lesbo
L'ora segreta tra amiche
enzobsx
09.07.2026 |
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"» Elena ripeté il movimento, più pressione, la punta della lingua che si insinuava tra le piccole labbra gonfie..."
questa storia e un racconto di fantasia.La tazza di tè era sul tavolino da ore, ormai fredda. Chiara non l'aveva più toccata da quando Elena si era seduta accanto a lei sul divano, abbastanza vicina da sentire il calore del suo corpo attraverso i jeans.
Fuori pioveva piano. La televisione era accesa ma muta, solo ombre bluastre che guizzavano sulle pareti del soggiorno.
Chiara allungò la mano verso il telecomando e le sue dita sfiorarono la coscia di Elena. Un contatto di un secondo, forse meno. Ritrasse la mano come se avesse toccato una fiamma.
«Scusa, non volevo—» La frase le morì in gola. Si stava già torcendo le mani, il labbro inferiore stretto tra i denti.
Elena non si scostò. La guardò soltanto, gli occhi marroni fissi nei suoi, e con un movimento lento le afferrò il polso. Le sue dita erano calde, il pollice premuto proprio sul punto dove il battito di Chiara martellava impazzito.
Nessuna delle due parlò. La domanda era tutta in quel contatto, nella pressione delicata che le impediva di scappare.
«Ti voglio da mesi.» La voce di Chiara si spezzò sull'ultima sillaba. Abbassò la testa, la fronte contro la spalla di Elena, il respiro tremante che le scuoteva il petto. «Non sapevo come dirtelo. Avevo paura di perderti.»
Sentì le dita di Elena salire lungo il braccio, fermarsi sulla nuca.
«Anch'io.»
La parola fu un soffio, un calore contro i suoi capelli. Chiara sollevò il viso e le loro labbra si sfiorarono.
Le dita di Elena afferrarono l'orlo della maglietta di Chiara e la sollevarono in un gesto fluido, senza esitazioni. Il cotone scivolò via e la pelle nuda incontrò l'aria tiepida del soggiorno. Chiara trattenne il respiro quando le labbra di Elena scesero sul suo petto, calde, decise. La bocca le avvolse il capezzolo destro e succhiò piano, la lingua che tracciava cerchi lenti, umidi, sulla punta indurita. Un gemito le sfuggì dalle labbra, il corpo che si inarcava verso quel calore.
Chiara infilò le dita sotto l'elastico dei leggings di Elena e li spinse giù, sentendo la stoffa scivolare sui fianchi morbidi. Le mani le tremavano, ma non si fermò. Quando la pelle nuda di Elena emerse, le afferrò i fianchi con forza, le dita che affondavano nella carne soda, attirandola più vicina. Elena la spinse sulla schiena, il corpo che affondava nei cuscini del divano, e le aprì le ginocchia con un movimento sicuro. La sua coscia destra premette contro il sesso di Chiara, bagnato attraverso il cotone sottile degli slip, e iniziò uno sfregamento lento, ritmico, che strappò un gemito roco a entrambe.
Chiara sollevò la testa e cercò il collo di Elena con la bocca. La baciò sotto l'orecchio, poi scese, i denti che graffiavano la pelle sopra la clavicola, la lingua che seguiva la scia lasciata dai morsi leggeri. Sentì il respiro di Elena farsi pesante, le sue pupille dilatate quando si scostò per guardarla. Le dita di Chiara scivolarono tra le cosce di Elena, trovando le grandi labbra gonfie, bagnate. Le accarezzò piano, sentendo il calore umido che le colava sulle falangi. Elena gemette, la voce bassa e rotta. «Ti voglio assaggiare.» Si inginocchiò tra le gambe di Chiara.
Si inginocchiò tra le gambe di Chiara e abbassò la testa senza esitare. La lingua calda tracciò una linea lenta dal clitoride all'ingresso della vagina, raccogliendo i fluidi che colavano verso il perineo. Chiara gemette, le dita che afferravano i capelli neri di Elena. «Cazzo, sì.» Elena ripeté il movimento, più pressione, la punta della lingua che si insinuava tra le piccole labbra gonfie. Poi affondò due dita nella vagina di Chiara, curvandole verso l'alto con ritmo serrato, il palmo premuto contro il monte di Venere. Chiara inarcò la schiena e gridò, le contrazioni vaginali che stringevano le dita di Elena mentre la lingua continuava a leccarla. Venne con un urlo rotto, i fianchi che spingevano contro la bocca di Elena.
Poi spinse Elena sulla schiena, invertendo le posizioni con un movimento fluido. Si chinò tra le sue cosce e posò la bocca sul clitoride, la lingua che lavorava con movimenti rapidi e circolari. Saliva e umori le bagnavano il mento mentre Elena gemeva, le mani tra i capelli corti di Chiara. Tre dita pompavano dentro la vagina di Elena con spinte profonde e veloci, il suono bagnato che riempiva la stanza. Elena urlò e schizzò fluidi sulla mano e sul viso di Chiara, l'orgasmo che le faceva tremare le cosce.
Si avvinghiarono, corpi nudi, gambe intrecciate, sessi bagnati che sfregano l'uno contro l'altro con urgenza. Elena venne una seconda volta, un gemito roco, gli umori che colavano tra le cosce di Chiara. I corpi si fermano, madidi e intrecciati, il respiro di Elena che accarezza il collo di Chiara.
I corpi ancora umidi, le cosce appiccicose di sudore e di sesso, rimasero avvinghiate sul divano in un silenzio nuovo, senza più nulla da nascondere. Chiara accarezzava i lunghi capelli neri di Elena, le dita lente tra le ciocche, assorbendo la realtà di quel corpo nudo contro il suo. La tazza di tè freddo, dimenticata sul tavolino, segnava il confine tra il prima e il dopo. Elena sollevò la testa dal petto di Chiara, le pupille ancora dilatate, e le baciò la punta delle dita una a una, poi la nocca del pollice, le labbra calde sulla pelle. «Resta nel mio letto stanotte» mormorò, la voce bassa e roca. Chiara sorrise, la paura finalmente svanita dagli occhi verdi, e annuì. Elena si alzò, tese la mano a Chiara e la guidò verso la camera da letto.
continua..............
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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