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incesto

Sonia mamma gelosa o...


di sweetshy82new
31.08.2025    |    26.508    |    10 9.9
"Oddio, suo padre era mai stato cosi duro? Mio marito non era mai stato cosi grosso..."
Mi chiamo Sonia, ho 42 anni, capelli castani chiari, occhi marroni, terza di seno, quasi quarta, 1,70, snella.
Sono sposata da 18 anni con mio marito Giorgio di due anni più grande di me, un matrimonio diciamo riparatore perchè ero in attesa di mio figlio, anche se ci amavamo sul serio e questo "errore" aveva solo anticipato le cose.
Mio figlio Riccardo ha quasi 18 anni, è un bel ragazzo, un pò tonto ma nel senso buono.
Non avrei mai pensato che mi sarebbe mai capitato quello che sto per raccontarvi ma è successo.
Immagino che tutto sia iniziato quando mio figlio, si trasferì dalla sua camera al piano di sopra alla nostra camera degli ospiti in cantina.
Era un ragazzo responsabile e quindi non ci sembrò una cattiva idea.
Chi avrebbe mai pensato che questo avrebbe sconvolto la nostra famiglia.
C'era una regola che avevamo imposto io e mio marito a Riccardo: non poteva invitare a casa i suoi amici o la sua ragazza a meno che io o suo padre non ne fossimo informati e se la sua ragazza, Maria, veniva a trovarlo, doveva lasciare la porta della camera aperta.
Mio figlio non era un trasgressore di natura, ma immagino che i suoi ormoni abbiano avuto la meglio su di lui.
Un giorno sono scesa giù nella scala in cantina, per prendere una cosa e sono rimasta scioccata nel sentire suoi strani dalla sua camera.
Ho accostato l'orecchio contro il muro in cartongesso e ho sentito Maria urlava di piacere.
Ho guardato l'orologio e ho pensato che si saranno intrufolati dalla finestra di dietro subito dopo la scuola visto che non erano entrati dalla porta principale.
Il primo pensiero che mi venne e che sarei dovuta entrare di corsa nella stanza e li avrei fatti smettere, ma non riuscivo a muovermi.
Era passato così tanto tempo da quando mio marito mi aveva fatto emettere quei suoni.
In realtà, mentre Maria si preparava a quello che era chiaramente un orgasmo, pensai che forse non avevo mai goduto così, di certo non riuscivo a ricordare se l'avessi mai fatto.
Il letto cigolava e sentii la spalliera sbattere contro il muro; pensai al giorno in cui mio marito lo aveva aiutato a montare il letto.
Mentre ascoltavo, potevo sentire i grugniti bassi di Riccardo che si armonizzavano con i gemiti di Maria.
Non avevo intenzione di interromperli, avrei ascoltato come un pervertito che origlia.
Una strana sensazione confusa si diffuse nel mio ventre, mi resi conto di essere bagnata tra le gambe: avevo vissuto una vita asessuata per così tanto tempo che avevo quasi dimenticato che il mio corpo fosse capace di tali cose.
Attraverso il muro, sentii Maria che cercava di soffocare le sue urla, chiaramente in pieno orgasmo, poi Ricardo emise un lungo e basso ringhio.
Sebbene mio marito non avesse mai emesso un suono simile, sapevo, istintivamente, che quello era il rumore del suo orgasmo.
Sperai che usassero i preservativi e salii silenziosamente al piano di sopra.
Per quanto cercassi di trattenermi, il giorno dopo, mi intrufolai giù verso la stessa ora: in effetti i loro gemiti attraversavano di nuovo il muro.
Nella mia testa mi dicevo che stavo solo ascoltando Maria per poter immaginare di essere di nuovo giovane ma presto, ammisi di essere altrettanto attratta dai grugniti di Riccardo e il cigolio del letto, il che mi diceva che facevano del sesso selvaggio.
Dopo un paio di settimane di questo, era ora di trovare un pò di soddisfazione: stavo diventando piuttosto frustrata della mia vita senza sesso.
Una notte ho messo alle stratte mio marito prima che si addormentasse e l'ho praticamente violentato: mi ha lasciato cavalcarlo ma ciò si è rilevato solo un peggioramento delle cose. Ha avuto un orgasmo prima che potessi farlo io e si è addormentato subito dopo.
Quella notte sono andata in bagno e mi sono masturbata per la prima volta. Dopo di che, mi sono toccata ogni notte.
Poi ho iniziato a toccarmi mentre ascoltavo mio figlio e la sua ragazza giù: ho avuto un orgasmo ed è stato bello, ma le mie frustrazioni sono aumentate.
Era chiaro dalle grida di godimento di Maria che la mia mano poteva darmi solo una pallida sensazione di ciò che aveva provato lei con mio figlio.
Senza sapere esattamente cosa stessi facendo, una notte aspettai che mio marito andasse a dormire; poi scesi giù nella stanza di mio figlio e lo trovai che faceva i compiti alla sua scrivania.
"E' bello vederti lavorare così duramente Riky"
Feci un respiro profondo, la stanza odorava ancora di sesso.
"Oh, ciao mamma" mi guardò con gli occhi appannati.
Si impegnava molto a scuola, ero molto orgogliosa di lui.
"Dobbiamo parlare" mi avvicinai al suo letto, mi sedetti sul bordo e girai la sua sedia girevole verso di me.
Così in maniera istintiva, misi la mano sulla sua coscia, vicino la ginocchi, mentre lo guardavo negli occhi.
"Ho trovato dei preservativi nel tuo bagno". La mia mano si mosse da sola, accarezzandogli delicatamente la coscia.
O mio dio cosa stavo facendo?
"Io e tuo padre eravamo stati molto chiari riguardo alla presenza di Maria qui in casa nostra... L'hai fatta intrufolare alle nostre spalle?"
"Io...ehm, io... beh..." le sopracciglia di Riccardo si aggrottarono per la confusione mentre guardava i miei occhi, la mia mano sulla sua coscia e poi di nuovo il mio viso.
"Mi dispiace mamma, non dirlo a papà"
"Grazie per le scuse e non vedo alcun motivo per coinvolgere tuo padre in questa cosa"
Continuai ad accarezzargli delicatamente la coscia, abbassai lo sguardo e spalancai gli occhi: era duro, la sua biancheria intima e il suo pigiama riuscivano a malapena a contenerlo. Era colpa mia?
"Ehm... Ok... grazie mamma"
La confusione lasciò posto al sollievo sul volto di mio figlio, era chiaro che pensava si essere nei guai, ma anche che l'avrebbe fatta franca.
"Sono contenta che abbiamo parlato. Buonanotte, tesoro." Mi alzai e uscii dalla stanza, camminando molto velocemente.
Lui mi diede la buonanotte, ma io stavo già correndo di sopra. Dovevo andare in bagno per potermi prendere cura della mia povera vagina che formicolava. L'immagine del rigonfiamento nel suo pigiama mi si era impressa nella mente. Era molto
più grosso di suo padre. Stavo iniziando a capire perché Maria strillasse in quel modo.
Il giorno dopo, mi intrufolai in cantina, nervosa pensando di aver spaventato Riccardi con la nostra conversazione.
Ma nell'istante in cui entrai nella stanza, li sentii. Un ampio sorriso mi si diffuse sul viso.
Appoggiai l'orecchio al muro, mi portai una mano alla vagina sotto il vestito e venni come loro.
Quella notte, entrai di nuovo nella stanza di Riccardo mentre studiava. Mi sedetti accanto a lui, girai la sua sedia e gli accarezzai la coscia con la mano come se fosse la cosa più normale del mondo.
"Dobbiamo parlare di Maria, usi sempre la protezione?"
Non sapevo cosa volessi dire, ma volevo parlare di lui e della sua graziosa fidanzatina, volevo che mi raccontasse cosa stavano facendo.
"Cavolo, mamma." Riccardo alzò gli occhi al cielo, ma rispose alle mie domande.
Mi disse che lei prendeva la pillola e che usa il preservativo ogni singola volta.
Ma volevo di più, volevo che mi descrivesse in dettaglio cosa facevano: lo prendeva in bocca, la leccava lui, lo facevano solo nella posizione del missionario, lo cavalcava...
Ma come può una madre chiedere cose del genere? Sentivo la frustrazione crescere dentro di me. Perché questa ragazza diciottenne poteva provare tali gioie, ma a me veniva negato?
Dopo una conversazione imbarazzante, gli diedi la buonanotte e tornai di sopra.
Ormai divenne una routine quotidiana: ascoltavo Riccardo e Maria fare l'amore nel pomeriggio e poi andavo a trovarlo per interrogarlo la sera. Gli mettevo sempre una mano sulla
coscia e le mie domande diventarono più approfondite col tempo.
Alla fine, convinsi Riccardi a dirmi cosa pensava del sesso: "È come le montagne russe più belle di tutti i tempi", cosa provava per Maria: "Penso di amarla", e cosa provava per me, "la mamma più cool di sempre", perché guardavo dall'altra parte quando Maria veniva da
lui.
Non sapeva che io non guardavo dall'altra parte: ascoltavo ogni minuto di quei momenti.
Più ci legavamo e facevamo le nostre chiacchiere serali, più la mia frustrazione aumentava: provavo ogni sorta di cose con mio marito per placare la mia voglia, ma non durava mai più di qualche minuto, finivo sempre con una masturbazione insoddisfacente in bagno dopo.
Una notte, poi, ero nella sua stanza a parlargli, come ormai era nostra abitudine, gli tenevo una mano sulla coscia e gli accarezzavo delicatamente la gamba mentre parlavamo.
"A dire il vero, non so cosa facciano gli adolescenti oggi." Lo ammisi timidamente. "Potresti dirmi cosa fai tu?"
"Ehm, no ... mamma." Mi guardò, la confusione gli corrugò la fronte, le sue guance diventarono rosse. "Non ne parlerò."
"Beh, voglio solo saperlo per sapere se siete entrambi al sicuro."
"Siamo al sicuro, mamma." Scosse la testa e sorrise come se quella fosse la fine di quella serie di domande, ma io insistetti.
"Lei, per esempio, ti tocca cosi?" Gli strinsi la coscia vicino al ginocchio e lo strofinai un po' più in alto. Abbassai lo sguardo, il cuore mi balzò in gola, cosa stavo facendo? Non lo sapevo, ma sapevo che non potevo fermarmi.
"Lei fa ... più di questo."
Una punta di nervosismo si fece strada nella voce di mio figlio.
"E piuttosto tardi, probabilmente dovrei andare a ... " Si fermò di colpo, tutto il suo corpo si irrigidì mentre la mia mano saliva sul suo pene e lo afferrava.
Santo cielo, era cosi spesso. Sentiva la stessa elettricità che sentivo io?
"Ti tocca cosi?" La mia voce era molto secca.
Lo strinsi ritmicamente, ero pronta a fuggire dalla stanza se mi avesse spinto via, ma lui rimase seduto sulla sedia a fissare la mia mano sul suo membro.
"Mamma?"
"Mi chiedevo solo se voi due fate questo genere di cose." Il mio bisogno di porre fine alla mia frustrazione aveva preso il controllo del mio cervello.
In quel momento, feci finta di essere Maria e che lui mi avrebbe portato alle vette a cui la portava ogni pomeriggio.
"Cosi?" Tirai il suo elastico e le mie dita entrarono dentro il suo pigiama e le sue mutande.
La carne del suo pene era febbricitante e dura, con solo un leggero cedimento. Cosi perfetto.
"Si, lo facciamo."
Guardò la mia mano rimbalzare sotto il suo pigiama mentre lo accarezzavo.
Alla fine, tornai in me e ritrassi la mano.
"E tardi. Buonanotte." Corsi fuori dalla stanza.
Ma tornai la sera dopo e dopo qualche minuto di chiacchiere performative, la mia mano era di nuovo dentro il suo pigiama, a segarlo.
Oddio, suo padre era mai stato cosi duro? Mio marito non era mai stato cosi grosso. Lo lavorai con la mano in silenzio per un po', poi mi ritirai e corsi fuori dalla stanza di nuovo.
Quella notte, mentre mi masturbavo in bagno, pensai a come doveva finire nella camera da letto del seminterrato.
Nonostante queste avances, la mia frustrazione aumentò.
Il giorno dopo, sedussi di nuovo mio marito, quasi in preda alla frenesia, ma non fece nulla per placare la voglia dentro di me. Dopo che mio marito si addormentò nella sua beatitudine post-orgasmica, scesi velocemente a trovare Riccardo.
Fù un errore, avrei dovuto prendermi cura di me stessa prima per smorzare la tensione, ma ero cosi eccitata di potergli mettere le mani addosso.
Capivo un po'come doveva sentirsi Maria ogni pomeriggio.
Ci sedemmo nelle nostre solite posizioni.
"Maria ti fa ... " Fissai il rigonfiamento rimbalzante nei suoi pantaloni mentre lo lavoravo.
Avevo bisogno di vederlo, con entrambe le mani, gli abbassai i pantaloni e le mutande; lui sollevò il sedere per aiutarmi, e i suoi pantaloni ora erano giù fino alle caviglie.
"Ti fa mai venire tra le mani? O è sempre nel preservativo? Potrebbe essere pericoloso se si mettesse la tua roba sulle mani e poi la mettesse giù ... li."
Annuii.
Ero colpita dalla sua bellezza: la testa rosa era perfetta, il membro spesso e venoso era cosi virile. Mi ricordai che avevo creato quest'uomo e che era un'opera d'arte.
"A volte ... mi fa venire con le mani."
Riccardo mi guardo negli occhi con desiderio, sapevo cosa voleva che facessi.
"Fammi vedere. Cosi?" Per la prima volta, lo segai con entrambe le mani all'aria aperta.
"Si... ma lei stringe ... ugh ... un po' più forte."
Il viso di Riccardo si tese per il piacere.
"Si, così...Oh, mamma. Sei brava quanto Maria."
Quella fù musica per le mie orecchie: lo segai felicemente in silenzio per i successivi quindici minuti.
Alla fine, iniziò a grugnire: riconobbi il suono del suo imminente orgasmo da tutte quelle volte che l'avevo ascoltato attraverso il muro.
Ma ora stava accadendo ed ero da questa parte del muro.
"Vai avanti, tesoro. Proprio come faresti ... per Maria.“
Riccardo praticamente ringhiò mentre la sua roba schizzava fuori da lui.
Urlai un po', sorpresa dalla quantità e dalla forza del suo orgasmo: si espulse in aria e cadde sulla sua maglietta, sulle sue gambe e sulle mie braccia.
Lo segai finché non fu completamente esausto, sentendo il liquido caldo e appiccicoso sulla mia pelle.
Quando il suo corpo si accasciò sulla sedia, tolsi le mani e mi alzai.
"Okay, beh, sono contenta di sapere come fa", dissi debolmente.
Non sembrava sapere come rispondere.
"Si", fu tutto ciò che disse.
"Vado a lavarmi adesso."
Andai alla porta e la aprii, guardandolo di nuovo. Aveva macchie di sperma fino al petto.
"Faresti meglio a pulirti anche tu. Buonanotte."
"Buonanotte."
Mi sorrise sognante. Avevo la sensazione che si sarebbe addormentato con i vestiti macchiati.
Mi voltai e corsi di sopra in bagno con la sua roba ancora sulle mani e sulle braccia, mi masturbai fino a raggiungere il miglior orgasmo che avessi avuto in oltre un decennio.
Ma mi lasciava ancora con la voglia di qualcosa di più. Sapevo che dovevo avere quello che aveva Maria.


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