incesto
Sonia mamma gelosa o... 7
16.11.2025 |
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"Cambiammo posizione, presto, mio figlio fu dietro di me, eravamo ancora rivolti dall'altra parte..."
Nei giorni seguenti, Maria evitava Riccardo a scuola e anche lui faceva lo stesso: era imbarazzato e molto preoccupato che facesse una scenata. Non provò a parlarle, le mandava messaggi come un matto, ma lei ignorava il telefono.Era sempre circondata di amici, aveva detto loro che l'aveva beccato a tradirla, ma non ho disse loro chi era la stronza, molto probabilmente non l'avrebbero creduta comunque.
Cercava di fare una dimostrazione coraggiosa, dicendo a tutti che l'aveva superata, ma era vero solo in parte.
Maria stava insieme a mio figlio soprattutto per il sesso: tutti sapevano che Riccardo non era un granché, ma il Signore lo aveva benedetto con un cazzo incredibile e l'istinto per usarlo.
Quindi aveva sicuramente chiuso con lui come fidanzato ma, per quanto fosse un figlio di puttana, non riusciva a smettere di pensare a lui: il suo cuore era spezzato, ma la sua figa non era del tutto a posto.
Era diventata ossessionata dal ricordo della beatitudine scritta sul mio viso di quando feci venire dentro da mio figlio.
Nella sua testa aveva sempre una domanda fissa: se la signora Sonia e Riccardo erano capaci di questo, chiunque poteva fare qualsiasi cosa… e io, di cosa ero capace?
Una notte tardi, dopo essersi masturbata e venuta pensando a quello che aveva visto, con le gambe ancora divaricate, si sporse per controllare il telefono: per la milionesima volta, Riccardo le aveva mandato un messaggio quel giorno dicendo che voleva incontrarla a casa sua, affermava di essere preoccupato per lei.
Con le sue dita appiccicose, gli rispose per la prima volta: l'avrebbe incontrato dopo la scuola il giorno dopo. Scrisse che non doveva preoccuparsi per lei, che stava bene.
Di certo, però, non stavo bene. La sua mente bruciava al pensiero di lui e di me, sua madre e stava per scoprire di cosa era capace.
Il giorno dopo, Maria venne a casa nostra, le apri la porta Riccardo.
Si sedettero in soggiorno.
"Voglio che anche tua madre assista a questa conversazione." disse Maria.
Riccardo arrossì di diverse tonalità di rosa alla menzione di sua madre.
"lo...ehm...non sono sicuro...che lei...ehm..." balbettò Riccardo.
"Vai, porta tua madre qui. O vuoi che me ne vada?"
Mio figlio si alzò senza dire un'altra parola e uscì dalla stanza e venne nella mia camera a chiamarmi.
Un minuto dopo arrivammo da lei, tutti e due un pò perplessi e preoccupati.
"Ciao, Maria. E' bello rivederti. Mi dispiace molto per l'ultima volta..." Sorrisi brillantemente quasi come se non mi stessi scusando per essere stata beccata a scopare con mio figlio.
"Scuse accettate signora Sonia."
"Okay, fantastico. Quindi, niente rancore?" Disse Riccardo che era in piedi goffamente accanto a me, cercando di mantenere una certa distanza tra noi come se questo le facesse dimenticare l'aspetto del suo cazzo mentre schiaffeggiava la pancia mi sua madre ricoperta di sperma.
Maria non disse nulla, e noi due ci scambiammo un'occhiata.
"Senti, non so come sia successo, Maria. Ma ti prometto che niente del genere accadrà mai più. È stato solo...un colpo di testa."
Ero così seria, stavo cercando davvero di vendere le mie stronzate, sapevo per certo che non era un colpo di testa e lo sapeva anche lei: il modo in cui scopavamo era come una macchina ben oliata.
"Quindi, possiamo semplicemente dimenticarcene?" Disse mio figlio sembrando speranzoso.
"No." Maria disse scuotendo la testa.
"Ehm... come Maria?" Le mia sopracciglia si aggrottarono per la confusione.
"Faremo l'opposto di dimenticare. Voglio vedervi farlo di nuovo."
Lo shock sui nostri volti era decisamente comico.
"Guarda, quello che io e Riccardo abbiamo fatto è stato un errore. Non lo faremo più." I miei occhi cercarono i suoi.
Pensavo di avere la situazione sotto controllo, ma mi stavo rendendo conto del contrario. "Penso solo che..."
"Smetta di mentire, signora Sonia. Non sono stupida."
"No, certo che no, cara." Ero ancora in modalità insabbiamento. Non avevo ancora capito che la nave era affondata. "Ma devi capire, ci siamo fermati. Se si tratta di punirci..."
"Perché Maria?" L'espressione sul volto di mio figlio era a metà tra l'esultanza e il terrore: potevo leggerlo come un libro aperto, quel cretino voleva scoparmi con un pubblico, ma non sapeva quali sarebbero state le conseguenze.
"Sarò sincera. Non riesco a togliermi dalla testa quello che avete fatto voi due. Non sarei qui se non ne avessi bisogno. So che state ancora facendo...quella roba. Lo sento." Maria si fermò un attimo facendo un respiro profondo.
"Dovete farlo solo una volta con me che guardo. Poi non vi disturberò più."
"No." Risposi categoricamente.
"Mamma, forse dovremmo..." Disse mio figlio ma feci finta di non ascoltarlo.
"Assolutamente no." Dissi battendo il piede
"Suo marito, sa di tutto questo?"
"Non oseresti." Sembrava come se mi avesse pugnalato al cuore.
"Lo farei sicuramente." Maria serrò la mascella con fermezza. "Questa è la mia l'ultima parola."
"Okay, hai vinto" dissi con la testa abbassata. "Andiamo nella stanza di Riccardo."
"No." Maria ricordandosi di quanto fosse stato eccitante quando lei e mio figlio avevano fatto sesso nella stanza dei suoi genitori.
"Voglio andare nella sua camera da letto, Sonia. Di sopra."
E così, senza ribatter andammo di sopra.
Una volta in camera da letto con la porta chiusa a chiave alle nostre spalle, mio figlio si voltò verso di lei: "Allora, ci spogliamo?"
"Si. Per Maria era pura magia vederci spogliarci lentamente. L'esuberanza malcelata di Riccardo si scontrava magnificamente con la mia esitazione.
In poco tempo, eravamo entrambi nudi. Maria si sedette a gambe incrociate sul pavimento e ci guardava da capo a piedi.
Con noncuranza, allungai la mano e feci scivolare le dita intorno al cazzo gìà duro di mio figlio. Non ero sicura che mi rendessi nemmeno conto di farlo, forse, alcune abitudini sono difficili da perdere, immagino.
"Vai. Fate finta che non ci sia." Il cuore le batteva forte, avrebbe potuto guardarli di nuovo.
In silenzio, allora mi inginocchiai, dandole le spalle. Presto, la mia testa si mosse mentre tenevo i fianchi di mio figlio tra le mani. Poteva sentirmi mormorare intorno
al suo cazzo. Suoni morbidi e leccati riempirono la stanza.
Riccardo la guardò dall'alto in basso, cercando il contatto visivo con Maria.
"Guarda altrove, idiota. Stai rovinando l'atmosfera." Le disse facendogli una smorfia. Sospirò e distolse lo sguardo.
Il pompino durò a lungo. Maria guardò il mio bel culo mentre lo lavoravo.
"Dai, mamma." Mi tirò in piedi.
Maria si emozionò sentirlo chiamarmi "mamma": avevo le cascate del Niagara tra le gambe. Mentre ci spostavamo sul letto, sollevò il vestito e si tirò le mutandine di lato.
Riccardo si lasciò cadere sulla schiena e io gli si sedetti su a cavalcioni, dandole sempre le spalle.
"Oh...Riky...tesoro mio così..." I miei fianchi trovarono un movimento ritmico, ondeggiavo sopra di lui mentre le mie mani erano premute sul suo petto.
"Più veloce...mamma." Mi strinse le mani sui fianchi.
Maria si infilò due dita nella sua figa e si masturbava allo stesso nostro ritmo. Guardava i suoi grossi testicoli tremare alla percussione dei nostri movimenti: sapeva quanto sperma ci
conservava dentro.
"Santo cielo, e se si fosse scaricato dentro di lei? Forse mi stavo lasciando trasportare un po'" pensò Maria.
Ne frattempo i miei lamenti si fecero più insistenti, sembravo una vera sgualdrina.
Le davo le spalle, il mio viso era nascosto dall'angolo del letto.
Con la mano libera, Maria infilò la mano nel reggiseno e tirò fuori il telefono: scattò foto dopo foto del mio culo traballante.
Guardò il telefono, quelle foto erano da tenere. Rimise il telefono nel reggiseno e ritornò a lavorare seriamente sulla sua figa.
"Oh...è così bello...così bello...hahahaha..." Spinsi il bacino contro il suo e lo tenni li, contorcendomi sopra di lui.
Le mie urla di piacere si spinsero oltre il limite, e venne anche Maria.
Cambiammo posizione, presto, mio figlio fu dietro di me, eravamo ancora rivolti dall'altra parte.
"Per quanto ami il tuo culo carnoso, Riky, voglio vedere la faccia di tua madre mentre glielo dai. Girala forza."
"Okay." Senza lasciare la mia figa, Riccardo la girò.
Poi mi colpì con quei suoi fianchi magici, facendomi increspare il sedere. La mia testa era sulla coperta, ma Maria voleva vedermi inarcare per lui.
"Prendile i capelli, Riky. Daglielo davvero."
Maria ero quasi fuori di se nel vedermi roteare gli occhi mentre lui mi scopava forte.
"Dille che è la tua sgualdrina."
Mio figlio la guardò con occhi interrogativi mentre mi martellava a morte. Ora gridavo a ogni spinta.
"Diglielo." Alzò la voce Maria, con un tono severo.
"Sei...uh...uh...la mia troia.. mamma."
"Si...o.. si." Ormai era come se mi fossi chiaramente dimenticata di lei.
"Diglielo, signora Sonia."
"Sono...ugh...la tua troia...Riky." Lo ero davvero.
Il grugnito di mio figlio si trasformò in un ringhio. Era vicino.
Per quanto volesse vederlo spruzzare di nuovo su sua madre, voleva di più, Maria volev la sua roba dentro di lei.
"Dille che verrai dentro di lei, Riky."
Non esitò nemmeno. Tutto ciò di cui aveva bisogno era una piccola spinta: "Verrò...dentro di te...mamma."
"Ugh..ugh...okay," dissi, avrei lasciato che mio figlio mi mettesse incinta.
"Mamma...oh...mamma...arrivoooo ggggggrrrrrrrrhhhhhh."
Crollammo insieme sul materasso, ancora uniti da quel lungo cazzo. Dopo pochi minuti, i fianchi di mio figlio ripresero a muoversi. Non posso dirvi
quanto fosse delizioso quel rumore mentre il suo cazzo spostava lo sperma nella mia figa.
Maria prese il telefono e controllò l'ora. Non voleva essere li quando il marito di Sonia sarebbe tornato a casa, era abbastanza per un giorno.
Si alzò, ma eravamo così impegnati l'una con l'altro che non la notammo. Scattò un altro paio di foto prima di andarsene: questa volta i nostri volti erano limpidi come il sole.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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