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incesto

Sonia mamma gelosa o... 6


di sweetshy82new
09.10.2025    |    10.901    |    5 9.1
"Sua madre? Sua madre? Quella era sua madre con le gambe spalancate, la sua mente andò in tilt..."
Passarono un paio di settimane e i nostri rapporti ormai erano diventati un appuntamento fisso ogni pomeriggio.
Riccardo inventava sempre nuove scuse alla sua ragazza per passare i pomeriggi con me.
Un giorno Maria, dopo aver avuto un'altra buca da mio figlio, venne invitata da una sua amica, Anna, a casa per trascorrere il pomeriggio insieme.
"Perché non sei con Riccardo oggi?" Anna guardò Maria dal bordo del letto, soffiando fuori un lungo filo di fumo.
Gli porse la canna, Maria inspirò profondamente e la trattenne mentre guardava la sua amica. Espirò lentamente nella sua stanza, fortunatamente per loro, i suoi genitori erano d'accordo per un po' d'erba, purché non si mettevano nei guai: avevano diciotto anni, quindi potevano gestirla responsabilmente, questo è quello che gli dicevano.
"Sta facendo qualcosa con sua madre", rispose e la stanza vibrava piacevolmente intorno a lei.
"È stato molto impegnato ultimamente. Sei sicura che non ti stia tradendo?" Anna si sdraiò sul letto e fissò il soffitto sognante. "È quello che faceva il mio ragazzo prima che ci lasciassimo. Era sempre impegnato."
"Ci ho pensato."
Maria stava iniziando ad avere dei sospetti, Riccardo era stato molto impegnato ultimamente e il modo in cui sua madre lai guardava, le faceva pensare: era coinvolta? Stava coprendo il figlio che la tradiva?
Scivolò in paranoia in un batter d'occhio.
"Sì, è proprio come il ragazza di Anna, potrebbe tradirmi."
"Cosa farai?" Anna voltò il viso verso di lei, un'espressione preoccupata le increspava i bei lineamenti.
"Beh..." La sua mente non riusciva a muoversi troppo velocemente, ma stava elaborando il problema. "So esattamente come lo farebbe. Nella sua stanza, facendo entrare di nascosto qualsiasi ragazza dalla finestra del seminterrato. O forse non si intrufola nemmeno se sua madre è coinvolta. Che figlio di puttana."
Si alzò. "Che ore sono?"
"Non lo so. Le quattro e mezza?"
"Probabilmente mi sta tradendo in questo momento."
"Quindi, vuoi andare da lui e sorprenderlo con un'altra ragazza?"
"Si, è quello che farò.
Salutò Anna e corse fuori dalla sua stanza, scendendo le scale e uscì da casa sua. Salì sulla sua bicicletta e andò a casa di Riccardo.
Arrivò da lui in una ventina di minuti.
Scese dalla bici, fece un respiro profondo. Portò la bici sul retro e la appoggiò sul lato della casa, vicino alla finestra a battente, nel caso avesse dovuto andarsene in fretta.
Mi stava tradendo? Pensò ma in questo momento non ne ero sicura come a casa con Anna.
Esitò un attimo e si guardò intorno nel tranquillo cortile: si, doveva entrare. Si chinò verso la finestra, era aperta come sempre la aprì e ci scivolò dentro.
Il seminterrato era ricoperto di moquette, il che la teneva in silenzio.
All'inizio, tutto ciò che riusciva a sentire era il suo cuore che le batteva forte nel petto, ma poi sentì uno scricchiolio: era il rumore del letto di Riccardo.
Più si avvicinava e più lo scricchiolio era più forte.!
" Quel bastardo si stava scopando un'altra ragazza. Oh, mio Dio. Non era solo la mia mente annebbiata dall'erba. Mi stava davvero tradendo davvero."
Appoggiò l'orecchio al muro, voci soffocate filtravano attraverso il muro.
Lei gli stava dicendo qualcosa tra un grido di piacere e l'altro.
Strinse i pugni e morse il labbro, non era mai stata cosi arrabbiata con un ragazzo, non era mai stata tradita prima.
Pensò di andare di sopra e dirlo a me, sarebbe entrata, e cavolo, sarebbe stato nei guai. Ma se io lo stessi coprendo? Le sue unghie si conficcarono nei palmi mentre la ragazza che aveva li dentro urlava per il suo orgasmo.
A quel punto Maria voleva andarsene, ma aveva perso la cognizione del tempo: quella che aveva fumato era erba buona.
Rimase li ad ascoltarci mentre ci davamo da fare nella stanza, con l'orecchio appoggiato al muro, per quello che gli sembrò un'eternità.
Avrebbe voluto davvero prenderli a pugni in faccia.
Senza pensarci troppo, finalmente si staccò dal muro e i suoi piedi la portarono alla porta della camera da letto di Riccardo: era socchiusa, e da quel punto ovviamente, il rumore era molto più forte, poteva sentire il ringhio che faceva quando era pronto a venire.
Gli si rivoltava lo stomaco e gli ribolliva il sangue: Riccardo, il suo ragazzo, stava facendo quel suono per un'altra donna, come poteva?
Un parallelogramma di luce si estendeva lungo il pavimento dalla porta, si avvicinò fino al bordo e guardò dentro: si sentii stringere lo stomaco quando fu abbastanza vicina da vedere il letto.
All'inizio non fu nemmeno sicura se fosse la realtà o l'euforia che le faceva vedere la donna che il suo ragazzo stava scopando furiosamente.
Era un gioco di luce? Quanto era buona quell'erba? Pensò.
Dal quel punto, poteva vedere il glorioso fondoschiena di Riccardo mentre la scopava nella posizione del missionario: sotto di lui, contorcendosi, con le palpebre che sbattevano, c'era sua madre.
Il suo viso normalmente carino era contorto.
Se non avesse saputo cosa poteva fare il cazzo di Riccardo a una donna, avrebbe pensato che stesse avendo un ictus.
Si portò una mano alla bocca spalancata, il corpo rigido come una tavola.
In quel momento la fissavo, ma non credo che l'abbia vista davvero, ero persa in una sorta di gioia interiore.
"Oh...Riky...uh...uh...uh...tesoro...sei così...profondo." Gli misi entrambe le mani sul sedere e lo strinsi forte, la mia fede nuziale scintillava.
Maria tornò sulla terra e si rese conto che quello che stavo vedendo stesse realmente accadendo.
"Merda...Mamma...sto per venire...di nuovo." I fianchi di mio figlio scivolarono in un ritmo irregolare.
Maria notò due preservativi sulla coperta accanto a noi. Sapeva che poteva venire più volte ma...con...sua madre? Sua madre? Quella era sua madre con le gambe spalancate, la sua mente andò in tilt.
"Fuori...vieni fuori Riky..." urlai.
Le mie mani passarono dal tirargli il culo allo spingergli i fianchi.
Maria quasi svenne quando mio figlio si tirò fuori: potè vedere che non aveva il preservativo, grugniva come un animale mentre si masturbava sul mio seno e sul mio viso.
"Si, vieni, vieniiii." Gemetti mentre mi tenevo il seno.
Quando finì, mi strofinai il suo sperma sul petto: Gesù, trattavo quella roba come una lozione, forse era per questo che la mia pelle sembrava cosi bella per la mia età...
Maria si chiedeva da quanto tempo lo facemmo, la sua mente andò di nuovo in tilt: non c'è mai un momento giusto per scoprire che il tuo ragazzo sta uccidendo la figa di sua madre.
Ma mentre sei fatta è sicuramente uno dei peggiori modi per farlo. Avrebbe voluto correre, ma rimase immobile sul posto.
Riccardo si chinò e mi diede una pacca sulla pancia con il suo cazzo. Avevo gli occhi ancora chiusi mentre mi asciugavo lo sperma con il dorso delle mani.
"Okay, dovrei davvero andare a preparare la cena e dovresti mandare un messaggio alla tua ragazza e scusarti per averla abbandonata di nuovo."
Ridacchiai parlando di lei con lo sperma di mio figlio dappertutto.
Che faccia tosta, pensò Maria.
"Ancora una volta, mamma" Riccardo mi colpì di nuovo la pancia con il cazzo.
"No." Aveva ancora gli occhi chiusi. "Manda un messaggio alla tua ragazza, o non vorrà più esserlo per molto."
"No, mamma. Preferirei farlo ancora una volta." Si spostò un po' più in basso e scivolò di nuovo nella mia figa.
Maria si strofinò gli occhi, cercando di credere a quello che stavo vedendo.
"Hai ancora dello sperma sul tuo...uuuugggggghhhhhh...cazzo Riky...uh...uh... potresti...farmi...incinta."
I miei piedi si agitavano in aria mentre ci stava dando dentro di nuovo.
Maria ci stava guardavo e il suo sguardo si fermò sul mio seno che oscillava avanti e indietro sul mio petto.
Si sentiva così strana e, senza rendermene conto, la sua mano afferrò il cavallo dei suoi pantaloncini: fissava il culo di Riccardo che si fletteva ancora e ancora e che si stava facendo sua madre.
Iniziò a sudare e la sua figa zampillava un'ondata di vertigini la colpì.
Era fatta, era l'unica ragione per cui quello che stavano facendo la stava eccitando, pensò.
Ad un certo punto il mio urlo riempii la stanza, non di estasi, ma di sorpresa e di terrore.
Mentre il mio viso era coperto di sperma, fissai dritto negli occhi di Maria e urlai.
"Cosa c'è mamma? Di nuovo la cervice?" I fianchi di mio figlio si fermarono.
Non gli rispose, ma indicai Maria. Riccardo si voltò e guardò, la sua mascella cadde.
"Maria...io...ehm...non è quello che sembra..."
"Stai male Riccardo e tu, signora Sonia...voglio dire, Gesù Cristo."
Maria si voltò e corse via.
"Non dirlo a nessuno Maria ti prego." Gridai. "Per favore."
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