi, i seni di Sara che ondeggiavano.
Il padre scopava con rabbia ed eccitazione, schiaffeggiando il culo di Sara.
«Quindi ti fai fottere ancora da tuo fratello qui, eh? Troietta…» ringhiò, spingendo più forte.
Poi guardò Andrea, che era rimasto in piedi, il cazzo di nuovo duro.
«Tu vieni qui. Mettiglielo in bocca.»
Andrea obbedì. Si avvicinò e la sorella che gli prese il cazzo tra le labbra, succhiandolo mentre il padre la martellava da dietro.
La mamma, nascosta nell’armadio, aveva una mano tra le gambe. Si toccava in silenzio, gli occhi incollati alla scena. Vedeva il marito che scopava la figlia con forza, il cazzo che entrava e usciva lucido degli umori di Sara, mentre lei succhiava il cazzo del fratello. Tutto faceva intendere che non era la prima volta che il padre e i due figli scopavano insieme. Ma quante volte era già successo? In questo momento non le importava, era sporca anche lei e la scena la eccitava tremendamente.
Il padre accelerò, sbattendo contro il culo di Sara.
«Cazzo… sei stretta quasi quanto tua madre…» grugnì.
Dall’armadio arrivò un piccolo rumore soffocato. La mamma si era infilata due dita dentro guardandoli.
Il padre non se ne accorse, troppo preso a fottere la figlia. Tirò Sara per i capelli, inarcandola, e continuò a pomparla con violenza.
«Vuoi la sborra di papà nella figa?» le chiese.
«Sì… ti prego papà…» gemette Sara.
Pochi secondi dopo il padre spinse fino in fondo e venne con un grugnito animalesco, riempiendo la figlia di sperma caldo. Andrea, quasi nello stesso momento, venne nella bocca della sorella, che ingoiò tutto.
Il padre rimase dentro di lei qualche secondo, poi uscì lentamente. Un fiume di sperma colò dalla figa aperta di Sara sul lenzuolo.
«Adesso rivestitevi e pulite tutto» disse, ancora col cazzo mezzo duro. «E non azzardatevi più a farlo in questa camera.»
Si richiuse i pantaloni e uscì dalla stanza.
Appena la porta si chiuse, la mamma uscì dall’armadio, le gambe tremanti, la figa fradicia. Aveva gli occhi lucidi.
Sara e Andrea la guardarono, ancora nudi e sporchi di sperma.
La mamma si morse il labbro, la voce bassa e carica di eccitazione:
«Non sapevo che avevate già coinvolto papà…ma avete idea di quanto mi sono bagnata mentre vi guardavo?»
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