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La notte nel casale
enzobsx
07.07.2026 |
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"Appoggiò la bocca sulla fessura, leccando lentamente dalle grandi labbra fino al clitoride pulsante..."
l rombo del motore si trasformò in un rantolo metallico, poi in un silenzio inquietante. Martina strinse il volante, imprecando sottovoce mentre la macchina perdeva velocità sull'autostrada deserta.«Non ci posso credere», sbuffò, accostando sulla piazzola d'emergenza. «Proprio adesso.»
Elisa, sua cugina, si sfilò gli auricolari e guardò fuori dal finestrino. «Che succede?»
«La cinghia, o qualcosa del genere. Non ne capisco niente.»
Scesero entrambe nell'aria fresca della sera. Martina sollevò il cofano, fissando il groviglio di metalli e tubi con frustrazione. Elisa intanto aveva aperto Google Maps sul telefono.
«Ehi, guarda», disse, avvicinandosi. «C'è un posto qui vicino. Il casale della nonna.»
Martina alzò lo sguardo. «La nonna è morta da dieci anni.»
«Lo so, ma la casa è ancora lì. È a dieci minuti a piedi. Possiamo passare la notte e domattina chiamare il carro attrezzi.»
Camminarono lungo il sentiero sterrato che conoscevano fin da bambine, quando passavano le estati in quel casale di pietra circondato dai cipressi. La luna illuminava il tetto di tegole e le finestre buie.
La porta cigolò sui cardini arrugginiti. Dentro, l'odore di polvere e legno vecchio le avvolse. Elisa trovò degli accendini in un cassetto della cucina e accese due candele, creando un'atmosfera tremolante e intima.
«Che strano essere qui», mormorò Martina, passando un dito sul tavolo di quercia. «Mi ricordo quando la nonna ci faceva la cioccolata calda.»
«E quando ci mettevamo nel letto grande a raccontarci storie», aggiunse Elisa, sorridendo.
Si guardarono negli occhi, e qualcosa scattò. Forse era la nostalgia, forse la tensione della serata, o forse semplicemente la consapevolezza improvvisa di essere due donne sole, in un luogo carico di ricordi.
«Andiamo di sopra?» propose Elisa, con un filo di voce.
La camera della nonna era rimasta intatta. Il letto matrimoniale con la testiera in ferro battuto, le lenzuola ingiallite ma ancora morbide. Martina si sedette sul bordo, Elisa la seguì.
«Ho sempre voluto dirti una cosa», sussurrò Elisa, avvicinandosi. «Ma non ne ho mai avuto il coraggio.»
Martina sentì il cuore accelerare. «Cosa?»
Invece di rispondere, Elisa le posò una mano sulla guancia e la baciò. Un bacio leggero, esitante, che si trasformò rapidamente in qualcosa di più profondo quando Martina rispose, aprendo le labbra e accogliendo la lingua della cugina.
«Anch'io», mormorò Martina contro la sua bocca. «Anch'io lo volevo.»
Si spogliarono a vicenda, lentamente, assaporando ogni centimetro di pelle che veniva rivelato. Le candele gettavano ombre danzanti sui loro corpi. Martina slacciò il reggiseno di Elisa, liberando due seni pieni e sodi, con i capezzoli già eretti. Chinò la testa e ne prese uno in bocca, succhiando delicatamente mentre Elisa gemeva, affondando le dita nei suoi capelli.
«Che bello», sospirò Elisa, lasciandosi cadere sul materasso e trascinando Martina con sé.
Rotolarono tra le lenzuola, le gambe che si intrecciavano, le bocche che si cercavano. Martina scese lungo il corpo di Elisa, baciandole la pancia, l'interno coscia, fino a raggiungere il sesso umido e caldo. L'odore eccitante la fece gemere di desiderio.
Appoggiò la bocca sulla fessura, leccando lentamente dalle grandi labbra fino al clitoride pulsante. Elisa inarcò la schiena, emettendo un grido strozzato.
«Sì, così, non fermarti.»
Martina affondò la lingua nella vagina bagnata, assaporando i succhi dolci e salati, poi risalì a succhiare il clitoride con movimenti circolari. Elisa le afferrò i capelli, premendole il viso contro il sesso mentre i gemiti si facevano più forti e irregolari.
«Sto per venire, sto venendo!»
Il corpo di Elisa fu scosso da spasmi violenti, la schiena che si sollevava dal letto mentre un orgasmo potente la travolgeva. Martina continuò a leccare piano, accompagnandola giù dall'onda del piacere.
Poi fu il turno di Elisa. Fece sdraiare Martina sulla schiena e le aprì le gambe, ammirando il sesso rasato e lucido di eccitazione. Si chinò e iniziò a leccare con avidità, infilando due dita nella vagina mentre la lingua lavorava sul clitoride.
Martina gemette forte, aggrappandosi alle sbarre della testiera. «Elisa, cazzo, sì!»
Le dita della cugina la penetravano con un ritmo costante, la lingua disegnava cerchi perfetti sul punto più sensibile. Quando sentì l'orgasmo avvicinarsi, Martina spinse il bacino contro il viso di Elisa, cercando più contatto, più profondità.
Venne con un urlo liberatorio, i muscoli che si contraevano ritmicamente attorno alle dita di Elisa, un fiume caldo che le bagnava la mano.
Rimasero abbracciate, sudate e sfinite, le candele ormai quasi consumate.
«Non immaginavo potesse essere così bello», sussurrò Martina, accarezzandole i capelli.
«Nemmeno io», rispose Elisa, baciandole la spalla. «Forse la nonna ci ha fatto un regalo, stanotte.»
Si addormentarono strette, i corpi ancora intrecciati, mentre fuori la luna continuava a vegliare sul vecchio casale.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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