Il fine settimana a Pesaro
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Crema solare, bikini, caftano ed e-reader: ecco pronta la mia valigia, con destinazione Pesaro, posto sereno e tanto noi due Milfone non è che cerchiamo svago o discoteche, male che vada finiremo in qualche ristorantino a mangiare pesce e a chiacchierare fino a notte fonda di fronte a litri di buon vino, io sono astemia ma la mia amica micca tanto.
Mio marito ci porta in stazione, prima passa a prendere la mia amica, poi passano a prendermi in ufficio, quando arrivano, wow, aveva cambiato colore dei capelli e stava benissimo.
“Ma guardati, sei uno spettacolo!”, non avevo potuto fare a meno di esclamare, poi arrivammo in stazione, prendemmo il treno e via, il viaggio noioso e ci abbioccavamo ma avevamo la paura di addormentarci e perdere di vista la stazione, alla fine arrivammo a Pesaro una piccola passeggiata e finalmente l’hotel.
La prima sera era andata esattamente come l’avevo immaginata: cena a base di pesce sul molo a pochi passi dal mare e un susseguirsi inarrestabile di racconti, confidenze e aggiornamenti sulle reciproche vite, qualche settimana prima si era sposata la nipote e la figlia minore aveva fatto la maturità, quindi di cose da dirci ne avevamo, lei non si era certo risparmiata sul vinello, tant’è che rientrammo in hotel un pochetto allegre, arrivammo in camera e crollammo sul letto matrimoniale in modalità switch off.
Al mattino, fui io la prima ad aprire gli occhi, solleticati dal raggio di luce che filtrava prepotente da una fessura tra le tende, non mi ero accorta che Anna si fosse addormentata con la sola lingerie addosso, mentre io avevo in qualche modo recuperato il mio pigiama corto frugando nel bagaglio, prima di crollare esausta, era girata su un fianco, e la rotondità delle sue natiche mi si offriva come un’invitante visione al risveglio, indossava un perizoma color carne, che la faceva sembrare nuda, io sono bisex e a vederla così, insomma certi pensieri mi arrivarono e pensai a tante cose da poter fare, ripensai anche ad un episodio sepolto nella memoria di quella vacanza di tanti anni prima, quando lei veniva a Rivazzurra da me, quando da tredicenni conoscemmo con alcuni ragazzi conosciuti in spiaggia e una sera facevamo fatica ad addormentarci, un po’ per il caldo, un po’ per l’ebbrezza della serata appena trascorsa, eravamo schiena contro schiena sul letto, non ce lo dicevamo, ma entrambe sapevamo di essere sveglie e ad un certo punto, avevo percepito degli sfregamenti che la vicinanza del corpo di Anna comunicava al mio, dal ritmo e dai suoni, cui presto si erano aggiunti dei sospiri appena accennati, avevo capito che lei si stesse toccando tra le cosce, attraverso lo strato sottile delle mutandine in pizzo, io restai immobile nella posizione in cui mi trovavo per paura di disturbarla, ad ogni modo, non fui in grado di abbandonarmi al sonno, almeno non prima di averla sentita gemere sommessamente, d’altronde in quell’età è facile dedicarsi alla masturbazione, pure io non sono di certo da meno.
Quel ricordo, mi eccitò tremendamente, mi bagnai subito e forse l’età, inizia ad avere delle vampate di calore, ma non osai fare nulla per paura di svegliarla, e ad un tratto, Anna si girò verso di me e spalancò gli occhi:
“Buongiorno”, mi disse, con l’espressione rinco ancora addormentata, mi guardò in modo particolare e mi chiese se avessi riposato e se le avesse russato troppo, io dissi che avevo dormito bene, ero leggermente in imbarazzo perché il suo modo di guardarmi non aveva fatto altro che accentuare la mia eccitazione che ora era ben visibile attraverso la mia maglietta, i miei capezzoli non mentivano, lei se ne accorse e disse: “So io cosa ci vuole per te, adesso.”
Rimasi di ghiaccio, non sapevo dove volesse andare a parare, tra noi due sono io la porcella, quella che gioca con coppie e singoli con il proprio marito, mi disse di girarmi a pancia in giù, ma prima di togliermi la parte sopra del pigiama e così feci, lei mi saltò a cavallo, prese la crema e inizio a spalmarmi la crema sulla schiena accompagnando il tutto con un dolce e sensuale massaggio, non me lo sarei mai aspettato, già ero eccitata per prima, ora ancora di più, poi quando si allungava per massaggiarmi le spalle si chinava su di me e sentivo il suo seno, che è prosperoso, sfiorarmi la schiena, era una cosa che mi mandava in giuggiole, poi la senti muoversi, si spostò con il corpo vicino ai miei piedi, inizio a spalmarmi la crema anche sule gambe massaggiandomi divinamente, mi chiese di divaricare le gambe e lo feci, credo che li si accorse che ero eccitata, sentivo il mio tanga umido e sicuramente anche i pantaloncini del pigiama erano, diciamo, macchiati, feci finta di nulla, lei mi massaggiò anche la parte interna delle gambe fin quasi il pube, che spettacolo e che sensazione, ero in estasi, le chiesi che cosa le fosse saltato in mente e mi disse che avevamo bisogno di relax prima di andare in spiaggia, cosi proposi di fare chance, che fosse ora il mio turno di massaggiarla, non era altro che una scusa per togliermi da quella situazione imbarazzante, lei accettò ci ritrovammo in un secondo molto vicine, faccia a faccia, lei si mordeva e labbra e pure io, lei si sdraiò e iniziai io a massaggiarla, era una sensazione fantastica eccitante da morire, andai avanti per 30 minuti minimo passando in ogni centimetro del suo corpo, gambe comprese, anche lei era eccitata si vedeva attraverso il perizoma, avevo 1000 e 1000 tentazioni ma resistetti, finii di massaggiarla e per rompere quel momento le dissi che erano quasi le 10 e che non riuscivamo a fare colazione, cosi ci alzammo, ci mettemmo i costumi e andammo prima a mangiare poi in spiaggia.
La giornata passò tra 1000 pensieri, parlammo di tante cose, le chiesi come le era venuto in mente di farmi un massaggio, mi rispose che lo desiderava e così l’ha fatto, la sera poi ritornammo a massaggiarci con la scusa del dopo sole, fu magnifico, la domenica era il nostro ultimo giorno, passammo la giornata in spiaggia poi prima di andare a prendere il treno, chiedemmo al bagnino se aveva una cabina per asciugarci dopo la doccia e per cambiarci, ci diede la chiave, ci mettemmo sotto la doccia e poi in cabina dove ci asciugammo, e cambiammo, in quel momento Anna si avvicinò a me, mi prese la faccia tra le mani e mi baciò sulle labbra, un bacio dolce pieno di tenerezza, mi guardò negli occhi e mi ringraziò per il weekend e mi disse che non dobbiamo aspettare un anno prima di rifarlo infine mi ringraziò per non averla sforzata in nulla ma che la prossima volta sicuramente sarà diverso.
Rimasi senza parole, chissà che intendeva, ci vestimmo e andammo in stazione per tornare a Bologna dove a prenderci c’era mio marito.
Devo dire che penso spesso a ciò che mi ha detto, non voglio farmi illusioni, ho sempre pensato che non fosse sensato provarci con la mia migliore amica, ma alla fine è stata lei a prendere per prima l’iniziativa, non vedo l’ora di fare il prossimo fine settimana, non mi faccio aspettative, vedremo che succede.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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